SALVATORI (CARLO) PER IL VERTICE UNIPOL - LA COMPAGNIA ASSICURATIVA BOLOGNESE, PROTAGONISTA NEI MESI SCORSI DELLA FALLITA SCALATA A BNL, CHIUDE LA FASE DI STALLO NOMINANDO L'ATTUALE VICEPRESIDENTE DELL'UNICREDITO CARA AD ALESSANDRO PROFUMO.

Riccardo Sabatini per "Il Sole 24 Ore"


Alla guida operativa dell'Unipol andrà l'attuale vicepresidente di Unicredito Carlo Salvatori. È lui il manager che oggi il presidente della compagnia Pierluigi Stefanini proporrà al consiglio di amministrazione come nuovo amministratore delegato della società. Sarà chiamato a gestire una nuova fase di sviluppo del gruppo assicurativo bolognese ed a chiudere definitivamente la fase di stallo ed incertezza che ha fatto seguito al fallimento dell'Opa sulla Bnl ed al traumatico abbandono dei precedenti manager (il presidente Giovanni Consorte e l'amministratore delegato Ivano Sacchetti).

Fino a poche ore dalla ufficializzazione della nomina i vertici dell'Unipol sono riusciti a tenere coperta la loro scelta ed il mercato negli ultimi giorni aveva di volta in volta scommesso su nomi del mondo assicurativo.

Tra gli altri quello dell'attuale a.d. di Toro Sandro Salvati dato in uscita dalla compagnia acquisita nei giorni scorsi dalle Generali. Ed invece le preferenze del mondo della cooperazione si sono rivolte alla fine ad uno dei manager più sperimentati del mondo bancario. Che fino a poche settimane fa era addirittura in lizza per occupare la poltrona di presidente dall'associazione di rappresentanza degli istituti di credito (Abi).



Lungo e costellato di successi è il curriculum di Salvatori, presidente di Unicredito prima della fusione con Hvb, con un passato di amministratore delegato prima in Banca Intesa e poi in Capitalia. Assumerà la guida del terzo gruppo assicurativo del paese che nel 2005 ha raccolto premi assicurativi per 10,7 miliardi di euro (+ 12%) con una quota di mercato di circa il 10% sostanzialmente equilibrata tra rami danni e rami vita. Ma Unipol non è soltanto questo. Nel gruppo bolognese è presente una forte componente bancaria che rappresenta la sua specificità nel mercato assicurativo nazionale e che è andata crescendo nel corso degli anni. Nel 2005 il gruppo, attraverso una rete di 250 filiali, ha realizzato nel comparto creditizio una raccolta diretta di 6,9 miliardi (+ 27%) con impieghi in crescita ancora più vigorosa a 5,5 miliardi (+ 39%). Gli utili realizzati in questo segmento sono aumentati, ma ancora si attestano ad un livello modesto ( 20 milioni). La scelta di Salvatori è dunque rispettosa di questo particolare mix nel modello di business del gruppo che - è presumibile - verrà confermato e sviluppato con l'arrivo del nuovo manager.

L'arrivo dell'ex presidente di Unicredito, peraltro, appare anche in sintonia con la struttura manageriale che ha guidato la società in questi mesi tormentati. È il gruppo di dirigenti che ha il suo principale esponente nel direttore generale Carlo Cimbri e che ha collaborato con i nuovi manager di Unipol (Stefanini e il vicepresidente Vanes Galanti) per uscire nel migliore dei modi dalle secche dell'avventura Bnl. L'accordo con Bnp Paribas, che ha permesso alla compagnia di uscire indenne dall'Opa mancata sulla banca romana, si deve anche a loro. L'arrivo di un manager molto caratterizzato nel mondo assicurativo sarebbe forse stato vissuto come una delegittimazione dalla tecnostruttura del gruppo. Mentre l'ingresso di un banchiere di vaste esperienze come Salvatori non verrà probabilmente percepito come una minaccia.

Ma la scelta del nuovo amministratore delegato va interpretata anche alla luce della definizione di una nuova strategia per il gruppo Unipol. Negli ultimi mesi i vertici del gruppo sono apparsi, anche giustamente, molto esitanti sulla via da seguire. Timorosi di compiere passi falsi in una macchina produttiva che negli ultimi anni aveva corso molto.
Certamente l'ingresso di un manager che viene dal più dinamico ed internazionale gruppo creditizio del paese consentirà agli azionisti del gruppo di giovarsi di un'esperienza di prim'ordine per individuare i futuri trend di crescita della società.

Ed anche per impiegare al meglio il capitale in eccesso del gruppo (2,6 miliardi) accumulato per l'Opa sulla Bnl e che in questi mesi è rimasto congelato in attesa di deciderne la definitiva collocazione. Carlo Salvatori sarà designato oggi nuovo amministratore delegato di Unipol, la compagnia assicurativa bolognese protagonista nei mesi scorsi della fallita scalata a Bnl


Dagospia 30 Giugno 2006