BERLUSCONI: IL CAMPIONATO PARTA COSI' COME E' - ROSSI: VERDETTI CAF? QUANDO E COME LO DECIDO IO. QUELLO CHE DICE BERLUSCONI NON MI INTERESSA - BORRELLI: NON MI ASPETTO APPLAUSI DA BERLUSCONI - UDEUR: TROPPO GRAVI LE SANZIONI CHIESTE DALL'ACCUSA.
1 - GUIDO ROSSI: VERDETTI CAF? QUANDO E COME LO DECIDO IO.
(Adnkronos) - ''Lo saprete domani''. Cosi' il commissario straordinario della federcalcio, Guido Rossi, ha risposto alle domande dei cronisti circa i tempi e le modalita' di annuncio dei verdetti della Commissione di Appello Federale sul maxiprocesso. Rossi, uscendo dalla sede della Figc, incalzato sul tema delle modalita' dell'annuncio ha precisato: ''Non ho ancora deciso. Se c'e' un dubbio? Non ho nessun dubbio, tanto decido io''. Rossi, rispondendo ad una domanda sulle dichiarazioni dell'ex premier e attuale patron del Milan, Silvio Berlusconi, ha inoltre dichiarato: ''Quello che dice Berlusconi non mi interessa, io faccio questo lavoro''.
2 - BORRELLI: NON MI ASPETTO APPLAUSI DA BERLUSCONI.
(Adnkronos) - ''Qualsiasi cosa io possa fare, non mi aspetto certo che Berlusconi mi applauda''. Lo ha detto Francesco Saverio Borrelli raggiungendo la sede federale di Via Allegri in merito alle dichiarazioni rilasciate dall'ex premier ed attuale patron del Milan, Silvio Berlusconi, sul maxiprocesso al calcio. ''Anche se avessi acceso una sigaretta lui avrebbe detto che e' una sigaretta contro Forza Italia'', ha aggiunto il capo dell'Ufficio Indagini della Figc assicurando: ''Non mi turba minimamente''. Il maxiprocesso ha finora portato l'accusa a chiedere sanzioni severe a carico di 4 societa': per il Milan, in particolare, il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto la retrocessione in Serie B con 3 punti di penalizzazione.
3 - BERLUSCONI: NON ACCETTEREMMO SANZIONI A TIFOSI
(Ansa) - ''Non parlo solo del Milan che, in piu' e' stato vittima del sistema, ma di tutti i tifosi della Juventus, della Fiorentina, della Lazio che mi scrivono. Noi tutti non accetteremmo sanzioni ai tifosi, alle squadre, quando da punire sono i singoli che hanno sbagliato''. Silvio Berlusconi torna sulle inchieste di Calciopoli e sottolinea come non si possa comminare sanzioni sulla base del principio della ''responsabilita' oggettiva''. ''Ora bisogna risentire tutte le telefonate, rivedere i testi, le accuse e le difese. Verificare se ci sono fatti concreti - aggiunge - e non arrivare a sentenze dopo processi troppo veloci. Sarebbero danneggiati tutti, da tutti i tifosi compresi quelli delle altre squadre, a chi lavora sulle Tv''.
4 - BERLUSCONI: CAMPIONATO PARTA COSI' COME E'
(Ansa) - No a processi lampo per 'calciopoli'. Per arrivare alle sentenze ci vuole tempo, bisogna verificare bene ''se ci sono fatti concreti'', riserntire le telefonate, i testimoni... Silvio Berlusconi boccia su tutta la linea il processo al sistema che avrebbe condizionato il mondo del calcio e chiede tempo. Ma bisogna stabilire il calendario del prossimo campionato, gli fanno notare i giornalisti. E lui propone una sorta di ''moratoria''. ''Ora, in attesa di chiarimenti definitivi - risponde - potremmo far partire il prossimo campionato cosi' com'e e poi vedere l'esito dei processi''.
5 - UDEUR: TROPPO GRAVI SANZIONI CHIESTE DA ACCUSA.
(Adnkronos) - ''Nessuna prova di comportamenti diretti ad alterare il risultato di una gara ma solo raccomandazioni sportive circoscritte, anche se deprecabili, sembrano emergere dalle vicende legate al mondo del calcio. Vicende che, se lette anche alla luce dei principi del codice della giustizia sportiva, non possono essere punite con le gravissime sanzioni richieste dall'accusa. Semmai, possono portare alla squalifica di chi si e' reso personalmente responsabile ed alla penalizzazione delle squadre di calciatori che, senza entrarci direttamente, ne subiscono , per responsabilita' oggettiva, le conseguenze''. Lo sottolinea una nota dei Popolari-Udeur ricordando che il codice di giustizia sportiva e' imperniato su due distinti criteri: l'osservanza dei principi di lealta', correttezza e probita'; l'esistenza di un illecito sportivo solo quando ci sono ''atti volti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara''. ''Ebbene, le intercettazioni all'origine di tutta questa complessa vicenda -osservano i Popolari Udeur- proverebbero solo l'esistenza di comportamenti diretti a precostituire atteggiamenti non ostili alla propria squadra da parte di designatori ed arbitri e non di veri e propri illeciti sportivi. Saremmo cioe' in presenza di 'raccomandazioni sportive, certamente deprecabili ma circoscritte al 'de damno vitando', e non estensibili al 'de lucro petendo'''.
5 - SS LAZIO, ASSOCIAZIONE PER TUTELARE PICCOLI AZIONISTI.
(Agi) - Domani i tifosi-piccoli azionisti della Lazio si riuniranno in uno studio legale per dare vita a una Associazione "che possa rappresentare e tutelare, in tutti gli ambiti e in tutte le sedi, in particolare, ove occorra, in quelle giudiziarie, i sacrosanti diritti e interessi di chi, oltre alla passione, ha, spesso con notevoli sacrifici e rinunce personali, investito e speso i propri risparmi". La Lazio e i suoi tifosi-piccoli azionisti, venendo allo specifico delle vicende note come "Calciopoli", sono convinti del fatto che le regole vadano rispettate e che coloro i quali le avessero infrante debbano essere puniti: sono, pero', altrettanto convinti del fatto che la Lazio e i suoi tifosi non possono e non debbono essere il "vaso di coccio tra i vasi di ferro". Circa, infine, ipotizzati provvedimenti di clemenza, gli scriventi confidano nella legalita' e nella giustizia dei processi e nella proporzionalita' e ragionevolezza delle eventuali pene che ne dovessero derivare, piuttosto che in amnistie o indulti.
6 - ROSSI, VOTO ELETTIVO FIGC ERA VOTO DI SCAMBIO
(ASCA) - Duro atto di accusa del commissario straordinario Figc, Guido Rossi, ai sistemi di elezione degli organismi federali e delle leghe calcio. Ascoltato dalla Commissione Cultura della Camera, Rossi ha sottolineato come ''il principio dominante'' fosse che i controllori nominassero i controllati, ''senza alcuna garanzia di indipendenza''. Cosicche' in questo sistema si annidava ''il piu' fertile humus per il manifestarsi degli aspetti piu' evidenti e deteriori del conflitto di interessi''. Di conseguenza, ha aggiunto, le squadre piu' deboli sotto il profilo negoziale nella cessione dei propri diritti tv ''si dovevano alleare passivamente alle squadre piu' forti''. Quando ''il voto elettivo - ha sottolineato Rossi - e' collegato all'esercizio dei diritti televisivi di grande rilievo economico diventa voto di scambio e pertanto il sistema democratico si frantuma in influenze dominanti''.
Dagospia 13 Luglio 2006
(Adnkronos) - ''Lo saprete domani''. Cosi' il commissario straordinario della federcalcio, Guido Rossi, ha risposto alle domande dei cronisti circa i tempi e le modalita' di annuncio dei verdetti della Commissione di Appello Federale sul maxiprocesso. Rossi, uscendo dalla sede della Figc, incalzato sul tema delle modalita' dell'annuncio ha precisato: ''Non ho ancora deciso. Se c'e' un dubbio? Non ho nessun dubbio, tanto decido io''. Rossi, rispondendo ad una domanda sulle dichiarazioni dell'ex premier e attuale patron del Milan, Silvio Berlusconi, ha inoltre dichiarato: ''Quello che dice Berlusconi non mi interessa, io faccio questo lavoro''.
2 - BORRELLI: NON MI ASPETTO APPLAUSI DA BERLUSCONI.
(Adnkronos) - ''Qualsiasi cosa io possa fare, non mi aspetto certo che Berlusconi mi applauda''. Lo ha detto Francesco Saverio Borrelli raggiungendo la sede federale di Via Allegri in merito alle dichiarazioni rilasciate dall'ex premier ed attuale patron del Milan, Silvio Berlusconi, sul maxiprocesso al calcio. ''Anche se avessi acceso una sigaretta lui avrebbe detto che e' una sigaretta contro Forza Italia'', ha aggiunto il capo dell'Ufficio Indagini della Figc assicurando: ''Non mi turba minimamente''. Il maxiprocesso ha finora portato l'accusa a chiedere sanzioni severe a carico di 4 societa': per il Milan, in particolare, il procuratore federale Stefano Palazzi ha chiesto la retrocessione in Serie B con 3 punti di penalizzazione.
3 - BERLUSCONI: NON ACCETTEREMMO SANZIONI A TIFOSI
(Ansa) - ''Non parlo solo del Milan che, in piu' e' stato vittima del sistema, ma di tutti i tifosi della Juventus, della Fiorentina, della Lazio che mi scrivono. Noi tutti non accetteremmo sanzioni ai tifosi, alle squadre, quando da punire sono i singoli che hanno sbagliato''. Silvio Berlusconi torna sulle inchieste di Calciopoli e sottolinea come non si possa comminare sanzioni sulla base del principio della ''responsabilita' oggettiva''. ''Ora bisogna risentire tutte le telefonate, rivedere i testi, le accuse e le difese. Verificare se ci sono fatti concreti - aggiunge - e non arrivare a sentenze dopo processi troppo veloci. Sarebbero danneggiati tutti, da tutti i tifosi compresi quelli delle altre squadre, a chi lavora sulle Tv''.
4 - BERLUSCONI: CAMPIONATO PARTA COSI' COME E'
(Ansa) - No a processi lampo per 'calciopoli'. Per arrivare alle sentenze ci vuole tempo, bisogna verificare bene ''se ci sono fatti concreti'', riserntire le telefonate, i testimoni... Silvio Berlusconi boccia su tutta la linea il processo al sistema che avrebbe condizionato il mondo del calcio e chiede tempo. Ma bisogna stabilire il calendario del prossimo campionato, gli fanno notare i giornalisti. E lui propone una sorta di ''moratoria''. ''Ora, in attesa di chiarimenti definitivi - risponde - potremmo far partire il prossimo campionato cosi' com'e e poi vedere l'esito dei processi''.
5 - UDEUR: TROPPO GRAVI SANZIONI CHIESTE DA ACCUSA.
(Adnkronos) - ''Nessuna prova di comportamenti diretti ad alterare il risultato di una gara ma solo raccomandazioni sportive circoscritte, anche se deprecabili, sembrano emergere dalle vicende legate al mondo del calcio. Vicende che, se lette anche alla luce dei principi del codice della giustizia sportiva, non possono essere punite con le gravissime sanzioni richieste dall'accusa. Semmai, possono portare alla squalifica di chi si e' reso personalmente responsabile ed alla penalizzazione delle squadre di calciatori che, senza entrarci direttamente, ne subiscono , per responsabilita' oggettiva, le conseguenze''. Lo sottolinea una nota dei Popolari-Udeur ricordando che il codice di giustizia sportiva e' imperniato su due distinti criteri: l'osservanza dei principi di lealta', correttezza e probita'; l'esistenza di un illecito sportivo solo quando ci sono ''atti volti ad alterare lo svolgimento o il risultato di una gara''. ''Ebbene, le intercettazioni all'origine di tutta questa complessa vicenda -osservano i Popolari Udeur- proverebbero solo l'esistenza di comportamenti diretti a precostituire atteggiamenti non ostili alla propria squadra da parte di designatori ed arbitri e non di veri e propri illeciti sportivi. Saremmo cioe' in presenza di 'raccomandazioni sportive, certamente deprecabili ma circoscritte al 'de damno vitando', e non estensibili al 'de lucro petendo'''.
5 - SS LAZIO, ASSOCIAZIONE PER TUTELARE PICCOLI AZIONISTI.
(Agi) - Domani i tifosi-piccoli azionisti della Lazio si riuniranno in uno studio legale per dare vita a una Associazione "che possa rappresentare e tutelare, in tutti gli ambiti e in tutte le sedi, in particolare, ove occorra, in quelle giudiziarie, i sacrosanti diritti e interessi di chi, oltre alla passione, ha, spesso con notevoli sacrifici e rinunce personali, investito e speso i propri risparmi". La Lazio e i suoi tifosi-piccoli azionisti, venendo allo specifico delle vicende note come "Calciopoli", sono convinti del fatto che le regole vadano rispettate e che coloro i quali le avessero infrante debbano essere puniti: sono, pero', altrettanto convinti del fatto che la Lazio e i suoi tifosi non possono e non debbono essere il "vaso di coccio tra i vasi di ferro". Circa, infine, ipotizzati provvedimenti di clemenza, gli scriventi confidano nella legalita' e nella giustizia dei processi e nella proporzionalita' e ragionevolezza delle eventuali pene che ne dovessero derivare, piuttosto che in amnistie o indulti.
6 - ROSSI, VOTO ELETTIVO FIGC ERA VOTO DI SCAMBIO
(ASCA) - Duro atto di accusa del commissario straordinario Figc, Guido Rossi, ai sistemi di elezione degli organismi federali e delle leghe calcio. Ascoltato dalla Commissione Cultura della Camera, Rossi ha sottolineato come ''il principio dominante'' fosse che i controllori nominassero i controllati, ''senza alcuna garanzia di indipendenza''. Cosicche' in questo sistema si annidava ''il piu' fertile humus per il manifestarsi degli aspetti piu' evidenti e deteriori del conflitto di interessi''. Di conseguenza, ha aggiunto, le squadre piu' deboli sotto il profilo negoziale nella cessione dei propri diritti tv ''si dovevano alleare passivamente alle squadre piu' forti''. Quando ''il voto elettivo - ha sottolineato Rossi - e' collegato all'esercizio dei diritti televisivi di grande rilievo economico diventa voto di scambio e pertanto il sistema democratico si frantuma in influenze dominanti''.
Dagospia 13 Luglio 2006