IL FESTIVAL DI SABELLI - DENISE PARDO HA VISTO L'INTERVISTA A BALLANDI E AD ILARY E HA ATTRIBUITO A QUESTE DUE COSE LA MIA PRESENZA A SANREMO - CSF, TRA GLI AUTORI DI SANREMO, REPLICA SUL SUO BLOG ALLA GRANDINATA DI CRITICHE E RILANCIA.

"NOI, GLI AUTORI SOTTO TIRO PER ERRORE UNA BATTUTA RAZZISTA"
Carlo Moretti per "La Repubblica"

Carlo Pistarino è da sempre l´autore di fiducia di Panariello. Claudio Sabelli Fioretti al Festival era invece al suo debutto come autore tv in un programma non suo, chiamato dal comico a interpretare il doppio ruolo di «faro sull´attualità».

Sabelli, ci parli subito dei cinesi con le facce tutte uguali e di quegli strani bastoncini che si ostinano ad usare al posto delle forchette.
«Non prendo le distanze, anche se il monologo sui cinesi non l´ho scritto io. E´ colpa anche mia. Ma non sprecherei per questo la categoria del razzismo: è stata una battuta inopportuna, di quelle che si possono dire al bar ma che non vanno bene su un palco con una platea importante come il Festival. D´altronde sono battute che vanno bene per Panariello, la Rai lo doveva immaginare. E poi, se si vuole, andrebbe fatta una riflessione in generale sulla tv volgare. Detto questo il testo che ho ascoltato in diretta non era lo stesso scritto un mese fa a San Gimignano».

Cioè?
«Panariello lavora su un canovaccio insieme a Pistarino. Poi butta giù al computer il monologo, che in questo caso è cambiato nel passaggio tra il Panariello scrittore e il Panariello attore: a volte succede, basta saltare una battuta e un monologo di sinistra diventa di destra».

Qual è il passaggio saltato in diretta?
«E´ venuto fuori che se gli industriali chiudono, la colpa è dei cinesi e dell´arrivo dei loro prodotti a basso costo. In origine il gioco era seguito dalla frase: "Basta piangere su questo, pensate alla delocalizzazione". Però è anche vero che a Sanremo c´è una pressione fortissima, ci sono 1250 giornalisti che ogni giorno ti fanno le pulci, la maggior parte poi con l´unica ambizione di dare consigli invece di trovare le notizie».

Vecchia scusa: la colpa è sempre della stampa.
«Non di tutti, ma di molti sì, e lo dico da giornalista. Sono disattenti: solo due testate hanno scritto del posto in cui Eros voleva appendere la sua medaglia da commendatore. Una volgare offesa al Capo dello Stato».

Un bilancio personale sul festival?
«Credo sia stato fatto il meglio possibile con Panariello presentatore. E tutto in buona fede. La verità è che per quanto ci si sforzi nel corso di un anno la vera organizzazione del Festival si riduce agli ultimi 5 giorni. Vedi come esempio la partecipazione delirante di Travolta con l´occhio all´orologio per scappare all´aeroporto. E poi è stato sbagliato affidare l´intervista alla Cabello: avevo scritto anch´io le domande, ma erano per Panariello. Lo sketch dei piedi sarebbe stato anche divertente ma accompagnato da domande serie, solo così avrebbe rotto la liturgia. Mischiato con le sciocchezze non ha funzionato: Travolta è stato travolto dalle parole».

Pistarino, lei che bilancio si fa dopo Sanremo?
«Trovare l´alchimia giusta tra testi e musica a Sanremo è una sfida infernale. I testi una volta funzionano e una volta no, ma non si può farne un processo. Abbiamo fatto del nostro meglio. E in buona fede. Non dico che rifarei tutto, ad esempio il monologo sui cinesi, sarei un cretino. Ma aggiungo: è stato apprezzato l´intervento di Pieraccioni. Grandi lodi. Anche quello l´ho scritto io. E allora? La verità è che Panariello era frenato dal ruolo, non poteva mica ironizzare sulla scenografia, visto che era il padrone di casa, e che Ferretti l´aveva voluto lui».

LETTERA DALLA BLOGSFERA (www.sabellifioretti.com)
1 - SABELLI FIORETTI E' COLPEVOLE!
da Pino Granata

Colpevole di che, chiederà qualcuno. Di tante cose, ma ,soprattutto, di averci costretto ad occuparci di Sanremo. Se lui non avesse proditoriamente accettato di partecipare a questa manifestazione decadente e nazionalpopolare(Manca docet), noi non saremmo stati costretti a subire questo bombardamento quotidiano di notizie festavaliere. Potrebbe essere perdonato solo se avesse percepito almeno la metà dei soldi di Panariello. Per meno non è possibile perdonarlo.

E' bello sapere che posso fare di voi quello che voglio (csf)



2 - NOVITÁ!
da Pier Franco Schiavone

Leggo su La Repubblica che la Blasi avrebbe preso 80.000 euro, Cabello 100.000 e Panariello un milione. Chissá se ha ragione La Repubblica o Dagospia. A proposito, quest'ultimo ha pubblicato una carognata su CSF al limite della querela (non so cosa pensa CSF ma ha tutta la mia solidarietà). Ecco, alcuni giornalisti lanciano insinuazioni terribili, che chiamano elegantemente affettuosità, verso i colleghi mentre noi lobbisti ci limitiamo a discutere ingenuamente del sesso degli angeli e ci accaloriamo pure.

Dagospia ha ripreso l'Espresso. Denise Pardo è una persona per bene che ha questa rubrichetta "Affettuosità giornalistiche" che deve riempire tutte le settimane. Ha visto l'intervista a Bibi Ballandi e ad Ilary Blasi e con il meccanismo che usa ha attribuito a queste due cose la mia presenza a Sanremo. Roba perdonabile. Ma adesso, visto che non la sbrano, potrebbe sospettare che questa è una affettuosità giornalistica visto che io ho intervistato anche lei. Ho intervistato finora circa 500 persone nella mia vita, non mi resta che tornare nella mia frazione in montagna, fra mufloni e caprioli, per evitare di essere sospettato da Denise Pardo. Ho intervistato Schifani, Biondi, Bondi, Carlucci, Pecorella, Micciché, Gardini, Fede e non sono stato candidato per Forza Italia. Ho intervistato Dell'Utri e non sono entrato nella mafia. Ho intervistato Grillini e Cecchi Paone e non sono diventato gay.(csf)

3 - IL FESTIVAL DI SABELLI
da Massimo Puleo

Non ho visto il "Festival di Sabelli" perché non stravedo per la musica italiana, non mi piacciono i nani e nemmeno le ballerine (con tutto il rispetto per i rispettivi ordini professionali). Ragion per cui mi trovo nell'impossibilità di fare commenti in materia. Detto ciò mi va di spezzare una lancia in favore del "principale": Sanremo è un'occasione da non perdere, sotto tutti i punti di vista, anche se ancora - caro Claudio - non ho ben capito il tuo ruolo nel cast autoriale. Insomma, il tuo grado di colpevolezza... Per il resto. C'è sempre bisogno di uno Schiavone che arma la penna e si lancia contro i compensi immorali che girano nello spettacolo, nello sport, nell'arte (e mi viene in mente Cattelan, ma non so perché), nella finanza, ecc...Non serve a nulla, ma almeno leggi qualcosa che potresti aver scritto tu (cioè, io) senza la fatica di farlo.

Piero Chiambretti mi ha chiesto di andare a difendermi domani sera a Markette. Che dite? Ci vado?

4 - COSA NON SI FA PER FARE CARRIERA
da Gianni Franchini

Caro Csf, sono quello che ti scrive "per farti piacere", a cui piacerebbe molto "fare carriera" e che "crede" che questo invece di un blog sia una "redazione". Ah, e sono anche quello che scrive "stronzate". Non me la prendo, figuriamoci, può capitare a tutti di avere delle visioni. Il fatto è che volevo solo offerti un po' di solidarietà, certo non richiesta, dopo qualche attacco che avevo letto sui giornali. Può darsi che l'abbia scritta male, ma quando scrivo qui vado abbastanza di getto, non credevo che avrei trovato un bodyguard dei processi alle intenzioni in servizio permanente effettivo. Starò molto più attento in futuro. Un saluto striminzito....e ricordati di portare il mio curriculum a Mieli, mi raccomando....

5 - PRIMUM, CAZZEGGIARE
da Gianni Guasto

Ehi, un momento. Io partecipo a questo blog da anni, e mi piace. Mi piace perché le lacrime e il sangue hanno sempre un che di leggero e disincantato, e dopo tanto tempo, farei fatica a far a meno persino delle periodiche sparate dell'Avvocata. Quindi, non esito a dichiarare che questa storia di Sanremo (l'orrendo Sanremo che non guardo dai tempi di Chad and Geremy, dedicando quelle serate al mio appuntamento annuale con Joyce; non Ulysse che é troppo facile: Finnegans Wake in slang dublinese) ha preso una piega che non mi piace. Troppa seriosità e soprattutto troppa suscettibilità.
Anche Lei, CSF, non si arrabbi tanto: in fondo siamo sempre i Suoi sorcini.

Caro Gianni, lei ha proprio ragione. Sono cascato anche io nella trappola. E' che c'è una sola cosa che mi fa andare in bestia, generalmente, l'intolleranza e l'incapacità di seguire sentieri logici nei ragionamenti. La verità è che Sanremo è un frullatore che fa perdere la testa a critici paludati, gente per bene, osservatori del costume. L'importante è che non la perdiamo noi che facciamo della leggerenza e della soavità una filosofia di vita. Lasciatemelo dire per un'ultima volta: Sanremo non è una cosa seria ma è ancor meno serio occuparsene in maniera troppo seria. Cazzeggiare invece, come dice lei, Gianni, è cosa seria e quindi riprendiamo il nostro sano cazzeggio. Dove eravamo rimasti ? (csf)

6 - FORZA CSF
da Gianni Franchini

Aldo Grasso che scrive i nomi degli autori "a imperitura memoria" e definisce Csf "la mente" dello sfacelo, l'Espresso che avanza malignità su Csf, Sanremo e le interviste sul Corriere Magazine. Perfino da alcuni commenti dei blog traspare una certa soddisfazione moraleggiante-populista per il Csf "insanremato" e "retribuito". Sapete che vi dico? Io sto con Csf, sempre e comunque, soprattutto quando non gli riescono i miracoli di trasformare il povero Panariello in un conduttore carismatico e Del Noce in un direttore di rete. Forza Csf, ché stasera c'è Zelig!.
p.s. Nessuno si chiede come mai, da qualche decennio a questa parte, Mediaset ha deciso di controprogrammare con forza?

7 - QUI ARISTON, A VOI BLOG
ANZI NO: QUI CASA MIA, A VOI BLOG
lunedì 6 marzo

E' finita. Ognuno ha preso la strada di casa sua inseguito da polemiche degne di miglior causa e da critiche feroci. Sanremo è un frullatore, mi dice un amico per consolarmi. Sono in macchina quando mi raggiunge un collega della Repubblica per contestarmi che il monologo sulla Cina era razzista. Io gli rispondo che la parola razzista la riserverei per cose più serie. Che dire che i cinesi sono tutti uguali è solo una battuta moscia non una scelleratezza. Che Panariello non è Borghezio. Che parlare delle fabbriche che chiudono in Italia per aprire in Cina non è di destra ma di sinistra. Ma poi mi accorgo che cado nello stesso errore dei 1200 giornalisti inviati a Sanremo: la mancanza di leggerezza e di buonsenso. Mi chiedono anche se tornerei il prossimo anno a Sanremo. La mia risposta, sì, sorprende tutti anche quelli che sicuramente torneranno a Sanremo l'anno prossimo. Bene: diciamo la parola fine anche se mi rimane una curiosità. Come si misura l'area della bocca di Dolcenera?
(non continua)


Dagospia 06 Marzo 2006