E' SCOPPIATA LA GUERRA TRONCHETTI-DE BENEDETTI - MONTEZEMOLO CITA 'L'AZIENDA DEI POLITICI' E LORO MUGUGNANO - NON DITE AD ARPE CHE TOTI SOGNA LA FUSIONE CAPITALIA-INTESA - NEL CAPITALE DI INTESA RISPUNTA MEDIOBANCA - PROFUMO AIUTA BARILLA.

1 - TRONCHETTI, I LEGALI LAVORANO AD AZIONE CIVILE E PENALE CONTRO 'LA REPUBBLICA'.
(Adnkronos)
- ''I nostri legali stanno lavorando per un'azione civile e penale contro 'La Repubblica'''. Il presidente della Telecom, Marco Tronchetti Provera, risponde cosi' ai cronisti che gli chiedono un commento ad un articolo del quotidiano che ipotizza una schedatura dei clienti.

2 - IFI: VIRGILIO MARRONE NOMINATO AMMINISTRATORE DELEGATO
(Agi)
- Virgilio Marrone e' il nuovo amministratore dell'Ifi, l'istituto finanziario industriale della famiglia Agnelli. La nomina e' arrivata oggi all'assemblea degli azionisti che ha approvato il bilancio 2005 e rinnovato il consiglio di amministrazione per gli esercizi dal 2006 al 2008.

3 - AUTOSTRADE: CATRICALA', PRESTO DECISIONE SU COMPETENZA
(Agi)
- In tempi brevi verra' stabilito se l'operazione Autostrade-Abertis e' di competenza dell'Antitrust italiana o europea. Lo ha affermato Antonio Catricala', presidente del Garante della Concorrenza, a margine dell'asseemblea di Confindustria: "Stiamo esaminando se la competenza e' nostra o dell'Antitrust europea. Autostrade sapra' se deve notificare a noi o alla Commissione europea. Penso che la settimana prossima sapremo chi e' competente, poi vediamo anche quali sono gli impegni assunti dal governo".

4 - TOTI ROMANISTA
- da www.repubblica.it
- La famiglia Toti, proprietaria della Virtus Roma, potrebbe tornare ad investire nella Roma se ci sarà un risanamento. Lo ha detto Claudio Toti, numero uno del Lamaro. ''Quello che è successo - ha detto Toti a margine dell'assemblea di Confindustria - conferma alcune scelte fatte in passato. Se ci sarà un risanamento forse ci ripenseremo, sono valutazioni che faremo al momento opportuno''.

5 - CAPITALIA: TOTI, DIFFICILE ESCLUDERE IPOTESI FUSIONE CON INTESA
(Il Sole 24 Ore Radiocor)
- L'ipotesi di fusione tra Capitalia e Banca Intesa "non e' facilissima: oggi ha perso un po' di possibilita', ma escluderla diventa difficile". Cosi' Claudio Toti, di Lamaro Costruzioni, azionista di Capitalia e aderente al patto di sindacato, ha risposto ai giornalisti che, a margine dell'assemblea di Confindustria, gli chiedevano se fosse tramontata l'ipotesi di fusione tra i due gruppi bancari.

6 - SARA' FELICE ARPE
Semplice "gaffe" o "incidente diplomatico"? pare proprio che il buon
Matteo Arpe fosse a dir poco "livido" appena appreso delle improvvide
dichiarazioni rilasciate alle agenzie di stampa da Claudio Toti della Lamaro costruzioni, azionista di Capitalia e aderente al patto di sindacato di via Minghetti, che a margine dell'assemblea montezemolina ha detto senza mezzi termini che "è sempre più difficile escludere l'ipotesi di
fusione con Banca Intesa". ma forse, Claudio Toti dimenticava che tutte le recenti mosse tattiche e strategiche di Matteuccio Arpe e Cesarone Geronzi andavano in tutt'altra direzione.....

7 - MEDIOBANCA - TOTI: BANCHE CI SERVONO PER NOSTRA ATTIVITA'.
(Apcom)
- "Le banche devono servirci a darci il capitale per il nostro business". Lo ha affermato Pierluigi Toti, azionista di Capitalia e a capo della Lamaro, rispondendo ai giornalisti sulle indiscrezioni su un eventuale ingresso in Mediobanca. "Siamo concentrati su quello che è la nostra attività, poi vedremo".



8 - MONTEZEMOLO CITA 'L'AZIENDA DEI POLITICI' E LORO MUGUGNANO.
(Dire)
- I politici restano immobili con le braccia conserte mentre intorno scoppia un fragoroso applauso. Luca Cordelo di Montezemolo affronta il tema dei costi della politica. Per  tre volte l'assemblea applaude a lungo, per tre volte dalle prime file silenzio e imbarazzo. "Come persone di impresa- dice Montezemolo- sappiamo benissimo che le funzioni di Governo meritano di essere adeguatamente remunerate. Ma e' difficile da accettare l'idea che la politica sia ormai di gran lunga la prima azienda del Paese".

9 - CAPITALIA: CALTAGIRONE, FALSO CHE ABBIAMO QUOTA SOTTO 2%...
(Ansa)
- ''E' assolutamente falso'' che il Gruppo Caltagirone abbia una quota poco sotto del 2% in Capitalia: a confermarlo e' stato lo stesso Francesco Gaetano Caltagirone, entrando all'assemblea di COnfindustria. Caltagirone, rispondendo ai giornalisti, ha cosi' smentito le voci su una sua partecipazione sotto al 2% nell'istituto capitolino.

10 - NEL CAPITALE DI INTESA RISPUNTA MEDIOBANCA.
Da "Finanza & Mercati"
- Mediobanca tornerà azionista di Banca Intesa con una quota di poco superiore all'1 per cento. L'appuntamento è fissato per il prossimo 28 giugno quando scadrà un bond convertibile da 590 milioni emesso da Piazzetta Cuccia (nel 2001) proprio per uscire dall'istituto guidato da Corrado Passera.Ma l'emissione non ha raggiunto il prezzo di conversione e Mediobanca dovrà rimborsarla per cassa, conservando così in tesoreria la quota di Intesa. Complessivamente, in seguito alla mancata conversione del bond, tornerà sul mercato il 2,3%

11 - ALITALIA PERDE LA ROTTA DELLA COMUNICAZIONE.
G. D. per "Il Sole 24 Ore"
- Alitalia prende atto con favore che il Consiglio di Stato ha ribadito la legittimità della posizione della compagnia, confermando la sospensione del provvedimento dell'Enac che l'aveva esclusa dall'esercizio delle rotte onerate con la Sardegna » . Così si concludeva il comunicato dell'altra sera, nel quale Alitalia diceva di « prendere atto » dell'ordinanza sfavorevole del Consiglio di Stato sull'acquisto di Volare.
La nota di Giancarlo Cimoli sembrava alludere al fatto che, dopo il successo davanti al Tar, la partita in appello si era conclusa in pareggio. Ma la pronuncia dei magistrati sulla Sardegna è stata ufficializzata solo ieri pomeriggio e ha smentito le anticipazioni di Cimoli. Già poco prima del verdetto, ieri Alitalia ha fatto dietrofront, rilevando che « la situazione di incertezza determinatasi sta facendo venir meno la piena confidenza in un positivo accoglimento delle ragioni della società che era stata ingenerata nella serata di ieri » . La Consob verificherà se in questa sequenza vi siano gli estremi di false comunicazioni al mercato, market abuse o altro. Ma è già evidente come, dopo l'amnesia di Alitalia presentatasi fuori tempo nella gara per la Sardegna, vi sia stato un autogol della comunicazione. Con riflessi sulla credibilità residua della compagnia guidata da Cimoli.

12 - M& C ANCORA AL PALO DOPO GLI ANNUNCI.
R. Fi. per "Il Sole 24 Ore"
- Al primo annuncio, quasi un anno fa, c'è chi scomodò anche Yalta. Carlo De Benedetti, uno degli uomini d'affari più influenti d'Italia e storicamente vicino alla sinistra, che si alleava con l'allora premier Silvio Berlusconi. Lo scopo: dare vita a M& C, un fondo di investimento per le aziende in crisi. Il diavolo e l'acqua santa che si riappacificavano in nome degli affari, dopo il caso Mondadori, sotto l'ombrello di un'opportunità per aiutare il Paese. Al business più bipartisan della Seconda Repubblica era accreditato un nutrito milieu imprenditorial finanzario, a partire da Diego Della Valle, passando per il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, come partecipanti. Poi qualcosa non è andato secondo i piani: Berlusconi e Montezemolo si sono tirati indietro e solo alcuni big hanno poi effettivamente investito in M& C: Nerio Alessandri e Diego Della Valle, ma all'estero ha fatto l'en plein ( raccogliendo in tutto 650 milioni di euro). Fa piacere che un'iniziativa italiana abbia riscosso tanto successo tra investitori stranieri. Adesso però, a circa dodici mesi, ci vogliono i fatti: se si esclude un fugace abboccamento con Ventaglio, dove M& C doveva entrare ma poi tutto è saltato, di operazioni non ce ne sono state. E il mercato aspetta con ansia il primo passo di M& C.

13 - DUELLO IN TEXAS TRA TOYOTA E GM.
M. Val. per "Il Sole 24 Ore"
- Il luogo è quello dei grandi duelli, le distese del Texas. E i protagonisti vantano un'aura altrettanto classica: il vecchio " pistolero", in declino ma ancora famoso, contro il nuovo arrivato in città a caccia di gloria. Questa volta, però, in gioco è il futuro dell'auto Usa: la Gm è sceriffo da 50 anni in Texas, dove detta legge con l'unico impianto di assemblaggio dello Stato ad Arlington. Oltretutto un impianto modello, tra i più avanzati che ha negli Stati Uniti, con tremila dipendenti e capace di mobilitare un vasto indotto. L'anno scorso ha guidato la classifica delle performance dei grandi stabilimenti Nordamericani per i Suv, con 22,39 ore di assemblaggio per veicolo. Ed è qui che la sua Chevrolet Suburban ha ricevuto il soprannome di " auto nazionale del Texas". Ma adesso nei paraggi si aggira uno straniero, dalle intenzioni non proprio amichevoli. La Toyota, che sta già assediando la rivale su scala nazionale e internazionale, adesso ha deciso di spingersi fin quaggiù per sfidare Gm. Sta per inaugurare la produzione in un gigantesco impianto nuovo di zecca, nei pressi di San Antonio con l'obiettivo di non essere secondo a nessuno: sfornerà una nuova generazione di pickup grazie a tecnologie d'avanguardia. Che intendono lasciare nelle polvere anche il gioiello del vecchio sceriffo Gm.

14 - PROFUMO AIUTA BARILLA.
Walter Galbiati per "la Repubblica"
- Una boccata di ossigeno da 100 milioni di euro. Un finanziamento garantito dagli azionisti per permettere alla Kamps di arrivare a fine marzo 2007, quando verrà approvato il prossimo bilancio della controllata tedesca del gruppo Barilla, attiva nella produzione di pane industriale. La famiglia emiliana ha sborsato 51 milioni attraverso un finanziamento intercompany, mentre gli altri 49 milioni sono stati versati da Unicredit, la banca di Alessandro Profumo - ex consigliere Barilla - per un paio d´anni rimasta lontana dal gruppo alimentare. Ma i garanti della quota di Unicredit sono per 41 milioni la Popolare Italiana e per 8 milioni la famiglia Anda Bhurle, in modo proporzionale quindi alla loro partecipazioni in Kamps. È stata scelta la via, meno impegnativa, del finanziamento piuttosto che quella della ricapitalizzazione del gruppo tedesco. Ma se le cose continuassero a non andar bene è probabile che si debba tornare a metter mano al portafoglio. E non è detto che Bpi e Anda Bhurle siano intenzionati a seguire i Barilla. Del resto, possiedono delle opzioni a vendere la propria quota tra il 2007 e il 2010.


Dagospia 25 Maggio 2006