DAGO & FILO - MALEFICENZA SENZA FRONTIERE: QUANDO LA MODA CADE SUL CADEAU

Finalmente e' finito natale, il piu' melenso, falso e fastidioso che moda ricordi. Visto che a natale bisogna essere buoni (mission impossible nel serpentario fashion) e che questo era il primo di tutti i natali della nostra vita senza le Twin Towers, gli stilisti hanno deciso di risparmiare non una ma due volte sui cadeaux aziendali. Tutti o quasi hanno deciso di devolvere l'importo stanziato per i regali di natali ai piu' diversi enti benefici.

Fin qui tutto bene, qualcuno (Gianfranco Ferre' e donna karan) lo fa gia' da anni, nessuno l'ha mai apprezzato ("Gianfranco ha proprio il braccino corto" dicono arrotolando la erre le sciure milanesi, specie se di mestiere fanno per mancanza di prove le giornaliste) ma almeno non bisognava ringraziare: arrivava un biglietto d'auguri con acclusa letterina dell'ente beneficiato e buonanotte ai zampognari. Quest'anno, invece, la beneficenza e' stata fatta in grande stile: gli uffici di grafica del centro di Milano e le tipografie dell'hinterland hanno lavorato a pieno ritmo sciorinando cartoncini colorati, decorati, istoriati, farciti e contrari al piu' elementare buon gusto con scritte della serie "nell'accompagnarvi in questi giorni con i nostri auguri e il nostro pensiero speriamo vi faccia piacere sapere che abbiamo devoluto la cifra da noi destinata ai vostri regali di Natale all'ente tal dei tali".

La tentazione di rispondere la verita' era tanta: "no, non ci fa piacere che la vostra borsetta o sciarpetta o maglietta sia andata in cavalleria: era comoda per il riciclo dell'ultima ora alla custode, alla manicure e alla colf. Pero' Buon Natale e soprattutto Buon Anno lo stesso". Nessuno per il momento l'ha fatto, peccato. Comunque sia la misura e' stata colmata. Uno studio di pubbliche relazioni ha annunciato via cartoncino che:"la pace e' l'unico dono per loro e per noi tutti, percio' abbiamo deciso di regalare 50 aquiloni ai bambini di Kandahar". Al di la' del raccapriccio grammaticale (non e' chiaro chi siano 'loro' e nemmeno 'noi tutti', ma paziennza) c'e' la fondamentale domanda: che se ne fanno i poveri bambini di Kandahar degli aquiloni visto che se si mettono a correre per farli volare rischiano di saltare sulle mine antiuomo Made in Italy come i cappotti di Armani?

Alcuni giornalisti (tutti quelli che fanno l'uomo, ovvero le sfilate di moda maschile in calendario a firenze dal 10 al 13 gennaio e a Milano dal 14 al 18 gennaio) hanno ricevuto prima il cartoncino sulla beneficenza e poi un regalo sottobanco ma non certo sottotono: orologi, montoni, pullover di cachemire, telefonini tri-band, borse di coccodrillo, cose cosi'. Nei giorni precedenti il natale le portinerie delle varie redazioni sembravano antri carbonari perche' i fattorini debitamente istruiti consegnavano i preziosi pacchettini solo a segretarie preavvertite dalle varie pierre dell'arrivo di "un pacco piuttosto speciale ancorche' personale". In Rizzoli si son viste scene della malavita tra i portieri che telefonavano in redazione berciando "scenda, un altro pacco per Sclavi (o Giacomotti, o Bernasconi o Giussani) ". E i fattorini che impallidivano esclamando: "non urli cosi', e' una cosa riservata".

I potenti free lance tipo Gianluca Lo Vetro (Unita'), Giusi Ferre' (Rizzoli e dintorni) Daniela Fedi (il Giornale), Anna Piaggi (Vogue Italia) hanno dovuto elargire mance favolose al custode oppure offrire un regalo non riciclato ai vicini di casa per avere lo stesso servizio a domicilio. Insomma alla fine ci han fatto girar le scatole, cosi' abbiamo controllato con un commercialista. Le aziende detraggono dai loro redditi le cosiddette spese di rappresentanza (quindi i cartoncini di auguri non sono costati un tubo) e le somme versate in beneficenza ad enti o associazione riconosciuti dallo stato italiano. Ammesso (non concesso) che l'abbiano fatto davvero tutti gli stilisti che dicono di aver fatto del bene ci han guadagnato, in ordine sparso e con molti buchi di memoria: Armani (Alto Commissariato dell'ONU per i Rifugiati) Ferre' (Opera Cardinal Ferrari) Mila Schon (Progetto Gemma) Laura Biagiotti (si e' scordata l'ente), Rocco Barocco, Mariella Burani (Croce Rossa), Exte' (quale ente?), Samsonite, Blumarine, Strenesse, Etro, Ferragamo, Missoni (Medici Senza Frontiere), Fendi.

Solo su Missoni possiamo mettere la mano sul fuoco perche' la dottoressa Stefania Dente, presidente della sezione italiana di Medici Senza Frontiere, ha mandato di sua iniziativa una lettera di ringraziamento specificando che il contributo e' stato sostanzioso e utilissimo visto che MDF opera in piu' di 85 paesi dove guerre, carestie o calamita' naturali privano la gente della dignita' e del diritto stesso a vivere. Chissa' perche' Stefania Dente non s'e' presa la briga di mandare analoga lettera per le altre 4 case di moda che dicono di aver devoluto un importo allo stesso ente?

Dagospia.com 4 Gennaio 2002