BOTIN (SANTANDER) E CARON (AGRICOLE) BUSSANO ALLA PORTA DI MARIO DRAGHI
LE FONDAZIONI, AZIONE DI RESPONSABILITÀ CONTRO I NEGOZIATORI DELLA "VENDITA"?
"SOLE" SULL'INCIUCIO POLITICO: A CHE TITOLO PRODI E FASSINO SONO STATI INFORMATI
LE FONDAZIONI, AZIONE DI RESPONSABILITÀ CONTRO I NEGOZIATORI DELLA "VENDITA"?
"SOLE" SULL'INCIUCIO POLITICO: A CHE TITOLO PRODI E FASSINO SONO STATI INFORMATI
48 ore è durata la cuccagna di Bazoli & Prodi, Salza & Passera, Draghi & Modiano. Tranquilli, la nuova merchant bank di Palazzo Chigi si farà, più forte che pria, ma avrà molti rospetti da ingollare. Intanto, vista la libidine prodiana di avere in mano la più grande istituzione bancaria del paese, quella che apre e chiudi i rubinetti più importanti dell'economia e quindi della politica, tutti gli esclusi al banchetto ulivello alzano il livello del prezzo.
E' indiscrezione fresca fresca che i vertici delle Fondazioni delle Casse di Risparmio di Padova, Treviso e Bologna - azionisti del'istituto torinese - sono riuniti per valutare eventuali azioni contro il concambio Intesa-Sapaolo, giudicato in coro troppo inadeguato (3,115 azzioni di Intesa per una del Sanpaolo).
Non solo: Lor Signori starebbero studiando, attraverso gli appositi uffici legali, persino un'azione di responsabilità contro i negoziatori della "vendita" del Sanpaolo al Cuccia bianco Bazoli.
Ma il peggio deve ancora arrivare. Perché il potentissimo numero uno del Santander, il madrileno Emilio Botin, socio forte del Sanpaolo con l'8,4%, ha chiesto di essere ricevuto dall'azzimato Mariuccio Draghi. Il governatore di Bankitalia sa già che Botin batterà cassa sul concambio azionario. Poi, senza fretta, il Santander liquiderà la sua partecipazione tricolore, con una pingua plusvalenza.
Ma l dolori del giovane Draghi non sono finiti: dopo Botin, sarà il Presidente del Credit Agricole, René Caron, a varcare la soglia di palazzo Koch. La "banca verde" di Francia, con la "fusione" bazoliana, vedrebbe la sua quota di azionista di Banca Intesa ridursi dal 17,6% alla miseria del 9,1%. E vuole una compensazione in "natura": le gazzette indicano qualcosa come 800 sportelli da incamerare per il dispetto subito. E per Draghi e Bazoli, i dolori arrivano anche dal Sole 24 Ore. Il quotidiano economico diretto da Ferruccio De Bortoli si diverte a smascherare l'inciucio politico dietro la "fusione" Sanpaolo-Intesa.
SANPAOLO, INFORMATIVA (TROPPO) PREVENTIVA.
R. Sa. per "Il Sole 24 Ore" - È stata la più grande schedatura legale dell'epoca repubblicana con migliaia di soggetti iscritti nei registri di quanti hanno accesso alle "informazioni privilegiate". Un'incombenza non indifferente che quest'anno si è abbattuta su società quotate, loro controllanti e consulenti allo scopo dichiarato di segregare la platea di quanti conoscono in anticipo gli affari societari. E di limitare, pertanto, i pericoli di insider trading. Ma, alla prima operazione importante, la fusione tra Banca Intesa ed il Sanpaolo, tutta questo complicata costruzione ha fatto cilecca.
Enrico Salza, presidente del Sanpaolo, ha dichiarato di aver informato del progetto il presidente del Consiglio Romano Prodi, prima che la notizia divenisse pubblica. Forse Prodi è iscritto in qualche registro? E lo è il sindaco di Torino Sergio Chiamparino al quale in anticipo - ha dichiarato - «mi è stato detto quanto era necessario che sapessi in qualità di sindaco». Ma in qualità di sindaco non doveva sapere nulla. Chiamparino non fa parte della fondazione azionista del Sanpaolo, si limita a nominarne alcuni membri. Ed a che titolo egli stesso avrebbe subito informato il segretario dei Ds Piero Fassino? Si sospetta che il tam tam non sia finito lì.
Dagospia 29 Agosto 2006
E' indiscrezione fresca fresca che i vertici delle Fondazioni delle Casse di Risparmio di Padova, Treviso e Bologna - azionisti del'istituto torinese - sono riuniti per valutare eventuali azioni contro il concambio Intesa-Sapaolo, giudicato in coro troppo inadeguato (3,115 azzioni di Intesa per una del Sanpaolo).
Non solo: Lor Signori starebbero studiando, attraverso gli appositi uffici legali, persino un'azione di responsabilità contro i negoziatori della "vendita" del Sanpaolo al Cuccia bianco Bazoli.
Ma il peggio deve ancora arrivare. Perché il potentissimo numero uno del Santander, il madrileno Emilio Botin, socio forte del Sanpaolo con l'8,4%, ha chiesto di essere ricevuto dall'azzimato Mariuccio Draghi. Il governatore di Bankitalia sa già che Botin batterà cassa sul concambio azionario. Poi, senza fretta, il Santander liquiderà la sua partecipazione tricolore, con una pingua plusvalenza.
Ma l dolori del giovane Draghi non sono finiti: dopo Botin, sarà il Presidente del Credit Agricole, René Caron, a varcare la soglia di palazzo Koch. La "banca verde" di Francia, con la "fusione" bazoliana, vedrebbe la sua quota di azionista di Banca Intesa ridursi dal 17,6% alla miseria del 9,1%. E vuole una compensazione in "natura": le gazzette indicano qualcosa come 800 sportelli da incamerare per il dispetto subito. E per Draghi e Bazoli, i dolori arrivano anche dal Sole 24 Ore. Il quotidiano economico diretto da Ferruccio De Bortoli si diverte a smascherare l'inciucio politico dietro la "fusione" Sanpaolo-Intesa.
SANPAOLO, INFORMATIVA (TROPPO) PREVENTIVA.
R. Sa. per "Il Sole 24 Ore" - È stata la più grande schedatura legale dell'epoca repubblicana con migliaia di soggetti iscritti nei registri di quanti hanno accesso alle "informazioni privilegiate". Un'incombenza non indifferente che quest'anno si è abbattuta su società quotate, loro controllanti e consulenti allo scopo dichiarato di segregare la platea di quanti conoscono in anticipo gli affari societari. E di limitare, pertanto, i pericoli di insider trading. Ma, alla prima operazione importante, la fusione tra Banca Intesa ed il Sanpaolo, tutta questo complicata costruzione ha fatto cilecca.
Enrico Salza, presidente del Sanpaolo, ha dichiarato di aver informato del progetto il presidente del Consiglio Romano Prodi, prima che la notizia divenisse pubblica. Forse Prodi è iscritto in qualche registro? E lo è il sindaco di Torino Sergio Chiamparino al quale in anticipo - ha dichiarato - «mi è stato detto quanto era necessario che sapessi in qualità di sindaco». Ma in qualità di sindaco non doveva sapere nulla. Chiamparino non fa parte della fondazione azionista del Sanpaolo, si limita a nominarne alcuni membri. Ed a che titolo egli stesso avrebbe subito informato il segretario dei Ds Piero Fassino? Si sospetta che il tam tam non sia finito lì.
Dagospia 29 Agosto 2006