REPETITA JUVENTUS - DOPO L'IFIL, ANCHE JOHN ELKANN FA SAPERE A DAGOSPIA CHE "LA JUVE NON SI VENDE" - YAKI PARLA E NEGA UN'IMMINENTE PRESA DI DISTANZE DEGLI AGNELLI DALLA SOCIETÀ BIANCONERA.
Marco Zucchetti per il Giornale
Gli avevano rimproverato di aver taciuto, di aver lasciato che le malelingue e i siti "gossippari" si permettessero di mettere in dubbio l'amore dei nuovi Agnelli per la Juventus. Il gioiello a cui l'Avvocato era più affezionato. Cento anni di storia bianconera legata a doppio filo a Torino, all'automobile, alla Famiglia. Ora John Elkann, nipote di Gianni, parla e nega un'imminente presa di distanze degli Agnelli dalla società bianconera. "Non stiamo vendendo la Juventus", ha dichiarato il trentenne vicepresidente della Juventus a margine di un incontro con il sindaco di Torino Sergio Chiamparino.
Dunque si allontanino avvoltoi e sciacalli. La Vecchia Signora, anche se alle prese con le rughe di Calciopoli, non sta per essere "scaricata" dalla famiglia. Lo aveva ventilato Dagospia il 19 luglio scorso.
Sul sito diretto da Roberto D'Agostino, si leggeva che l'ad della Fiat Holding Sergio Marchionne era intenzionato a sbarazzarsi della Juventus, considerata l'attività esterna al core business. Una rivelazione che faceva il paio con le voci per cui la società di corso Galileo Ferraris era giudicata "compromessa" dalla possibile retrocessione e condizionata da costi di gestione insostenibili.
Le smentite erano subito fioccate. In primo luogo dalla casa automobilistica torinese, che aveva precisato di non essere in alcuno modo responsabile delle sorti della Juventus (Fiat non possiede alcuna quota azionaria). In seconda battuta, seppur senza redigere un comunicato ufficiale, era giunta la smentita della stessa Ifil, la finanziaria della famiglia Agnelli titolare del 60 per cento del club.
Il presidente Gianluigi Gabetti aveva assicurato che la Juventus era «al primo posto delle priorità» dell'Ifil, ma nemmeno la sua voce aveva dissipato i dubbi. Mancava la voce della Famiglia, l'intervento di uno dei rampolli, nessuno dei quali entrato a far parte del nuovo Cda della Juventus. Ieri, finalmente, la rassicurazione che sembra poter chiudere il valzer di ipotesi, che hanno portato la Juventus addirittura in cima alle mire di cordate cinesi. «Non vendiamo la Juve - la risposta secca di John 'Jaki" Elkann -. Una smentita è già sufficiente, ma lo ribadisco». Coe sempre, repetita iuvant.
Dagospia 25 Luglio 2006
Gli avevano rimproverato di aver taciuto, di aver lasciato che le malelingue e i siti "gossippari" si permettessero di mettere in dubbio l'amore dei nuovi Agnelli per la Juventus. Il gioiello a cui l'Avvocato era più affezionato. Cento anni di storia bianconera legata a doppio filo a Torino, all'automobile, alla Famiglia. Ora John Elkann, nipote di Gianni, parla e nega un'imminente presa di distanze degli Agnelli dalla società bianconera. "Non stiamo vendendo la Juventus", ha dichiarato il trentenne vicepresidente della Juventus a margine di un incontro con il sindaco di Torino Sergio Chiamparino.
Dunque si allontanino avvoltoi e sciacalli. La Vecchia Signora, anche se alle prese con le rughe di Calciopoli, non sta per essere "scaricata" dalla famiglia. Lo aveva ventilato Dagospia il 19 luglio scorso.
Sul sito diretto da Roberto D'Agostino, si leggeva che l'ad della Fiat Holding Sergio Marchionne era intenzionato a sbarazzarsi della Juventus, considerata l'attività esterna al core business. Una rivelazione che faceva il paio con le voci per cui la società di corso Galileo Ferraris era giudicata "compromessa" dalla possibile retrocessione e condizionata da costi di gestione insostenibili.
Le smentite erano subito fioccate. In primo luogo dalla casa automobilistica torinese, che aveva precisato di non essere in alcuno modo responsabile delle sorti della Juventus (Fiat non possiede alcuna quota azionaria). In seconda battuta, seppur senza redigere un comunicato ufficiale, era giunta la smentita della stessa Ifil, la finanziaria della famiglia Agnelli titolare del 60 per cento del club.
Il presidente Gianluigi Gabetti aveva assicurato che la Juventus era «al primo posto delle priorità» dell'Ifil, ma nemmeno la sua voce aveva dissipato i dubbi. Mancava la voce della Famiglia, l'intervento di uno dei rampolli, nessuno dei quali entrato a far parte del nuovo Cda della Juventus. Ieri, finalmente, la rassicurazione che sembra poter chiudere il valzer di ipotesi, che hanno portato la Juventus addirittura in cima alle mire di cordate cinesi. «Non vendiamo la Juve - la risposta secca di John 'Jaki" Elkann -. Una smentita è già sufficiente, ma lo ribadisco». Coe sempre, repetita iuvant.
Dagospia 25 Luglio 2006