AMAZON, ARRIVANO I FILM DA COPIARE SU DVD - PAPERONI: SILVIO SCENDE, GATES SALE - AL POLLO! AL POLLO! 21 I MORTI ACCERTATI FINORA, MA IL PROBLEMA E' IL TERZO MONDO - DOPO IL SOUTH DAKOTA ORA ANCHE IL TENNESSEE PROVA A VIETARE L'ABORTO...

Elmar Burchia per Dagospia


1 - BILLIONAIRE GATES RESTA IL PIÙ RICCO, BERLUSCONI PERDE POSIZIONI...

Per la dodicesima volta consecutiva è Bill Gates, il fondatore della Microsoft, l'uomo piu' ricco del pianeta. Gates ha un patrimonio in crescita nel 2006 a 50 miliardi di dollari (46,5 miliardi nel 2005). La classifica è stata stilata come sempre dalla rivista Forbes. Il primo dei 14 italiani presenti (erano 10 nel 2005) è il premier Silvio Berlusconi, che però scende dal 25mo al 37mo posto (con un patrimonio sceso da 12 a 11 miliardi). Tra gli italiani il presidente del Consiglio è tallonato da Leonardo Del Vecchio e Michele Ferrero, entrambi con 10 miliardi (44°) frutto degli arricchimenti nell'occhialeria con Luxottica e nell'alimentare con Nutella.

Più distante Giorgio Armani, 158° con 4,1 miliardi, che precede Caltagirone, Miuccia Prada, i Benetton, Ennio Doris e Stefano Pessina. I nomi nuovi, qui, sono Mario Moretti Polegato (Geox) con 2,2 miliardi e Silvio Scaglia (presidente Fastweb) con 1 miliardo. Sono due degli appena 15 nomi nuovi spuntati dall'Europa. È istruttivo apprendere da Forbes che dei 793 (102 più dell'anno precedente) piazzati ben 452 sono self-made men. Tra le donne - aumentate da 68 a 78 - ce sono invece solo sei che "si sono fatte da sole".

La Top Ten di Forbes:

1. Bill Gates (USA) 50 miliardi $
2. Warren Buffett (USA) 42 miliardi $
3. Carlos Slim Helu (Messico) 30 miliardi $
4. Ingvar Kamprad (Svezia) 28 miliardi $
5. Lakshmi Mittal (India) 23,5 miliardi $
6. Paul Allen (USA) 22 miliardi $
7. Bernard Arnault (F) 21,5 miliardi $
8. Pincipe Alwaleed Bin Talal Alsaud (Arabia Saudita) 20 miliardi $
9. Kenneth Thomson (Canada) 19,6 miliardi $
10. Li Ka-shing (Hongkong) 18,8 miliardi $


2 - AMAZON, ARRIVANO I FILM DA COPIARE SU DVD...
Il negozio online più famoso del pianeta Amazon.com sarebbe in trattativa con tre studios di Hollywood, la Paramount Pictures, la Universal Studios e la Warner Brothers per creare un servizio che permetta agli utenti di scaricare film e diversi programmi televisivi e di copiarli poi su dvd. A riferirlo è oggi il quotidiano "The New York Times". Intanto sembra confermata la notizia che Amazon.com sia anche in trattative con quattro grosse case discografiche per dare il via al servizio di musica digitale.

3 - AL POLLO! AL POLLO! 21 I MORTI ACCERTATI FINORA, MA IL PROBLEMA E' IL TERZO MONDO....
Giornali e telegiornali italiani non danno grande risalto alle ultime notizie sul virus dell'aviaria, ma la paura per l'H5N1 cresce, e cresce specialmente a livello europeo, anche dopo la conferma che ieri sull'isola tedesca di Ruegen, nel Mar Baltico, una faina è stata trovata positiva al virus dell'influenza aviaria. Appena una settimana fa tre gatti sono stati trovati positivi nella stessa zona. Anche Oltreoceano sta crescendo l'ansia. David Nabarro, responsabile Onu per l'influenza aviaria, ha comunicato che le previsioni sulla diffusione del virus nel continente americano, secondo una stima delle Nazioni Unite, sono oramai prossime.

Il ceppo potenzialmente patogeno per l'uomo, potrebbe raggiungere l'America entro i prossimi 6-12 mesi. Ma il primo contagio animale potrebbe avvenire anche prima di quanto previsto se, quest'estate o nel prossimo autunno, le specie di volatili infetti compiranno migrazioni dall'Africa occidentale verso l'Alaska e il Circolo Polare Artico.
A destare ulteriori preoccupazioni è ora anche Mike Davis, il maggiore studioso contemporaneo dell'America metropolitana e uno dei massimi esperti mondiali di globalizzazione, che dalle pagine della "Süddetusche Zeitung" lancia l'allarme. Il centro nevralgico, secondo Davis, è e rimane nei Paesi del Terzo Mondo. "Questi sono gli stati maggiormente esposti al virus in quanto i loro abitanti sono a stretto contatto con i volatili e spesso le situazioni igeniche in questi luoghi sono pessime." "Potrebbe ripetersi la tragedia del 1918"; infatti, secondo Davis, come è successo per la Spagnola (H1N1) - anch'essa di origine aviaria poi adattatasi all'uomo - sarebbero gli abitanti dell'Africa e dei Paesi del Terzo Mondo in generale, i più esposti al virus. Nel 1918 morirono tra le 50 e le 100 milioni di persone, la maggior parte in Asia e Africa, meno dell'uno per cento invece negli USA e in Europa (3 milioni).



I responsabili epidemiologici della "Lowy Institute" di Sydney hanno calcolato che se il virus passasse da uomo a uomo i morti solo in Germania sarebbero 800.000, negli USA oltre 2 milioni, nell'Africa Occidentale e nel sudest dell'Asia verrebbero decimate intere nazioni con perdite fino a 140 milioni di persone, afferma Davis, che però aggiunge che "per ora i dati sono solo ipotetici". "Se la pandemia scoppiasse in Italia o Francia, nel giro di mezz'ora tutta la popolazione sarebbe già in allerta, se però scoppiasse in Africa, passerebbero delle settimane fino a quando qualcuno si accorgesse della sua diffusione e nel frattempo morirebbero milioni di persone." Davis: "E' necessario spedire subito una dozzina di medici qualificati e materiale all'avanguardia in Nigeria, Vietnam e Africa. In Europa ci ostiniamo a esaminare ogni uccello morto, mentre sono l'Africa e i Paesi sottosviluppati ad essere oggi i più sensibili ad un potenziale passaggio da uomo a uomo."

Nel frattempo un bimbo di quattro anni è l'ultima vittima accertata, la 21esima, del virus H5N1. Il bambino è morto il 28 febbraio al "Karyadi Hospital" di Semarang, nell'isola di Giava. Probabilmente il numero di decessi a causa del virus H5N1 è molto maggiore, tenuto conto delle carenze nella raccolta dei dati della Sanità pubblica nelle 6.000 isole abitate dell'arcipelago.

4 - DOPO IL SOUTH DAKOTA ORA ANCHE IL TENNESSEE PROVA A VIETARE L'ABORTO...
Da lunedì sera il governatore del Sud Dakota ha messo la sua firma sotto la legge destinata a vietare, a partire da luglio, tutte le forme di aborto nel suo stato. Ora anche il Tennessee intende mettere fine a questo diritto. Infatti, il Senato federale del Tennessee ha approvato ieri (ora locale) una proposta di emendamento alla Costituzione dello Stato affinchè "non venga più garantito il diritto di aborto" per le donne. La grande battaglia per cancellare la "Roe v. Wade", la sentenza che in nome della privacy ha reso più di trent'anni fa l'aborto legale negli Stati Uniti, è così cominciata. Il cammino nello stato del Tennessee per modificare la Costituzione sarà ancora lungo, ma nel frattempo il primo passo di ieri a Nashville ha avuto il benestare di 24 senatori contro 9.

La Corte Suprema dello stato ha a suo tempo definito la Costituzione del Tennessee "troppo permissiva" nei riguardi dell'aborto e "auspica un adeguamento alle regole" della Costituzione statunitense. Ora i nemici dell'interruzione di gravidanza sperano che questo dibattito possa arrivare anche alla Corte Suprema. Quest'ultima ha nel frattempo già accettato di riesaminare la costituzionalità del cosiddetto "aborto tardivo" e qualche settimana fa ha dato luce verde alle manifestazioni dei movimenti per la vita davanti alle cliniche che praticano aborti.

Pesantissime le critiche che arrivano da parte dei sostenitori per il diritto dell'aborto che temono che l'interruzione di gravidanza a questo punto possa essere bandita totalmente non solo nello stato del Tennessee.
Il divieto di quasi tutte le forme di aborto, entrato nei codici del South Dakota invece, prevede che i medici che effettuano aborti siano puniti fino a cinque anni di reclusione a meno che non dimostrino che la procedura sia necessaria a salvare la vita - ma non a preservare la salute - della donna.

Ancora a settembre dello scorso anno il 56 per cento degli americani è risultato "pro-choice", cioè favorevole a lasciare alle donne il diritto e la scelta di interrompere volontariamente la propria gravidanza. Solo il 38 per cento è risultato "pro-life", a favore cioè della vita e quindi contraria all'aborto, secondo i dati emersi dall'ultimo e più completo sondaggio sul tema, condotto da "Survey Usa".

Negli Stati Uniti non esiste una legge sull'aborto né a favore né contro, come c'è in Italia o nel resto del mondo. L'aborto è totalmente libero dal 1973, da quando la Corte Suprema, con una decisione di cinque giudici contro quattro, emise la sentenza del caso "Roe contro Wade" che riconobbe come costituzionale il diritto delle donne a interrompere la gravidanza. La dottrina Roe prevede la possibilità di abortire "per qualsiasi ragione" nei primi 5 mesi e mezzo di gravidanza e, per non meglio specificate ragioni di "salute", anche negli ultimi tre mesi. Ma ora con in mente le immagini di Samuel Alito, l'italoamericano cattolico e conservatore, sorridente nella sua toga di giudice della Corte Suprema, gli antiabortisti hanno gi à cominciato a pregustare una possibile vittoria che rientra in una serie di iniziative messe in moto dal partito anti-aborto per provocare la revisione della sentenza della Corte Suprema Roe contro Wade.


Dagospia 10 Marzo 2006