COSSIGA VUOLE SAPERE "SE CORRISPONDE AL VERO CHE GLI ATTUALI INCARICATI ALLA SICUREZZA DELLA TELECOM-TIM SIANO TUTTI "UOMINI" DEL DOTT. DE GENNARO, E DA LUI PERSONALMENTE INDICATI ALLA TELECOM?" - MELIS CONTRO E-POLIS, DOSSIER SUL CASO SISMI.
1 - COSSIGA INTERPELLA AMATO
Il Portavoce del Presidente Emerito della Repubblica Sen. Francesco Cossiga rende noto il testo dell'Interpellanza rivolta oggi dall'ex-Capo dello Stato al Ministro delle Comunicazioni e al Ministro dell'Interno:
"per sapere:
se corrisponda al vero che gli attuali incaricati alla sicurezza della TELECOM-TIM - cui fa capo l'intero sistema di intercettazioni telefoniche, nonché il famoso sistema interno "Radar", tra cui anche l'ex-dirigente della DIGOS e della DIA, responsabile appunto di detto sistema, che si è ucciso, pare, perché sospettato di avere illecitamente "passato" alla DIGOS di Roma i numeri delle utenze coperte da segreto del SISMI e i numeri delle utenze della residenza della CIA inquadrata con "status diplomatico" nella rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti d'America a Roma, anch'essa intercettata -, siano tutti "uomini" del dott. Gianni De Gennaro, Capo della Polizia e da lui personalmente indicati all'amministrazione della concessionaria di pubblico servizio, e che quindi a lui direttamente rispondono a tutti gli effetti, e
per sapere inoltre
se essi non ritengano questa situazione estremamente pericolosa per la legalità e per la sicurezza dei cittadini esposti a minacce, ricatti ed a illegittime interferenze nella loro privacy.
2 - INTERCETTAZIONI: MELIS CONTRO E-POLIS, DOSSIER SU CASO SISMI
(AGI) - Giorgio Melis, direttore editoriale dimissionario dei 12 quotidiani del gruppo E-Polis di Nicola Grauso, ha diffuso ieri un foglio di quattro pagine per raccontare la sua versione dei fatti che l'hanno portato a lasciare l'incarico. All'origine una "censura" su un suo commento sul caso Sismi. "L'ho fatto stampare in 10.000 copie a spese mie e miei incaricati lo distribuiranno nel Cagliaritano, a Sassari, Alghero, Olbia e Nuoro", spiega Melis, gia' condirettore dell'Unione sarda fino al 1985, vicedirettore ed editorialista della Nuova Sardegna, conduttore di talk show di Videolina e Sardegna 1 e collaboratore di testate nazionali. Il giornalista, noto ai lettori sardi per i suoi graffianti commenti, preannuncia ulteriori 5.000 copie che arriveranno tutte le sedi istituzionali della Sardegna e a Cagliari all'ospedale Brotzu e in altri punti particolarmente frequentati. "Sono stato costretto a comportarmi cosi' perche' ho subito una censura senza precedenti. Reagisco in questo modo anche al silenzio della categoria dei giornalisti". Titolo del dossier "Il Sardegna. L'ombra dei Servizi. I fratelli Cipriani signorSismi". Melis punta a diffondere la sua storia - "ben lungi dall'essere una bega fra giornalisti" - anche sul blog di Beppe Grillo e tramite Indymedia e Articolo 21.
Sostenendo che "Il Giornale di Sardegna", diretto da Antonio Cipriani e codiretto da suo fratello Gianni, gli ha negato il diritto di replica, Melis afferma di aver chiesto anche all'Unione Sarda di pubblicare un suo intervento per spiegare i retroscena delle "divergenze" sullo scandalo Sismi e dei giornalisti al soldo dei servizi segreti che ha portato alla rottura. L'articolo, che non e' uscito sul quotidiano, a trovato ospitalita' sul sito internet "Sardegna e liberta'" del consigliere regionale del gruppo Fas Paolo Maninchedda. E ieri a tarda sera Melis l'ha riproposto, assieme a una ricostruzione di tutta la storia, nella pubblicazione di quattro pagine che e' circolata nella sala stampa del Consiglio regionale. L'ex direttore editoriale di E-Polis afferma di essere stato censurato dai fratelli Cipriani, per la mancata pubblicazione di un commento scritto il 7 luglio scorso sugli arresti nell'ambito dell'inchiesta contro i vertici del Sismi e del suo direttore. Il giornalista denuncia, inoltre, che il suo ex giornale ha censurato anche decine di sms di solidarieta' inviate per lui dai lettori.
Nel dossier figurano, tra l'altro, i pezzi di Melis mai pubblicati, gli articoli pubblicati da Antonio Cipriani e da suo fratello Gianni, esperto di servizi segreti e autore di testi sull'argomento, e anche l'intervento con il quale l'editore Grauso spiega ai lettori di E-polis e del "Sardegna" le circostanze delle dimissioni del direttore editoriale. "Melis avrebbe preferito una linea piu' improntata alla denuncia del Sismi e alla difesa dell'operato dei magistrati, che indagavano sullo Stesso Sismi", scrive Grauso, invitando il giornalista a considerare i quotidiani E-Polis "come la sua casa". "Il dibattito fra direzione politica e direzione ditoriale e' divenuto piu' complesso, per il fatto che il condirettore di E-Polis, Gianni Cipriani, e' studioso e autore di numerose pubblicazioni sui servizi di tutto il mondo e sull'intelligence".
Dagospia 03 Agosto 2006
Il Portavoce del Presidente Emerito della Repubblica Sen. Francesco Cossiga rende noto il testo dell'Interpellanza rivolta oggi dall'ex-Capo dello Stato al Ministro delle Comunicazioni e al Ministro dell'Interno:
"per sapere:
se corrisponda al vero che gli attuali incaricati alla sicurezza della TELECOM-TIM - cui fa capo l'intero sistema di intercettazioni telefoniche, nonché il famoso sistema interno "Radar", tra cui anche l'ex-dirigente della DIGOS e della DIA, responsabile appunto di detto sistema, che si è ucciso, pare, perché sospettato di avere illecitamente "passato" alla DIGOS di Roma i numeri delle utenze coperte da segreto del SISMI e i numeri delle utenze della residenza della CIA inquadrata con "status diplomatico" nella rappresentanza diplomatica degli Stati Uniti d'America a Roma, anch'essa intercettata -, siano tutti "uomini" del dott. Gianni De Gennaro, Capo della Polizia e da lui personalmente indicati all'amministrazione della concessionaria di pubblico servizio, e che quindi a lui direttamente rispondono a tutti gli effetti, e
per sapere inoltre
se essi non ritengano questa situazione estremamente pericolosa per la legalità e per la sicurezza dei cittadini esposti a minacce, ricatti ed a illegittime interferenze nella loro privacy.
2 - INTERCETTAZIONI: MELIS CONTRO E-POLIS, DOSSIER SU CASO SISMI
(AGI) - Giorgio Melis, direttore editoriale dimissionario dei 12 quotidiani del gruppo E-Polis di Nicola Grauso, ha diffuso ieri un foglio di quattro pagine per raccontare la sua versione dei fatti che l'hanno portato a lasciare l'incarico. All'origine una "censura" su un suo commento sul caso Sismi. "L'ho fatto stampare in 10.000 copie a spese mie e miei incaricati lo distribuiranno nel Cagliaritano, a Sassari, Alghero, Olbia e Nuoro", spiega Melis, gia' condirettore dell'Unione sarda fino al 1985, vicedirettore ed editorialista della Nuova Sardegna, conduttore di talk show di Videolina e Sardegna 1 e collaboratore di testate nazionali. Il giornalista, noto ai lettori sardi per i suoi graffianti commenti, preannuncia ulteriori 5.000 copie che arriveranno tutte le sedi istituzionali della Sardegna e a Cagliari all'ospedale Brotzu e in altri punti particolarmente frequentati. "Sono stato costretto a comportarmi cosi' perche' ho subito una censura senza precedenti. Reagisco in questo modo anche al silenzio della categoria dei giornalisti". Titolo del dossier "Il Sardegna. L'ombra dei Servizi. I fratelli Cipriani signorSismi". Melis punta a diffondere la sua storia - "ben lungi dall'essere una bega fra giornalisti" - anche sul blog di Beppe Grillo e tramite Indymedia e Articolo 21.
Sostenendo che "Il Giornale di Sardegna", diretto da Antonio Cipriani e codiretto da suo fratello Gianni, gli ha negato il diritto di replica, Melis afferma di aver chiesto anche all'Unione Sarda di pubblicare un suo intervento per spiegare i retroscena delle "divergenze" sullo scandalo Sismi e dei giornalisti al soldo dei servizi segreti che ha portato alla rottura. L'articolo, che non e' uscito sul quotidiano, a trovato ospitalita' sul sito internet "Sardegna e liberta'" del consigliere regionale del gruppo Fas Paolo Maninchedda. E ieri a tarda sera Melis l'ha riproposto, assieme a una ricostruzione di tutta la storia, nella pubblicazione di quattro pagine che e' circolata nella sala stampa del Consiglio regionale. L'ex direttore editoriale di E-Polis afferma di essere stato censurato dai fratelli Cipriani, per la mancata pubblicazione di un commento scritto il 7 luglio scorso sugli arresti nell'ambito dell'inchiesta contro i vertici del Sismi e del suo direttore. Il giornalista denuncia, inoltre, che il suo ex giornale ha censurato anche decine di sms di solidarieta' inviate per lui dai lettori.
Nel dossier figurano, tra l'altro, i pezzi di Melis mai pubblicati, gli articoli pubblicati da Antonio Cipriani e da suo fratello Gianni, esperto di servizi segreti e autore di testi sull'argomento, e anche l'intervento con il quale l'editore Grauso spiega ai lettori di E-polis e del "Sardegna" le circostanze delle dimissioni del direttore editoriale. "Melis avrebbe preferito una linea piu' improntata alla denuncia del Sismi e alla difesa dell'operato dei magistrati, che indagavano sullo Stesso Sismi", scrive Grauso, invitando il giornalista a considerare i quotidiani E-Polis "come la sua casa". "Il dibattito fra direzione politica e direzione ditoriale e' divenuto piu' complesso, per il fatto che il condirettore di E-Polis, Gianni Cipriani, e' studioso e autore di numerose pubblicazioni sui servizi di tutto il mondo e sull'intelligence".
Dagospia 03 Agosto 2006