BUSH NOMINA IL PRESIDENTE DI GOLDMAN SACHS NUOVO SEGRETARIO AL TESORO - FIORANI: FAZIO MI ANTICIPO' L'ISPEZIONE BANKITALIA - STAMPA SPAGNOLA: STRANO ULTIMATUM DEL GOVERNO AD ABERTIS - UDIENZA PRELIMINARE PER ALEMANNO - RCS BOOM, ASPETTANDO RICUCCI.
1 - BUSH NOMINA IL PRESIDENTE DI GOLDMAN SACHS NUOVO SEGRETARIO AL TESORO
(Ansa) - Il segretario al Tesoro John Snow ha dato le dimissioni. Il presidente Bush s'appresta ad annunciare come successore Henry M.Paulson Jr. Le dimissioni di Snow erano attese da settimane ed erano considerate imminenti dalla scorsa settimana: lui stesso aveva fatto sapere che se ne sarebbe andato non appena Bush avesse trovato un successore. Il movimento e' il piu' significativo del rimpasto avviato ad aprile. Paulson e' il presidente della Goldman Sachs.
2 - AUTOSTRADE: PER STAMPA SPAGNOLA STRANO ULTIMATUM AD ABERTIS.
(Ansa) - ''Il governo italiano ha lanciato uno strano ultimatum ad Abertis'', scrive oggi il quotidiano economico Cinco Dias, il quale sottolinea che ''l'esecutivo di Prodi ha minacciato ieri velatamente di vietare la fusione fra Abertis e Autostrade''. Cinco Dias considera ''sorprendente il riferimento del governo italiano ai costruttori, perche' si tratta di una clausola circostanziale che e' stata introdotta nella privatizzazione di Autostrade, nel 1999'', e ricorda le recenti dichiarazioni del presidente di Autostrade, Gian Maria Gros-Pietro, il quale ha affermato: ''non abbiamo mai preso in considerazione l'ipotesi di una bocciatura istituzionale''. Il giornale sottolinea che ''il nazionalismo economico che sembra sorgere in Europa va contro il desiderio di espansione delle societa' spagnole. Dopo la minaccia delle autorita' britanniche dell'antitrust di impedire l'acquisto di Baa da parte del gruppo spagnolo Ferrovial, adesso tocca ad Abertis. All'esecutivo italiano - aggiunge - non e' mai piaciuto che l'operazione tra i Benetton, Acs e La Caixa sia sia conclusa proprio durante il cambio di governo''.
Il quotidiano Expansion scrive da parte sua che ''il governo italiano ha cambiato idea in una settimana sulla fusione fra Abertis e Autostrade: qualche giorno fa il presidente Romano Prodi aveva difeso le fusioni internazionali e ieri il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha lanciato un duro messaggio che potrebbe mettere a rischio la fusione''.
3 - PM ROMA IN CARCERE PER INTERROGATORI DI RICUCCI E LECCESE.
(Agi) - Giornata di interrogatori per i pm della procura di Roma, Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, titolari dell'inchiesta sulla tentata scalata a Rcs. Il primo appuntamento di questa mattina e' con Luigi Leccese, il brigadiere capo della Guardia di Finanza, detenuto a Rebibbia, indagato per rivelazione di segreti d'ufficio per aver girato, quando era in servizio presso il comando nucleo speciale di polizia tributaria, a Stefano Ricucci, tramite Vincenzo Tavano, ex tenente colonnello dell'esercito, e l'imprenditore Tommaso Di Lernia, la notizia di una programmata esecuzione, per il 4 aprile scorso, di perquisizioni nell'ambito dell'indagine a carico dell'immobiliarista. Nel pomeriggio i magistrati si trasferiranno a Regina Coeli per un nuovo interrogatorio di Ricucci.
4 - BPI: FIORANI, FAZIO MI ANTICIPO' ISPEZIONE BANKITALIA
(Adnkronos) - Antonio Fazio avrebbe anticipato a Giampiero Fiorani una ispezione di Bankitalia interna a Bpl, rassicurandolo inoltre che l'operato dei suoi ispettori sarebbe stato ''morbido, comunque di facciata''. E' quanto ha raccontato in mattinata l'ex banchiere di Lodi nell'udienza camerale disposta dal gip Clementina Forleo nell'ambito dell'incidente probatorio in corso.
Interrogato ancora dai pm titolari dell'inchiesta sulla scalata all'Antonveneta, Fiorani ha spiegato di esser stato contattato telefonicamente, a fine giugno, dal senatore Luigi Grillo il quale lo sollecitava a partecipare ad una cena per la domenica sera dall'ex governatore di via Nazionale. In quell'occasione Fazio lo informo' che dal giorno dopo sarebbe partita l'ispezione ufficiale di Bankitalia. Un'ispezione, avrebbe garantito l'ex governatore ''solo di facciata, morbida''.
5 - BPI: FIORANI, COSI' SI ACCORDARONO CONSORTE E GNUTTI
(Adnkronos) - Gli accordi tra Emilio Gnutti e Giovanni Consorte per le scalate all'Antonveneta e alla Bnl. E le manovre finanziarie messe in campo dal finanziere bresciano per far cassa e partecipare alla conquista della popolare padovana. Sono queste le 'novita'' nell'inchiesta scandalo condotta a Milano sui 'furbetti del quartierino' raccontate oggi da Giampiero Fiorani nel suo secondo appuntamento con magistrati e difensori di altri indagati nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dal gip Clementina Forleo. Anche oggi l'ex banchiere ha risposto a tutte le domande dell'accusa e ha riferito un paio di particolari fino ad oggi inediti.
Il primo svelato dall'ex ad di Bpi riguarda Gnutti. Quando, con Hopa, aveva intenzione di acquistare Antonveneta, si ritrovo' ad avere a che fare con un Consorte, all'interno sempre di Hopa, contrario all'operazione. La soluzione la trovo' il finanziere bresciano, che promise all'ex numero uno di via Stalingrado l'appoggio suo e dei bresciani alla partita di Unipol su Bnl in cambio del 'nulla osta' all'acquisto della popolare padovana.
Un patto, questo, contenuto in un biglietto che solo Gnutti ha custodito e di cui ha fatto cenno in una conference call. Un patto di cui si fa riferimento anche in una delle tante intercettazioni telefoniche disposte nel corso delle indagini ma di cui, al momento, anche la procura ignorava il contenuto.
EX BANCHIERE 'AFFOSSA' FAZIO E PARLA DELLA CONSOB
E ancora. Sempre Fiorani ha riferito delle operazioni finanziarie messe in moto da Gnutti per acquistare Antonveneta. Il finanziere, racconta l'ex banchiere, non aveva le risorse necessarie con Hopa. Cosi', tramite Fingruppo e GP Finanziaria, vendette azioni Hopa a Zunino, Bellavista Caltagirone e Conca. 'Fatta cassa', compro' Antonveneta.
Nel suo racconto fiume, Fiorani attacca a lungo l'ex governatore Antonio Fazio e Francesca Frasca, gli unici che, all'interno di Bankitalia, "erano a conoscenza del progetto e del concerto", mentre la struttura esterna di via Nazionale, stando alla sua ricostruzione, era estranea. Ma, stando almeno a quanto raccontano alcuni legali fuori dall'udienza a porte chiuse, l'ex banchiere avrebbe 'attaccato' anche Consob affermando che gia' nel febbraio del 2005 era a conoscenza che alcuni clienti privilegiati della banca lodigiana erano stati finanziati per acquistare Antonveneta.
Del resto e' proprio alla Consob, ricorda l'avvocato Zanchetti, che per conto di Abn Amro diede il via all'inchiesta milanese, si erano rivolti gli olandesi. E proprio nel febbraio del 2005. Ma non accadde nulla. Insomma, come afferma Fiorani "..se non ci fermava la procura non ci avrebbe fermato nessuno".
L'ESPOSIZIONE DI RICUCCI E LA 'RICERCA' DI AZIONISTI BNL
Fiorani parla anche di Ricucci. E non solo come concertista. In aula l'ex banchiere afferma che al 2 agosto 2005, data della sua 'uscita' dalla Bpi, l'immobiliarista romano aveva un'esposizione di circa 500 milioni. Poi l'esposizione di Ricucci, stando a quanto e' a conoscenza, e' salita di altri 300 milioni. Fiorani, insomma, da' l'impressione di indicare altri personaggi responsabili di aver 'coperto' l'immobiliarista. E parla di Giovanni Benevento "che era al corrente di molti particolari -dice Fiorani- perche' glieli dicevo io". E del collegio sindacale "dal quale -afferma il banchiere ormai 'tramontato'- ho avuto solo attestazioni di plauso per il mio operato".
Poi Fiorani racconta di altri particolari di quando, su 'mandato' di Fazio, si mise sulle 'tracce' di un gruppo di persone 'ignote' che possedevano una quota pari al 10% in Bnl. Fino ad oggi l'ex banchiere aveva parlato di un gruppo di argentini, cosi' almeno si pensava in via Nazionale. Ma oggi riferisce anche di un paio di incontri organizzati per lui da Vito Bonsignore alla ricerca di chi deteneva quel pacchetto. Fiorani dice di aver incontrato, all'aeroporto di Linate, due uomini, di origine siciliana, di cui uno era notaio. E di aver rivisto uno dei due nel corso di un secondo appuntamento, anche questo organizzato da Bonsignore in uno studio di Roma. Ma di questo 'fantomatico' gruppo Fiorani ammette di aver scoperto molto poco: solo che erano azionisti 'anomali', che avevano il 10% di Bnl ma dicevano di poter arrivare al 15%, che non incassavano mai i dividendi, ne' si presentavano in assemblea.
6 - AUTOSTRADE: DI PIETRO, SE E' SOLO OPERAZIONE FINANZIARIA DOVRA' USCIRE ALLO SCOPERTO
(Agi) - Se la fusione tra Autostrade e Abertis "e' solo un'operazione finanziaria dovra' uscire allo scoperto. Se invece e' un'operazione industriale che dara' beneficio a tutti, noi aspettiamo che cio' si traduca in atti concreti". Lo ha detto il ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro, ribadendo che il governo non ha "riserve preconcette" sull'operazione ma intende garantire l'interesse pubblico. "Tutto dipende - ha aggiunto Di Pietro - da cosa fara' Autostrade.
7 - MEDIOBANCA: ZUNINO E COPPOLA ASSENTI DA ASSEMBLEA PER GERONZI.
(Adnkronos) - Gli immobiliaristi Danilo Coppola e Luigi Zunino non hanno partecipato all'assemblea di Mediobanca che ha deciso di reintegrare Cesare Geronzi nel consiglio di amministrazione. Lo si apprende da fonti finanziarie. I due imprenditori sono azionisti rilevanti dell'istituto di piazzetta Cuccia, pur al di fuori del patto di sindacato: Coppola detiene il 4,54% del capitale, tramite il gruppo omonimo e la societa' lussemburghese Tikal Plaza, mentre Zunino e' socio al 2%, attraverso la Tradim spa e la lussemburghese Domus Fin.
8 - AUTOSTRADE: BARCLAYS DETIENE IL 2,349% (CONSOB).
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Barclays detiene il 2,349% di Autostrade. Lo si legge nelle comunicazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti. L'operazione e' datata 18 maggio.
9 - CAPITALIA: LEHMAN BROTHERS DETIENE IL 2,153% (CONSOB).
(Il Sole 24 Ore Radiocor) -Lehman Brothers detiene il 2,153% di Capitalia. Lo si legge nelle comunicazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti. L'operazione e' datata 22 maggio.
10 - FINIVEST: MEDIASET HA 3,6% AZIONI PROPRIE, MONDADORI 7,2%...
(Ansa) - Le azioni proprie possedute da Mediaset al 18 maggio sono pari al 3,668% del capitale. Mentre alla stessa data le azioni proprie in portafoglio a Mondadori risultano pari al 7,266%. E' quanto emerge dagli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti, in seguito a una comunicazione effettuata dalla Fininvest di Silvio Berlusconi dopo le fusioni per incorporazione di societa' presenti nella catena partecipativa. Il riassetto al quale si fa riferimento e' ancora quello relativo all'ulteriore semplificazione realizzata nel 2005 nella struttura di societa' con cui la famiglia Berlusconi controlla Fininvest, le Holding Italiane, che in origine erano 22.
In pratica, secondo l'ultimo quadro Consob, la Fininvest risulta al 39,22% di Mediaset rispetto al 35,523% posseduto dal luglio 2005, con una quota del 3,668% detenuta tramite la stessa Mediaset e priva dei diritti di voto. Nel caso di Mondadori, invece, la Fininvest figura al 57,414% dal 57,877% posseduto dal luglio 2005, con il 5,525% tramite la Arnoldo Mondadori Editore e senza diritti di voto e l'1,741% tramite Mondadori International e anche in questo caso con voto sterilizzato. Fuori dal gruppo, sostanzialmente invariate al 2,115% le quote possedute dalla Fininvest di Berlusconi in Aedes (dal 2,126% del luglio scorso) mentre e' del 35,130% la quota posseduta in Mediolanum (35,193% nel luglio del 2005).
11 - PARMALAT: GUP ROMA FISSA UDIENZA PRELIMINARE PER ALEMANNO
(Agi) - E' stata fissata al 20 luglio l'udienza preliminare, davanti al giudice Claudio Mattioli, relativa alla posizione dell'ex ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno, indagato per aver ricevuto, tra il 2001 e la fine del 2003, dall'ex patron della Parmalat, Calisto Tanzi, e con la mediazione di Romano Bernardoni, presunti "illeciti contributi in denaro pari a 85mila euro da destinare, tramite contribuzione alla rivista Area, al settore del partito politico Alleanza Nazionale". Il pm Pietro Giordano, titolare dell'inchiesta, aveva sollecitato l'archiviazione perche' quei presunti finanziamenti illeciti al partito erano da considerare, in realta', dei contributi al periodico, ma il tribunale dei ministri, che non aveva condiviso la decisione del magistrato, aveva chiesto l'autorizzazione a procedere nei confronti di Alemanno. Successivamente il pm Giordano ha formulato un'imputazione con la conseguenza della fissazione dell'udienza preliminare a conclusione della quale il gup si pronuncera' per il non luogo a procedere o per il rinvio a giudizio dell'ex ministro. Era stato lo stesso Alemanno a rinunciare all'immunita' parlamentare per dimostrare la sua estraneita' ai fatti contestati.
12 - RCS BOOM
(Ansa) - Rcs sale in Borsa dell'1,47% a 4,27 euro, in una giornata negativa per Piazza Affari. L'andamento in controtendenza è legato, confermano alcuni operatori, all'attesa di una soluzione sulle azioni Rcs in mano alla Magiste di Stefano Ricucci. Oggi infatti Bpi dovrebbe prendere una decisione, secondo quanto scrive un quotidiano, sull'escussione del pegno che la banca vanta sul pacchetto di Ricucci. "Il titolo sale perché si sblocca una situazione ferma ormai da tanto tempo. Ovviamente il mercato punta su una soluzione diversa dall'immissione dei pacchetti direttamente sul mercato, evento che deprimerebbe i prezzi", spiegano dalle sale operative. Intanto in Borsa Bpi cede l'1,2% a 7,74 euro.
13 - MARCHETTI PARLA
(Ansa) - "Per ora non ci sono novità. Credo che la Banca popolare italiana cederà le azioni ma non so dire in che modo, forma e tempo". Così il presidente di Rcs, Piergaetano Marchetti, ha risposto a chi gli chiedeva un commento sulla possibile escussione del pegno delle azioni della casa editrice detenute da Stefano Ricucci e della successiva cessione dei titoli.
Dagospia 30 Maggio 2006
(Ansa) - Il segretario al Tesoro John Snow ha dato le dimissioni. Il presidente Bush s'appresta ad annunciare come successore Henry M.Paulson Jr. Le dimissioni di Snow erano attese da settimane ed erano considerate imminenti dalla scorsa settimana: lui stesso aveva fatto sapere che se ne sarebbe andato non appena Bush avesse trovato un successore. Il movimento e' il piu' significativo del rimpasto avviato ad aprile. Paulson e' il presidente della Goldman Sachs.
2 - AUTOSTRADE: PER STAMPA SPAGNOLA STRANO ULTIMATUM AD ABERTIS.
(Ansa) - ''Il governo italiano ha lanciato uno strano ultimatum ad Abertis'', scrive oggi il quotidiano economico Cinco Dias, il quale sottolinea che ''l'esecutivo di Prodi ha minacciato ieri velatamente di vietare la fusione fra Abertis e Autostrade''. Cinco Dias considera ''sorprendente il riferimento del governo italiano ai costruttori, perche' si tratta di una clausola circostanziale che e' stata introdotta nella privatizzazione di Autostrade, nel 1999'', e ricorda le recenti dichiarazioni del presidente di Autostrade, Gian Maria Gros-Pietro, il quale ha affermato: ''non abbiamo mai preso in considerazione l'ipotesi di una bocciatura istituzionale''. Il giornale sottolinea che ''il nazionalismo economico che sembra sorgere in Europa va contro il desiderio di espansione delle societa' spagnole. Dopo la minaccia delle autorita' britanniche dell'antitrust di impedire l'acquisto di Baa da parte del gruppo spagnolo Ferrovial, adesso tocca ad Abertis. All'esecutivo italiano - aggiunge - non e' mai piaciuto che l'operazione tra i Benetton, Acs e La Caixa sia sia conclusa proprio durante il cambio di governo''.
Il quotidiano Expansion scrive da parte sua che ''il governo italiano ha cambiato idea in una settimana sulla fusione fra Abertis e Autostrade: qualche giorno fa il presidente Romano Prodi aveva difeso le fusioni internazionali e ieri il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro ha lanciato un duro messaggio che potrebbe mettere a rischio la fusione''.
3 - PM ROMA IN CARCERE PER INTERROGATORI DI RICUCCI E LECCESE.
(Agi) - Giornata di interrogatori per i pm della procura di Roma, Giuseppe Cascini e Rodolfo Sabelli, titolari dell'inchiesta sulla tentata scalata a Rcs. Il primo appuntamento di questa mattina e' con Luigi Leccese, il brigadiere capo della Guardia di Finanza, detenuto a Rebibbia, indagato per rivelazione di segreti d'ufficio per aver girato, quando era in servizio presso il comando nucleo speciale di polizia tributaria, a Stefano Ricucci, tramite Vincenzo Tavano, ex tenente colonnello dell'esercito, e l'imprenditore Tommaso Di Lernia, la notizia di una programmata esecuzione, per il 4 aprile scorso, di perquisizioni nell'ambito dell'indagine a carico dell'immobiliarista. Nel pomeriggio i magistrati si trasferiranno a Regina Coeli per un nuovo interrogatorio di Ricucci.
4 - BPI: FIORANI, FAZIO MI ANTICIPO' ISPEZIONE BANKITALIA
(Adnkronos) - Antonio Fazio avrebbe anticipato a Giampiero Fiorani una ispezione di Bankitalia interna a Bpl, rassicurandolo inoltre che l'operato dei suoi ispettori sarebbe stato ''morbido, comunque di facciata''. E' quanto ha raccontato in mattinata l'ex banchiere di Lodi nell'udienza camerale disposta dal gip Clementina Forleo nell'ambito dell'incidente probatorio in corso.
Interrogato ancora dai pm titolari dell'inchiesta sulla scalata all'Antonveneta, Fiorani ha spiegato di esser stato contattato telefonicamente, a fine giugno, dal senatore Luigi Grillo il quale lo sollecitava a partecipare ad una cena per la domenica sera dall'ex governatore di via Nazionale. In quell'occasione Fazio lo informo' che dal giorno dopo sarebbe partita l'ispezione ufficiale di Bankitalia. Un'ispezione, avrebbe garantito l'ex governatore ''solo di facciata, morbida''.
5 - BPI: FIORANI, COSI' SI ACCORDARONO CONSORTE E GNUTTI
(Adnkronos) - Gli accordi tra Emilio Gnutti e Giovanni Consorte per le scalate all'Antonveneta e alla Bnl. E le manovre finanziarie messe in campo dal finanziere bresciano per far cassa e partecipare alla conquista della popolare padovana. Sono queste le 'novita'' nell'inchiesta scandalo condotta a Milano sui 'furbetti del quartierino' raccontate oggi da Giampiero Fiorani nel suo secondo appuntamento con magistrati e difensori di altri indagati nell'ambito dell'incidente probatorio disposto dal gip Clementina Forleo. Anche oggi l'ex banchiere ha risposto a tutte le domande dell'accusa e ha riferito un paio di particolari fino ad oggi inediti.
Il primo svelato dall'ex ad di Bpi riguarda Gnutti. Quando, con Hopa, aveva intenzione di acquistare Antonveneta, si ritrovo' ad avere a che fare con un Consorte, all'interno sempre di Hopa, contrario all'operazione. La soluzione la trovo' il finanziere bresciano, che promise all'ex numero uno di via Stalingrado l'appoggio suo e dei bresciani alla partita di Unipol su Bnl in cambio del 'nulla osta' all'acquisto della popolare padovana.
Un patto, questo, contenuto in un biglietto che solo Gnutti ha custodito e di cui ha fatto cenno in una conference call. Un patto di cui si fa riferimento anche in una delle tante intercettazioni telefoniche disposte nel corso delle indagini ma di cui, al momento, anche la procura ignorava il contenuto.
EX BANCHIERE 'AFFOSSA' FAZIO E PARLA DELLA CONSOB
E ancora. Sempre Fiorani ha riferito delle operazioni finanziarie messe in moto da Gnutti per acquistare Antonveneta. Il finanziere, racconta l'ex banchiere, non aveva le risorse necessarie con Hopa. Cosi', tramite Fingruppo e GP Finanziaria, vendette azioni Hopa a Zunino, Bellavista Caltagirone e Conca. 'Fatta cassa', compro' Antonveneta.
Nel suo racconto fiume, Fiorani attacca a lungo l'ex governatore Antonio Fazio e Francesca Frasca, gli unici che, all'interno di Bankitalia, "erano a conoscenza del progetto e del concerto", mentre la struttura esterna di via Nazionale, stando alla sua ricostruzione, era estranea. Ma, stando almeno a quanto raccontano alcuni legali fuori dall'udienza a porte chiuse, l'ex banchiere avrebbe 'attaccato' anche Consob affermando che gia' nel febbraio del 2005 era a conoscenza che alcuni clienti privilegiati della banca lodigiana erano stati finanziati per acquistare Antonveneta.
Del resto e' proprio alla Consob, ricorda l'avvocato Zanchetti, che per conto di Abn Amro diede il via all'inchiesta milanese, si erano rivolti gli olandesi. E proprio nel febbraio del 2005. Ma non accadde nulla. Insomma, come afferma Fiorani "..se non ci fermava la procura non ci avrebbe fermato nessuno".
L'ESPOSIZIONE DI RICUCCI E LA 'RICERCA' DI AZIONISTI BNL
Fiorani parla anche di Ricucci. E non solo come concertista. In aula l'ex banchiere afferma che al 2 agosto 2005, data della sua 'uscita' dalla Bpi, l'immobiliarista romano aveva un'esposizione di circa 500 milioni. Poi l'esposizione di Ricucci, stando a quanto e' a conoscenza, e' salita di altri 300 milioni. Fiorani, insomma, da' l'impressione di indicare altri personaggi responsabili di aver 'coperto' l'immobiliarista. E parla di Giovanni Benevento "che era al corrente di molti particolari -dice Fiorani- perche' glieli dicevo io". E del collegio sindacale "dal quale -afferma il banchiere ormai 'tramontato'- ho avuto solo attestazioni di plauso per il mio operato".
Poi Fiorani racconta di altri particolari di quando, su 'mandato' di Fazio, si mise sulle 'tracce' di un gruppo di persone 'ignote' che possedevano una quota pari al 10% in Bnl. Fino ad oggi l'ex banchiere aveva parlato di un gruppo di argentini, cosi' almeno si pensava in via Nazionale. Ma oggi riferisce anche di un paio di incontri organizzati per lui da Vito Bonsignore alla ricerca di chi deteneva quel pacchetto. Fiorani dice di aver incontrato, all'aeroporto di Linate, due uomini, di origine siciliana, di cui uno era notaio. E di aver rivisto uno dei due nel corso di un secondo appuntamento, anche questo organizzato da Bonsignore in uno studio di Roma. Ma di questo 'fantomatico' gruppo Fiorani ammette di aver scoperto molto poco: solo che erano azionisti 'anomali', che avevano il 10% di Bnl ma dicevano di poter arrivare al 15%, che non incassavano mai i dividendi, ne' si presentavano in assemblea.
6 - AUTOSTRADE: DI PIETRO, SE E' SOLO OPERAZIONE FINANZIARIA DOVRA' USCIRE ALLO SCOPERTO
(Agi) - Se la fusione tra Autostrade e Abertis "e' solo un'operazione finanziaria dovra' uscire allo scoperto. Se invece e' un'operazione industriale che dara' beneficio a tutti, noi aspettiamo che cio' si traduca in atti concreti". Lo ha detto il ministro delle infrastrutture, Antonio Di Pietro, ribadendo che il governo non ha "riserve preconcette" sull'operazione ma intende garantire l'interesse pubblico. "Tutto dipende - ha aggiunto Di Pietro - da cosa fara' Autostrade.
7 - MEDIOBANCA: ZUNINO E COPPOLA ASSENTI DA ASSEMBLEA PER GERONZI.
(Adnkronos) - Gli immobiliaristi Danilo Coppola e Luigi Zunino non hanno partecipato all'assemblea di Mediobanca che ha deciso di reintegrare Cesare Geronzi nel consiglio di amministrazione. Lo si apprende da fonti finanziarie. I due imprenditori sono azionisti rilevanti dell'istituto di piazzetta Cuccia, pur al di fuori del patto di sindacato: Coppola detiene il 4,54% del capitale, tramite il gruppo omonimo e la societa' lussemburghese Tikal Plaza, mentre Zunino e' socio al 2%, attraverso la Tradim spa e la lussemburghese Domus Fin.
8 - AUTOSTRADE: BARCLAYS DETIENE IL 2,349% (CONSOB).
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Barclays detiene il 2,349% di Autostrade. Lo si legge nelle comunicazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti. L'operazione e' datata 18 maggio.
9 - CAPITALIA: LEHMAN BROTHERS DETIENE IL 2,153% (CONSOB).
(Il Sole 24 Ore Radiocor) -Lehman Brothers detiene il 2,153% di Capitalia. Lo si legge nelle comunicazioni Consob sulle partecipazioni rilevanti. L'operazione e' datata 22 maggio.
10 - FINIVEST: MEDIASET HA 3,6% AZIONI PROPRIE, MONDADORI 7,2%...
(Ansa) - Le azioni proprie possedute da Mediaset al 18 maggio sono pari al 3,668% del capitale. Mentre alla stessa data le azioni proprie in portafoglio a Mondadori risultano pari al 7,266%. E' quanto emerge dagli aggiornamenti Consob sulle partecipazioni rilevanti, in seguito a una comunicazione effettuata dalla Fininvest di Silvio Berlusconi dopo le fusioni per incorporazione di societa' presenti nella catena partecipativa. Il riassetto al quale si fa riferimento e' ancora quello relativo all'ulteriore semplificazione realizzata nel 2005 nella struttura di societa' con cui la famiglia Berlusconi controlla Fininvest, le Holding Italiane, che in origine erano 22.
In pratica, secondo l'ultimo quadro Consob, la Fininvest risulta al 39,22% di Mediaset rispetto al 35,523% posseduto dal luglio 2005, con una quota del 3,668% detenuta tramite la stessa Mediaset e priva dei diritti di voto. Nel caso di Mondadori, invece, la Fininvest figura al 57,414% dal 57,877% posseduto dal luglio 2005, con il 5,525% tramite la Arnoldo Mondadori Editore e senza diritti di voto e l'1,741% tramite Mondadori International e anche in questo caso con voto sterilizzato. Fuori dal gruppo, sostanzialmente invariate al 2,115% le quote possedute dalla Fininvest di Berlusconi in Aedes (dal 2,126% del luglio scorso) mentre e' del 35,130% la quota posseduta in Mediolanum (35,193% nel luglio del 2005).
11 - PARMALAT: GUP ROMA FISSA UDIENZA PRELIMINARE PER ALEMANNO
(Agi) - E' stata fissata al 20 luglio l'udienza preliminare, davanti al giudice Claudio Mattioli, relativa alla posizione dell'ex ministro delle Politiche Agricole Gianni Alemanno, indagato per aver ricevuto, tra il 2001 e la fine del 2003, dall'ex patron della Parmalat, Calisto Tanzi, e con la mediazione di Romano Bernardoni, presunti "illeciti contributi in denaro pari a 85mila euro da destinare, tramite contribuzione alla rivista Area, al settore del partito politico Alleanza Nazionale". Il pm Pietro Giordano, titolare dell'inchiesta, aveva sollecitato l'archiviazione perche' quei presunti finanziamenti illeciti al partito erano da considerare, in realta', dei contributi al periodico, ma il tribunale dei ministri, che non aveva condiviso la decisione del magistrato, aveva chiesto l'autorizzazione a procedere nei confronti di Alemanno. Successivamente il pm Giordano ha formulato un'imputazione con la conseguenza della fissazione dell'udienza preliminare a conclusione della quale il gup si pronuncera' per il non luogo a procedere o per il rinvio a giudizio dell'ex ministro. Era stato lo stesso Alemanno a rinunciare all'immunita' parlamentare per dimostrare la sua estraneita' ai fatti contestati.
12 - RCS BOOM
(Ansa) - Rcs sale in Borsa dell'1,47% a 4,27 euro, in una giornata negativa per Piazza Affari. L'andamento in controtendenza è legato, confermano alcuni operatori, all'attesa di una soluzione sulle azioni Rcs in mano alla Magiste di Stefano Ricucci. Oggi infatti Bpi dovrebbe prendere una decisione, secondo quanto scrive un quotidiano, sull'escussione del pegno che la banca vanta sul pacchetto di Ricucci. "Il titolo sale perché si sblocca una situazione ferma ormai da tanto tempo. Ovviamente il mercato punta su una soluzione diversa dall'immissione dei pacchetti direttamente sul mercato, evento che deprimerebbe i prezzi", spiegano dalle sale operative. Intanto in Borsa Bpi cede l'1,2% a 7,74 euro.
13 - MARCHETTI PARLA
(Ansa) - "Per ora non ci sono novità. Credo che la Banca popolare italiana cederà le azioni ma non so dire in che modo, forma e tempo". Così il presidente di Rcs, Piergaetano Marchetti, ha risposto a chi gli chiedeva un commento sulla possibile escussione del pegno delle azioni della casa editrice detenute da Stefano Ricucci e della successiva cessione dei titoli.
Dagospia 30 Maggio 2006