EFFETTO «ABUSIVIP» - ALTRO CHE VILLA LA CERTOSA: LA LISTA DEI VIP CHE POSSEGGONO ECOMOSTRI È LUNGA. E BIPARTISAN: DA VISCO A NANIA, PASSANDO PER BAGLIONI, ZEFFIRELLI, FENDI, TRONCHETTI PROVERA, DOLCE.

Francesca Paci per "La Stampa"


Tre mesi fa, quando 350 chili di tritolo hanno sgomberato l'orizzonte del lungomare barese da Punta Perotti, gli ambientalisti hanno aperto il sito internet www.puntaperottivagiu.com/ per far divertire i navigatori più sensibili alla materia: impugni una gomma da cancellare virtuale e, un pezzetto alla volta, cassi via l'ecomostro dallo schermo che torna bianco e vergine come il paradiso terrestre.

Facile, al computer. Per il megafabbricato icona della malaedilizia nostrana ci sono voluti oltre dieci anni. Quanti piccole Punta Perotti abbiamo in Italia? E chissà poi se sono tutti così facilmente identificabili. Prendete quelli che l'ultimo numero del mensile di Legambiente «La nuova Ecologia» definisce «abusivip»: ville terrazzate, piscine nature ricavate nella roccia, imbarcaderi esotici, gli scempi paesaggistici firmati dalle celebrità della politica, dello spettacolo, dai protagonisti del «bel mondo» interessati soprattutto a disegnarselo su misura con buona pace di coste turchesi, scogliere, boschi secolari.

Si fa presto a dire Berlusconi. Quando la Procura di Tempio Pausania aprì l'inchiesta su Villa Certosa, la dimora estiva dell'ex premier accessoriata di anfiteatro, campi sportivi, impianto di talassoterapia e giardino di ibiscus, la proprietà obiettò sollevando il segreto di Stato. I malevoli storsero il naso prendendosela con la solita immunità del patron di Mediaset e, allora, dell'intero Belpaese. E invece. Invece nella lista nera di Legambiente il nome del leader di Forza Italia non sfigura affatto accanto a quelli altrettanto celebri di Claudio Baglioni, Franco Zeffirelli, Carla Fendi, Marco Tronchetti Provera, Domenico Dolce, Vincenzo Visco, Enrico La Loggia, Domenico Nania.



Adesso tutti lì a dare la colpa all'amico architetto assai spregiudicato, all'affittuario di cui s'ignorano le attività edilizie, alle leggi farraginose. Però che effetto il cartello con la scritta «abusiva» sulla cancellata della villa ancora in costruzione di Baglioni, un Eden a picco sulla spiaggia preziosa di Lampedusa, dove riposano le tartarughe marine: dal 6 aprile il cantiere è sotto sequestro perché non rispetta il piano regolatore. Effetto «abusivip» proprio come a Positano, con quei sigilli per niente fashion sui 1400 metri quadrati a strapiombo sul blù tanto amati da Franco Zeffirelli, che giura però d'essere solo in affitto.

O a Pantelleria: un vecchio dammuso ristrutturato da Vincenzo Visco con gusto raffinato al punto da immaginare tre cisterne extra e una suggestiva scalinata a mare, esperienza mozzafiato ma un po' troppo azzardata per la Cassazione che ha condannato il viceministro diessino a 20 milioni di lire di ammenda e 10 giorni di arresto (pena sospesa). Sorte analoga a quella toccata alla magione estiva di Barcellona Pozzo di Gotto del collega di Alleanza Nazionale Domenico Nania, testimonianza d'una passione per «il mondo in casa» davvero bipartisan.

La lista Legambiente dei furbetti di Punta Perotti è da cena di gala. Musica, cinema, politica, moda, imprenditoria. Marco Tronchetti Provera, rinviato a giudizio dalla procura di Chiavari per abusivismo edilizio e violazione del vincolo di tutela ambientale. Domenico Dolce, della premiata Dolce&Gabbana, alle prese con l'ecogiustizia di Portofino. Flavio Briatore, chiamato a rispondere dell'architettura ardita del Twiga, il noto locale di Marina di Pietrasanta. Carla Fendi che nella sua residenza di Sabaudia s'è fatta disegnare una piscina d'haute couture: una vascona da 15 metri per 8 ricavata nella duna quaternaria a pochi metri dal bagnasciuga. Praticamentre un sogno. Se solo avesse avuto il permesso...


Dagospia 04 Luglio 2006