ZZZZZZZZ! - "MA COME SI PERMETTE, GAD LERNER AD USARE QUEL GRANDE GIORNALE CHE È "LA STAMPA" PER CHIEDERE ALLA PRESIDENTE DELLA REGIONE DI OCCUPARSI DELLE ZANZARE CHE DANNO FASTIDIO A LUI, "POVERO CITTADINO" CON LA MEGA VILLA NEL MONFERRATO!".
1 - GADDINO E LE ZANZARE
Filippo Facci per "Il Giornale"
Gad Lerner, negli ultimi due giorni, ha dedicato un'intera puntata de L'infedele ai cani e ai gatti (quattro hanno anche visto la trasmissione) e poi ha scritto un intero editoriale su La Stampa per lamentarsi che la sua cascina del Monferrato è piena di zanzare. E la rubrica potremmo anche chiuderla qui: solo la lettura integrale del citato editoriale potrebbe rendere l'idea della disinvoltura con cui Gad Lerner usa i giornali per trasformare gli straca(censura) suoi in calamità nazionali. È fantastico. Lui non parla di zanzare: lui paventa che «la politica inacidisca recidendo i suoi legami con il territorio» e nondimeno che «si concretizzi il rischio della dissipazione del patrimonio turistico, culturale, eno-gastronomico di una delle contrade più belle del Piemonte».
Cioè: d'estate le zanzare si mangiano vivo Gad Lerner, ma il problema è che «la piaga svuota gli agriturismi, i ristoranti, i festival» eccetera. Posto che le zanzare stanno al Monferrato come il caldo sta al Sahara, il problema è che la Regione latita, spiega Lerner: con l'aggravante che a guidarla è il centrosinistra di Mercedes Bresso. «Mi diedi da fare per la sua elezione, un anno fa», ha scritto. Questa ingrata. «Dalla mie parti», ha concluso Lerner, «nel 2005 lei conquistò la maggioranza. Il mese scorso invece ha vinto il centrodestra con percentuali schiaccianti». Per via delle zanzare. Hanno votato Berlusconi.
2 - COSA GLI TOCCA SCRIVERE PER NON PARLARE DI POLITICA!
Andrea Marcenaro per "Il Foglio"
Dunque Gad è deluso. Molto deluso. Terribilmente deluso. Così deluso da Mercedes Bresso che le ha scritto sulla Stampa una cosaccia. Il fatto grave è questo, nel Monferrato ci sono le zanzare. Che se ronzassero e basta, già romperebbero i coglioni, ma pungono pure. E mica solo Gad. In quanto ex cittadino, se l'è un po' cercata. Lo ammette. Ma i contadini indigeni? Questa alla Bresso non la poteva far passare. Perché mai una visita, mai un intervento, manco uno straccio di disinfestazione, e in questo niente le troiette impazzano. E il cittadino soffre. E il Governatore ha la boria. E il povero Gad, perciò, che gli tocca fare il Robin Hood del Monferrato. E noi, di conseguenza, a dire con franchezza: ma questo Gad ci piace. Un uomo che potrebbe essere il primo consigliere di Prodi e si dedica invece alle difficoltà dell'agriturismo nel Triangolo dell'uva. Che potrebbe influire sulle scelte per il Quirinale e si preoccupa delle feste sull'aia. Che potrebbe spiantare D'Alema, ma si concentra sugli insetti che vengono dal vercellese, bene, quest'uomo ci piace. Non come un altro amico, preda anche lui delle zanzare, che butta lì veleno: "Tu guarda cosa gli tocca scrivere per non parlare di politica!".
3 - SONO QUELLO DELLA "FESTA DEL SALAMINO"
Lettera di Ugo Cavallera a "La Stampa"
Sono quello della «festa del salamino», l'assessore all'Agricoltura della precedente Giunta che Gad Lerner, proseguendo la sua crociata contro le zanzare monferrine, dice di ricordare con simpatia. Lo ringrazio davvero, anche se mi vedo costretto a rettificare un po' l'altra sua impressione, e cioè che nella lotta a questi insetti fastidiosi la Regione abbia «combinato poco».
Certo, combattere una battaglia contro miliardi di questi esseri molesti, che infestano ampie plaghe del territorio piemontese, non è uno scherzo. E non vorrei che le soluzioni fossero simili alle proposte semplicistiche che aveva fatto qualcuno in campagna elettorale: per fermare le zanzare è «sufficiente» non produrre più il riso oppure produrlo in asciutta. Contro le zanzare non possono valere né l'improvvisazione né le bacchette magiche, e occorre invece una lotta integrata, scientificamente guidata. E proprio ciò che ha cercato di fare negli ultimi anni la Regione, avvalendosi di consulenze qualificate e mettendo a punto un piano pluriennale di interventi finanziato con circa 15 milioni di euro, attuato dagli enti locali.
La soluzione può essere cercata con un mix di misure, che vanno dalla modifica, concordata con gli agricoltori, di talune pratiche agronomiche, nella coltivazione del riso, per contrastare la moltiplicazione delle zanzare, all'uso mirato e controllato della lotta bio-chimica. Annullare le zanzare è, a mio avviso, impossibile. Si può efficacemente riportare il fenomeno sotto una soglia di accettabilità, nei vari centri del Monferrato.
4 - MA COME SI PERMETTE!
Lettera di Giovanni Gualandi a "La Stampa"
Sono un vostro affezionato lettore e oggi, caro Direttore, mi ha profondamente deluso leggere addirittura in prima pagina un articolo «pro domo sua» di Gad Lerner. Ma come si permette, Gad Lerner ad usare quel grande giornale che è La Stampa per chiedere alla Presidente della Regione di occuparsi delle zanzare che danno fastidio a lui, «povero cittadino» con la mega villa. Con la scusa dei fastidi ai contadini valligiani utilizza un grande quotidiano per chiedere una banale richiesta di disinfestazione.
Si vergogni Gad Lerner e si vergogni, Lei, caro Direttore a dare spazio a una lettera che se l'avessi scritta io, o qualunque altro cittadino non famoso, non avrebbe avuto spazio neanche nella rubrica delle lettere. Con tutti i problemi che ci sono nel mondo, in Italia e in Piemonte sprecare due colonne (ammantate di sociologia politica) di un grande quotidiano per una richiesta che bastava inviare al Comune di residenza, mi sembra veramente una manifestazione di arroganza da chi crede che, solo perchè sa scrivere bene ed è famoso, può permettersi tutto.
Risponde Gad Lerner - Mi spiace ma il signor Gualandi è vittima di un pregiudizio. I sindaci del Casalese, la Coldiretti, i responsabili sanitari possono testimoniare che la piaga delle zanzare ha i caratteri di un'emergenza ambientale, con seri rischi per la salute dei residenti oltre che per l'economia locale. Magari fosse solo il capriccio snob di qualche privilegiato! Rinnovo invece la mia simpatia all'ex assessore Cavallera, così come il mio scetticismo sul suo operato.
Dagospia 05 Maggio 2006
Filippo Facci per "Il Giornale"
Gad Lerner, negli ultimi due giorni, ha dedicato un'intera puntata de L'infedele ai cani e ai gatti (quattro hanno anche visto la trasmissione) e poi ha scritto un intero editoriale su La Stampa per lamentarsi che la sua cascina del Monferrato è piena di zanzare. E la rubrica potremmo anche chiuderla qui: solo la lettura integrale del citato editoriale potrebbe rendere l'idea della disinvoltura con cui Gad Lerner usa i giornali per trasformare gli straca(censura) suoi in calamità nazionali. È fantastico. Lui non parla di zanzare: lui paventa che «la politica inacidisca recidendo i suoi legami con il territorio» e nondimeno che «si concretizzi il rischio della dissipazione del patrimonio turistico, culturale, eno-gastronomico di una delle contrade più belle del Piemonte».
Cioè: d'estate le zanzare si mangiano vivo Gad Lerner, ma il problema è che «la piaga svuota gli agriturismi, i ristoranti, i festival» eccetera. Posto che le zanzare stanno al Monferrato come il caldo sta al Sahara, il problema è che la Regione latita, spiega Lerner: con l'aggravante che a guidarla è il centrosinistra di Mercedes Bresso. «Mi diedi da fare per la sua elezione, un anno fa», ha scritto. Questa ingrata. «Dalla mie parti», ha concluso Lerner, «nel 2005 lei conquistò la maggioranza. Il mese scorso invece ha vinto il centrodestra con percentuali schiaccianti». Per via delle zanzare. Hanno votato Berlusconi.
2 - COSA GLI TOCCA SCRIVERE PER NON PARLARE DI POLITICA!
Andrea Marcenaro per "Il Foglio"
Dunque Gad è deluso. Molto deluso. Terribilmente deluso. Così deluso da Mercedes Bresso che le ha scritto sulla Stampa una cosaccia. Il fatto grave è questo, nel Monferrato ci sono le zanzare. Che se ronzassero e basta, già romperebbero i coglioni, ma pungono pure. E mica solo Gad. In quanto ex cittadino, se l'è un po' cercata. Lo ammette. Ma i contadini indigeni? Questa alla Bresso non la poteva far passare. Perché mai una visita, mai un intervento, manco uno straccio di disinfestazione, e in questo niente le troiette impazzano. E il cittadino soffre. E il Governatore ha la boria. E il povero Gad, perciò, che gli tocca fare il Robin Hood del Monferrato. E noi, di conseguenza, a dire con franchezza: ma questo Gad ci piace. Un uomo che potrebbe essere il primo consigliere di Prodi e si dedica invece alle difficoltà dell'agriturismo nel Triangolo dell'uva. Che potrebbe influire sulle scelte per il Quirinale e si preoccupa delle feste sull'aia. Che potrebbe spiantare D'Alema, ma si concentra sugli insetti che vengono dal vercellese, bene, quest'uomo ci piace. Non come un altro amico, preda anche lui delle zanzare, che butta lì veleno: "Tu guarda cosa gli tocca scrivere per non parlare di politica!".
3 - SONO QUELLO DELLA "FESTA DEL SALAMINO"
Lettera di Ugo Cavallera a "La Stampa"
Sono quello della «festa del salamino», l'assessore all'Agricoltura della precedente Giunta che Gad Lerner, proseguendo la sua crociata contro le zanzare monferrine, dice di ricordare con simpatia. Lo ringrazio davvero, anche se mi vedo costretto a rettificare un po' l'altra sua impressione, e cioè che nella lotta a questi insetti fastidiosi la Regione abbia «combinato poco».
Certo, combattere una battaglia contro miliardi di questi esseri molesti, che infestano ampie plaghe del territorio piemontese, non è uno scherzo. E non vorrei che le soluzioni fossero simili alle proposte semplicistiche che aveva fatto qualcuno in campagna elettorale: per fermare le zanzare è «sufficiente» non produrre più il riso oppure produrlo in asciutta. Contro le zanzare non possono valere né l'improvvisazione né le bacchette magiche, e occorre invece una lotta integrata, scientificamente guidata. E proprio ciò che ha cercato di fare negli ultimi anni la Regione, avvalendosi di consulenze qualificate e mettendo a punto un piano pluriennale di interventi finanziato con circa 15 milioni di euro, attuato dagli enti locali.
La soluzione può essere cercata con un mix di misure, che vanno dalla modifica, concordata con gli agricoltori, di talune pratiche agronomiche, nella coltivazione del riso, per contrastare la moltiplicazione delle zanzare, all'uso mirato e controllato della lotta bio-chimica. Annullare le zanzare è, a mio avviso, impossibile. Si può efficacemente riportare il fenomeno sotto una soglia di accettabilità, nei vari centri del Monferrato.
4 - MA COME SI PERMETTE!
Lettera di Giovanni Gualandi a "La Stampa"
Sono un vostro affezionato lettore e oggi, caro Direttore, mi ha profondamente deluso leggere addirittura in prima pagina un articolo «pro domo sua» di Gad Lerner. Ma come si permette, Gad Lerner ad usare quel grande giornale che è La Stampa per chiedere alla Presidente della Regione di occuparsi delle zanzare che danno fastidio a lui, «povero cittadino» con la mega villa. Con la scusa dei fastidi ai contadini valligiani utilizza un grande quotidiano per chiedere una banale richiesta di disinfestazione.
Si vergogni Gad Lerner e si vergogni, Lei, caro Direttore a dare spazio a una lettera che se l'avessi scritta io, o qualunque altro cittadino non famoso, non avrebbe avuto spazio neanche nella rubrica delle lettere. Con tutti i problemi che ci sono nel mondo, in Italia e in Piemonte sprecare due colonne (ammantate di sociologia politica) di un grande quotidiano per una richiesta che bastava inviare al Comune di residenza, mi sembra veramente una manifestazione di arroganza da chi crede che, solo perchè sa scrivere bene ed è famoso, può permettersi tutto.
Risponde Gad Lerner - Mi spiace ma il signor Gualandi è vittima di un pregiudizio. I sindaci del Casalese, la Coldiretti, i responsabili sanitari possono testimoniare che la piaga delle zanzare ha i caratteri di un'emergenza ambientale, con seri rischi per la salute dei residenti oltre che per l'economia locale. Magari fosse solo il capriccio snob di qualche privilegiato! Rinnovo invece la mia simpatia all'ex assessore Cavallera, così come il mio scetticismo sul suo operato.
Dagospia 05 Maggio 2006