GRILLO: I BENETTON SONO GESTORI, MA LE AUTOSTRADE SONO NOSTRE - GOOGLE: OGGI ANNUNCIO ACQUISIZIONE YOUTUBE? - CITIGROUP: PUNTA AD ACQUISTARE BANCHE AL DI FUORI DEGLI USA - RCS: PASSA A ROMA IL FILONE SU AGGIOTAGGIO - BELLONI LASCIA DE AGOSTINI.
1 - GOOGLE: POTREBBE ARRIVARE OGGI ANNUNCIO ACQUISIZIONE YOUTUBE.
(Apcom) - L'annuncio relativo all'accordo di acquisizione di YouTube da parte di Google, per 1,65 miliardi di dollari, potrebbe arrivare già oggi: precisamente, alla fine della giornata di contrattazioni a Wall Street. E' quanto riporta il Wall Street Journal, citando fonti vicine alle società. Nelle prossime ore, i consigli di amministrazione di entrambe le società voteranno sulla proposta di acquisizione, che prevede per YouTube il pagamento in azioni Le trattative, che proseguono velocemente, potrebbero tradursi però anche in un nulla di fatto. Punto cruciale è il grado di indipendenza che YouTube, sito leader nella distribuzione di video online, continuerebbe a possedere, almeno all'inizio, nonostante la sua acquisizione da parte di Google. Lo scorso venerdì, i portavoce di entrambi i gruppi hanno precisato di non voler rilasciare commenti sulle "speculazioni" di mercato.
YouTube ha poi annunciato nelle ore successive di aver raggiunto un'alleanza sulla fornitura di contenuti con Cbs.
Nel caso in cui l'accordo tra YouTube e Google dovesse andare in porto, per il motore di ricerca numero uno al mondo fondato da Larry Page e Sergey Brin si tratterebbe della maggiore operazione di acquisizione mai conclusa in precedenza.
L'acquisto permetterebbe a Google di rafforzare la propria posizione rispetto a MySpace.com, sito controllato da News Corp, il colosso del magnate australiano Rupert Murdoch. A luglio infatti i visitatori di You Tube sono cresciuti a 30,5 milioni, contro i 9,3 milioni di Google Video e i 5,3 milioni del servizio offerto da Yahoo.
Fondata nel 2005 da tre ex dipendenti di eBay, grazie agli 11,5 milioni di dollari investiti da Sequoia Capital, You Tube ha conosciuto un vero e proprio successo anche grazie alla diffusione della connessione Internet a banda larga.
Con i sui circa 60mila video inviati quotidianamente, il gruppo controlla il 47% del mercato, contro il 22% di MySpace e l'11% di Google Video.
2 - GRILLO: I BENETTON SONO GESTORI, MA LE AUTOSTRADE SONO NOSTRE
Da www.beppefrillo.it - I Benetton attraverso la società Schemaventotto vogliono fare causa al Governo e alla società Fintecna da cui avevano rilevato nel 1999 la concessione di parte delle autostrade italiane. Il consiglio di amministrazione ha valutato attentamente il decreto legge 262 che ridefinisce i rapporti tra Stato e gestori. E ha deciso che non gli sta bene. A Gilberto Benetton non vanno proprio giù due contenuti del decreto. Primo: gli aumenti dei pedaggi autostradali sono possibili soltanto se sono realizzate le opere previste. Secondo: gli automobilisti hanno diritto al rimborso di profitti extra collegati a investimenti non eseguiti.
A me sembrano cose normali, una tutela minima per gli utenti. Ma non al Gilbertòn assistito dalla pugnace Emma Bonino, santa protettrice comunitaria degli interessi delle aziende (non la capisco, Pannella vuole staccare il tubo a Welby e lei lo vuole attaccare a Benetton).
Mi sembra di aver capito che la società Autostrade non ha fatto ancora lavori previsti per due miliardi di euro. Dove sono questi soldi? Perchè non vengono restituiti o messi a disposizione? Non sono soldi del Glibertòn. Mi sembra anche di aver capito che, con i nostri pedaggi, Gilbertòn ha finanziato la campagna elettorale dei partiti. Prendendo l'autostrada ho dato i soldi a Forza Italia e ai Ds e non lo sapevo...
I concessionari sono gestori, ma le autostrade sono nostre. Il Gilbertòn gestisce roba nostra. Un mezzadro moderno che non cura i campi e ci fa pure causa. La gestione è passata dallo Stato ai privati e la situazione è peggiorata. Percorrere un'autostrada costa di più che un volo low cost per Londra o Parigi. E' peggio il Gilbertòn del buso.
Se Gilbertòn fa causa allo Stato, allora noi cittadini utenti delle nostre autostrade possiamo fare causa a lui per inadempienza. Gli italiani oltre che navigatori e santi sono soprattutto automobilisti. E guidando ne hanno viste e ne vedono di tutti i colori. Voglio raccogliere le vostre testimonianze in un dossier e far causa al gestore, al nostro mezzadro. Una road class action.
3 - INCHIESTA RCS: PASSA A ROMA IL FILONE SU AGGIOTAGGIO.
(Asca) - Non saranno piu' gli inquirenti milanesi a indagare sul presunto reato di aggiotaggio compiuto nell'ambito della scalata a Rcs da parte dell'immobiliarista romano Stefano Ricucci. Questo filone di indagine e' infatti stato trasmesso ai magistrati della procura della Capitale, titolari dell'inchiesta sulla scalata al gruppo editoriale del Corriere della Sera e sulla bancarotta di Magiste di Stefano Ricucci. E' stata questa la decisione presa oggi al termine del vertice che ha visto riuniti intorno allo stesso tavolo gli inquirenti milanesi e quelli della capitale, 'volati' oggi a Milano per interrogare, in qualita' di testimoni, alcuni personaggi chiave dell'inchiesta sulla scalata ad Antonveneta. E infatti, ha preso il via intorno alle 15 l'interrogatorio del finanziere bresciano Emilio Gnutti. I Pm romani, Giuseppe Cascini, Rodolfo Sabelli e Perla Lori intendono infatti concludere gli ultimi interrogatori prima di procedere alla chiusura delle indagini. Dopo Gnutti tocchera' infatti all'ex a.d. di BPI, Giampiero Fiorani, rispondere alle domande degli inquirenti di piazzale Clodio. Da quanto si e' appreso l'interrogatorio di Gnutti richiedera' molto tempo e quindi potrebbe durare diverse ore. E quindi, e' probabile che i magistrati di piazzale Clodio rimandino a domani l'interrogatorio a carico di Fiorani.
4 - AUSTRADE: L'EUROPA E' IN GRADO DI FARE MOLTO MALE AI PAESI PIU' DEBOLI
Francesco Carla' per http://www.finanzaworld.it - La vicenda Autostrade promette altre puntate. Dopo il blocco estivo, Benetton e gli spagnoli non si sono affatto spaventati per il diktat del Ministro Di Pietro e, impugnando norme UE, hanno tutta l'aria di essere in buona posizione per chiudere la fusione con Abertis.
Questo sviluppo mi fa venire due commenti:
1 - L'Europa e' in grado di fare molto male ai Paesi piu' deboli (vasi di coccio in mezzo ai vasi di bronzo, e alle facce dello stesso materiale), mentre non sembra altrettanto decisa quando ci sono di mezzo Francia e Germania;
2 - Se i Benetton riescono a portare a casa la fusione con Abertis, ne vedremo delle belle nell'evoluzione dell'altra vicenda che tiene con il fiato sospeso l'economia e la comunicazione italica: Telecom.
5 - DE AGOSTINI: BELLONI LASCIA INCARICHI, PASSA A BC PARTNERS.
(Ansa) - Antonio Belloni lascia il gruppo De Agostini per passare, come managing partner, in BC Partners, uno dei principali operatori europei di private equity. Il manager, gia' presidente di Lottomatica e di Toro, ha dato le dimissioni dal consiglio di amministrazione e dal comitato esecutivo della De Agostini. Belloni - si legge in un comunicato - si unira' dal primo novembre agli attuali sette managing partners al vertice di Bc Partners a livello europeo e assumera' anche le cariche di vicepresidente e amministratore delegato della societa' italiana del gruppo, dove Francesco Conte mantiene la carica di amministratore delegato. 'Ad Antonio Belloni, che ha dato uno straordinario contributo professionale ed umano alla crescita e all'evoluzione del gruppo in questi ultimi anni, va il sentito ringraziamento', secondo una nota emessa da De Agostini, del presidente Marco Drago e dell'amministratore delegato Lorenzo Pellicioli.
6 - CITIGROUP: PUNTA AD ACQUISTARE BANCHE AL DI FUORI DEGLI USA.
(Apcom) - Sotto l'egida dell'amministratore delegato Chuck Prince, Citigroup punterà nei prossimi mesi all'acquisto di gruppi bancari situati al di fuori degli Stati Uniti. E' quanto riporta il Financial Times, sottolineando che Prince desidera rendere il colosso dei servizi finanziari sempre meno dipendente dal mercato nazionale. L'obiettivo è quello di fare in modo che, nell'arco dei prossimi anni, il 60% degli utili di Citigroup derivi dai mercati esteri, contro il 45% attuale. La società si starebbe già muovendo in questa direzione, guardando all'acquisto di alcune banche nell'isola di Taiwan, in Turchia, nell'America Centrale, in Cina e nell'Europa occidentale. Progressi nelle trattative potrebbero essere resi noti già alla fine dell'anno. Appuntamento cruciale per Citigroup sarà giovedì 12 ottobre, quando il colosso finanziario renderà noti i risultati di bilancio relativi al terzo trimestre. Molti azionisti, tra cui il principe saudita Alwaleed bin Talal, che possiede il 4,3% del capitale di Citigroup per un valore di 10 miliardi di dollari, hanno fatto pressioni nei mesi scorsi su Prince invitandolo ad adottare misure incisive per risollevare le quotazioni del titolo, che continuano a essere stagnanti.
Dagospia 09 Ottobre 2006
(Apcom) - L'annuncio relativo all'accordo di acquisizione di YouTube da parte di Google, per 1,65 miliardi di dollari, potrebbe arrivare già oggi: precisamente, alla fine della giornata di contrattazioni a Wall Street. E' quanto riporta il Wall Street Journal, citando fonti vicine alle società. Nelle prossime ore, i consigli di amministrazione di entrambe le società voteranno sulla proposta di acquisizione, che prevede per YouTube il pagamento in azioni Le trattative, che proseguono velocemente, potrebbero tradursi però anche in un nulla di fatto. Punto cruciale è il grado di indipendenza che YouTube, sito leader nella distribuzione di video online, continuerebbe a possedere, almeno all'inizio, nonostante la sua acquisizione da parte di Google. Lo scorso venerdì, i portavoce di entrambi i gruppi hanno precisato di non voler rilasciare commenti sulle "speculazioni" di mercato.
YouTube ha poi annunciato nelle ore successive di aver raggiunto un'alleanza sulla fornitura di contenuti con Cbs.
Nel caso in cui l'accordo tra YouTube e Google dovesse andare in porto, per il motore di ricerca numero uno al mondo fondato da Larry Page e Sergey Brin si tratterebbe della maggiore operazione di acquisizione mai conclusa in precedenza.
L'acquisto permetterebbe a Google di rafforzare la propria posizione rispetto a MySpace.com, sito controllato da News Corp, il colosso del magnate australiano Rupert Murdoch. A luglio infatti i visitatori di You Tube sono cresciuti a 30,5 milioni, contro i 9,3 milioni di Google Video e i 5,3 milioni del servizio offerto da Yahoo.
Fondata nel 2005 da tre ex dipendenti di eBay, grazie agli 11,5 milioni di dollari investiti da Sequoia Capital, You Tube ha conosciuto un vero e proprio successo anche grazie alla diffusione della connessione Internet a banda larga.
Con i sui circa 60mila video inviati quotidianamente, il gruppo controlla il 47% del mercato, contro il 22% di MySpace e l'11% di Google Video.
2 - GRILLO: I BENETTON SONO GESTORI, MA LE AUTOSTRADE SONO NOSTRE
Da www.beppefrillo.it - I Benetton attraverso la società Schemaventotto vogliono fare causa al Governo e alla società Fintecna da cui avevano rilevato nel 1999 la concessione di parte delle autostrade italiane. Il consiglio di amministrazione ha valutato attentamente il decreto legge 262 che ridefinisce i rapporti tra Stato e gestori. E ha deciso che non gli sta bene. A Gilberto Benetton non vanno proprio giù due contenuti del decreto. Primo: gli aumenti dei pedaggi autostradali sono possibili soltanto se sono realizzate le opere previste. Secondo: gli automobilisti hanno diritto al rimborso di profitti extra collegati a investimenti non eseguiti.
A me sembrano cose normali, una tutela minima per gli utenti. Ma non al Gilbertòn assistito dalla pugnace Emma Bonino, santa protettrice comunitaria degli interessi delle aziende (non la capisco, Pannella vuole staccare il tubo a Welby e lei lo vuole attaccare a Benetton).
Mi sembra di aver capito che la società Autostrade non ha fatto ancora lavori previsti per due miliardi di euro. Dove sono questi soldi? Perchè non vengono restituiti o messi a disposizione? Non sono soldi del Glibertòn. Mi sembra anche di aver capito che, con i nostri pedaggi, Gilbertòn ha finanziato la campagna elettorale dei partiti. Prendendo l'autostrada ho dato i soldi a Forza Italia e ai Ds e non lo sapevo...
I concessionari sono gestori, ma le autostrade sono nostre. Il Gilbertòn gestisce roba nostra. Un mezzadro moderno che non cura i campi e ci fa pure causa. La gestione è passata dallo Stato ai privati e la situazione è peggiorata. Percorrere un'autostrada costa di più che un volo low cost per Londra o Parigi. E' peggio il Gilbertòn del buso.
Se Gilbertòn fa causa allo Stato, allora noi cittadini utenti delle nostre autostrade possiamo fare causa a lui per inadempienza. Gli italiani oltre che navigatori e santi sono soprattutto automobilisti. E guidando ne hanno viste e ne vedono di tutti i colori. Voglio raccogliere le vostre testimonianze in un dossier e far causa al gestore, al nostro mezzadro. Una road class action.
3 - INCHIESTA RCS: PASSA A ROMA IL FILONE SU AGGIOTAGGIO.
(Asca) - Non saranno piu' gli inquirenti milanesi a indagare sul presunto reato di aggiotaggio compiuto nell'ambito della scalata a Rcs da parte dell'immobiliarista romano Stefano Ricucci. Questo filone di indagine e' infatti stato trasmesso ai magistrati della procura della Capitale, titolari dell'inchiesta sulla scalata al gruppo editoriale del Corriere della Sera e sulla bancarotta di Magiste di Stefano Ricucci. E' stata questa la decisione presa oggi al termine del vertice che ha visto riuniti intorno allo stesso tavolo gli inquirenti milanesi e quelli della capitale, 'volati' oggi a Milano per interrogare, in qualita' di testimoni, alcuni personaggi chiave dell'inchiesta sulla scalata ad Antonveneta. E infatti, ha preso il via intorno alle 15 l'interrogatorio del finanziere bresciano Emilio Gnutti. I Pm romani, Giuseppe Cascini, Rodolfo Sabelli e Perla Lori intendono infatti concludere gli ultimi interrogatori prima di procedere alla chiusura delle indagini. Dopo Gnutti tocchera' infatti all'ex a.d. di BPI, Giampiero Fiorani, rispondere alle domande degli inquirenti di piazzale Clodio. Da quanto si e' appreso l'interrogatorio di Gnutti richiedera' molto tempo e quindi potrebbe durare diverse ore. E quindi, e' probabile che i magistrati di piazzale Clodio rimandino a domani l'interrogatorio a carico di Fiorani.
4 - AUSTRADE: L'EUROPA E' IN GRADO DI FARE MOLTO MALE AI PAESI PIU' DEBOLI
Francesco Carla' per http://www.finanzaworld.it - La vicenda Autostrade promette altre puntate. Dopo il blocco estivo, Benetton e gli spagnoli non si sono affatto spaventati per il diktat del Ministro Di Pietro e, impugnando norme UE, hanno tutta l'aria di essere in buona posizione per chiudere la fusione con Abertis.
Questo sviluppo mi fa venire due commenti:
1 - L'Europa e' in grado di fare molto male ai Paesi piu' deboli (vasi di coccio in mezzo ai vasi di bronzo, e alle facce dello stesso materiale), mentre non sembra altrettanto decisa quando ci sono di mezzo Francia e Germania;
2 - Se i Benetton riescono a portare a casa la fusione con Abertis, ne vedremo delle belle nell'evoluzione dell'altra vicenda che tiene con il fiato sospeso l'economia e la comunicazione italica: Telecom.
5 - DE AGOSTINI: BELLONI LASCIA INCARICHI, PASSA A BC PARTNERS.
(Ansa) - Antonio Belloni lascia il gruppo De Agostini per passare, come managing partner, in BC Partners, uno dei principali operatori europei di private equity. Il manager, gia' presidente di Lottomatica e di Toro, ha dato le dimissioni dal consiglio di amministrazione e dal comitato esecutivo della De Agostini. Belloni - si legge in un comunicato - si unira' dal primo novembre agli attuali sette managing partners al vertice di Bc Partners a livello europeo e assumera' anche le cariche di vicepresidente e amministratore delegato della societa' italiana del gruppo, dove Francesco Conte mantiene la carica di amministratore delegato. 'Ad Antonio Belloni, che ha dato uno straordinario contributo professionale ed umano alla crescita e all'evoluzione del gruppo in questi ultimi anni, va il sentito ringraziamento', secondo una nota emessa da De Agostini, del presidente Marco Drago e dell'amministratore delegato Lorenzo Pellicioli.
6 - CITIGROUP: PUNTA AD ACQUISTARE BANCHE AL DI FUORI DEGLI USA.
(Apcom) - Sotto l'egida dell'amministratore delegato Chuck Prince, Citigroup punterà nei prossimi mesi all'acquisto di gruppi bancari situati al di fuori degli Stati Uniti. E' quanto riporta il Financial Times, sottolineando che Prince desidera rendere il colosso dei servizi finanziari sempre meno dipendente dal mercato nazionale. L'obiettivo è quello di fare in modo che, nell'arco dei prossimi anni, il 60% degli utili di Citigroup derivi dai mercati esteri, contro il 45% attuale. La società si starebbe già muovendo in questa direzione, guardando all'acquisto di alcune banche nell'isola di Taiwan, in Turchia, nell'America Centrale, in Cina e nell'Europa occidentale. Progressi nelle trattative potrebbero essere resi noti già alla fine dell'anno. Appuntamento cruciale per Citigroup sarà giovedì 12 ottobre, quando il colosso finanziario renderà noti i risultati di bilancio relativi al terzo trimestre. Molti azionisti, tra cui il principe saudita Alwaleed bin Talal, che possiede il 4,3% del capitale di Citigroup per un valore di 10 miliardi di dollari, hanno fatto pressioni nei mesi scorsi su Prince invitandolo ad adottare misure incisive per risollevare le quotazioni del titolo, che continuano a essere stagnanti.
Dagospia 09 Ottobre 2006