L'INTERDETTO GERONZI HA "INTERDETTO" BAZOLI - CAPITALIA ACQUISTA IL 2,02 PER CENTO DI INTESA - ORA PER ACCHIAPPARE LA BANCA ROMANA L'UNICA STRADA È LANCIARE UN'OPA CASH DA 18 MLD DI EURO PER IL 60% DELLE AZIONI ORDINARIE (SOMMETTA CHE BAZOLI NON HA)...
Da www.repubblica.it
Lo annuncia lo stesso istituto romano in un comunicato diffuso al termine della riunione del consiglio di amministrazione. "Capitalia - si legge - comunica di avere notificato nei termini di legge a Consob e a Banca Intesa l'acquisto del 2,02 per cento del capitale ordinario di Banca Intesa".
"Tenuto conto dello spirito e delle motivazioni di tale partecipazione - prosegue il comunicato - il consiglio di amministrazione ha preso atto favorevolmente della determinazione di mantenere la partecipazione in Banca Intesa all'attuale livello, fino al momento in cui non sarà rientrata la pressione speculativa, ovvero tutti i propri azionisti non saranno messi nelle condizioni di valutare in modo compiuto qualsivoglia opzione strategica che fosse effettivamente presentata".
Nel corso della riunione del cda è stata apprezzata la volonta di Intesa "di operare in termini amichevoli" ed è stata effettuata "una valutazione collegiale in merito alla recente prolungata situazione di incertezza e di speculazione sul proprio titolo, che si è venuta a determinare in relazione alle informazioni riportate dagli organi di stampa, e alle indiscrezioni presso la comunità finanziaria su presunti piani di integrazione che coinvolgerebbero Capitalia".
Nei giorni scorsi, si è molto parlato di un'acquisizione di Capitalia da parte di Banca Intesa. L'operazione di questa sera va probabilmente nella stessa direzione. Bazoli potrebbe infatti lanciare una vantaggiosa offerta di scambio.
La mossa di Capitalia si spiega con l'articolo 121 del testo unico della Finanza che disciplina le partecipazioni reciproche e stabilisce che, in caso di pacchetti incrociati che oltrepassino il tetto del 2 per cento, "la società che ha superato il limite successivamente non può esercitare il diritto di voto inerente alle azioni o quote eccedenti, e deve alienarle entro dodici mesi dalla data in cui ha superato il limite". Per superare il blocco l'unica strada è lanciare "un'offerta pubblico di acquisto diretta a conseguire almeno il 60 per cento delle azioni ordinarie".
In pratica, Capitalia sembra, in questo modo, essersi voluta tutelare di fronte a eventuali strategie fondate sulla "logica del fatto compiuto". Il pacchetto resta fermo perché non c'è la volontà di andare allo scontro con Intesa, ma allo stesso tempo eventuali operazioni ostili sono a questo punto di fatto congelate a meno di non arrivare al lancio di un'Opa.
Dagospia 10 Marzo 2006
Lo annuncia lo stesso istituto romano in un comunicato diffuso al termine della riunione del consiglio di amministrazione. "Capitalia - si legge - comunica di avere notificato nei termini di legge a Consob e a Banca Intesa l'acquisto del 2,02 per cento del capitale ordinario di Banca Intesa".
"Tenuto conto dello spirito e delle motivazioni di tale partecipazione - prosegue il comunicato - il consiglio di amministrazione ha preso atto favorevolmente della determinazione di mantenere la partecipazione in Banca Intesa all'attuale livello, fino al momento in cui non sarà rientrata la pressione speculativa, ovvero tutti i propri azionisti non saranno messi nelle condizioni di valutare in modo compiuto qualsivoglia opzione strategica che fosse effettivamente presentata".
Nel corso della riunione del cda è stata apprezzata la volonta di Intesa "di operare in termini amichevoli" ed è stata effettuata "una valutazione collegiale in merito alla recente prolungata situazione di incertezza e di speculazione sul proprio titolo, che si è venuta a determinare in relazione alle informazioni riportate dagli organi di stampa, e alle indiscrezioni presso la comunità finanziaria su presunti piani di integrazione che coinvolgerebbero Capitalia".
Nei giorni scorsi, si è molto parlato di un'acquisizione di Capitalia da parte di Banca Intesa. L'operazione di questa sera va probabilmente nella stessa direzione. Bazoli potrebbe infatti lanciare una vantaggiosa offerta di scambio.
La mossa di Capitalia si spiega con l'articolo 121 del testo unico della Finanza che disciplina le partecipazioni reciproche e stabilisce che, in caso di pacchetti incrociati che oltrepassino il tetto del 2 per cento, "la società che ha superato il limite successivamente non può esercitare il diritto di voto inerente alle azioni o quote eccedenti, e deve alienarle entro dodici mesi dalla data in cui ha superato il limite". Per superare il blocco l'unica strada è lanciare "un'offerta pubblico di acquisto diretta a conseguire almeno il 60 per cento delle azioni ordinarie".
In pratica, Capitalia sembra, in questo modo, essersi voluta tutelare di fronte a eventuali strategie fondate sulla "logica del fatto compiuto". Il pacchetto resta fermo perché non c'è la volontà di andare allo scontro con Intesa, ma allo stesso tempo eventuali operazioni ostili sono a questo punto di fatto congelate a meno di non arrivare al lancio di un'Opa.
Dagospia 10 Marzo 2006