MUGHINI VERSUS I CONFRONTI IMBECILLI DI SABELLI FIORETTI - LE DISAVVENTURE DELLE STILLE (ALEXANDER) DI IRONIA - DATECI UN MORETTI DI DESTRA - AMOROSI SGUARDI TRA FAZIO E IL BEATO NANNI (MOLLICA, IL GRADNE SCONFITTO).

1 - SABELLI FIORETTI, IL GIOCO DELLA TORRE E I CONFRONTI IMBECILLI.
Giampiero Mughini per "Il Foglio"

Come proteggersi dagli imbecilli. Purtroppo è impossibile. Succede difatti che Claudio Sabelli Fioretti faccia delle ottime interviste su ciascun numero del Corriere magazine, il settimanale di Marilù Agnese che accompagna il Corriere della Sera. Ogni volta, a fine intervista, fa quello che lui chiama il "gioco della torre". Sceglie due personaggi che fanno lo stesso mestiere e chiede all'intervistato quale dei due vorrebbe buttar giù dalla torre. Che so?, Vespa o Mentana tanto per fare il caso più da terza elementare. Me mi mette in compagnia di Maurizio Mosca (che è mio amico e che all'alba dei Novanta è stato uno dei personaggi più innovativi della televisione italiana) per poi chiedere alla sua vittima se vuole buttar via l'uno o l'altro di noi due.

Ora, solo un imbecille può fare un tale raffronto perché è innanzi agli occhi di Dio e di chiunque che io e Maurizio non abbiamo nulla in comune, non facciamo lo stesso mestiere, nulla delle nostre rispettive silhouette si somiglia, nulla del nostro linguaggio e della nostra retorica si avvicina. Solo un imbecille potrebbe pensare che ci apparenta il fatto di amare e conoscere entrambi il calcio, dato che solo un imbecille può non accorgersi che quello di cui parlo io non è affatto il calcio di cui parla Maurizio. Non che il mio sia migliore, per carità, solo che è diverso e penso che Sabelli Fioretti la terza elementare l'abbia affrontata e superata e possa accorgersene se si applica. Che fare, come difendermi da tali imbecillità che faccio finta di credere non malevole? Ahimé, impossibile.

2 - SCUSATE, SCHERZAVO.
Giuliano Ferrara per "Il Foglio"

Era già successo. Essendo questo giornale ironico e autoironico, capiterà ancora. Maria Cuffaro del Tg3 prese per buone intercettazioni satiriche da noi pubblicate in una rubrica di satira. Il ministro Sirchia prese per buono un appello-beffa in difesa dei ciccioni, contro la filosofia della mezza porzione, firmato da illustri autorità biomediche. I dirigenti Rai temettero che tirassimo davvero le uova a Benigni, capitanando un drappello di 50 invitati a Sanremo. Ora succede questo. Garzanti pubblica un libro contro il Cav. di Alexander Stille (Citizen Berlusconi). Per sfotticchiare Stille, e per provocare i colleghi Rossella e Mieli, che nel libro sono trattati con villania, Marcenaro nella sua Version e l'elefante nella sua rubrichina delle lettere hanno inserito frasi di lode sperticata del libro. (Che peraltro il fantozziano direttore, sia detto nel caso il Cav. rivincesse le elezioni, ha presentato a Roma con parole non dure ma durissimissime, non ostili ma ostillime.) Ora quella frase sul "fantastico libro di Stille" campeggia nella fascetta della ristampa. Avventure dell'ironia.

3 - DATECI UN MORETTI DI DESTRA
Michele Serra per la Repubblica

Effettivamente, per riequilibrare la situazione, ci vorrebbe un Nanni Moretti di destra, che avesse fatto un film contro Prodi. Ci sarebbe anche il titolo: "Moriremo democristiani". E poi ci vorrebbero un Paolo Rossi o un Grillo di destra, che massacrino allegramente la folla di ulivisti in spasmodica attesa di poltrona, e un Benigni di destra che prenda in braccio Berlusconi, e cantautori, cineasti e satirici di destra.



Ma un Moretti di destra non c'è, il resto neppure, e lo sbilancio è clamoroso, l'egemonia soffocante, la monotonia alle porte. La produzione culturale della destra, specie in questi giorni, consta soprattutto in dichiarazioni all'Ansa di portavoce e sotto-leader che lamentano l'esistenza del Moretti di sinistra e del suo film di sinistra. Nonché spiritosi recensori che stroncano il film senza averlo visto, o peggio avendolo visto senza capirci granché. Ma se almeno la metà dell'energia posta nello stroncare e censurare gli altri, la destra italiana (in senso lato) l'avesse spesa, come dire, per farsi una cultura tutta sua? Invece di chiedere agli altri di scomparire, perché non prova ad apparire lei, e intrattenere lo spettabile pubblico con spettacolini e spettacoloni propri? Sono anni che aspettiamo, noi di sinistra, di poter finalmente sferrare una campagna triviale, tipo Libero, o fichetta, tipo Foglio, contro un Moretti o un Benigni di destra. Dateceli! Ne abbiamo diritto!!

4 - AMOROSI SGUARDI TRA FAZIO E IL BEATO NANNI (E MOLLICA?)
Aldo Grasso per il Corriere della Sera

Giusto per aver un'immagine da consegnare alla piccola storia della tv. Lo sguardo tra Fabio Fazio e Nanni Moretti a Che tempo che fa di ieri sera non somigliava per nulla a quello tra Barbara Fusar Poli e Maurizio Margaglio, after the fall . Era esattamente l'opposto: uno sguardo d'amorosi consensi, di gioia, di soddisfazione. Il gioco è di buttarla sul ridere: Il caimano non è un film politico, forse è comico, ma no, forse è poliziesco, ah sì, ecco è un film di fantascienza ambientato in Germania. Nanni legge una dichiarazione (involontariamente comica) sulla par condicio. Fabio sta al gioco, fin troppo. Tanto che l'ospite gli dice: «Reciti la parte di quello che ha paura ma hai paura veramente».

Paura di cosa? Non del film perché l'aggettivo più speso è stato «straordinario». Paura degli alligatori? Forse. I due scherzano, l'uno tiene bordone all'altro, promuovono come si deve il film. E tuttavia, in tanta esposizione mediatica, Nanni si dispiace che i giornali parlino più di politica che di cinema. Cara grazia. I passaggi in video di Nanni Moretti sono sempre stati parsimoniosi, misurati. Se ne ricordano due o tre: il mitico scontro con Mario Monicelli a Match di Alberto Arbasino (1977), dove Moretti recitava la parte del «giovane regista sperimentale», quello del «Ve lo meritate Alberto Sordi» (che sia Sordi il padre spirituale del Caimano?), un passaggio a Domenica In di Pippo Baudo (1984) per il lancio di Bianca e un altro, l'anno successivo, a Domenica In di Mino Damato per il lancio de La messa è finita (1985). Era molto rilassato Moretti, a suo agio in casa Fazio, al termine di una giornata milanese trionfale. Il 2 aprile farà il bis televisivo. Stessa rete, ospite di Serena Dandini a Parla con me. Ancora una volta, il grande sconfitto di questi inaspettati processi di beatificazione via etere è Vincenzo Mollica.


Dagospia 27 Marzo 2006