TUTTI IN CORO: VIA DALL'AFGHANISTAN - NATASHA FOLLINI - PRODI SUL BINARIO - EGO-CAPEZZONE LEGGE SE STESSO - BERLUSCONI TORNA TOSTO - DISCEPOLI SMARRITI ALLA SCUOLA DI GUBBIO - APPLAUSI A FINI E FISCHI A PARISI DALLA FESTA DI CAORLE...
1 - BOMBA CONTRO ITALIANI, FERITI NON RISCHIANO VITA.
(Apcom) - Questa mattina intorno alle ore 9 locali (6.30 ora italiana), un ordigno esplosivo improvvisato (IED: improvised explosive device) è esploso al bordo di una strada al passaggio di un mezzo militare italiano in attività di pattuglia nei pressi di Farah, nella zona di responsabilità del Comando RC - WEST (Regional Command West) a guida italiana. Lo riferisce un comunicato della Difesa Nell'esplosione sono stati coinvolti quattro militari italiani di cui uno è rimasto ferito in modo più grave, ma che, dalle prime informazioni, non appare versare in pericolo di vita.
2 - CENTO: ALTRO CHE RINFORZI, VIA DALL'AFGHANISTAN.
(Apcom) - "Altro che rinforzi o spostamento di militari italiani al Sud dell'Afghanistan come chiede la Nato, l'unica scelta da fare è accelerare il disimpegno dei soldati italiani dall'Afghanistan". Lo dichiara il sottosegretario all'Economia, Paolo Cento, esprimendo "solidarietà al soldato rimasto più gravemente ferito, augurandogli che possa ristabilirsi presto, come agli altri militari più leggermente colpiti".
"Questo nuovo fatto - è l'auspicio dell'esponente verde - deve costituire occasione per una riflessione senza pregiudizi ideologici sul ruolo e sui rischi dei nostri soldati. Anche dal punto vista finanziario, con l'impegno italiano in Libano, è sempre più evidente la necessità di ritirare i soldati dall'Afghanistan, una missione che - secondo Cento - non è compatibile né politicamente né economicamente con azione del nostro Governo".
3 - RIZZO: E' GUERRA SBAGLIATA, RITIRIAMO NOSTRE TRUPPE.
(Apcom) - "In guerra la solidarietà ai feriti e alle famiglie non è mai qualcosa di formale, è qualcosa che addolora.
E lascia un segno ancor più profondo di fronte alla consapevolezza che si tratta di una guerra sbagliata. E' pertanto necessario ritirare le nostre truppe prima che sia tardi". Lo dichiara Marco Rizzo, presidente della delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento Europeo. "Altro che aumentare il contingente o affidargli compiti al Sud!", prosegue Rizzo, secondo cui "simili proposte vanno contrastate con efficacia. E' necessario ritirare le truppe italiane prima che sia troppo tardi".
4 - ROMANI (FI): SINISTRA IRRESPONSABILE SULL' AFGHANISTAN E GOVERNO TACE.
(Apcom) - "Ci si poteva scommettere. L'attentato contro i nostri militari in Afghanistan, a cui va la solidarietà e l'augurio per una pronta guarigione, ha dato il via alla solita stura di inaudite dichiarazioni della sinistra fintapacifista che alza la voce e chiede il ritiro del nostro contingente. Una posizione gravissima ed irresponsabile: l'ala sinistra dell'Unione pretende di guidare il paese ma, poi, non vuole assumersi quelle responsabilità che sono proprie di chi è al governo". Lo afferma l'on. Paolo Romani, vicepresidente del Gruppo di Forza Italia alla Camera.
"Nel momento in cui il terrorismo internazionale rialza la testa e rinnova la drammatica minaccia contro l'occidente, i vari Rizzo, Giordano e il "govenativo" Cento - continua - non trovano di meglio che invocare a gran voce una nuova fuga dei nostri militari e il disimpegno dell'Italia in barba agli accordi presi con gli alleati europei ed americani".
"E di fronte a tutto questo, davanti al pericolo di incrinare la credibilità internazionale del nostro paese, i cosiddetti riformisti tacciono. Tacciono Prodi, Parisi, Fassino e Rutelli.
Evidentemente - afferma ancora - sono più interessati a non acuire i contrasti interni all'Unione, già allo sfascio per la Finanziaria. Insomma - conclude Romani - privilegiano i propri interessi di bottega a discapito di quelli generali del Paese".
5 - BERTINOTTI: RAI, PRIMA DEI NOMI PARLARE DI INDIRIZZI PROGRAMMATICI.
(Apcom) - "Io sono spettatore esterno, ma forse bisogna arrivare prima della discussione sui nomi ad una modifica profonda del metodo di formazione dei massimi punti di direzione della Rai. Penso che da questo punto di vista abbiamo una eredità che va modificata". Così il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, a margine dell'inaugurazione di una mostra di architettura a Venezia, commenta la vicenda Rai e la discussione sulle nomine.
"Anche il modo di composizione del Cda - aggiunge Bertinotti - risente di una logica che io credo andrebbe superata, anche attraverso altre forme che, ad esempio, valorizzino l'autonomia professionale della popolazione lavorativa della Rai".
"Penso - spiega il presidente della Camera - che bisognerebbe anteporre alla discussione sui nomi del direttore di rete o del Tg una discussione sugli indirizzi programmatici. Bisognerebbe - conclude - che i diversi candidati non solo presentino un curriculum, ma un programma di indirizzo sulla base del quale vengono valorizzati".
6 - NATASHA FOLLINI
Maurizio Crippa per "Il Foglio" - Il dramma di Natascha Follini, dieci anni da segregato in casa di Berlusconi.
7 - PRODI SUL BINARIO
Roma, Stazione Termini. Lontano anni luce dall'iperprotetto Berlusconi, il premier Prodi scendeva ieri sera, verso le 20.45, dal treno giunto al binario 8, accompagnato dalla moglie Flavia e soltanto da due guardie del corpo. Stinto è persino stato salutato da due immigrati di colore, cui ha risposto con un sorriso e un cenno. Al binario accanto il dg della Luiss, Pierluigi Celli aspettava di prendere il suo treno, ma gli sguardi dei due non si sono incrociati.
8 - EGO-CAPEZZONE
Si sente la mancanza a "Stampa e regime", l'ascoltatissima rassegna stampa di Radio Radicale, del direttorte Massimo Bordin, assente oramai da un paio di settimane. Il suo "sostituto" Daniele Capezzone infila affettuosità ovunque ai giornalisti amici e non prova per niente imbarazzo nel leggere le "dichiarazioni del segretario di radicali italiani", ovvero sé medesimo...
9 - FRANCESCHINI CONTESTATO, LA RUSSA SI ARRABBIA E ROMPE GLI OCCHIALI
Dal "Corriere della Sera" - È costato un paio di occhiali al capogruppo di Alleanza nazionale alla Camera Ignazio La Russa il dibattito organizzato a Mirabello (Ferrara) alla Festa del suo partito con il capogruppo dell'Ulivo Dario Franceschini.
Durante un intervento di Franceschini, in cui l'esponente dell'Ulivo spiegava le politiche del governo di centrosinistra sui nodi dell'immigrazione e della sicurezza, il pubblico di Alleanza Nazionale ha cominciato a rumoreggiare ed a contestarlo. «Fermi, non contestate, dobbiamo essere buoni padroni di casa», è sbottato La Russa rimproverando il suo «popolo». Per farlo ha sbattuto violentemente sul tavolo i suoi occhiali.
Rompendoli.
10 - DISCEPOLI SMARRITI ALLA SCUOLA DI GUBBIO.
Antonio Caporale per "la Repubblica" - E´ la sfortuna di Forza Italia. Se non c´è Berlusconi nessuno la prende sul serio. Per dire, la questura di Perugia ha inviato a Gubbio due piccole auto e un commissario stanco e annoiato. La Rai ha montato il satellite, ma ha riversato in tutto dieci secondi di immagini a Roma. Suda soltanto il cameraman di Emilio Fede. Suda qui a Gubbio perché c´è poco da riprendere: Bondi, Cicchitto e poi chi? Non c´è il capo e se il vice, ammesso che lo sia, è Giulio Tremonti, pure lui è un attimo assente.
Confalonieri come sempre è a Milano, Dell´Utri forse in biblioteca, Frattini in Europa, Scajola ad Imperia, Pera chissà dove. Anche, e qui siamo al limite del possibile e del prevedibile, l´ex soubrette e neoparlamentare Mara Carfagna ha dato forfait. Logico dunque che le inquadrature colgano perfettamente e ripetutamente Ferdinando Adornato. Richiestissimo Adornato, che riflette a voce alta, e spazio persino per il deputato Mario Pepe, spumeggiante brevilineo, esponente di punta dell´area gaudente del partito.
11 - BERLUSCONI TORNA TOSTO.
Oscar Giannino per "Il Riformista" - Prima notizia dal centrodestra: Berlusconi ha deciso di tornare, domani interverrà a Gubbio, dicono che la sua linea sarà quella della lotta dura e senza quartiere alla maggioranza, chi ci sta ci sta e chi non ci sta si accomodi su nuovi strapuntini. Vedere, anzi ascoltare per credere, naturalmente, ma chi si aspetta qualcosa di diverso è un illuso, perché in effetti tutto si può chiedere a Berlusconi tranne che di lavorare in primis al proprio stesso superamento. Seconda notizia dal centrodestra: Follini ha tratto il dado, dichiara morta la Casa delle libertà ma in realtà si è convinto che questo sia il passaggio preliminare necessario per superare presto o tardi "questo" bipolarismo, non solo Berlusconi. Se Follini pensasse di rifare Dc e neocentrismo, si illuderebbe forte. Ma è solitario o quasi, scemo no.
Dunque bisognerà vedere quanto filo ha da tessere, per una versione cristiana dei Tory britannici alla David Cameron.Terza notizia, Casini è nella terra di nessuno, né fino in fondo con Follini, né con Berlusconi. Quarta notizia: anche Fini ha delle novità, anche se non le ha ancora troppo sbandierate. Non pensa affatto di essere nell'ombra, anzi «nell'angolo», come ha detto Casini. Pensa invece di essere l'unico a potersi avvicinare a un Sarkozy italiano. Che cento fiori fioriscano, comunque. E' sempre meglio dei semplici slogan contro la maggioranza, a mascherare l'assenza di iniziative concrete.
12 - SVEGLIA!
Jena per "La Stampa" - Ti eccita di più, politicamente parlando, lo scontro tra Diliberto e Fassino, quello tra Casini e Berlusconi, oppure Follini che minaccia di lasciare il partito? Ma che fai, dormi?
13 - APPLAUSI A FINI E FISCHI A PARISI DALLA FESTA DI CAORLE..
Da "La Stampa" - 8 - Applausi per il centrodestra alla Festa della Margherita di Caorle e fischi per i ministri del governo Prodi. E' successo per Gianfranco Fini, che è stato acclamato mentre sta parlando Giuliano Amato («la sicurezza non è un argomento nè di destra nè di sinistra», afferma il titolare del Viminale). Quando arriva Arturo Parisi la scena si ripete: applausi per il leader di An e molti fischi per il ministro della Difesa. Da qui l'accusa della Margherita: «il leader di An si è portato la claque». Fini però precisa: «Caorle è governata dal centrodestra, va dato il merito alla Margherita di aver organizzato qui la festa». Così, in questa atmosfera a volte surriscaldata, si è tenuto il «match» - arbitrato da Vespa - tra l'ex ministro degli Esteri e il ministro della Difesa.
Dagospia 08 Settembre 2006
(Apcom) - Questa mattina intorno alle ore 9 locali (6.30 ora italiana), un ordigno esplosivo improvvisato (IED: improvised explosive device) è esploso al bordo di una strada al passaggio di un mezzo militare italiano in attività di pattuglia nei pressi di Farah, nella zona di responsabilità del Comando RC - WEST (Regional Command West) a guida italiana. Lo riferisce un comunicato della Difesa Nell'esplosione sono stati coinvolti quattro militari italiani di cui uno è rimasto ferito in modo più grave, ma che, dalle prime informazioni, non appare versare in pericolo di vita.
2 - CENTO: ALTRO CHE RINFORZI, VIA DALL'AFGHANISTAN.
(Apcom) - "Altro che rinforzi o spostamento di militari italiani al Sud dell'Afghanistan come chiede la Nato, l'unica scelta da fare è accelerare il disimpegno dei soldati italiani dall'Afghanistan". Lo dichiara il sottosegretario all'Economia, Paolo Cento, esprimendo "solidarietà al soldato rimasto più gravemente ferito, augurandogli che possa ristabilirsi presto, come agli altri militari più leggermente colpiti".
"Questo nuovo fatto - è l'auspicio dell'esponente verde - deve costituire occasione per una riflessione senza pregiudizi ideologici sul ruolo e sui rischi dei nostri soldati. Anche dal punto vista finanziario, con l'impegno italiano in Libano, è sempre più evidente la necessità di ritirare i soldati dall'Afghanistan, una missione che - secondo Cento - non è compatibile né politicamente né economicamente con azione del nostro Governo".
3 - RIZZO: E' GUERRA SBAGLIATA, RITIRIAMO NOSTRE TRUPPE.
(Apcom) - "In guerra la solidarietà ai feriti e alle famiglie non è mai qualcosa di formale, è qualcosa che addolora.
E lascia un segno ancor più profondo di fronte alla consapevolezza che si tratta di una guerra sbagliata. E' pertanto necessario ritirare le nostre truppe prima che sia tardi". Lo dichiara Marco Rizzo, presidente della delegazione dei Comunisti italiani al Parlamento Europeo. "Altro che aumentare il contingente o affidargli compiti al Sud!", prosegue Rizzo, secondo cui "simili proposte vanno contrastate con efficacia. E' necessario ritirare le truppe italiane prima che sia troppo tardi".
4 - ROMANI (FI): SINISTRA IRRESPONSABILE SULL' AFGHANISTAN E GOVERNO TACE.
(Apcom) - "Ci si poteva scommettere. L'attentato contro i nostri militari in Afghanistan, a cui va la solidarietà e l'augurio per una pronta guarigione, ha dato il via alla solita stura di inaudite dichiarazioni della sinistra fintapacifista che alza la voce e chiede il ritiro del nostro contingente. Una posizione gravissima ed irresponsabile: l'ala sinistra dell'Unione pretende di guidare il paese ma, poi, non vuole assumersi quelle responsabilità che sono proprie di chi è al governo". Lo afferma l'on. Paolo Romani, vicepresidente del Gruppo di Forza Italia alla Camera.
"Nel momento in cui il terrorismo internazionale rialza la testa e rinnova la drammatica minaccia contro l'occidente, i vari Rizzo, Giordano e il "govenativo" Cento - continua - non trovano di meglio che invocare a gran voce una nuova fuga dei nostri militari e il disimpegno dell'Italia in barba agli accordi presi con gli alleati europei ed americani".
"E di fronte a tutto questo, davanti al pericolo di incrinare la credibilità internazionale del nostro paese, i cosiddetti riformisti tacciono. Tacciono Prodi, Parisi, Fassino e Rutelli.
Evidentemente - afferma ancora - sono più interessati a non acuire i contrasti interni all'Unione, già allo sfascio per la Finanziaria. Insomma - conclude Romani - privilegiano i propri interessi di bottega a discapito di quelli generali del Paese".
5 - BERTINOTTI: RAI, PRIMA DEI NOMI PARLARE DI INDIRIZZI PROGRAMMATICI.
(Apcom) - "Io sono spettatore esterno, ma forse bisogna arrivare prima della discussione sui nomi ad una modifica profonda del metodo di formazione dei massimi punti di direzione della Rai. Penso che da questo punto di vista abbiamo una eredità che va modificata". Così il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, a margine dell'inaugurazione di una mostra di architettura a Venezia, commenta la vicenda Rai e la discussione sulle nomine.
"Anche il modo di composizione del Cda - aggiunge Bertinotti - risente di una logica che io credo andrebbe superata, anche attraverso altre forme che, ad esempio, valorizzino l'autonomia professionale della popolazione lavorativa della Rai".
"Penso - spiega il presidente della Camera - che bisognerebbe anteporre alla discussione sui nomi del direttore di rete o del Tg una discussione sugli indirizzi programmatici. Bisognerebbe - conclude - che i diversi candidati non solo presentino un curriculum, ma un programma di indirizzo sulla base del quale vengono valorizzati".
6 - NATASHA FOLLINI
Maurizio Crippa per "Il Foglio" - Il dramma di Natascha Follini, dieci anni da segregato in casa di Berlusconi.
7 - PRODI SUL BINARIO
Roma, Stazione Termini. Lontano anni luce dall'iperprotetto Berlusconi, il premier Prodi scendeva ieri sera, verso le 20.45, dal treno giunto al binario 8, accompagnato dalla moglie Flavia e soltanto da due guardie del corpo. Stinto è persino stato salutato da due immigrati di colore, cui ha risposto con un sorriso e un cenno. Al binario accanto il dg della Luiss, Pierluigi Celli aspettava di prendere il suo treno, ma gli sguardi dei due non si sono incrociati.
8 - EGO-CAPEZZONE
Si sente la mancanza a "Stampa e regime", l'ascoltatissima rassegna stampa di Radio Radicale, del direttorte Massimo Bordin, assente oramai da un paio di settimane. Il suo "sostituto" Daniele Capezzone infila affettuosità ovunque ai giornalisti amici e non prova per niente imbarazzo nel leggere le "dichiarazioni del segretario di radicali italiani", ovvero sé medesimo...
9 - FRANCESCHINI CONTESTATO, LA RUSSA SI ARRABBIA E ROMPE GLI OCCHIALI
Dal "Corriere della Sera" - È costato un paio di occhiali al capogruppo di Alleanza nazionale alla Camera Ignazio La Russa il dibattito organizzato a Mirabello (Ferrara) alla Festa del suo partito con il capogruppo dell'Ulivo Dario Franceschini.
Durante un intervento di Franceschini, in cui l'esponente dell'Ulivo spiegava le politiche del governo di centrosinistra sui nodi dell'immigrazione e della sicurezza, il pubblico di Alleanza Nazionale ha cominciato a rumoreggiare ed a contestarlo. «Fermi, non contestate, dobbiamo essere buoni padroni di casa», è sbottato La Russa rimproverando il suo «popolo». Per farlo ha sbattuto violentemente sul tavolo i suoi occhiali.
Rompendoli.
10 - DISCEPOLI SMARRITI ALLA SCUOLA DI GUBBIO.
Antonio Caporale per "la Repubblica" - E´ la sfortuna di Forza Italia. Se non c´è Berlusconi nessuno la prende sul serio. Per dire, la questura di Perugia ha inviato a Gubbio due piccole auto e un commissario stanco e annoiato. La Rai ha montato il satellite, ma ha riversato in tutto dieci secondi di immagini a Roma. Suda soltanto il cameraman di Emilio Fede. Suda qui a Gubbio perché c´è poco da riprendere: Bondi, Cicchitto e poi chi? Non c´è il capo e se il vice, ammesso che lo sia, è Giulio Tremonti, pure lui è un attimo assente.
Confalonieri come sempre è a Milano, Dell´Utri forse in biblioteca, Frattini in Europa, Scajola ad Imperia, Pera chissà dove. Anche, e qui siamo al limite del possibile e del prevedibile, l´ex soubrette e neoparlamentare Mara Carfagna ha dato forfait. Logico dunque che le inquadrature colgano perfettamente e ripetutamente Ferdinando Adornato. Richiestissimo Adornato, che riflette a voce alta, e spazio persino per il deputato Mario Pepe, spumeggiante brevilineo, esponente di punta dell´area gaudente del partito.
11 - BERLUSCONI TORNA TOSTO.
Oscar Giannino per "Il Riformista" - Prima notizia dal centrodestra: Berlusconi ha deciso di tornare, domani interverrà a Gubbio, dicono che la sua linea sarà quella della lotta dura e senza quartiere alla maggioranza, chi ci sta ci sta e chi non ci sta si accomodi su nuovi strapuntini. Vedere, anzi ascoltare per credere, naturalmente, ma chi si aspetta qualcosa di diverso è un illuso, perché in effetti tutto si può chiedere a Berlusconi tranne che di lavorare in primis al proprio stesso superamento. Seconda notizia dal centrodestra: Follini ha tratto il dado, dichiara morta la Casa delle libertà ma in realtà si è convinto che questo sia il passaggio preliminare necessario per superare presto o tardi "questo" bipolarismo, non solo Berlusconi. Se Follini pensasse di rifare Dc e neocentrismo, si illuderebbe forte. Ma è solitario o quasi, scemo no.
Dunque bisognerà vedere quanto filo ha da tessere, per una versione cristiana dei Tory britannici alla David Cameron.Terza notizia, Casini è nella terra di nessuno, né fino in fondo con Follini, né con Berlusconi. Quarta notizia: anche Fini ha delle novità, anche se non le ha ancora troppo sbandierate. Non pensa affatto di essere nell'ombra, anzi «nell'angolo», come ha detto Casini. Pensa invece di essere l'unico a potersi avvicinare a un Sarkozy italiano. Che cento fiori fioriscano, comunque. E' sempre meglio dei semplici slogan contro la maggioranza, a mascherare l'assenza di iniziative concrete.
12 - SVEGLIA!
Jena per "La Stampa" - Ti eccita di più, politicamente parlando, lo scontro tra Diliberto e Fassino, quello tra Casini e Berlusconi, oppure Follini che minaccia di lasciare il partito? Ma che fai, dormi?
13 - APPLAUSI A FINI E FISCHI A PARISI DALLA FESTA DI CAORLE..
Da "La Stampa" - 8 - Applausi per il centrodestra alla Festa della Margherita di Caorle e fischi per i ministri del governo Prodi. E' successo per Gianfranco Fini, che è stato acclamato mentre sta parlando Giuliano Amato («la sicurezza non è un argomento nè di destra nè di sinistra», afferma il titolare del Viminale). Quando arriva Arturo Parisi la scena si ripete: applausi per il leader di An e molti fischi per il ministro della Difesa. Da qui l'accusa della Margherita: «il leader di An si è portato la claque». Fini però precisa: «Caorle è governata dal centrodestra, va dato il merito alla Margherita di aver organizzato qui la festa». Così, in questa atmosfera a volte surriscaldata, si è tenuto il «match» - arbitrato da Vespa - tra l'ex ministro degli Esteri e il ministro della Difesa.
Dagospia 08 Settembre 2006