MONTEZEMOLO "LICENZIA" PRODI: BILANCIO MAGRO, coesione debole, DOVE VAI? - CACCIARI: AVANTI COSI' ED ANDIAMO ALLA CRISI - FRANCESCHINI: IMPOSSIBILE UN'ALTRA MAGGIORANZA - "BERLUSCONI AGLI ORDINI DI RUTELLI PRIMO MINISTRO. COSE DA PAZZI!" - NAVARRO ANCHORM
1 - MONTEZEMOLO: BILANCIO MAGRO, coesione debole
(AGI) - "In questi due mesi non ho visto un solo reale sforzo di riduzione della spesa. E allo stesso tempo le tasse sulle imprese sono aumentate". E' un bilancio "magro", quello sui primi mesi del governo Prodi, tracciato dal leader degli industriali italiani, Luca Cordero di Montezemolo, in un'intervista al Wall Street Journal. Il numero uno di Confindustria non ha nascosto le sue perplessita'. "Il crescente disincanto all'interno della comunita' degli affari per i primi mesi di governo del premier Romano Prodi sta sollevando dubbi sul fatto che Roma sia capace di portare a termine i suoi due principali obiettivi di promuovere la crescita economica e di tagliare allo stesso tempo la spesa pubblica".
Montezemolo ha richiamato il governo ai suoi impegni. "Prodi - ha sottolineato - e' salito al potere in maggio come leader di una coalizione di centrosinistra appoggiata da una maggioranza molto esigua in Parlamento ed ha ereditato un debito pubblico stellare e l'economia piu' lenta tra i 12 paesi dell'eurozona. Nel corso della campagna elettorale, e anche dopo essere entrato in carica, ha promesso che avrebbe portato avanti grandi tagli alle tasse sulle imprese per promuovere la crescita".
Sono soprattutto gli interventi fiscali che preoccupano il leader degli industriali. "Il ministro delle Finanze di Prodi, Tommaso Padoa Schioppa, ha ripetutamente promesso l'approvazione di tagli al budget per 2,5 punti percentuali del Pil, equivalenti a 35 milioni di euro, entro la fine dell'anno, ottenuti principalmente con la riduzione della spesa pubblica, che oggi rappresenta il 40% del Pil italiano. Ma le promesse di abbassare le tasse e di tagliare la spesa devono ancora essere mantenute. Nel frattempo, il mese scorso il governo ha avvisato sei regioni italiane del fatto che avrebbero dovuto aumentare il prelievo sulle aziende e sulle persone per coprire spese sanitarie fuori controllo".
Per Montezemolo le costanti liti interne tra i nove partiti che compongono la coalizione di governo dimostrano che "la coesione politica e' debole", facendo cosi' venir meno le speranze che cambiamenti significativi possano essere ottenuti in tempi brevi. Parti del governo, ha detto, "sembrano avere poco senso del mercato e scarsa considerazione per il ruolo delle imprese".
2 - CACCIARI: AVANTI COSI' ED ANDIAMO ALLA CRISI
(Apcom) - "E' del tutto improbabile un allargamento della maggioranza. Semmai, bisognerebbe andare con una nuova proposta politica dagli elettori e chiedere se l'approvano o meno. Non vedo assolutamente in questa legislatura la possibilità di cambi di maggioranza". Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari (Margherita), intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, boccia senza appello la possibilità di ampliare i confini dell'Unione, idea che non dispiace nemmeno al premier Prodi.
"E' un'ipotesi irrealistica, perché l'allargamento all'area di centro provocherebbe automaticamente la perdita di alcuni pezzi a sinistra, una parte di Rifondazione e dei Comunisti Italiani. Se c'è un'ipotesi di una nuova maggioranza, naturalmente organica, allora bisognerebbe andare dagli elettori e chiedere il loro consenso. Sarebbe una strada molto interessante, ma serve una proposta strategica e programmatica, sulla base di una discussione seria e passando al vaglio degli elettori. Il tutto con un programma diverso rispetto a quello con cui è stato eletto Prodi, ma non strada facendo. Un allargamento solo per sopravvivere è poco serio e impossibile da realizzare. E' chiaro che l'unica parte disponibile sarebbe l'Udc o una fetta dei centristi, anche perché Berlusconi ha già proposto la Grande Coalizione. Del tutto irrealistica".
Il governo durerà? "Se, in particolare in politica estera, l'esecutivo continuerà come in questi mesi e se qualcuno si inventerà di porre all'ordine del giorno questioni come i Pacs...è chiaro che non potrà reggere. O si danno una regolata o è impossibile che regga. Se si va avanti come come in questi mesi è chiaro come il sole che il governo va in crisi. Non si può certo andare avanti con la fiducia su questioncelle come la politica estera. E in caso di crisi elezioni assolutamente, non la Grande Coalizione".
3 - BONAIUTI, NESSUN LIMITE ALLE FANTASIE SUI GIORNALI
(AGI) - "Non c'e' limite alle fantasie dell'estate sui giornali. Il Messaggero si immagina perfino che Berlusconi possa ambire a fare il ministro degli Esteri agli ordini di Francesco Rutelli primo ministro. Cose da pazzi!". Cosi', in una nota il portavoce del Presidente Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, secondo il quale queste sono "cose che non stanno ne' in cielo ne' in terra. Come al solito - prosegue Bonaiuti - vengono citati a sostegno di queste strampalate tesi estive dei non meglio precisati 'fedelissimi', che non abbiamo il piacere di conoscere. E pensare che siamo solo all'inizio dell'estate. Chissa' - conclude - che agosto di fantasie ci attende".
4 - COSSIGA A PRODI: ITALIA A CAPO FORZA ONU UN AZZARDO
(Apcom) - "Caro Romano, leggo dall'Apcom che l'Italia è pronta ad assumersi l'onere del comando della missione internazionale di pace nel sud del Libano, nel caso in cui il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dovesse dare la sua approvazione con una risoluzione (...). Mi auguro che quanto riferito da Apcom non corrisponda al vero, o che si tratti di una semplice ipotesi tutta da verificare". Lo scrive il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga al premier Romano Prodi in una lettera aperta, pubblicata sul Tempo, in seguito alla notizia pubblicata da Apcom sabato sera dopo il vertice a Palazzo Chigi con il ministro della Difesa, Arturo Parisi, il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, e il presidente del Consiglio.
"L'Italia - prosegue Cossiga - infatti non è né in grado di partecipare né tanto meno di assumere il comando di una forza di interposizione di questa nautura: a) per motivi di strategia politico militare generale; b) per motivi politici interni; c) per motivi tecnici". "Il tuo Governo - dice Cossiga a Prodi - la tua maggioranza, una parte importante di quella che vi ha votato, la stessa Chiesa d'Italia nella sua maggioranza, non potrebbe supportare unità militari che sparano, e peggio se sparano contro gli islamici". Insomma "questo carattere degli impegno da assumere con la partecipazione e peggio con il comando della missione di polizia militare è incompatibile con l'unità della tua coalizione". E "il tuo Governo non deve cadere, non può, perché non ha alternative immediate credibili e il paese non si può permettere la sospensione del Governo per nuove elezioni politiche".
Cossiga illustra a Prodi anche i motivi tecnici per cui l'Italia non è in grado, a suo parere, di guidare una forza di peacekeeping in Medio Oriente. "noi siamo una piccola potenza militare. (...) Noi non abbiamo unità militari addestrate ed equipaggiate per operazioni di pesante peace-enforcing e neanche comandi che conoscano le tecniche relative a quelle connesse di controguirriglia". "Io ti prego - conclude l'ex Capo dello Stato - di valutare attentamente questi elementi, e di non seguire le nuove suggestioni dell'amico Massimo che, solo perché Condoleeza lo chiama per nome, sembra credere di essere e contare come il segretario di Stato americano".
5 - FRANCESCHINI: IMPOSSIBILE UN'ALTRA MAGGIORANZA
(Apcom) - "Approviamo la Finanziaria e potremo andare avanti con le nostre gambe. Se poi qualcuno si aggiungerà ben venga. Ma è cosa diversa dal teorizzare un cambiamento di maggioranza". Il presidente dei deputati dell'Ulivo, Dario Franceschini, in un'intervista a 'l'Unità', si mostra scettico rispetto all'ipotesi di un allargamento politico della maggioranza. "Non vedo soggetti disponibili", dice.
"Non penso - osserva Franceschini - che la Finanziaria sia il luogo in cui il Governo può cadere. Ci deve però essere, e questo lo chiederò direttamente a Prodi nei prossimi giorni, un largo coinvolgimento del Parlamento anche nella fase di preparazione della Finanziaria se si vuole che il percorso parlamentare funzioni. La maggioranza non si può trovare di fronte ad un testo già fatto, preparato all'interno del Governo e non discusso. E' meglio un confronto prima anche con le parti sociali. Evitiamo gli effetti sorpresa e torniamo alla concertazione che non vuol dire cedere alle pressioni ma ascoltare e poi prendere le decisioni".
Infine, Franceschini sottolinea l'importanza del progetto del Partito Democratico: "Non è più una sfida solo per il futuro ma è anche un'urgenza per il presente. Basterebbe pensare a cosa sarebbe successo se avessimo affrontato i mesi passati con una concorrenza tra Ds e Margherita, anche soltanto fisiologica. La funzione che svolge l'Ulivo in questa fase, non foss'altro che per consistenza numerica, è quella di dare stabilità alla coalizione, di gestire il rapporto con gli altri sei gruppi parlamentari. E' evidente che se in una coalizione già fragile, per frammentazione e ricerca di visibilità, non ci fosse un'area politicamente così grossa i problemi si moltiplicherebbero".
6 - URBANI: UN ERRORE L'ASSALTO DELL'UNIONE ALLA RAI
(Apcom) - "Dare il benservito a Petroni sarebbe un gigantesco regalo all'opposizione": "un errore giuridico, uno aziendale e uno politico". Così Giuliano Urbani, ex ministro dei Beni culturali e ora componente del cda Rai, commenta così in un'intervista a La Stampa l'indiscrezione secondo cui l'Unione si preparerebbe a dare il benservito al consigliere d'amministrazione Angelo Maria Petroni, scelto dal precedente governo in rappresentanza del Tesoro.
"Io non credo che lo faranno - osserva Urbani - sarebbe il tipico atto di arroganza dei deboli. Un tale cumulo di errori da lasciare allibiti". Un errore giuridico perché "Petroni non potrebbe non impugnare una eventuale deroga che sarebbe contraria alla legge. La legge prescrive che vengano nominate delle persone per tre anni" e "i tre anni non sono passati. E da come conosco il ministro Padoa-Schioppa, non credo proprio che uno come lui faccia cose simili". Ma cacciare Petroni, secondo Urbani, sarebbe anche un errore aziendale in quanto "manderebbe in frantumi l'attuale clima che c'è al cda e che ci ha consentito negli ultimi mesi di fare delle nomine importanti". E, infine, un errore politico "persino incomprensibile": in un momento in cui Rutelli invita Berlusconi alla festa della Margherita, io francamente non ce lo vedo gentiloni contribuire ad una retromarcia così brutale. Lo stesso Prodi durante le crisi internazionali sente il dovere di telefonare a Berlusconi. Dare il benservito a Petroni, invece, significherebbe andare in direzione opposta".
7 - IL COMMIATO DI NAVARRO VALLS, PER EX PORTAVOCE SI PROFILA UN FUTURO DA ANCHORMAN
(Adnkronos) - I giornalisti accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede hanno voluto salutare ieri sera il portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls, che dopo 22 anni di servizio ha lasciato l'incarico che lo ha visto prima al fianco di Giovanni Paolo II, e nell'ultimo anno e mezzo vicino a Benedetto XVI. Si è trattato di un incontro informale svoltosi a Palazzo Cesa, in Via della Conciliazione, fra l'ex portavoce del Papa e quanti, giornalisti italiani e stranieri, in questi anni hanno avuto modo di lavorare sull'informazione vaticana.
Da parte sua Navarro Valls ha spiegato, in un breve e affettuoso discorso di commiato ai colleghi, che non ha ancora deciso cosa farà dopo. L'unica cosa certa, ha detto, è che resterà a Roma. Non prenderà decisioni, ha spiegato, almeno fino alla fine di agosto, poi si vedrà. Fra le ipotesi che circolano sul suo futuro c'è anche quella che lo vedrebbe tuttavia come anchor-man di successo. A quanto apprende l'ADNKRONOS, sarebbero infatti numerose le testate televisive che vorrebbero annoverare nella propria squadra l'ex portavoce vaticano
8 - ZIMBABWE: OPPOSIZIONE MINACCIA, ANZIANE DONNE NUDE A NOSTRI PROSSIMI CORTEI
(Adnkronos/Dpa) - Il Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), principale partito dell'opposizione in Zimbabwe al regime del presidente Robert Mugagbe, ha deciso di dispiegare ''anziane donne nude'' nei prossimi cortei di protesta anti-governativa. Lo ha reso noto Grace Kwinjeh, esponente della fazione dell'Mdc guidata dal leader Morgan Tsanguirai. Per la cultura tradizionale locale, e' infatti tabu' per gli uomini intravedere, anche solo di sfuggita, le nudita' di donne anziane. Secondo le credenze popolari dello Zimbabwe, si e' istantaneamente colpiti da una maledizione. Kwinjeh ha spiegato che sara' un ''lavoraccio'' per la polizia tentare di adottare rigide misure contro le nonnette desnude. Il movimento dell'opposizione ha previsto nei prossimi giorni una serie di manifestazioni e cortei contro il regime di Mugagbe. Le forze dell'ordine hanno negato l'autorizzazione, minacciando dura repressione. Secondo un quotidiano locale gli attivisti sono pronti a far scendere in campo simpatizzanti, rigorosamente senza veli, con eta' compresa tra 40 e 70 anni.
Dagospia 31 Luglio 2006
(AGI) - "In questi due mesi non ho visto un solo reale sforzo di riduzione della spesa. E allo stesso tempo le tasse sulle imprese sono aumentate". E' un bilancio "magro", quello sui primi mesi del governo Prodi, tracciato dal leader degli industriali italiani, Luca Cordero di Montezemolo, in un'intervista al Wall Street Journal. Il numero uno di Confindustria non ha nascosto le sue perplessita'. "Il crescente disincanto all'interno della comunita' degli affari per i primi mesi di governo del premier Romano Prodi sta sollevando dubbi sul fatto che Roma sia capace di portare a termine i suoi due principali obiettivi di promuovere la crescita economica e di tagliare allo stesso tempo la spesa pubblica".
Montezemolo ha richiamato il governo ai suoi impegni. "Prodi - ha sottolineato - e' salito al potere in maggio come leader di una coalizione di centrosinistra appoggiata da una maggioranza molto esigua in Parlamento ed ha ereditato un debito pubblico stellare e l'economia piu' lenta tra i 12 paesi dell'eurozona. Nel corso della campagna elettorale, e anche dopo essere entrato in carica, ha promesso che avrebbe portato avanti grandi tagli alle tasse sulle imprese per promuovere la crescita".
Sono soprattutto gli interventi fiscali che preoccupano il leader degli industriali. "Il ministro delle Finanze di Prodi, Tommaso Padoa Schioppa, ha ripetutamente promesso l'approvazione di tagli al budget per 2,5 punti percentuali del Pil, equivalenti a 35 milioni di euro, entro la fine dell'anno, ottenuti principalmente con la riduzione della spesa pubblica, che oggi rappresenta il 40% del Pil italiano. Ma le promesse di abbassare le tasse e di tagliare la spesa devono ancora essere mantenute. Nel frattempo, il mese scorso il governo ha avvisato sei regioni italiane del fatto che avrebbero dovuto aumentare il prelievo sulle aziende e sulle persone per coprire spese sanitarie fuori controllo".
Per Montezemolo le costanti liti interne tra i nove partiti che compongono la coalizione di governo dimostrano che "la coesione politica e' debole", facendo cosi' venir meno le speranze che cambiamenti significativi possano essere ottenuti in tempi brevi. Parti del governo, ha detto, "sembrano avere poco senso del mercato e scarsa considerazione per il ruolo delle imprese".
2 - CACCIARI: AVANTI COSI' ED ANDIAMO ALLA CRISI
(Apcom) - "E' del tutto improbabile un allargamento della maggioranza. Semmai, bisognerebbe andare con una nuova proposta politica dagli elettori e chiedere se l'approvano o meno. Non vedo assolutamente in questa legislatura la possibilità di cambi di maggioranza". Il sindaco di Venezia Massimo Cacciari (Margherita), intervistato dal quotidiano online Affaritaliani.it, boccia senza appello la possibilità di ampliare i confini dell'Unione, idea che non dispiace nemmeno al premier Prodi.
"E' un'ipotesi irrealistica, perché l'allargamento all'area di centro provocherebbe automaticamente la perdita di alcuni pezzi a sinistra, una parte di Rifondazione e dei Comunisti Italiani. Se c'è un'ipotesi di una nuova maggioranza, naturalmente organica, allora bisognerebbe andare dagli elettori e chiedere il loro consenso. Sarebbe una strada molto interessante, ma serve una proposta strategica e programmatica, sulla base di una discussione seria e passando al vaglio degli elettori. Il tutto con un programma diverso rispetto a quello con cui è stato eletto Prodi, ma non strada facendo. Un allargamento solo per sopravvivere è poco serio e impossibile da realizzare. E' chiaro che l'unica parte disponibile sarebbe l'Udc o una fetta dei centristi, anche perché Berlusconi ha già proposto la Grande Coalizione. Del tutto irrealistica".
Il governo durerà? "Se, in particolare in politica estera, l'esecutivo continuerà come in questi mesi e se qualcuno si inventerà di porre all'ordine del giorno questioni come i Pacs...è chiaro che non potrà reggere. O si danno una regolata o è impossibile che regga. Se si va avanti come come in questi mesi è chiaro come il sole che il governo va in crisi. Non si può certo andare avanti con la fiducia su questioncelle come la politica estera. E in caso di crisi elezioni assolutamente, non la Grande Coalizione".
3 - BONAIUTI, NESSUN LIMITE ALLE FANTASIE SUI GIORNALI
(AGI) - "Non c'e' limite alle fantasie dell'estate sui giornali. Il Messaggero si immagina perfino che Berlusconi possa ambire a fare il ministro degli Esteri agli ordini di Francesco Rutelli primo ministro. Cose da pazzi!". Cosi', in una nota il portavoce del Presidente Silvio Berlusconi, Paolo Bonaiuti, secondo il quale queste sono "cose che non stanno ne' in cielo ne' in terra. Come al solito - prosegue Bonaiuti - vengono citati a sostegno di queste strampalate tesi estive dei non meglio precisati 'fedelissimi', che non abbiamo il piacere di conoscere. E pensare che siamo solo all'inizio dell'estate. Chissa' - conclude - che agosto di fantasie ci attende".
4 - COSSIGA A PRODI: ITALIA A CAPO FORZA ONU UN AZZARDO
(Apcom) - "Caro Romano, leggo dall'Apcom che l'Italia è pronta ad assumersi l'onere del comando della missione internazionale di pace nel sud del Libano, nel caso in cui il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dovesse dare la sua approvazione con una risoluzione (...). Mi auguro che quanto riferito da Apcom non corrisponda al vero, o che si tratti di una semplice ipotesi tutta da verificare". Lo scrive il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga al premier Romano Prodi in una lettera aperta, pubblicata sul Tempo, in seguito alla notizia pubblicata da Apcom sabato sera dopo il vertice a Palazzo Chigi con il ministro della Difesa, Arturo Parisi, il ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, e il presidente del Consiglio.
"L'Italia - prosegue Cossiga - infatti non è né in grado di partecipare né tanto meno di assumere il comando di una forza di interposizione di questa nautura: a) per motivi di strategia politico militare generale; b) per motivi politici interni; c) per motivi tecnici". "Il tuo Governo - dice Cossiga a Prodi - la tua maggioranza, una parte importante di quella che vi ha votato, la stessa Chiesa d'Italia nella sua maggioranza, non potrebbe supportare unità militari che sparano, e peggio se sparano contro gli islamici". Insomma "questo carattere degli impegno da assumere con la partecipazione e peggio con il comando della missione di polizia militare è incompatibile con l'unità della tua coalizione". E "il tuo Governo non deve cadere, non può, perché non ha alternative immediate credibili e il paese non si può permettere la sospensione del Governo per nuove elezioni politiche".
Cossiga illustra a Prodi anche i motivi tecnici per cui l'Italia non è in grado, a suo parere, di guidare una forza di peacekeeping in Medio Oriente. "noi siamo una piccola potenza militare. (...) Noi non abbiamo unità militari addestrate ed equipaggiate per operazioni di pesante peace-enforcing e neanche comandi che conoscano le tecniche relative a quelle connesse di controguirriglia". "Io ti prego - conclude l'ex Capo dello Stato - di valutare attentamente questi elementi, e di non seguire le nuove suggestioni dell'amico Massimo che, solo perché Condoleeza lo chiama per nome, sembra credere di essere e contare come il segretario di Stato americano".
5 - FRANCESCHINI: IMPOSSIBILE UN'ALTRA MAGGIORANZA
(Apcom) - "Approviamo la Finanziaria e potremo andare avanti con le nostre gambe. Se poi qualcuno si aggiungerà ben venga. Ma è cosa diversa dal teorizzare un cambiamento di maggioranza". Il presidente dei deputati dell'Ulivo, Dario Franceschini, in un'intervista a 'l'Unità', si mostra scettico rispetto all'ipotesi di un allargamento politico della maggioranza. "Non vedo soggetti disponibili", dice.
"Non penso - osserva Franceschini - che la Finanziaria sia il luogo in cui il Governo può cadere. Ci deve però essere, e questo lo chiederò direttamente a Prodi nei prossimi giorni, un largo coinvolgimento del Parlamento anche nella fase di preparazione della Finanziaria se si vuole che il percorso parlamentare funzioni. La maggioranza non si può trovare di fronte ad un testo già fatto, preparato all'interno del Governo e non discusso. E' meglio un confronto prima anche con le parti sociali. Evitiamo gli effetti sorpresa e torniamo alla concertazione che non vuol dire cedere alle pressioni ma ascoltare e poi prendere le decisioni".
Infine, Franceschini sottolinea l'importanza del progetto del Partito Democratico: "Non è più una sfida solo per il futuro ma è anche un'urgenza per il presente. Basterebbe pensare a cosa sarebbe successo se avessimo affrontato i mesi passati con una concorrenza tra Ds e Margherita, anche soltanto fisiologica. La funzione che svolge l'Ulivo in questa fase, non foss'altro che per consistenza numerica, è quella di dare stabilità alla coalizione, di gestire il rapporto con gli altri sei gruppi parlamentari. E' evidente che se in una coalizione già fragile, per frammentazione e ricerca di visibilità, non ci fosse un'area politicamente così grossa i problemi si moltiplicherebbero".
6 - URBANI: UN ERRORE L'ASSALTO DELL'UNIONE ALLA RAI
(Apcom) - "Dare il benservito a Petroni sarebbe un gigantesco regalo all'opposizione": "un errore giuridico, uno aziendale e uno politico". Così Giuliano Urbani, ex ministro dei Beni culturali e ora componente del cda Rai, commenta così in un'intervista a La Stampa l'indiscrezione secondo cui l'Unione si preparerebbe a dare il benservito al consigliere d'amministrazione Angelo Maria Petroni, scelto dal precedente governo in rappresentanza del Tesoro.
"Io non credo che lo faranno - osserva Urbani - sarebbe il tipico atto di arroganza dei deboli. Un tale cumulo di errori da lasciare allibiti". Un errore giuridico perché "Petroni non potrebbe non impugnare una eventuale deroga che sarebbe contraria alla legge. La legge prescrive che vengano nominate delle persone per tre anni" e "i tre anni non sono passati. E da come conosco il ministro Padoa-Schioppa, non credo proprio che uno come lui faccia cose simili". Ma cacciare Petroni, secondo Urbani, sarebbe anche un errore aziendale in quanto "manderebbe in frantumi l'attuale clima che c'è al cda e che ci ha consentito negli ultimi mesi di fare delle nomine importanti". E, infine, un errore politico "persino incomprensibile": in un momento in cui Rutelli invita Berlusconi alla festa della Margherita, io francamente non ce lo vedo gentiloni contribuire ad una retromarcia così brutale. Lo stesso Prodi durante le crisi internazionali sente il dovere di telefonare a Berlusconi. Dare il benservito a Petroni, invece, significherebbe andare in direzione opposta".
7 - IL COMMIATO DI NAVARRO VALLS, PER EX PORTAVOCE SI PROFILA UN FUTURO DA ANCHORMAN
(Adnkronos) - I giornalisti accreditati presso la Sala Stampa della Santa Sede hanno voluto salutare ieri sera il portavoce vaticano Joaquin Navarro Valls, che dopo 22 anni di servizio ha lasciato l'incarico che lo ha visto prima al fianco di Giovanni Paolo II, e nell'ultimo anno e mezzo vicino a Benedetto XVI. Si è trattato di un incontro informale svoltosi a Palazzo Cesa, in Via della Conciliazione, fra l'ex portavoce del Papa e quanti, giornalisti italiani e stranieri, in questi anni hanno avuto modo di lavorare sull'informazione vaticana.
Da parte sua Navarro Valls ha spiegato, in un breve e affettuoso discorso di commiato ai colleghi, che non ha ancora deciso cosa farà dopo. L'unica cosa certa, ha detto, è che resterà a Roma. Non prenderà decisioni, ha spiegato, almeno fino alla fine di agosto, poi si vedrà. Fra le ipotesi che circolano sul suo futuro c'è anche quella che lo vedrebbe tuttavia come anchor-man di successo. A quanto apprende l'ADNKRONOS, sarebbero infatti numerose le testate televisive che vorrebbero annoverare nella propria squadra l'ex portavoce vaticano
8 - ZIMBABWE: OPPOSIZIONE MINACCIA, ANZIANE DONNE NUDE A NOSTRI PROSSIMI CORTEI
(Adnkronos/Dpa) - Il Movimento per il cambiamento democratico (Mdc), principale partito dell'opposizione in Zimbabwe al regime del presidente Robert Mugagbe, ha deciso di dispiegare ''anziane donne nude'' nei prossimi cortei di protesta anti-governativa. Lo ha reso noto Grace Kwinjeh, esponente della fazione dell'Mdc guidata dal leader Morgan Tsanguirai. Per la cultura tradizionale locale, e' infatti tabu' per gli uomini intravedere, anche solo di sfuggita, le nudita' di donne anziane. Secondo le credenze popolari dello Zimbabwe, si e' istantaneamente colpiti da una maledizione. Kwinjeh ha spiegato che sara' un ''lavoraccio'' per la polizia tentare di adottare rigide misure contro le nonnette desnude. Il movimento dell'opposizione ha previsto nei prossimi giorni una serie di manifestazioni e cortei contro il regime di Mugagbe. Le forze dell'ordine hanno negato l'autorizzazione, minacciando dura repressione. Secondo un quotidiano locale gli attivisti sono pronti a far scendere in campo simpatizzanti, rigorosamente senza veli, con eta' compresa tra 40 e 70 anni.
Dagospia 31 Luglio 2006