IL NO DI DONNA FRANCA - PRODI, BERLUSCONI HA RICONOSCIUTO LO STATO DI ISRAELE E ME - VELTRONI: "PER ME LETTA SARĂ€ SEMPRE IL SOTTOSEGRETARIO ALLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO" - MASTELLITE AL SENATO - FORZA ABRUZZO - SCHIOPPA PER CALTA.
1 - Jena per La Stampa - Ciampi ha detto no, D'Alema affranto trattiene a stento la gioia.
2 - Profezia del direttore della Padania, Gianluigi Paragone: "Già mi immagino i 'pizzini', lunedì, per eleggere il Capo dello Stato, con Dalema scritto senza apostrofo."
3 - Il Corriere della Sera racconta la festa per l'anniversario della nascita dello stato di Israele: «Romano Prodi e Silvio Berlusconi hanno brindato ad Israele al termine della festa. Non si è fatta attendere la replica del premier in pectore con i giornalisti: «Silvio Berlusconi ha riconosciuto lo stato di Israele e me... è la prima volta... forse gli è scappato». Poi il Professore, commentando il passaggio in cui Silvio Berlusconi ha riconosciuto il proprio ruolo di opposizione e pertanto il fatto che l'Unione sarà chiamata a governare, ha aggiunto: «Adagio, adagio. Aveva detto che ci sarebbe voluto del tempo. E così è stato. Ma alla fine lo ha dovuto riconoscere».
4 - "Il gran rifiuto": ha usato questo titolo Brunello Vespa per il suo "Porta a Porta" dedicato alla decisione di Carlo Azeglio Ciampi di non candidarsi al secondo mandato presidenziale. "Il gran regalo", dicono invece nelle stanze di Palazzo Grazioli, dalle parti di Silvio Berlusconi, affermando che Ciampi, diventando così senatore a vita, "regalerà un voto in più alla sinistra" a Palazzo Madama (dove ce n'è bisogno, visti i numeri - scarsi - della maggioranza).
5 - Ma cosa è accaduto nel pomeriggio? Al Quirinale gli "spifferi" inducono a guardare a donna Franca Pilla coniugata Ciampi, indicandola come "colei" che ha scelto per il marito. E sul Colle consigliano di andare a leggere con attenzione cosa è stato scritto nella rubrica "ciampiana", sabato scorso, sul quotidiano "Il Riformista", dove si poteva leggere: "A spingere per il ritorno in via Anapo è più che mai la signora Franca, che è in gran forma ma non può non risentire di sette anni così intensi (e che nelle conversazioni private ha talora espresso la sua sorpresa per l'atteggiamento palesemente scorretto di Berlusconi)".
6 - Intanto Silvio Berlusconi, a nome della Casa delle Libertà (allargandosi un po'), cambia cavallo e lancia la candidatura di Gianni Letta. Nel tardo pomeriggio, Letta non ha fatto mancare la propria presenza in Campidoglio, nella sala della Protomoteca, sotto gli occhi (e i flash) di Umberto Pizzi, per salutare prima di tutto Walter-Ego Veltroni, quindi il prefetto Achille Serra (il "poliziotto senza pistola" presentava il suo libro, con Piero Ostellino e la ritardataria Lucia Annunziata), il comandante dell'Arma dei Carabinieri Luciano Gottardo, il capo della Polizia Gianni De Gennaro e Giancarlo Elia Valori. Tutti a stringere la mano a Letta. Con Veltroni che diceva, sorridendo: "Per me Gianni sarà sempre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio"...
7 - Comunque, c'è già chi scherza sulla possibile folla di abruzzesi alle alte cariche dello Stato. Gianni Letta arriva al Quirinale? Non bisogna dimenticare che anche Franco Marini proviene da quelle lande, un tempo legate alla pastorizia. E con Letta sul Colle, si prevede un grande ritorno anche di Maurizio Scelli (ancora oggi uno dei suoi "protetti", nonostante quanto è accaduto alla Croce Rossa). Aldo Cazzullo (il giornalista preferito dal presidente della Rai Claudio Petruccioli), però, in un "pezzo" realizzato per "Porta a Porta", ha lanciato la candidatura al Quirinale proprio di Marini, che potrebbe lasciare libero il posto appena conquistato di presidente del Senato, consentendo la "quadratura del cerchio", ovvero la consegna a un diessino - Giorgio Napolitano - di quella sedia.
8 - I giochi però non sono così semplici. I mastelliani raccontano che se Marini lasciasse Palazzo Madama per conquistare il Quirinale, al Senato i giochi ricominciano, "e di brutto". "Non ci fregano più", dicono dalle parti dello statista di Ceppaloni, facendo intendere che se si libera quella presidenza poi Clemente Mastella la vuole per lui. "E che siamo gli unici che rimangono a mani vuote? Dopo pochi giorni ci sveniamo un'altra volta, e per giunta per un diessino come Napolitano? Ci siamo comportati da signori, votando Marini, e ora dobbiamo passare all'incasso. Fessi sì, ma una volta sola, mica per sempre...". E Pier Furby Casini vorrebbe la presidenza per uno dei suoi.
9 - dal Corriere della Sera - Nessun contrasto con Fassino su chi deve entrare al governo. Il presidente dei Ds, Massimo D'Alema nega ogni attrito con il segretario del suo partito. «Ho letto su alcuni giornali notizie totalmente inventate e anche sinceramente sgradevoli secondo cui io avrei litigato ieri con Fassino: è del tutto falso - chiarisce D'Alema-. La proposta che Fassino ha portato a Prodi sull'ipotesi della formazione del governo o qualunque altra proposta, sono proposte di Fassino, nessuno le ha imposte a nessuno e tra noi non c'è stato nessun litigio». Il presidente dei Ds tiene invece a precisare che «in questo momento c'è una collaborazione molto stretta e una comunanza di opinioni e obiettivi» tra lui e il segretario, «non capisco - prosegue - chi abbia intenzione di diffondere notizie palesemente false per creare turbamenti nel nostro partito ma che sono prive di qualsiasi riscontro di verità».
10 - (Agi) - "Avremo oggi o domani mattina una riunione in cui lavoreremo insieme per il metodo e a cui seguiranno i nomi". Cosi' il leader dell'Unione Romano Prodi interpellato dai giornalisti sulla 'pratica' Quirinale. Alla domanda se seguira' il ' metodo Ciampi' "ne discuteremo oggi pomeriggio o domani mattina con tutta l'Unione".
11 - (Ansa) - ''Io non credo che sia del tutto finita' questa possibilita''': cosi' il senatore Giulio Andreotti ha risposto a una domanda sulla possibile rielezione di Carlo Azeglio Ciampi a Presidente della Repubblica. Andreotti ha parlato a Palazzo Ducale a Genova a margine di un convegno dedicato al ''Centenario della nascita del cardinale Giuseppe Siri''. Alla domanda dei giornalisti su un eventuale candidatura di D'Alema, il senatore a vita ha detto: ''Siccome io sto caldeggiando ancora la principale (candidatura ndr) non parlo della subordinata''. Andreotti sostiene che la candidatura di Ciampi sia ''la piu' naturale e la piu' giusta nel momento in cui viviamo una certa tensione''. Il senatore ha ricordato che effettivamente ''non c'e' un precedente'', ma ''tutti i predecessori hanno tentato di essere rieletti e d'altra parte c'e' un precedente che e' quello di Mitterrand che ha fatto due settennati benissimo, nonostante fosse malato''. Il senatore a vita ha anche ricordato un aneddoto su Einaudi: ''Ho potuto documentare che Einaudi invito' a pranzo mia moglie e me un venerdi' santo per darmi l'incarico formale di dire ai gruppi democristiani che lui voleva essere rieletto - ha ricordato il senatore a vita -. Tutti salvo Cossiga, che disse subito che non ne voleva sapere''.
12 - Parole di Tommaso Padoa Schioppa, pubblicate oggi da "Il Messaggero": ".dove c'è lotta per la conquista e l'esercizio del potere, là sempre c'è politica. Esaurire questa nella distinzione destra-sinistra è un arbitrario restringimento del suo campo, che non corrisponde alla natura della politica".
13 - Robin per Europa - Ma a parti invertite che cosa avremmo fatto detto e scritto noi? Quella foto di Pecoraro che sghignazza ai funerali dei morti di Nassiriya è il fermo immagine di una cazzata. Punto e basta. Sarebbe stato meglio chiuderla subito lì chiedendo scusa, invece di gridare al complotto.
Benvenuti nel mondo nel quale i teleobiettivi sono su di voi, non su Berlusconi.
Dagospia 04 Maggio 2006
2 - Profezia del direttore della Padania, Gianluigi Paragone: "Già mi immagino i 'pizzini', lunedì, per eleggere il Capo dello Stato, con Dalema scritto senza apostrofo."
3 - Il Corriere della Sera racconta la festa per l'anniversario della nascita dello stato di Israele: «Romano Prodi e Silvio Berlusconi hanno brindato ad Israele al termine della festa. Non si è fatta attendere la replica del premier in pectore con i giornalisti: «Silvio Berlusconi ha riconosciuto lo stato di Israele e me... è la prima volta... forse gli è scappato». Poi il Professore, commentando il passaggio in cui Silvio Berlusconi ha riconosciuto il proprio ruolo di opposizione e pertanto il fatto che l'Unione sarà chiamata a governare, ha aggiunto: «Adagio, adagio. Aveva detto che ci sarebbe voluto del tempo. E così è stato. Ma alla fine lo ha dovuto riconoscere».
4 - "Il gran rifiuto": ha usato questo titolo Brunello Vespa per il suo "Porta a Porta" dedicato alla decisione di Carlo Azeglio Ciampi di non candidarsi al secondo mandato presidenziale. "Il gran regalo", dicono invece nelle stanze di Palazzo Grazioli, dalle parti di Silvio Berlusconi, affermando che Ciampi, diventando così senatore a vita, "regalerà un voto in più alla sinistra" a Palazzo Madama (dove ce n'è bisogno, visti i numeri - scarsi - della maggioranza).
5 - Ma cosa è accaduto nel pomeriggio? Al Quirinale gli "spifferi" inducono a guardare a donna Franca Pilla coniugata Ciampi, indicandola come "colei" che ha scelto per il marito. E sul Colle consigliano di andare a leggere con attenzione cosa è stato scritto nella rubrica "ciampiana", sabato scorso, sul quotidiano "Il Riformista", dove si poteva leggere: "A spingere per il ritorno in via Anapo è più che mai la signora Franca, che è in gran forma ma non può non risentire di sette anni così intensi (e che nelle conversazioni private ha talora espresso la sua sorpresa per l'atteggiamento palesemente scorretto di Berlusconi)".
6 - Intanto Silvio Berlusconi, a nome della Casa delle Libertà (allargandosi un po'), cambia cavallo e lancia la candidatura di Gianni Letta. Nel tardo pomeriggio, Letta non ha fatto mancare la propria presenza in Campidoglio, nella sala della Protomoteca, sotto gli occhi (e i flash) di Umberto Pizzi, per salutare prima di tutto Walter-Ego Veltroni, quindi il prefetto Achille Serra (il "poliziotto senza pistola" presentava il suo libro, con Piero Ostellino e la ritardataria Lucia Annunziata), il comandante dell'Arma dei Carabinieri Luciano Gottardo, il capo della Polizia Gianni De Gennaro e Giancarlo Elia Valori. Tutti a stringere la mano a Letta. Con Veltroni che diceva, sorridendo: "Per me Gianni sarà sempre il sottosegretario alla presidenza del Consiglio"...
7 - Comunque, c'è già chi scherza sulla possibile folla di abruzzesi alle alte cariche dello Stato. Gianni Letta arriva al Quirinale? Non bisogna dimenticare che anche Franco Marini proviene da quelle lande, un tempo legate alla pastorizia. E con Letta sul Colle, si prevede un grande ritorno anche di Maurizio Scelli (ancora oggi uno dei suoi "protetti", nonostante quanto è accaduto alla Croce Rossa). Aldo Cazzullo (il giornalista preferito dal presidente della Rai Claudio Petruccioli), però, in un "pezzo" realizzato per "Porta a Porta", ha lanciato la candidatura al Quirinale proprio di Marini, che potrebbe lasciare libero il posto appena conquistato di presidente del Senato, consentendo la "quadratura del cerchio", ovvero la consegna a un diessino - Giorgio Napolitano - di quella sedia.
8 - I giochi però non sono così semplici. I mastelliani raccontano che se Marini lasciasse Palazzo Madama per conquistare il Quirinale, al Senato i giochi ricominciano, "e di brutto". "Non ci fregano più", dicono dalle parti dello statista di Ceppaloni, facendo intendere che se si libera quella presidenza poi Clemente Mastella la vuole per lui. "E che siamo gli unici che rimangono a mani vuote? Dopo pochi giorni ci sveniamo un'altra volta, e per giunta per un diessino come Napolitano? Ci siamo comportati da signori, votando Marini, e ora dobbiamo passare all'incasso. Fessi sì, ma una volta sola, mica per sempre...". E Pier Furby Casini vorrebbe la presidenza per uno dei suoi.
9 - dal Corriere della Sera - Nessun contrasto con Fassino su chi deve entrare al governo. Il presidente dei Ds, Massimo D'Alema nega ogni attrito con il segretario del suo partito. «Ho letto su alcuni giornali notizie totalmente inventate e anche sinceramente sgradevoli secondo cui io avrei litigato ieri con Fassino: è del tutto falso - chiarisce D'Alema-. La proposta che Fassino ha portato a Prodi sull'ipotesi della formazione del governo o qualunque altra proposta, sono proposte di Fassino, nessuno le ha imposte a nessuno e tra noi non c'è stato nessun litigio». Il presidente dei Ds tiene invece a precisare che «in questo momento c'è una collaborazione molto stretta e una comunanza di opinioni e obiettivi» tra lui e il segretario, «non capisco - prosegue - chi abbia intenzione di diffondere notizie palesemente false per creare turbamenti nel nostro partito ma che sono prive di qualsiasi riscontro di verità».
10 - (Agi) - "Avremo oggi o domani mattina una riunione in cui lavoreremo insieme per il metodo e a cui seguiranno i nomi". Cosi' il leader dell'Unione Romano Prodi interpellato dai giornalisti sulla 'pratica' Quirinale. Alla domanda se seguira' il ' metodo Ciampi' "ne discuteremo oggi pomeriggio o domani mattina con tutta l'Unione".
11 - (Ansa) - ''Io non credo che sia del tutto finita' questa possibilita''': cosi' il senatore Giulio Andreotti ha risposto a una domanda sulla possibile rielezione di Carlo Azeglio Ciampi a Presidente della Repubblica. Andreotti ha parlato a Palazzo Ducale a Genova a margine di un convegno dedicato al ''Centenario della nascita del cardinale Giuseppe Siri''. Alla domanda dei giornalisti su un eventuale candidatura di D'Alema, il senatore a vita ha detto: ''Siccome io sto caldeggiando ancora la principale (candidatura ndr) non parlo della subordinata''. Andreotti sostiene che la candidatura di Ciampi sia ''la piu' naturale e la piu' giusta nel momento in cui viviamo una certa tensione''. Il senatore ha ricordato che effettivamente ''non c'e' un precedente'', ma ''tutti i predecessori hanno tentato di essere rieletti e d'altra parte c'e' un precedente che e' quello di Mitterrand che ha fatto due settennati benissimo, nonostante fosse malato''. Il senatore a vita ha anche ricordato un aneddoto su Einaudi: ''Ho potuto documentare che Einaudi invito' a pranzo mia moglie e me un venerdi' santo per darmi l'incarico formale di dire ai gruppi democristiani che lui voleva essere rieletto - ha ricordato il senatore a vita -. Tutti salvo Cossiga, che disse subito che non ne voleva sapere''.
12 - Parole di Tommaso Padoa Schioppa, pubblicate oggi da "Il Messaggero": ".dove c'è lotta per la conquista e l'esercizio del potere, là sempre c'è politica. Esaurire questa nella distinzione destra-sinistra è un arbitrario restringimento del suo campo, che non corrisponde alla natura della politica".
13 - Robin per Europa - Ma a parti invertite che cosa avremmo fatto detto e scritto noi? Quella foto di Pecoraro che sghignazza ai funerali dei morti di Nassiriya è il fermo immagine di una cazzata. Punto e basta. Sarebbe stato meglio chiuderla subito lì chiedendo scusa, invece di gridare al complotto.
Benvenuti nel mondo nel quale i teleobiettivi sono su di voi, non su Berlusconi.
Dagospia 04 Maggio 2006