L'EX NEMICO VELARDI CELEBRATO DA WALTER-EGO E PIERFURBY
«VELTRONI NON È RANCOROSO.» - «BELLO IL LIBRO DI CLAUDIO.»
DOPO ANNI DI FRECCIATE, PACE TRA IL SINDACO E L'EX LOTHAR D'ALEMIANO

A. Gar. per il "Corriere della Sera"
Reportage di Umberto Pizzi da Zagarolo




E alla fine Walter Veltroni si accomodò alla sinistra di Claudio Velardi (a destra c'era Casini) e presentò il libro di quel suo ex «nemico», "L'anno che doveva cambiare l'Italia". Dice Velardi: «Noi ragazzi della Federazione giovanile del Pci consideravamo Walter leggero e banale. Lui parlava di cinema e musica, noi eravamo intellettuali del cavolo, leggevamo testi senza capirli. Era più moderno lui».

Adesso Velardi, ex membro della squadra dei «Lothar» (per le teste rasate) di Massimo D'Alema, ultima tessera del Pci dieci anni fa, imprenditore spregiudicato della comunicazione, lancia Veltroni come uomo del futuro a sinistra (e Casini a destra): «Peccato solo quella sua prudenza, quei tatticismi...». Fra Velardi e Veltroni, i momenti più cruenti furono due. Nel 1994, quando il partito venne chiamato a scegliere il segretario e Velardi lavorava duro per Massimo, mentre Fassino affiancava Walter. E nel 1996, quando Veltroni era vice di Prodi al governo e fu battaglia con D'Alema alle Botteghe Oscure.

Cinque anni fa, giugno 2001, Velardi si sfoga con il "Corriere della Sera". Racconta che Veltroni, diventato segretario del partito, aveva fatto crescere i debiti, perso alle regionali, consegnato a Rutelli la leadership del centrosinistra. Poi, «come sempre, un attimo prima, ha mollato tutto e se n'è andato». L'altro, come da costume, ha taciuto, in pubblico, per anni. Soltanto, senza fare nomi, da segretario Ds, parlò di qualcuno che si lasciava andare a giudizi «di un cinismo fuori dal comune» e tutti pensarono a Velardi. «Soffriva», ricorda Giuseppe Caldarola.

Arrivò anche la voce che Velardi aveva offerto a un giornalista di scrivere un pamphlet contro Veltroni vice presidente del Consiglio. «A un certo punto si lamentò con D'Alema - testimonia Velardi- e D'Alema mi rimproverò. Scrissi a entrambi e nessuno dei due rispose». Man mano, Velardi è diventato una specie di "prete spretato" del dalemismo e si proclama felice e disincantato, dopo l'abbandono della politica attiva. Fin dall'intervista velenosa del 2001, aveva previsto: «Veltroni farà bene il sindaco».

Nel libro presentato ieri scrive che «Veltroni non conflittuale, rancoroso, è come se per lui la vita fosse più importante e ricca della politica». Veltroni, seduto sulla sponda del fiume per anni, ieri ha colpito ancora, ha conquistato l'uomo che fu al fianco di uno dei suoi rivali (tuttora) per la leadership del paese. «Il libro è bello...», ha detto fra i velluti dell'Hotel Minerva.


Dagospia 27 Ottobre 2006