TONONI: CAMBIAMENTI PER ALITALIA, FERROVIE E ANAS - PARMA-LODI: MULINO ROSSO - ALL'ENEL LA FRANCESE ERELIS - PRONTO, CODACONS? - WTO: ACCORDO CON USA PER INGRESSO RUSSIA - BIANCHI VS FRAMMENTAZIONE FERROVIE - UE VS FUSIONE SONY MUSIC/BMG, CROLLA EMI.
1 - ENEL: ACQUISTATA LA FRANCESE ERELIS PER 14,2 MLN (EOLICO)
(Agi) - Enel ha finalizzato l'acquisizione di una societa' francese di sviluppo impianti eolici per 14,2 milioni di euro. Il contratto di compravendita, si legge in una nota della spa elettrica, e' relativo al 100% delle azioni della societa' precedentemente detenute al 94% da Chantre Davaniere SA e al 6% da Axenne Sarl. Con questa operazione Enel entrera' nel promettente mercato dell'energia eolica francese, un mercato in rapida crescita con un potenziale notevole. A oggi nel settore eolico, la capacita' installata in Francia e' di circa 920 MW. Con questa acquisizione, Enel prosegue nella sua strategia globale di sviluppo delle fonti rinnovabili. Erelis, con sede nei pressi di Lione, e' stata costituita nel 2002. Il portafoglio complessivo di progetti in sviluppo e' di circa 500 MW di cui 14 MW entreranno in funzione nel 2007, 196 MW sono in fase medio avanzata e circa 290 MW in fase iniziale di sviluppo. Erelis ha inoltre in sviluppo circa 110 MW per conto terzi. I progetti sono dislocati in varie regioni della Francia. L'acquisizione consentira' a Enel nel periodo 2007-2010 di diventare un operatore di rilievo del mercato eolico francese e di disporre di un'ottima piattaforma per l'ulteriore crescita in quel paese. L'operazione, inoltre, contribuisce al rafforzamento della societa' nel settore delle energie rinnovabili dove gia' oggi Enel si colloca ai primi posti nel mondo con oltre 19.000 MW di potenza installata idroelettrica, eolica, geotermica, solare e a biomasse.
2 - L'AVVOCATO AL TELEFONO DA 1,8 EURO AL MINUTO
Metteo Prischi per "Il Sole 24 Ore" - Un euro e ottanta centesimi al minuto: è quanto si paga per prendere appuntamento con un avvocato del Codacons telefonando al numero 892007. L'associazione si è resa conto negli ultimi tempi che gestire le chiamate in arrivo richiede tempo e denaro, ma soprattutto che in molti casi consumatori non ancora associati richiedono un parere al telefono, cercando di risparmiare i 50 euro della tessera di iscrizione. Così, per arginare il fenomeno, è stato attivato il nuovo numero, che però ricorda tanto i servizi a tariffazione speciale 892,899 e simili spesso criticati dalle stesse associazioni di consumatori. Il nuovo numero, precisa il Codacons, non è stato creato per arricchirsi a danno dei consumatori. Parte del ricavato (10 centesimi a telefonata) va a favore di un progetto sociale, il resto serve per ripagare il servizio, gestito da una società esterna. Sarà, però chi non vuole spendere1,8euro al minuto può solo recarsi di persona nelle sedi presenti sul territorio, anche se è in regola con la quota annuale.
3 - WTO: RAGGIUNTO ACCORDO CON USA PER INGRESSO RUSSIA
(Agi/Reuters) - La Russia ha raggiunto un'intesa con gli Stati Uniti che le spiana la strada per l'ingresso nella Wto. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze russo, Alexei Kudrin, secondo quanto riferito dall'agenzia Ria. Kudrin ha detto che il presidente Usa George W. Bush e quello russo Vladimir Putin firmeranno un protocollo sull'entrata della Russia nella World Trade Organization in occasione del loro incontro di domani a San Pietroburgo, alla vigilia del G8.
4 - BANCHE DIVISE IN DUE: PROFUMO O BAZOLI?
R.Fi. per "Il Sole 24 Ore" - È grande la confusione sotto il cielo delle banche. E la giornata di ieri, con la nomina (poco unanime) di Corrado Faissola al vertice dell'Abi, ha messo a nudo la realtà: altro che fusioni amichevoli e spirito di sistema, i banchieri sono divisi non solo sul modo di fare le aggregazioni, ma addirittura sulla gestione della loro associazione. Dietro alla mancata unanimità sulla presidenza di Faissola, infatti, non ci sono i « personalismi » denunciati dal Governatore Mario Draghi, ma una crisi più profonda degli equilibri e delle regole che hanno finora garantito lo status quo nel sistema bancario nazionale. Più che un coup de theatre, l'intesa tra Matteo Arpe ed Alessandro Profumo nel voto su Faissola è un po' come la disdetta di un «patto di sindacato»: per restare insieme, i soci hanno bisogno di nuove regole, di una governance che garantisca il ruolo e il rispetto di tutti gli azionisti, comprese le minoranze. Nelle imprese come all'Abi. Non è chiaro che cosa sia successo nelle ultime settimane e perché si sia arrivati ieri allo scontro, ma è certo che la presidenza Faissola parte subito con una sfida importante: cercare il dialogo e ricucire gli strappi. E soprattutto, evitare che altre istituzioni, dalla Banca d'Italia al Tesoro, finiscano per essere inquadrate come alleati dell'uno o dell'altro schieramento.
5 - PARMA-LODI: MULINO ROSSO
Ettore Livini per "la Repubblica"
Il vecchio flirt con la Banca Popolare italiana di Gianpiero Fiorani costa sempre più caro alla famiglia Barilla. I conti 2005 della holding parmigiana - già zavorrati dalla svalutazione per 639 milioni sulla quota in Kamps - pagano infatti l´ennesimo salato pedaggio all´asse con Lodi. In tutto altri 14 milioni di euro: 4,5 bruciati in minusvalenze quando un anno fa la Barilla ha venduto un pezzo della sua partecipazione in Bpi, altri 9,5 registrati a fine anno quando è stata costretta ad allineare ai valori di mercato la quota della banca rimasta in bilancio. Il problema per i Barilla è che la via crucis potrebbe non essere ancora finita. Il cambio di gestione a Lodi non ha rasserenato i rapporti tra le parti. Anzi. Chi sperava finisse tutto a tarallucci (ipotesi plausibile visti i protagonisti) e vino è rimasto deluso. Divo Gronchi - irritato per la svalutazione unilaterale di Kamps - ha rispolverato il contratto che gli consente di cedere a Parma il 49% del produttore di pane tedesco oggi in portafoglio a Lodi. Un´ulteriore spada di Damocle che rischia di tradursi per il Mulino Bianco in un altro esercizio in profondo rosso.
6 - BIANCHI: SONO CONTRO FRAMMENTAZIONE FERROVIE.
(Asca) - ''Sono per il mantenimento della holding FS perche' altrimenti si rischierebbe una ulteriore frammentazione della macchina delle Ferrovie. Una frammentazione che non mi sembra opportuna''. E' quanto ribadisce il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, parlando con i giornalisti sul treno che ha portato a Firenze il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Riguardo al presunto scontro con il titolare del ministero delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, Bianchi rileva che ''non c'e' stato con lui alcun diverbio ma solo una differenza di valutazioni sull'opportunita' di mantenere la holding''. Sara' comunque una questione, continua Bianchi, sulla quale ''decideremo con il presidente del Consiglio''. La prossima settimana infatti e' previsto un appuntamento per decidere sulla vicenda, conclude Bianchi.
7 - CORTE UE CONTRO FUSIONE SONY MUSIC/BMG, CROLLA EMI.
(Agi/Reuters) - Lussemburgo, 13 lug. - La Corte di giustizia europea ha annullato l'approvazione data dalla Commissione Ue alla fusione del 2004 tra Sony Music e Bmg. L'istanza era stata presentata da alcune case discografiche indipendenti ma all'esito guardavano anche Emi e Warner Music per capire come le autorita' antitrust europee reagirebbero, a fronte di una loro eventuale fusione. Cosi' il titolo Emi e' crollato in borsa, perdendo il 7,5%. La Commissione ha dichiarato che riesaminera' il caso, ma potrebbe anche fare appello contro la decisione della Corte.
8 - DI PIETRO: ASPETTIAMO BOZZA AUTOSTRADE DEL QUINTO ATTO AGGIUNTIVO.
(Agi) - "Noi aspettiamo solo la bozza del quinto atto aggiuntivo dove ci sono gli impegni a ridisegnare la concessione per garantire gli interessi pubblici". E' quanto ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, all'ingresso dell'assemblea dell'Ance, in merito alla richiesta di autorizzazione alla fusione Autostrade-Abertis che il ministero ha appena respinto. "Per dire se qualcosa va o non va - ha detto Di Pietro - deve esserci qualcosa, ma non c'era nessuna documentazione allegata quindi non ho potuto valutare". "Siamo disponibili - ha aggiunto il ministro - a valutare questa richiesta sulla fusione ma dobbiamo capire di che si tratta e soprattutto come vengono garantiti con il quinto atto aggiuntivo i quattro interessi pubblici: la tutela del cittadino-contribuente, i consumatori, i lavoratori e gli interessi del sistema imprenditoriale e quindi della societa'". "La proprieta' azionista - ha concluso Di Pietro - e' sacra e va rispettata ma non deve essere a scapito dell'interesse pubblico".
9 - AUTOSTRADE: BIANCHI, DI PIETRO NON HA DETTO NO AD ACCORDO
(AGI) - "Non significa che e' stato detto no all'accordo: e' stato detto che bisogna perfezionare la documentazione, tenendo conto che, alla fine, questa questione finira' nelle mani del presidente Prodi e decidera' lui". Cosi' il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, a margine di un convegno tenuto a Firenze, ha commentato la posizione del collega Di Pietro che ha giudicato "irricevibile" la proposta di fusione tra Autostrade ed Abertis, senza una modifica della concessione. "Non posso rispondere - aveva esordito Bianchi - perche' non ho visto le carte del ministro Di Pietro: e' una questione che e' stata delegata a lui in questa fase e, quindi, presumo, dalle sue dichiarazioni, anche se non ho parlato con lui, che ritenga la documentazione inadeguata sul piano formale".
10 - BENETTON: AUSTRALIA, SU LANA SFIDA BOICOTTAGGIO ANIMALISTI.
(Ansa) - Quasi due anni dopo essere stata trascinata in un boicottaggio internazionale della lana australiana, la Benetton ha risposto alla sfida degli animalisti radicali, raddoppiando ampiamente il suo uso di lana australiana superfine. Lo ha annunciato oggi alla World Merino Conference, in corso a Perth, l'Australian Wool Innovation, a cui aderiscono i maggiori produttori di lana di qualita', precisando che l'azienda italiana, che ha una forte presenza anche in Australia, aumentera' i suoi ordini di merino superfine nei prossimi due anni, fino a quattro milioni di balle. Benetton diventera' cosi' uno dei maggiori dettaglianti al mondo di lana australiana, se non il maggiore. L'azienda sara' inoltre coinvolta nello sviluppo di nuove fibre e finiture basate su vello australiano, ed esporra' il marchio della lana merino australiana nel materiale di vendita in 5.550 negozi in Usa, Europa e Asia, potenzialmente promuovendo il prodotto presso otto milioni di clienti attorno al mondo. E' una grande vittoria per l'industria australiana della lana e uno schiaffo all'organizzazione, di base in Usa, 'People for the Ethical Treatment of Animals' (Peta), che dalla fine del 2004 proclama con frequenti e spesso clamorose manifestazioni il boicottaggio della lana australiana, motivandolo con accuse di crudelta' verso le pecore per la pratica del 'mulesing'. Si tratta del taglio delle pieghe della pelle intorno alla coda, che gli allevatori considerano un male necessario per proteggere le pecore dall'infestazione di un moscone tipico dell'Australia, che depone le uova nelle aree umide della pelle. Le larve si scavano un nido nelle carni dell'animale e le divorano, avvelenando l'organismo. Il piu' ricco 'scalpo' della campagna della Peta e' stato il dettagliante Usa Abercombie and Finch, che si e' piegato alle minacce di picchettaggio dei suoi negozi, una minaccia che e' stata attuata contro altre grandi aziende di abbigliamento inclusa la Benetton. Quest'ultima si era rifiutata di cedere, ma era riuscita a tenere a bada gli animalisti dando sostegno ad un programma dell'Associazione australiana dei produttori di lana di eliminare gradualmente il mulesing entro il 2010, mentre vengono messi a punto trattamenti alternativi.
11 - TONONI, A GIORNI POSSIBILI CAMBIAMENTI VERTICE PER ALITALIA, FERROVIE E ANAS
(Ansa) - Il sottosegretario all' Economia Massimo Tononi ha completato l' attivita' di ricognizione sulle societa' partecipate e, in particolare, su Alitalia, Ferrovie ed Anas e ''da qui a pochi giorni ci potrebbero essere cambiamenti nell' assetto di vertice''. Lo ha detto lo stesso sottosegretario parlando a margine di una conferenza stampa e precisando che, ''se una decisione in questo senso ci sara', avverra' a breve''. Secondo Tononi, tuttavia, ''le indiscrezioni sui nomi sono assolutamente premature, sono decisioni che vanno prese collegialmente''. Il sottosegretario ha ricordato, tuttavia, che gli esiti della sua attivita' di ricognizione ''devono essere condivisi con il Governo'' e che questo confronto avverra' ''a brevissimo'' e da esso potranno scaturire ''novita' o anche non novita'''. Tononi ha ricordato il ''serio impegno del Governo a sanare situazioni molto problematiche e finanziariamente difficili'', soprattutto per Alitalia, Anas e Ferrovie, ma ha precisato comunque che, dopo l' aumento di capitale da 1,8 miliardi di euro ''Alitalia non ha problemi finanziari, ne' prospettive particolarmente critiche in questo senso''.
12 - RENAULT: GHOSN, ALLENZA CON GM UNA GRANDE OPPORTUNITA'
(Asca) - Un'alleanza tra Renault-Nissan e GM sarebbe ''un'enorme opportunita''. E' quanto afferma il numero uno di Renault-Nissan, Carlos Ghosn, in una intervista al quotidiano Le Monde sottolineando pero' che un'alleanza con il costruttore americano ''non e' un obbligo per noi''
''Non ci dobbiamo pronunciare sulla performance di Gm'', spiega Ghosn alla vigilia di un incontro con il numero uno Rick Wagoner, al fine di studiare la fattibilita' di un'alleanza a tre. ''La questione e' sapere se un allargamento dell'alleanza abbia senso per Renault e Nissan''. ''Penso - prosegue - che si tratti di un'enorme opportunita' e che occorra ancora lavorare con Gm per vedere cio' che puo' portare, a quale condizione e con quale organizzazione''. ''O Gm coglie l'opportunita' e la studia seriamente oppure ritiene che non ne valga la pena e allora si ferma tutto''. Alla domanda sul perche' questa alleanza dovrebbe avere successo in un campo molto difficile come quello automobilistico, Ghosn replica: ''Ognuno giudica in funzione della sua esperienza. La nostra alleanza con Nissan e' un successo. Al contrario, il rapporto tra Gm e Fiat non e' stato un successo. E' necessario superare l'ottimismo degli uni e lo scetticismo degli altri, valutando obiettivamente il potenziale di un'alleanza. Se condurremo questo progetto con lo stesso spirito con il quale abbiamo lavorato con Nissan, non ci sono motivi perche' non funzioni''.
Per quanto riguarda il modo in cui e' nata l'idea dell'alleanza con Gm, il numero uno di Renault e Nissan spiega che ''l'alleanza tra Renault e Nissan e' aperta ad altri partner secondo le opportunita'. Quando qualche settimana fa, Jerry York (braccio destro del miliardario Kirk Kerkorian, che detiene il 9,9% di Gm) mi ha chiesto se fosse concepibile far entrare un terzo partner, gli ho risposto che era possibile. Ma che, prima di studiare qualunque alleanza, era necessario un accordo del consiglio di amministrazione e della direzione di Gm. E' fatto. Se questo progetto fosse percepito come ostile, sarebbe destinato al fallimento''. Qualcuno potrebbe pensare che il tentativo di Renault sia ostile, ma secondo Ghosn ''nei sette anni in cui Renault e Nissan hanno lavorato assieme, abbiamo dimostrato che non si puo' passare piu' tempo a essere in conflitto che a sviluppare delle sinergie. E non dare l'impressione che l'identita' di ciascuno dei partner sia beffeggiata''. Ghosn spiega di non essere preoccupato per il fatto che l'operazione negli Stati Uniti abbia suscitato un certo patriottismo economico. ''Il patriottismo economico, o il nazionalismo, sono normali e umani; e' una reazione che significa: 'Io, in Francia, in Cina, negli Stati Uniti, al di la' della globalizzazione che accelera, esisto''. Infine per Ghosn, un'entrata di Renault-Nissan nel capitale di Gm in caso di alleanza e' necessaria. ''Non credo alla partecipazione zero, perche' se un accordo sembra informale, non dura. La partecipazione finanziaria e' una sorta di obbligo di collaborazione''.
Dagospia 13 Luglio 2006
(Agi) - Enel ha finalizzato l'acquisizione di una societa' francese di sviluppo impianti eolici per 14,2 milioni di euro. Il contratto di compravendita, si legge in una nota della spa elettrica, e' relativo al 100% delle azioni della societa' precedentemente detenute al 94% da Chantre Davaniere SA e al 6% da Axenne Sarl. Con questa operazione Enel entrera' nel promettente mercato dell'energia eolica francese, un mercato in rapida crescita con un potenziale notevole. A oggi nel settore eolico, la capacita' installata in Francia e' di circa 920 MW. Con questa acquisizione, Enel prosegue nella sua strategia globale di sviluppo delle fonti rinnovabili. Erelis, con sede nei pressi di Lione, e' stata costituita nel 2002. Il portafoglio complessivo di progetti in sviluppo e' di circa 500 MW di cui 14 MW entreranno in funzione nel 2007, 196 MW sono in fase medio avanzata e circa 290 MW in fase iniziale di sviluppo. Erelis ha inoltre in sviluppo circa 110 MW per conto terzi. I progetti sono dislocati in varie regioni della Francia. L'acquisizione consentira' a Enel nel periodo 2007-2010 di diventare un operatore di rilievo del mercato eolico francese e di disporre di un'ottima piattaforma per l'ulteriore crescita in quel paese. L'operazione, inoltre, contribuisce al rafforzamento della societa' nel settore delle energie rinnovabili dove gia' oggi Enel si colloca ai primi posti nel mondo con oltre 19.000 MW di potenza installata idroelettrica, eolica, geotermica, solare e a biomasse.
2 - L'AVVOCATO AL TELEFONO DA 1,8 EURO AL MINUTO
Metteo Prischi per "Il Sole 24 Ore" - Un euro e ottanta centesimi al minuto: è quanto si paga per prendere appuntamento con un avvocato del Codacons telefonando al numero 892007. L'associazione si è resa conto negli ultimi tempi che gestire le chiamate in arrivo richiede tempo e denaro, ma soprattutto che in molti casi consumatori non ancora associati richiedono un parere al telefono, cercando di risparmiare i 50 euro della tessera di iscrizione. Così, per arginare il fenomeno, è stato attivato il nuovo numero, che però ricorda tanto i servizi a tariffazione speciale 892,899 e simili spesso criticati dalle stesse associazioni di consumatori. Il nuovo numero, precisa il Codacons, non è stato creato per arricchirsi a danno dei consumatori. Parte del ricavato (10 centesimi a telefonata) va a favore di un progetto sociale, il resto serve per ripagare il servizio, gestito da una società esterna. Sarà, però chi non vuole spendere1,8euro al minuto può solo recarsi di persona nelle sedi presenti sul territorio, anche se è in regola con la quota annuale.
3 - WTO: RAGGIUNTO ACCORDO CON USA PER INGRESSO RUSSIA
(Agi/Reuters) - La Russia ha raggiunto un'intesa con gli Stati Uniti che le spiana la strada per l'ingresso nella Wto. Lo ha annunciato il ministro delle Finanze russo, Alexei Kudrin, secondo quanto riferito dall'agenzia Ria. Kudrin ha detto che il presidente Usa George W. Bush e quello russo Vladimir Putin firmeranno un protocollo sull'entrata della Russia nella World Trade Organization in occasione del loro incontro di domani a San Pietroburgo, alla vigilia del G8.
4 - BANCHE DIVISE IN DUE: PROFUMO O BAZOLI?
R.Fi. per "Il Sole 24 Ore" - È grande la confusione sotto il cielo delle banche. E la giornata di ieri, con la nomina (poco unanime) di Corrado Faissola al vertice dell'Abi, ha messo a nudo la realtà: altro che fusioni amichevoli e spirito di sistema, i banchieri sono divisi non solo sul modo di fare le aggregazioni, ma addirittura sulla gestione della loro associazione. Dietro alla mancata unanimità sulla presidenza di Faissola, infatti, non ci sono i « personalismi » denunciati dal Governatore Mario Draghi, ma una crisi più profonda degli equilibri e delle regole che hanno finora garantito lo status quo nel sistema bancario nazionale. Più che un coup de theatre, l'intesa tra Matteo Arpe ed Alessandro Profumo nel voto su Faissola è un po' come la disdetta di un «patto di sindacato»: per restare insieme, i soci hanno bisogno di nuove regole, di una governance che garantisca il ruolo e il rispetto di tutti gli azionisti, comprese le minoranze. Nelle imprese come all'Abi. Non è chiaro che cosa sia successo nelle ultime settimane e perché si sia arrivati ieri allo scontro, ma è certo che la presidenza Faissola parte subito con una sfida importante: cercare il dialogo e ricucire gli strappi. E soprattutto, evitare che altre istituzioni, dalla Banca d'Italia al Tesoro, finiscano per essere inquadrate come alleati dell'uno o dell'altro schieramento.
5 - PARMA-LODI: MULINO ROSSO
Ettore Livini per "la Repubblica"
Il vecchio flirt con la Banca Popolare italiana di Gianpiero Fiorani costa sempre più caro alla famiglia Barilla. I conti 2005 della holding parmigiana - già zavorrati dalla svalutazione per 639 milioni sulla quota in Kamps - pagano infatti l´ennesimo salato pedaggio all´asse con Lodi. In tutto altri 14 milioni di euro: 4,5 bruciati in minusvalenze quando un anno fa la Barilla ha venduto un pezzo della sua partecipazione in Bpi, altri 9,5 registrati a fine anno quando è stata costretta ad allineare ai valori di mercato la quota della banca rimasta in bilancio. Il problema per i Barilla è che la via crucis potrebbe non essere ancora finita. Il cambio di gestione a Lodi non ha rasserenato i rapporti tra le parti. Anzi. Chi sperava finisse tutto a tarallucci (ipotesi plausibile visti i protagonisti) e vino è rimasto deluso. Divo Gronchi - irritato per la svalutazione unilaterale di Kamps - ha rispolverato il contratto che gli consente di cedere a Parma il 49% del produttore di pane tedesco oggi in portafoglio a Lodi. Un´ulteriore spada di Damocle che rischia di tradursi per il Mulino Bianco in un altro esercizio in profondo rosso.
6 - BIANCHI: SONO CONTRO FRAMMENTAZIONE FERROVIE.
(Asca) - ''Sono per il mantenimento della holding FS perche' altrimenti si rischierebbe una ulteriore frammentazione della macchina delle Ferrovie. Una frammentazione che non mi sembra opportuna''. E' quanto ribadisce il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, parlando con i giornalisti sul treno che ha portato a Firenze il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Riguardo al presunto scontro con il titolare del ministero delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, Bianchi rileva che ''non c'e' stato con lui alcun diverbio ma solo una differenza di valutazioni sull'opportunita' di mantenere la holding''. Sara' comunque una questione, continua Bianchi, sulla quale ''decideremo con il presidente del Consiglio''. La prossima settimana infatti e' previsto un appuntamento per decidere sulla vicenda, conclude Bianchi.
7 - CORTE UE CONTRO FUSIONE SONY MUSIC/BMG, CROLLA EMI.
(Agi/Reuters) - Lussemburgo, 13 lug. - La Corte di giustizia europea ha annullato l'approvazione data dalla Commissione Ue alla fusione del 2004 tra Sony Music e Bmg. L'istanza era stata presentata da alcune case discografiche indipendenti ma all'esito guardavano anche Emi e Warner Music per capire come le autorita' antitrust europee reagirebbero, a fronte di una loro eventuale fusione. Cosi' il titolo Emi e' crollato in borsa, perdendo il 7,5%. La Commissione ha dichiarato che riesaminera' il caso, ma potrebbe anche fare appello contro la decisione della Corte.
8 - DI PIETRO: ASPETTIAMO BOZZA AUTOSTRADE DEL QUINTO ATTO AGGIUNTIVO.
(Agi) - "Noi aspettiamo solo la bozza del quinto atto aggiuntivo dove ci sono gli impegni a ridisegnare la concessione per garantire gli interessi pubblici". E' quanto ha dichiarato il ministro delle Infrastrutture, Antonio Di Pietro, all'ingresso dell'assemblea dell'Ance, in merito alla richiesta di autorizzazione alla fusione Autostrade-Abertis che il ministero ha appena respinto. "Per dire se qualcosa va o non va - ha detto Di Pietro - deve esserci qualcosa, ma non c'era nessuna documentazione allegata quindi non ho potuto valutare". "Siamo disponibili - ha aggiunto il ministro - a valutare questa richiesta sulla fusione ma dobbiamo capire di che si tratta e soprattutto come vengono garantiti con il quinto atto aggiuntivo i quattro interessi pubblici: la tutela del cittadino-contribuente, i consumatori, i lavoratori e gli interessi del sistema imprenditoriale e quindi della societa'". "La proprieta' azionista - ha concluso Di Pietro - e' sacra e va rispettata ma non deve essere a scapito dell'interesse pubblico".
9 - AUTOSTRADE: BIANCHI, DI PIETRO NON HA DETTO NO AD ACCORDO
(AGI) - "Non significa che e' stato detto no all'accordo: e' stato detto che bisogna perfezionare la documentazione, tenendo conto che, alla fine, questa questione finira' nelle mani del presidente Prodi e decidera' lui". Cosi' il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, a margine di un convegno tenuto a Firenze, ha commentato la posizione del collega Di Pietro che ha giudicato "irricevibile" la proposta di fusione tra Autostrade ed Abertis, senza una modifica della concessione. "Non posso rispondere - aveva esordito Bianchi - perche' non ho visto le carte del ministro Di Pietro: e' una questione che e' stata delegata a lui in questa fase e, quindi, presumo, dalle sue dichiarazioni, anche se non ho parlato con lui, che ritenga la documentazione inadeguata sul piano formale".
10 - BENETTON: AUSTRALIA, SU LANA SFIDA BOICOTTAGGIO ANIMALISTI.
(Ansa) - Quasi due anni dopo essere stata trascinata in un boicottaggio internazionale della lana australiana, la Benetton ha risposto alla sfida degli animalisti radicali, raddoppiando ampiamente il suo uso di lana australiana superfine. Lo ha annunciato oggi alla World Merino Conference, in corso a Perth, l'Australian Wool Innovation, a cui aderiscono i maggiori produttori di lana di qualita', precisando che l'azienda italiana, che ha una forte presenza anche in Australia, aumentera' i suoi ordini di merino superfine nei prossimi due anni, fino a quattro milioni di balle. Benetton diventera' cosi' uno dei maggiori dettaglianti al mondo di lana australiana, se non il maggiore. L'azienda sara' inoltre coinvolta nello sviluppo di nuove fibre e finiture basate su vello australiano, ed esporra' il marchio della lana merino australiana nel materiale di vendita in 5.550 negozi in Usa, Europa e Asia, potenzialmente promuovendo il prodotto presso otto milioni di clienti attorno al mondo. E' una grande vittoria per l'industria australiana della lana e uno schiaffo all'organizzazione, di base in Usa, 'People for the Ethical Treatment of Animals' (Peta), che dalla fine del 2004 proclama con frequenti e spesso clamorose manifestazioni il boicottaggio della lana australiana, motivandolo con accuse di crudelta' verso le pecore per la pratica del 'mulesing'. Si tratta del taglio delle pieghe della pelle intorno alla coda, che gli allevatori considerano un male necessario per proteggere le pecore dall'infestazione di un moscone tipico dell'Australia, che depone le uova nelle aree umide della pelle. Le larve si scavano un nido nelle carni dell'animale e le divorano, avvelenando l'organismo. Il piu' ricco 'scalpo' della campagna della Peta e' stato il dettagliante Usa Abercombie and Finch, che si e' piegato alle minacce di picchettaggio dei suoi negozi, una minaccia che e' stata attuata contro altre grandi aziende di abbigliamento inclusa la Benetton. Quest'ultima si era rifiutata di cedere, ma era riuscita a tenere a bada gli animalisti dando sostegno ad un programma dell'Associazione australiana dei produttori di lana di eliminare gradualmente il mulesing entro il 2010, mentre vengono messi a punto trattamenti alternativi.
11 - TONONI, A GIORNI POSSIBILI CAMBIAMENTI VERTICE PER ALITALIA, FERROVIE E ANAS
(Ansa) - Il sottosegretario all' Economia Massimo Tononi ha completato l' attivita' di ricognizione sulle societa' partecipate e, in particolare, su Alitalia, Ferrovie ed Anas e ''da qui a pochi giorni ci potrebbero essere cambiamenti nell' assetto di vertice''. Lo ha detto lo stesso sottosegretario parlando a margine di una conferenza stampa e precisando che, ''se una decisione in questo senso ci sara', avverra' a breve''. Secondo Tononi, tuttavia, ''le indiscrezioni sui nomi sono assolutamente premature, sono decisioni che vanno prese collegialmente''. Il sottosegretario ha ricordato, tuttavia, che gli esiti della sua attivita' di ricognizione ''devono essere condivisi con il Governo'' e che questo confronto avverra' ''a brevissimo'' e da esso potranno scaturire ''novita' o anche non novita'''. Tononi ha ricordato il ''serio impegno del Governo a sanare situazioni molto problematiche e finanziariamente difficili'', soprattutto per Alitalia, Anas e Ferrovie, ma ha precisato comunque che, dopo l' aumento di capitale da 1,8 miliardi di euro ''Alitalia non ha problemi finanziari, ne' prospettive particolarmente critiche in questo senso''.
12 - RENAULT: GHOSN, ALLENZA CON GM UNA GRANDE OPPORTUNITA'
(Asca) - Un'alleanza tra Renault-Nissan e GM sarebbe ''un'enorme opportunita''. E' quanto afferma il numero uno di Renault-Nissan, Carlos Ghosn, in una intervista al quotidiano Le Monde sottolineando pero' che un'alleanza con il costruttore americano ''non e' un obbligo per noi''
''Non ci dobbiamo pronunciare sulla performance di Gm'', spiega Ghosn alla vigilia di un incontro con il numero uno Rick Wagoner, al fine di studiare la fattibilita' di un'alleanza a tre. ''La questione e' sapere se un allargamento dell'alleanza abbia senso per Renault e Nissan''. ''Penso - prosegue - che si tratti di un'enorme opportunita' e che occorra ancora lavorare con Gm per vedere cio' che puo' portare, a quale condizione e con quale organizzazione''. ''O Gm coglie l'opportunita' e la studia seriamente oppure ritiene che non ne valga la pena e allora si ferma tutto''. Alla domanda sul perche' questa alleanza dovrebbe avere successo in un campo molto difficile come quello automobilistico, Ghosn replica: ''Ognuno giudica in funzione della sua esperienza. La nostra alleanza con Nissan e' un successo. Al contrario, il rapporto tra Gm e Fiat non e' stato un successo. E' necessario superare l'ottimismo degli uni e lo scetticismo degli altri, valutando obiettivamente il potenziale di un'alleanza. Se condurremo questo progetto con lo stesso spirito con il quale abbiamo lavorato con Nissan, non ci sono motivi perche' non funzioni''.
Per quanto riguarda il modo in cui e' nata l'idea dell'alleanza con Gm, il numero uno di Renault e Nissan spiega che ''l'alleanza tra Renault e Nissan e' aperta ad altri partner secondo le opportunita'. Quando qualche settimana fa, Jerry York (braccio destro del miliardario Kirk Kerkorian, che detiene il 9,9% di Gm) mi ha chiesto se fosse concepibile far entrare un terzo partner, gli ho risposto che era possibile. Ma che, prima di studiare qualunque alleanza, era necessario un accordo del consiglio di amministrazione e della direzione di Gm. E' fatto. Se questo progetto fosse percepito come ostile, sarebbe destinato al fallimento''. Qualcuno potrebbe pensare che il tentativo di Renault sia ostile, ma secondo Ghosn ''nei sette anni in cui Renault e Nissan hanno lavorato assieme, abbiamo dimostrato che non si puo' passare piu' tempo a essere in conflitto che a sviluppare delle sinergie. E non dare l'impressione che l'identita' di ciascuno dei partner sia beffeggiata''. Ghosn spiega di non essere preoccupato per il fatto che l'operazione negli Stati Uniti abbia suscitato un certo patriottismo economico. ''Il patriottismo economico, o il nazionalismo, sono normali e umani; e' una reazione che significa: 'Io, in Francia, in Cina, negli Stati Uniti, al di la' della globalizzazione che accelera, esisto''. Infine per Ghosn, un'entrata di Renault-Nissan nel capitale di Gm in caso di alleanza e' necessaria. ''Non credo alla partecipazione zero, perche' se un accordo sembra informale, non dura. La partecipazione finanziaria e' una sorta di obbligo di collaborazione''.
Dagospia 13 Luglio 2006