BARICCO RISCRIVE L'ILIADE, ECO TI RIFĂ€ LA DIVINA COMMEDIA. VELTRONI RISCRIVERĂ€ I PROMESSI SPOSI? - BARILLI TRA I DUE BIRILLI VELTRONI - LA VOLPE NON HA ETA' - ECO, IL PEDANTE ALIGHIERI- RAI BOCCIOFILA INTERNATIONAL.

1 - BARILLI TRA I DUE BIRILLI VELTRONI
Riccardo Chiaberge per il "Domenicale" de "Il Sole 24 Ore"

Che la torinesissima Stampa non fosse un Campiello, dove tutti comunicano con tutti, anche se vengono dalla Barbagia, lo avevamo intuito da tempo. Ma adesso stanno esagerando: hanno abolito l'open space, erigendo spesse paratie tra una stanza e l'altra, tra un redattore e l'altro. Non è passato un mese da quando il giornale madre ha dedicato un'intera pagina al nuovo romanzo di Walter Veltroni, "La scoperta dell'alba" (Rizzoli), ed ecco che il settimanale figlio, Tuttolibri, nella pagina delle classifiche, commenta sarcasticamente il primo posto ottenuto dal sindaco scrittore: «Era il minimo che ci si potesse aspettare.

Tale è stato l'evento editoriale, tante sono state le paginate della critica (si fa per dire)... una sagra della piaggeria a sinistra bilanciata a destra dallo sberleffo pregiudiziale al birignao dell'autore, ma senza mai misurarsi con il testo».
Giusto. E allora misuriamoci, per Dio! Anzi, per Walter! E infatti, sullo stesso numero di Tuttolibri, a poche pagine di distanza, il bisturi di Renato Barilli affonda senza pietà nella carne viva del bestseller: «Come conciliare - si domanda il recensore -i due versanti di una medesima persona, quale Walter Veltroni», cioè il sindaco califfo di cui non si può dire che bene e il romanziere di cui è legittimo non essere altrettanto entusiasti?
Dopo lunghi e tormentosi pensamenti, Barilli giunge a una salomonica decisione: le due personalità non si possono scindere. Come nel caso di Carofiglio (magistrato e scrittore), o di Andrea Vitali (medico e scrittore). Ciò che Dio ha unito, il critico non separi. E da lì si lancia in una lunga sequela di elogi all'operato del primo cittadino di Roma, alla sua capacità di «care», di farsi carico dei problemi degli altri. Tutto bene, ma il testo? Evidentemente, Barilli ha preferito non farsi carico.

2 - LA VOLPE NON HA ETA'
Lettera di Maria Volpe a "Il Foglio"

Gentili colleghi del Foglio, sono Maria Volpe del Corriere della Sera. Vi scrivo con ritardo rispetto all'uscita della tragica notizia, perché ho avuto bisogno di tempo per riprendermi dal trauma. In una mini-mini-biografa sul mio conto, da voi pubblicata 15 giorni fa, risulto essere 46enne. Ora, non ne faccio una questione di galanteria (pubblicare l'età di una donna, in quanto giornalista e non donna, è lecito, la parità ha così sentenziato) ma una.. questione di sopravvivenza. Perché io non ho 46 anni, ma giuro, 41. Posso allegare il mio certificato di nascita (17 febbraio 1965), un atto notarile, la testimonianza di parenti e amici. Voi capite che da quel dì non ho più avuto pace. E non, solo perché gente che non sentivo da anni si è sentita in dovere di telefonarmi per accertarmi che io avessi visto il Foglio dei Fogli, ma perché da allora leggo negli occhi di colleghi/colleghe e conoscenti una luce di sarcastico compiacimento.

Il messaggio è chiaro: «Perché hai barato sulla tua vera età?». «perché ti sei tolta 5 anni?». E via di questo passo. Ora voi capite che ciò ha procurato, procura e procurerà nella mia vita notevoli danni: biologici, sociali, psicologici. E forse anche economici. Il tarlo del dubbio resterà a tutti, anzi la certezza del mio inganno Certo direte voi, posso sempre dire che li porto molto bene. i miei 46 anni, però...
Potete rimediare a questa catastrofe dalle dimensioni bibliche?
Pietosi saluti da una donna distrutta.

3 - ECO, IL PEDANTE ALIGHIERI
Lettera di Ruggero Guarini a "Il Foglio"



Ho appena appreso, sfogliando Repubblica, che Umberto Eco, nel suo ultimo tour de force umoristico - un rifacimento parodistico della Divina Commedia - si è voluto divertire a rovesciare il senso di ogni endecasillabo del poema. Risultato: versi come "Nel mezzo del cammin di nostra vita", "la bocca mi baciò tutto tremante" o "la bocca sollevò dal fiero pasto" sono diventati, rispettivamente, "Al margin del ristar di vostra morte"; "Gelidamente il naso m'ha azzannato" e "Il pene ficcò vil nell'astinenza". Credo che questi tre esempi bastino a dimostrare che all'autore di un lavoro così spiritoso spetta di diritto un nom de plume adeguato al suo eccelso stile goliardico. Crede che vada bene Pedante Alighieri?

4 - RAI BOCCIOFILA INTERNATIONAL
Gianni Boncompagni per "Il Foglio"


Ieri grande festa a viale Mazzini per celebrare il 38° telespettatore del canale Rai International. "Non sono tantissimi - ha detto il portavoce della Rai - ma sono tutti in gamba e alcuni parlano addirittura l'inglese". Riguardo i progetti futuri, è stato detto: "Continueremo con la nostra consueta sfilata di sagre e fiere paesane cercando di non imitare, nemmeno lontanamente, la BBC World". Domani, in diretta sul canale Rai International, verrà trasmessa la finale della Bocciofila di Cassino, con in palio un prosciutto stagionato da ben tre anni.

5 - BARICCO RISCRIVE L'ILIADE, ECO TI RIFÀ LA DIVINA COMMEDIA. VELTRONI RISCRIVERÀ I PROMESSI SPOSI?
Andrea Marcenaro per "Il Foglio"


Non è materia nostra, non vorremmo occuparcene ma ci tirano per i capelli. In letteratura succede questo. Sul New York Times Book Review, Nick Tosches ha fatto a pezzi la rivisitazione dell'Iliade proposta da Baricco: operazione narcisistica, opera che sotto sotto non vale proprio niente, scrittore bello e giovane con la manica della camicia sempre arrotolata per beccare le groupie e via così. Un massacro, ma non si tratta di questo. E' che, contemporaneamente, ti escono le anticipazioni di Umberto Eco. Che ha riscritto cosa? La Divina Commedia. Cioè, Baricco riscrive l'Iliade, e Eco ti rifà la Divina Commedia. Ora. Noi aspettiamo in tutta tranquillità, anzi, siamo assolutamente certi che il Washington Post non potrà che recensire in maniera entusiasta la geniale fatica di Eco. Quello che ci terrorizza è come potrebbe uscire il Los Angeles Times non appena Veltroni riscriverà i Promessi Sposi. P.S. Sul Venerdì di Repubblica c'è un altro articolo di Giorgio Bocca sul vino e la vendemmia. Quest'anno è il quinto. Lui vuole distrarci dai nostri compiti, ma noi non ci caschiamo.



Dagospia 18 Settembre 2006