ANTIDOLORIFICI E L'EROICA LIVIA TURCO - LA STAZIONE CENTRALE DI MILANO È SEMPRE COME KINSHASA - ARRUOLARSI NEI PINK PISTOLS, UN'ASSOCIAZIONE PER GLI OMOSESSUALI ARMATI, ED IO MI POTREI ADDENTRARE NELLA GIUNGLA URBANA FINALMENTE AD ARMI PARI.
Costantino della Gherardesca per Dagospia
Guardando il telegiornale mi sembra di avere capito che i dottori riusciranno a prescrivere gli antidolorifici (oppiacei, quelli che funzionano) con maggior facilità, grazie a Livia Turco. Ci siamo adeguati, anche se uno si chiede chi erano i criminali che non volevano alleviare sofferenze umane prima del piccolo passo avanti.
Se non mi sbaglio l'eroica Livia Turco era anche in prima linea per il referendum sulla ricerca; a favore del progresso. Ed ha preso una batosta dalla stragrande maggioranza dei cittadini, non esattamente il più illuminato fra i popoli. Ma ovviamente chiunque si accorge del fatto paradossale che, anche se Livia Turco, superstar, ha una posizione ministeriale, non fa certamente parte della maggioranza politica. Mentre Girolamo Sirchia, il dottore contrario alla scienza, ed esatto opposto di Bertrand Russell, rispecchiava il pensiero di quasi tutta la nazione (tutta la destra e buona parte del centro-sinistra). Chiunque, specialmente chi è apolitico, si rende conto che un filo conduttore "no-progress" unisce Bertinotti, la Margherita, l'UDC e Fini.
É comprensibile, la paura del progresso esisteva anche negli Stati Uniti. Nei primi trent'anni del ventesimo secolo (un libro uscito di recente, "The Devil In Babylon", tratta proprio di quel tema, in quegli anni). Non è sufficente dire: "In Italia siamo indietro", oramai possiamo specificare con certezza "...di cento anni".
Ma se le minoranze illuminate (Rosa Nel Pugno) vengono inevitabilmente schiacciate, non è meglio l'America, come sempre? Visto che da noi non esiste la proprietà privata, ed il parlamento è di maggioranza bigotta (per un verso o per l'altro ), non è meglio avere il diritto di possedere un fucile automatico ed un bunker che non possa essere espropriato? Si potrebbe tirare in aria per spaventare gli intrusi che ti vogliono far pagare l'80% di tasse (così magari ci pensano due volte), e colpire dritti con la carabina quelli che non vogliono concedere la morfina.
Prendiamo come esempio il mio ultimo diario per Dagospia. Avevo raccontato che sono un fifone, e che Letizia Moratti per ora si è rivelata una fregatura in quanto la zona intorno alla stazione centrale è sempre come Kinshasa nonostante le promesse. (Fra l'altro nel frattempo hanno ammazzato due persone). Beh, negli Stati Uniti non avrei bisogno di aspettare che la Moratti agiti il ditino per digitare il fottuto numero della questura. No, mi sarei arruolato nei PINK PISTOLS!!! Un'associazione per gli omosessuali ARMATI (www.pinkpistols.org, se non mi credete).
Con ben 46 sedi sparse per il nord-america. Le mie compagne Pink Pistols (nelle foto ci sono più lesbiche che froci, presumo sia perchè sono più dure) mi insegnerebbero ad usare vari calibri e modelli di pistole ed altre armi da fuoco. Ed io mi potrei addentrare nella giungla urbana finalmente ad armi pari.
Ironia libertaria a parte, le critiche verso l'America sono varie in forma e motivazione; ma, se scaltre, puntano tutte contro la radice del loro tumore: "One Nation Under God". Nonostante l'atroce presupposto la diversità è pero incoraggiata e tollerata a tal punto che chiunque, facilmente, può ritrovarsi con un vasto gruppo di persone di simile pensiero. Basta imbattersi nella quantità di blog scettici, o costatare anche su Amazon il successo del libro "The Republican War On Science", di Chris Mooney.
Da noi l'ateismo (illuminismo, secolarizzazione, umanesimo, materialismo) fiorisce meno che in America, nonostante siano loro costituzionalmente la nazione unica e unita sotto Dio. Noi siamo invece uniti nella tolleranza cristiana. Molto commuovente, ma i "no progress" dovrebbero farsi una ragione del fatto che di Dio ce n'è uno ed è raffigurato sul Dollaro. Se non si va avanti col progresso non finiamo più vicini a Dio grazie ai nostri valori, Lui è da tutta un'altra parte: a Washington. Noi finiamo letteralmente con le pezze al culo.
Dagospia 24 Ottobre 2006
Guardando il telegiornale mi sembra di avere capito che i dottori riusciranno a prescrivere gli antidolorifici (oppiacei, quelli che funzionano) con maggior facilità, grazie a Livia Turco. Ci siamo adeguati, anche se uno si chiede chi erano i criminali che non volevano alleviare sofferenze umane prima del piccolo passo avanti.
Se non mi sbaglio l'eroica Livia Turco era anche in prima linea per il referendum sulla ricerca; a favore del progresso. Ed ha preso una batosta dalla stragrande maggioranza dei cittadini, non esattamente il più illuminato fra i popoli. Ma ovviamente chiunque si accorge del fatto paradossale che, anche se Livia Turco, superstar, ha una posizione ministeriale, non fa certamente parte della maggioranza politica. Mentre Girolamo Sirchia, il dottore contrario alla scienza, ed esatto opposto di Bertrand Russell, rispecchiava il pensiero di quasi tutta la nazione (tutta la destra e buona parte del centro-sinistra). Chiunque, specialmente chi è apolitico, si rende conto che un filo conduttore "no-progress" unisce Bertinotti, la Margherita, l'UDC e Fini.
É comprensibile, la paura del progresso esisteva anche negli Stati Uniti. Nei primi trent'anni del ventesimo secolo (un libro uscito di recente, "The Devil In Babylon", tratta proprio di quel tema, in quegli anni). Non è sufficente dire: "In Italia siamo indietro", oramai possiamo specificare con certezza "...di cento anni".
Ma se le minoranze illuminate (Rosa Nel Pugno) vengono inevitabilmente schiacciate, non è meglio l'America, come sempre? Visto che da noi non esiste la proprietà privata, ed il parlamento è di maggioranza bigotta (per un verso o per l'altro ), non è meglio avere il diritto di possedere un fucile automatico ed un bunker che non possa essere espropriato? Si potrebbe tirare in aria per spaventare gli intrusi che ti vogliono far pagare l'80% di tasse (così magari ci pensano due volte), e colpire dritti con la carabina quelli che non vogliono concedere la morfina.
Prendiamo come esempio il mio ultimo diario per Dagospia. Avevo raccontato che sono un fifone, e che Letizia Moratti per ora si è rivelata una fregatura in quanto la zona intorno alla stazione centrale è sempre come Kinshasa nonostante le promesse. (Fra l'altro nel frattempo hanno ammazzato due persone). Beh, negli Stati Uniti non avrei bisogno di aspettare che la Moratti agiti il ditino per digitare il fottuto numero della questura. No, mi sarei arruolato nei PINK PISTOLS!!! Un'associazione per gli omosessuali ARMATI (www.pinkpistols.org, se non mi credete).
Con ben 46 sedi sparse per il nord-america. Le mie compagne Pink Pistols (nelle foto ci sono più lesbiche che froci, presumo sia perchè sono più dure) mi insegnerebbero ad usare vari calibri e modelli di pistole ed altre armi da fuoco. Ed io mi potrei addentrare nella giungla urbana finalmente ad armi pari.
Ironia libertaria a parte, le critiche verso l'America sono varie in forma e motivazione; ma, se scaltre, puntano tutte contro la radice del loro tumore: "One Nation Under God". Nonostante l'atroce presupposto la diversità è pero incoraggiata e tollerata a tal punto che chiunque, facilmente, può ritrovarsi con un vasto gruppo di persone di simile pensiero. Basta imbattersi nella quantità di blog scettici, o costatare anche su Amazon il successo del libro "The Republican War On Science", di Chris Mooney.
Da noi l'ateismo (illuminismo, secolarizzazione, umanesimo, materialismo) fiorisce meno che in America, nonostante siano loro costituzionalmente la nazione unica e unita sotto Dio. Noi siamo invece uniti nella tolleranza cristiana. Molto commuovente, ma i "no progress" dovrebbero farsi una ragione del fatto che di Dio ce n'è uno ed è raffigurato sul Dollaro. Se non si va avanti col progresso non finiamo più vicini a Dio grazie ai nostri valori, Lui è da tutta un'altra parte: a Washington. Noi finiamo letteralmente con le pezze al culo.
Dagospia 24 Ottobre 2006