ABU OMAR/ PERQUISIZIONE NELLA REDAZIONE MILANESE DI REPUBBLICA - VACANZA TOSCANA PER PRODI - IL CULO DI ROMANO? L'OTTIMISMO - TURCO: COGNETTI? NON SAPEVO DI FI - BOSSI: FINIREMO COME A LONDRA - BIANCHI: NON HO MAI CHIESTO LA TESTA DI CIMOLI.
1 - ABU OMAR/ PERQUISIZIONE NELLA REDAZIONE MILANESE DI REPUBBLICA
(Apcom) - Perquisizione nella sede milanese del quotidiano 'la Repubblica'. Gli ufficiali di polizia giudiziaria stanno acquisendo documenti relativi all'inchiesta sul rapimento dell'ex Imam di Milano Abu Omar. La perquisizione è ancora in corso. L'ordine di perquisizione alla sede milanese del quotidiano La Repubblica, secondo quanto si apprende, sarebbe stato ordinato dalla Procura della Repubblica di Brescia, su richiesta di quella di Trieste.
Gli inquirenti starebbero cercando un verbale secretato dell'interrogatorio di Lorenzo Pillini, capocentro del Sismi di Trieste.
In particolare gli ufficiali di polizia giudiziaria starebbero perquisendo la scrivania e il computer della giornalista Cristina Zagaria che si è occupata del caso.
Il Cdr del quotidiano, in un comunicato, "esprime forte preoccupazione per la perquisizione di questa mattina nella redazione milanese della cronaca".
2 - BRUTTI: PER ME IL SISMI NON E' INDEBOLITO
(Apcom) - Un indebolimento del Sismi a seguito delle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto i vertici "a noi non risulta, non è questo il quadro che emerge al termine delle audizioni": lo dice al 'Corriere della Sera' il senatore Ds Massimo Brutti, vicepresidente del Comitato parlamentare sui Servizi.
L'inchiesta era inevitabile, è partita "dalla confessione resa da un maresciallo dei Ros", argomenta Brutti, "che cosa si doveva fare, chiudere gli occhi di fronte all'ammissione di un reato commesso?".
Per Brutti comunque "non c'è alcuno smantellamento". Quanto all'ipotesi che di fronte al ritorno dell'allarme terrorismo si possano congelare eventuali avvicendamenti ai vertici, avanzata dal presidente della Commissione Difesa del Senato Sergio De Gregorio, Brutti è perentorio: "Io credo che in Italia le cose andrebbero meglio se ognuno facesse il suo mestiere. Le decisioni relative al funzionamento dei Servizi e all'eventuale avvicendamento di chi li dirige competono al governo. L'argomento non è oggetto di dibattito politico".
L'allarme terrorismo, comunque, dice in conclusione Brutti nell'intervista al quotidiano milanese, non tocca per ora l'Italia: non risulta "alcun allarme specifico e attuale che riguardi il nostro paese".
3 - VACANZA TOSCANA PER PRODI, NIENTE POLITICA SOLO BICI
(Adnkronos) (dall'inviato Luca Rufino) - "Sono qui per divertirmi. Non parlo, in questi giorni ho parlato anche troppo e oggi e' giorno di disoccupazione". Dopo le vacanze a Bebbio, nella casa di famiglia sulle alture dell'Appennino emiliano, e dopo essere intervenuto sulla crescita economica, sulla finanziaria e giu' fino alle riforme istituzionali, oggi Romano Prodi si e' ripromesso di concedersi una pausa dagli argomenti politici di piu' stretta attualita'. Al suo primo vero giorno di ferie a Castiglione della Pescaia, in Toscana, il Professore si concede un relax a tutto tondo e una lunga pedalata di quattro ore sulle colline intorno a localita' di villeggiatura.Tenuta azzurra e casco in testa, Prodi, accompagnato dall'amico-ciclista Davide Cassani, si e' inerpicato, insieme ad altri appassionati del pedale del Gruppo ciclistico castiglionese, sulla strada che passa per le località' di Tirli e Vetulonia, tornando poi al punto di partenza. Sessantuno chilometri fatti in scioltezza, cosi' almeno assicura Davide Cassani. "Anche se non e' allenato -ha raccontato il ciclista, oggi commentatore per la Rai del Giro d'Italia- il Professore pedala forte". Bandito ogni accenno alla politica. "Abbiamo pedalato e parlato di bici -riferisce ancora Cassani- in bici penso che Prodi si diverta e si rilassi, mantenendosi in forma. Tutto qui".
4 - IL CULO DI ROMANO? L'OTTIMISMO
Romano Prodi intervistato da Marco Damilano per l'Espresso - Esiste il fattore C di Prodi? È vero che Napolitano, prima della finale dei Mondiali, le chiese una raccomandazione?
"Da buon napoletano mi disse che ne aveva bisogno... C'è un fatto vero: io sono un ottimista, fino a rasentare l'incoscienza. In un paese di scettici il fattore C è l'ottimismo. Mi ricordo che mio padre e mia madre facevano la lista dei conoscenti caduti in guerra. Mi raccontavano che quelli che erano andati al fronte con la paura erano morti. Quelli partiti sereni, sono tornati. Se misuri ogni tuo passo non sarai mai aiutato dalla fortuna".
5 - TURCO: COGNETTI? NON SAPEVO SUOI RAPPORTI CON FI
(Apcom) - "No, non lo sapevo, nel modo più assoluto. Lo posso garantire". Il ministro della Salute Livia Turco torna oggi, in un colloquio con 'La Stampa', sulla contestata sostituzione dell'oncologo Francesco Cognetti dalla direzione dell'Istituto Regina Elena, e nega di essre stata a conoscenza dei rapporti che legano lo scienziato a Forza Italia.
Sfiora la gaffe, il ministro, quando dice "io questo Cognetti non sapevo nemmeno chi fosse", poi si corregge: "Cioè sì, lo sapevo.
Sapevo che stava lì, al Regina Elena, ma non è che conoscessi chi curava e le sue idee politiche e tutta la sua storia".
"Il governo precedente aveva compiuto un atto oltraggioso nei confronti delle istituzioni. Tre giorni prima di andare via - spiega Turco - ha confermato tutte le nomine. Q!uesta per me è una grave, gravissima lesione delle istituzioni. E io non potevo accettarlo. Alla faccia dello spoils system. Ho fatto un provvedimento erga omnes, li ho cambiati tutti".
Livia Turco comunque un ripensamento lo ammette: "Se mi si può rivolgere una critica è quella di essere come Alice nel paese delle meraviglie. Mi sono accorta troppo trardi che applicare quelle norme era pericoloso, si può dire anche sbagliato, volendo". La soluzione? "Le nomine non le può fare un ministro, da solo. Serve una revisione della legge, a settembre ci lavoreremo sopra".
6 - BOSSI: FINIREMO COME A LONDRA
(Apcom) - "E' una vera stupidaggine. Il sistema di integrazione è fallito, quello che è successo ieri a Londra è il simbolo di questo fallimento". Il leader della Lega Umberto Bossi, intervistato su 'La Padania, punta il dito sui progetti del governo: "La gente - avverte - non vuole dare al cittadinanza facile agli immigrati, non vuola farsi comandare da chi è appena arrivato. Ma siamo matti? La sinistra sta commetendo una stupidaggine, una follia, non si può battere una via già seguita altrove con risultati disastrosi".
Per Bossi "bisogna capire che gli uomini tornano sempre alle proprie radici. Le divisioni religiose non si annullano con la cittadinanza facile". Contro una nuova legge sulla cittadinanza, quindi, annuncia il leader del Carroccio, "noi siamo pronti a tutto, anche al referendum".
Nell'intervista, Bossi si occupa anche delle questioni interne alla Lega. Guerre fra colonnelli? "Non scherziamo - replica - sono fesserie che non hanno nessun fondamento, zero". Sul raduno di Pontida, però, che nei giorni scorsi lui stesso aveva dato per certo prima del tradizionale appuntamento della manifestazione di Venezia, frena: "Deciderà il federale, saranno loro a decidere quando fare Pontida".
7 - BIANCHI: NON HO MAI CHIESTO LA TESTA DI NESSUNO
(Apcom) - "Non solo non ho mai chiesto la testa di nessuno ma non mi sarei mai sognato di usare una simile espressione. Al contrario, da sempre sostengo la necessita' di arrivare alle nomine nelle grandi società pubbliche solo dopo averne compreso e definito la missione strategica". Così il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, replicando in una lettera su 'La Stampa' a un editorialista del quotidiano che "mi chiama in causa esprimendo il dubbio che io, 'chiedendo la testa' dell'ad di Alitalia, Giancarlo Cimoli, non abbia a cuore la salute dell'azienda quanto piuttosto le forze 'che dall'interno si oppongono alle necessarie ristrutturazioni'".
"I manager - spiega Bianchi - debbono essere scelti solo alla fine di questo percorso tra coloro che meglio sono in grado di interpretare gli indirizzi dell'azienda".
8 - VIGNA: CITTADINANZA A IMMIGRATI, PRUDENZA
(Apcom) - Se passasse la proposta del governo di ridurre i tempi per la concessione della cittadinanza "ci saranno meno controlli e zero espulsioni: aumenterà inevitabilmente il rischio di qualche brutta sorpresa". Se ne preoccupa l'ex Procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna, intervistato dal 'Giornale'.
Commentando l'operazione antiterrorismo della polizia e dei servizi segreti inglesi, Vigna osserva che "colpisce il numero degli arrestati, ma ancor di più la loro nazionalità", e mette in relazione questo fatto con la proposta Amato: "Io sono per l'integrazione - dice - ma cinque anni mi sembrano troppo pochi".
Per Vigna l'integrazione potrebbe cominciare dal voto amministrativo, "e poi, se vogliamo scendere (il tempo minimo attualmente previsto dalla legge per la concessione della cittadinanza è 10 anni, ndr) fermiamoci a sette anni e mezzo, un tempo intermedio". Un tempo che "va riempito", incalza Vigna: "Dobbiamo monitorare, anzi supermonitorare queste persone".
9 - PERA: IN GOVERNO C'E' CHI SIMPATIZZA CON TERRORISTI
(Apcom) - "Troppi in Europa stanno piuttosto contro America e Israele, a fianco di Hamas e Hezbollah. Ce ne sono, di questi fiancheggiatori e simpatizzanti, nelle élites culturali e politiche. Ce ne sono anche nel governo". Marcello Pera, ex presidente del Senato, spiega così in una intervista al 'Messaggero' l'attacco terroristico sventato in Inghilterra: i terroristi, dice, "ci riprovano", perché sanno "quanto l'Europa sia penetrabile alle loro ragioni".
Per l'esponente azzurro "il ritiro dall'Iraq è esattamente ciò che vogliono i terroristi", ai quali "interessa solo una cosa: distruggere l'America e Israele". Secondo Pera, "L'Europa chiude gli occhi oggi come li chiuse nel 1938, quando Ahmadinejad si chiamava Hitler".
Sul piano della lotta al terrorismo, il caso Abu Omar "è emblematico", dice: "Il terrorismo porta la guerra in Europa e l'Europa manda assolti i terroristi, se sono in carcere li beneficia con l'indulto, e processa l'America". In Italia, sostiene ancora Pera, "è in corso l'ennesimo braccio di ferro fra la magistratura e la classe politica su chi debba fare la lotta al terrorismo. Per i magistrati è affar loro, perciò ritengono che l'intelligence debba essere guidata o orientata da loro, magari con una superprocura antiterrorismo 'autonoma e indipendente'. Speriamo che il ministro Mastella non cada nella trappola".
L'ex presidente del Senato si scaglia poi contro la decisione del governo di abbreviare i tempi per la concessione della cittadinanza agli immigrati: "Mi suggerisce l'Eurabia, la fine precoce della nostra identità e tradizione. Il ministro amato farebbe bene a pensare che se Sassuolo, Reggio Emilia, Padova e tante altre città in cui è già proibito dire 'Buona Natale', avessero dimensioni maggiori, i conflitti sociali e razziali delle banlieu di Parigi sarebbero già scoppiati anche da noi".
Dagospia 11 Agosto 2006
(Apcom) - Perquisizione nella sede milanese del quotidiano 'la Repubblica'. Gli ufficiali di polizia giudiziaria stanno acquisendo documenti relativi all'inchiesta sul rapimento dell'ex Imam di Milano Abu Omar. La perquisizione è ancora in corso. L'ordine di perquisizione alla sede milanese del quotidiano La Repubblica, secondo quanto si apprende, sarebbe stato ordinato dalla Procura della Repubblica di Brescia, su richiesta di quella di Trieste.
Gli inquirenti starebbero cercando un verbale secretato dell'interrogatorio di Lorenzo Pillini, capocentro del Sismi di Trieste.
In particolare gli ufficiali di polizia giudiziaria starebbero perquisendo la scrivania e il computer della giornalista Cristina Zagaria che si è occupata del caso.
Il Cdr del quotidiano, in un comunicato, "esprime forte preoccupazione per la perquisizione di questa mattina nella redazione milanese della cronaca".
2 - BRUTTI: PER ME IL SISMI NON E' INDEBOLITO
(Apcom) - Un indebolimento del Sismi a seguito delle inchieste giudiziarie che hanno coinvolto i vertici "a noi non risulta, non è questo il quadro che emerge al termine delle audizioni": lo dice al 'Corriere della Sera' il senatore Ds Massimo Brutti, vicepresidente del Comitato parlamentare sui Servizi.
L'inchiesta era inevitabile, è partita "dalla confessione resa da un maresciallo dei Ros", argomenta Brutti, "che cosa si doveva fare, chiudere gli occhi di fronte all'ammissione di un reato commesso?".
Per Brutti comunque "non c'è alcuno smantellamento". Quanto all'ipotesi che di fronte al ritorno dell'allarme terrorismo si possano congelare eventuali avvicendamenti ai vertici, avanzata dal presidente della Commissione Difesa del Senato Sergio De Gregorio, Brutti è perentorio: "Io credo che in Italia le cose andrebbero meglio se ognuno facesse il suo mestiere. Le decisioni relative al funzionamento dei Servizi e all'eventuale avvicendamento di chi li dirige competono al governo. L'argomento non è oggetto di dibattito politico".
L'allarme terrorismo, comunque, dice in conclusione Brutti nell'intervista al quotidiano milanese, non tocca per ora l'Italia: non risulta "alcun allarme specifico e attuale che riguardi il nostro paese".
3 - VACANZA TOSCANA PER PRODI, NIENTE POLITICA SOLO BICI
(Adnkronos) (dall'inviato Luca Rufino) - "Sono qui per divertirmi. Non parlo, in questi giorni ho parlato anche troppo e oggi e' giorno di disoccupazione". Dopo le vacanze a Bebbio, nella casa di famiglia sulle alture dell'Appennino emiliano, e dopo essere intervenuto sulla crescita economica, sulla finanziaria e giu' fino alle riforme istituzionali, oggi Romano Prodi si e' ripromesso di concedersi una pausa dagli argomenti politici di piu' stretta attualita'. Al suo primo vero giorno di ferie a Castiglione della Pescaia, in Toscana, il Professore si concede un relax a tutto tondo e una lunga pedalata di quattro ore sulle colline intorno a localita' di villeggiatura.Tenuta azzurra e casco in testa, Prodi, accompagnato dall'amico-ciclista Davide Cassani, si e' inerpicato, insieme ad altri appassionati del pedale del Gruppo ciclistico castiglionese, sulla strada che passa per le località' di Tirli e Vetulonia, tornando poi al punto di partenza. Sessantuno chilometri fatti in scioltezza, cosi' almeno assicura Davide Cassani. "Anche se non e' allenato -ha raccontato il ciclista, oggi commentatore per la Rai del Giro d'Italia- il Professore pedala forte". Bandito ogni accenno alla politica. "Abbiamo pedalato e parlato di bici -riferisce ancora Cassani- in bici penso che Prodi si diverta e si rilassi, mantenendosi in forma. Tutto qui".
4 - IL CULO DI ROMANO? L'OTTIMISMO
Romano Prodi intervistato da Marco Damilano per l'Espresso - Esiste il fattore C di Prodi? È vero che Napolitano, prima della finale dei Mondiali, le chiese una raccomandazione?
"Da buon napoletano mi disse che ne aveva bisogno... C'è un fatto vero: io sono un ottimista, fino a rasentare l'incoscienza. In un paese di scettici il fattore C è l'ottimismo. Mi ricordo che mio padre e mia madre facevano la lista dei conoscenti caduti in guerra. Mi raccontavano che quelli che erano andati al fronte con la paura erano morti. Quelli partiti sereni, sono tornati. Se misuri ogni tuo passo non sarai mai aiutato dalla fortuna".
5 - TURCO: COGNETTI? NON SAPEVO SUOI RAPPORTI CON FI
(Apcom) - "No, non lo sapevo, nel modo più assoluto. Lo posso garantire". Il ministro della Salute Livia Turco torna oggi, in un colloquio con 'La Stampa', sulla contestata sostituzione dell'oncologo Francesco Cognetti dalla direzione dell'Istituto Regina Elena, e nega di essre stata a conoscenza dei rapporti che legano lo scienziato a Forza Italia.
Sfiora la gaffe, il ministro, quando dice "io questo Cognetti non sapevo nemmeno chi fosse", poi si corregge: "Cioè sì, lo sapevo.
Sapevo che stava lì, al Regina Elena, ma non è che conoscessi chi curava e le sue idee politiche e tutta la sua storia".
"Il governo precedente aveva compiuto un atto oltraggioso nei confronti delle istituzioni. Tre giorni prima di andare via - spiega Turco - ha confermato tutte le nomine. Q!uesta per me è una grave, gravissima lesione delle istituzioni. E io non potevo accettarlo. Alla faccia dello spoils system. Ho fatto un provvedimento erga omnes, li ho cambiati tutti".
Livia Turco comunque un ripensamento lo ammette: "Se mi si può rivolgere una critica è quella di essere come Alice nel paese delle meraviglie. Mi sono accorta troppo trardi che applicare quelle norme era pericoloso, si può dire anche sbagliato, volendo". La soluzione? "Le nomine non le può fare un ministro, da solo. Serve una revisione della legge, a settembre ci lavoreremo sopra".
6 - BOSSI: FINIREMO COME A LONDRA
(Apcom) - "E' una vera stupidaggine. Il sistema di integrazione è fallito, quello che è successo ieri a Londra è il simbolo di questo fallimento". Il leader della Lega Umberto Bossi, intervistato su 'La Padania, punta il dito sui progetti del governo: "La gente - avverte - non vuole dare al cittadinanza facile agli immigrati, non vuola farsi comandare da chi è appena arrivato. Ma siamo matti? La sinistra sta commetendo una stupidaggine, una follia, non si può battere una via già seguita altrove con risultati disastrosi".
Per Bossi "bisogna capire che gli uomini tornano sempre alle proprie radici. Le divisioni religiose non si annullano con la cittadinanza facile". Contro una nuova legge sulla cittadinanza, quindi, annuncia il leader del Carroccio, "noi siamo pronti a tutto, anche al referendum".
Nell'intervista, Bossi si occupa anche delle questioni interne alla Lega. Guerre fra colonnelli? "Non scherziamo - replica - sono fesserie che non hanno nessun fondamento, zero". Sul raduno di Pontida, però, che nei giorni scorsi lui stesso aveva dato per certo prima del tradizionale appuntamento della manifestazione di Venezia, frena: "Deciderà il federale, saranno loro a decidere quando fare Pontida".
7 - BIANCHI: NON HO MAI CHIESTO LA TESTA DI NESSUNO
(Apcom) - "Non solo non ho mai chiesto la testa di nessuno ma non mi sarei mai sognato di usare una simile espressione. Al contrario, da sempre sostengo la necessita' di arrivare alle nomine nelle grandi società pubbliche solo dopo averne compreso e definito la missione strategica". Così il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, replicando in una lettera su 'La Stampa' a un editorialista del quotidiano che "mi chiama in causa esprimendo il dubbio che io, 'chiedendo la testa' dell'ad di Alitalia, Giancarlo Cimoli, non abbia a cuore la salute dell'azienda quanto piuttosto le forze 'che dall'interno si oppongono alle necessarie ristrutturazioni'".
"I manager - spiega Bianchi - debbono essere scelti solo alla fine di questo percorso tra coloro che meglio sono in grado di interpretare gli indirizzi dell'azienda".
8 - VIGNA: CITTADINANZA A IMMIGRATI, PRUDENZA
(Apcom) - Se passasse la proposta del governo di ridurre i tempi per la concessione della cittadinanza "ci saranno meno controlli e zero espulsioni: aumenterà inevitabilmente il rischio di qualche brutta sorpresa". Se ne preoccupa l'ex Procuratore nazionale antimafia Piero Luigi Vigna, intervistato dal 'Giornale'.
Commentando l'operazione antiterrorismo della polizia e dei servizi segreti inglesi, Vigna osserva che "colpisce il numero degli arrestati, ma ancor di più la loro nazionalità", e mette in relazione questo fatto con la proposta Amato: "Io sono per l'integrazione - dice - ma cinque anni mi sembrano troppo pochi".
Per Vigna l'integrazione potrebbe cominciare dal voto amministrativo, "e poi, se vogliamo scendere (il tempo minimo attualmente previsto dalla legge per la concessione della cittadinanza è 10 anni, ndr) fermiamoci a sette anni e mezzo, un tempo intermedio". Un tempo che "va riempito", incalza Vigna: "Dobbiamo monitorare, anzi supermonitorare queste persone".
9 - PERA: IN GOVERNO C'E' CHI SIMPATIZZA CON TERRORISTI
(Apcom) - "Troppi in Europa stanno piuttosto contro America e Israele, a fianco di Hamas e Hezbollah. Ce ne sono, di questi fiancheggiatori e simpatizzanti, nelle élites culturali e politiche. Ce ne sono anche nel governo". Marcello Pera, ex presidente del Senato, spiega così in una intervista al 'Messaggero' l'attacco terroristico sventato in Inghilterra: i terroristi, dice, "ci riprovano", perché sanno "quanto l'Europa sia penetrabile alle loro ragioni".
Per l'esponente azzurro "il ritiro dall'Iraq è esattamente ciò che vogliono i terroristi", ai quali "interessa solo una cosa: distruggere l'America e Israele". Secondo Pera, "L'Europa chiude gli occhi oggi come li chiuse nel 1938, quando Ahmadinejad si chiamava Hitler".
Sul piano della lotta al terrorismo, il caso Abu Omar "è emblematico", dice: "Il terrorismo porta la guerra in Europa e l'Europa manda assolti i terroristi, se sono in carcere li beneficia con l'indulto, e processa l'America". In Italia, sostiene ancora Pera, "è in corso l'ennesimo braccio di ferro fra la magistratura e la classe politica su chi debba fare la lotta al terrorismo. Per i magistrati è affar loro, perciò ritengono che l'intelligence debba essere guidata o orientata da loro, magari con una superprocura antiterrorismo 'autonoma e indipendente'. Speriamo che il ministro Mastella non cada nella trappola".
L'ex presidente del Senato si scaglia poi contro la decisione del governo di abbreviare i tempi per la concessione della cittadinanza agli immigrati: "Mi suggerisce l'Eurabia, la fine precoce della nostra identità e tradizione. Il ministro amato farebbe bene a pensare che se Sassuolo, Reggio Emilia, Padova e tante altre città in cui è già proibito dire 'Buona Natale', avessero dimensioni maggiori, i conflitti sociali e razziali delle banlieu di Parigi sarebbero già scoppiati anche da noi".
Dagospia 11 Agosto 2006