DA NEO-CON A NEO-SENZA - DE GREGORIO ALZA LA POSTA - AN: LO SCONTRO DEL "SECOLO" - LADY FOLLINI FA LO SCONTO A TREMONTI - GENTILONI VS PIERSILVIO: DIFENDE I SUOI PRIVILEGI - UN TARTUFO PER D'ALEMA - DEL TURCO: VISCO DRACULA.
1 - Ellekappa per "la Repubblica" - "Si chiude un ciclo storico" - "I neo con diventano neo senza"..
2 - Jena per "La Stampa" - Ora che se ne va in pensione, Rumsfeld passerà le sue giornate ai giardinetti. Attenti ai bambini.
3 - «NON ESISTE UN MINISTERO VIAKAL»
Dal "Corriere della Sera" - Secondo il ministro per l'Attuazione al programma Giulio Santagata «non esiste un ministero alle liberalizzazioni. Dobbiamo scrostare le incrostazioni ma non abbiamo il ministero del Viakal, quindi non è appannaggio di nessuno ma un obiettivo che tutto il governo condivide».
4 - DE GREGORIO ORA CHIEDE POTERI DA MINISTRO.
Roberto Nido per "Milano Finanza" - Ha litigato con Antonio Di Pietro, ed è uscito dall'Italia dei Valori sbattendo la porta. Adesso Sergio De Gregorio, presidente della commissione difesa del Senato, rischia di arrivare ai ferri corti con un altro membro del governo: il ministro della Difesa Arturo Parisi. Dovendo dare un parere non vincolante su un programma pluriennale delle forze armate, che prevede per il rinnovo di mezzi blindati un investimento di 1,5 mld di euro, De Gregorio, si è detto un po' deluso per il ruolo marginale della sua commissione in queste faccende. Dunque, ha detto ai colleghi, chiediamo una modifica delle leggi e gli acquisti della difesa programmiamoli direttamente noi. A smorzare i suoi entusiasmi è arrivato però Luigi Ramponi, che ha sottolineato, come queste decisioni siano di stretta competenza del ministro della Difesa. Parisi, per l'appunto.
5 - LO SCONTRO DEL "SECOLO".
Da "il Giornale" - La topica arriva a pagina 8. Un incidente che lascia il segno dentro An, quello capitato al quotidiano del partito, il Secolo d'Italia. Il titolone recitava secco: «Storace rinviato a giudizio» ma i disattenti colleghi hanno corso troppo riguardo al destino giudiziario dell'ex ministro della Salute, per il quale la Procura ha solo chiesto un processo non ancora accordato. E parte il fuoco amico: il deputato Carmelo Briguglio invoca il licenziamento del direttore, Flavia Perina, già criticato poco tempo fa dal leader Fini. Insomma, quello dentro An è ormai lo scontro del Secolo.
6 - "EUROPA": BELLI MANIFESTI DL MA UN PO' DI ATTACCHINI NON BASTANO.
(Adnkronos) - ''Non penseranno di cavarsela con un po' di attacchini''. 'Europa', nell'editoriale di prima pagina, si occupa della campagna di affissione della Margherita sulla Finanziaria. ''Sono belli, colorati, efficaci i manifesti che la Margherita vuole affiggere sui muri per rendere la Finanziaria un po' piu' simpatica'', si legge sul quotidiano. ''E' ovvio che il messaggio deve almeno avvicinarsi alla realta' percepita dagli italiani. Altrimenti si fa presto a finire come Berlusconi, che inchiodammo ai suoi finti tagli fiscali di cui le buste paga non recavano alcuna traccia. Su questo punto specifico ci fidiamo di Prodi, Padoa-Schioppa, D'Alema e gli altri che hanno detto che 'a gennaio si vedranno negli stipendi i benefici della manovra'. Sara' senz'altro cosi''', aggiunge 'Europa'.
7 - COSSIGA: UNIONE NON DEVE CORTEGGIARMI, LA VOTO.
(Ansa) - 'Il centrosinistra non ha bisogno di corteggiarmi perche' sa che votero' al Senato per il decreto fiscale e per la Finanziaria per non far cadere il Paese nel caos. Il centrodestra, d'altra parte, mi porta sufficiente rispetto da astenersi dal corteggiamento'. Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga riferendosi a presunti 'corteggiamenti' nei suoi confronti da entrambi i poli per ottenerne il voto in Senato.
8 - ALLA FINE LA SPITZ FARÀ LO SCONTO A TREMONTI.
Roberto Nido per "Milano Finanza" - Quando era a via XX settembre, Giulio Tremonti gli aveva riservato più di una frecciatina. Anche perché Elisabetta Spitz, direttore dell'Agenzia del Demanio, è la moglie di Marco Follini, l'unico in grado di far saltare regolarmente i nervi a Silvio Berlusconi. E ora, grazie alla Corte dei conti, si scopre che i due hanno avuto anche una piccola querelle su una questione di parcelle. Quella, per l'esattezza, pagata dal Tesoro all'Agenzia per l'inventario del Fip. Per Tremonti, 5,1mln erano troppi. Alla fine, il tutto si è risolto con una pronuncia della Commissione controversie e il Tesoro ora dovrà pagare 4,3 mln, con uno sconto di 839 mila euro.
9 - PDCI: SOLE MODIFICHE ALLE PENSIONI QUELLE SCRITTE IN PROGRAMMA UNIONE.
(Apcom) - "Basta con i continui richiami, che, anche da settori del centro-sinistra, si levano in relazione alla necessità di riformare le pensioni. Anche oggi, in tanti, in interviste e dichiarazioni, sottolineano il bisgno di ricorrere ad una riforma del sistema pensionistico italiano. Il sistema non necessita di nessuna revisione e di nessuna riforma". Lo afferma il capogruppo Pdci alla Camera Pino Sgobio. "Le uniche correzioni da fare - sottolinea - sono quelle sancite nero su bianco a pagina 168 e 169 del programma sottoscritto da tutti i partiti della coalizione e con cui l'Unione ha vinto le elezioni, a cominciare dall'eliminazione dello 'scalone' introdotto dalla riforma Maroni e dall'indicizzazione delle pensioni più basse. Seguire altre strade sarebbe tradire il mandato ricevuto dagli italiani".
10 - GENTILONI: BERLUSCONI JR DIFENDE I SUOI PRIVILEGI.
(Adnkronos) - Pier Silvio Berlusconi ''difende il proprio dominio e i suoi privilegi'', ma quando si parla dei progetti internazionali delle Tv del Biscione ''il governo tifa per Mediaset che si espande fuori dai confini''. Lo dice il ministro delle Comunicazione Paolo Gentiloni in una intervista a 'la Stampa'. ''Quella del vice presidente Mediaset e' solo propaganda. Comprensibile, per carita''', dice Gentiloni replicando a una intervista di Berlusconi jr che aveva criticato gli obiettivi del Ddl di riassetto del mercato televisivo firmato dal ministro. Gentiloni, tra l'altro, anticipa che con il contratto di servizio verra' innovato il sistema di misurazione degli ascolti Rai. ''Il nuovo sistema si chiamera' Indice di valore pubblico e derivera' dall'incrocio di ascolti, qualita' percepita dei singoli programmi e quelita' generale''. A valutare saranno ''i telespettatori'', ''e sara' un organo indipendente a verificare l'indice di valore pubblico''.
11 - POLITO (DL): RIFORMISTI APRANO COMPETIZIONE CON VECCHIA SINISTRA.
(Adnkronos) - ''L'errore che commettono riformisti italiani e di non aprire una vera, sincera, coraggiosa competizione politica con la vecchia sinistra. L'errore dei riformisti italiani e' non chiarire che la loro alleanza con la sinistra radicale e' hic et nunc, per questa legislatura e per questo governo, ma che il loro futuro sta in un nuovo partito a vocazione maggioritaria, libero di allearsi con chi ne condivide il programma''. Lo ha affermato Antonio Polito, ex direttore de 'Il Riformista' e senatore della Margherita, in una lettera pubblicata sul 'Corriere della Sera'. ''Se i riformisti italiani vogliono davvero trasformarsi in Democratici - aggiunge Polito - dovrebbero cominciare a pensare e ad agire da democratici. Dovrebbero cominciare anche a chiamarsi Democratici. L'aggettivo 'riformista' sta infatti diventando cosi' ambiguo da perdere la sua forza di espansione nell'elettorato moderato, che e' quello dove si vincono le elezioni''. ''Se i riformisti sono deboli - conclude il senatore della Margherita - e le riforme e le liberalizzazioni non si fanno, anche Prodi sara' debole, perche' sara' piu' debole l'Italia, e la promessa elettorale di crescita e di sviluppo sara' inevitabilmente tradita. Celebreremo a quel punto l'ennesima tragedia del riformismo italiano''.
12 - UN TARTUFO PER D'ALEMA.
Alessandra Longo per "la Repubblica" - Almeno una notizia lieve per il ministro degli Esteri quotidianamente alle prese con un preoccupante scenario internazionale. Un suo personale fan, il sindaco diessino di Acqualagna, Bruno Capanna, ha reso noto di aver fatto recapitare alla Farnesina «un dono speciale per l´onorevole Massimo D´Alema». Si tratta di un tartufo, di quelli bianchi pregiati, e del suo contenitore, «il primo porta-tartufi mai inventato», realizzato da maestri vetrai marchigiani in oro e cristallo. Almeno nelle intenzioni, la consegna dovrebbe essere avvenuta ieri intorno alle 15.30, come informa una dettagliata nota del Comune. Da questa informativa apprendiamo che D´Alema aveva ricevuto un anno fa un altro riconoscimento dal sindaco, la "Ruscella d´oro", cioè il vanghino con il quale si scava il tartufo, «simbolo del lavoro e della fatica che restituisce questo gioiello alla terra». A chi si chiedesse come mai il ministro e vicepremier sia così nelle grazie di Acqualagna, risponde sempre il comunicato stampa: «Massimo D´Alema è stato un pioniere dell´enogastronomia e nutre grandi apprezzamenti per il nostro tartufo».
13 - FINOCCHIARO: IN PAROLE VELTRONI NON C'E' AUTOLESIONISMO.
(Adnkronos) - ''Non vedo nell'intervista di Walter virus di autolesionismo. Anzi, vedo una disponibilita' ad aprire il campo del confronto che io condivido''. Lo dice Anna Finocchiaro, parlando del Partito democratico in una conversazione con 'il Riformista'. ''Trovo che Veltroni abbia colto un punto fondamentale: nel percorso di costruzione del Pd c'e' un rischio di inaridimento, una sorta di rinuncia preventiva a fare di questo progetto l'occasione di raccogliere per strada pezzi di cultura del riformismo che non rientrano nei Ds o nella Margherita''. Per il capogruppo dell'Ulivo al Senato, ''Il Pd deve essere qualcosa di piu' ambizioso dell'unione di Ds e Margherita'', ''per questo mi auguro che gia' dalla stesura della carta dei valori saremo in grando di cogliere i suggerimenti che vengono da mondi che non sono per forza nostri''. Sulla collocazione internazionale, Finocchiaro dice: ''Se il Pd diventera' quello che io ho in testa, penso che ci ritroveremo tutti insieme nell'alveo dei partiti socialisti europei, dell'esperienza socialdemocratica''. Sui Ds, la Finocchiaro rileva ''una contraddizione di fondo'' nella posizione di Mussi: ''Danno tutto per scontato, quando in realta' non e' cosi'''. Per quel che riguarda la corrente socialista, invece: ''Troverei molto sbagliato che venissero considerati alla stregua di avversari del Pd. Vanno ascoltati perche' non possiamo pensare di fare questa operazione autolimitandoci''.
14 - CALDAROLA: I SAGGI DEL PD? MANCANO I NOMI VERI COME ECO, COLOMBO E VACCA.
(Adnkronos) - ''La squadra di saggi scelti da Romano Prodi per il Partito Democratico? La negazione totale del pluralismo. Non vedo un intellettuale del calibro di Furio Colombo. Oppure qualcuno legato al Correntone. Oppure Beppe Vacca''. Lo ha affermato Giuseppe Caldarola, deoutato dei Ds, in un'intervista al quotidiano 'Il Corriere della Sera' criticando i nomi scelti per il manifesto programmatico del nuovo soggetto politico. ''La verita' e' che i Ds figli di un Dio minore sono - ha continuato Caldarola - e figli di un Dio minore restano. Ma penso anche ai nomi scelti tra gli intellettuali. Tutti autorevoli, ma credevo si volesse volare davvero in alto: Umberto Eco, Remo Bodei... Perche', nonostante le ovvie distanze, non coinvolgerli in un progetto cosi' ambizioso? Credo che la verita' e' che le voci di dissenso, al di la' delle dichiarazioni di intenti, non le vuole proprio nessuno''. Riguardo alla squadra per la rivista Caldarola ha detto che ''quella roba la leggero' solo se me la manderanno gratis. Noi Ds abbiamo ceduto. Vedo i nomi della rivista: Annunziata, Polito, Lerner, Monaco. Tutte posizioni tranne quella di Annunziata, che non conosco, dedicate alla ricerca ossessiva della distruzione di qualunque memoria storica della sinistra socialista ed ex comunista. Noi siamo rappresentati solo da Andrea Ranieri, un ex sindacalista''.
15 - SANGALLI (CONFCOMMERCIO): DELUSI DA QUESTA MANOVRA ANTI SVILUPPO.
(Adnkronos) - ''Piu' che scontenti siamo delusi. Sia perche' la finanziaria non ha mantenuto i principi contenuti del dpef, quelli cioe' dell'equita', del rigore e dello sviluppo, sia soprattutto perche' e' una manovra fatta contro le imprese''. E' quanto dichiara il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in un'intervista a 'Il Giornale', commentando i contenuti della prima Finanziaria del Governo Prodi. ''E' singolare - sostiene - che si invitino le parti sociali ad un nuovo avviso comune, dettando pero' le linee guida per il confronto e dando un ultimatum di tre mesi, termine oltre il quale sarebbe poi il governo a disciplinare ex novo la materia''. ''Questo - continua - su un campo di calcio, si chiama intervento a gamba tesa, in un ambito che sarebbe giusto lasciare, invece, al confronto autonomo tra le parti''.
16 - DEL TURCO: VISCO DEVE SMETTERLA DI FARE DRACULA.
(Adnkronos) - ''Il viceministro Visco deve smetterla di fare il verso alle stesse caricature, deve smetterla di fare il Dracula. E' giusto mantenere il rigore, ma il governo deve cambiare il tiro''. Lo ha dichairato Ottaviano Del Turco, presidente della Regione Abruzzo ed ex ministro delle finanze in un'intervista al quotidiano 'Libero'. ''A me sembra pesante la situazione economica del Paese. Talmente pesante che tutti sapevano che le agenzie internazionali di rating avrebbero abbassato il livello di rating e avrebbero abbassato il livello italiano - ha continuato Del Turco - Questa situazione richiede dunque una cura energetica.Tutte le Finanziarie si possono fare anche diversamente da come si e' fatta questa, ma sulla cura drastica che deve prevedere non ci sonoi dubbi. Penso che i suoi effetti positivi si potranno vedere nel giro di sette-otto mesi''. ''Il malessere e' giustificato, perche' la percezione delle difficolta' del Paese non rende popolare nessun governo, che sia o meno responsabile di quella situazione - ha proseguito il presidente dell'Abruzzo - Prodi deve sapere che questa e' la regola, in democrazia. La gente non pensa mai al governo che c'era ma a quello che c'e'. E se abbiamo chiesto i voti per governare dobbiamo avere anche la forza ddi sopportare le critiche e le accuse''. Riguardo alla Rosa nel Pugno, Del Turco ha sostenuto che e' finita: ''E' un'esperienza finita quella della Rosa nel Pugno con i radicali e lo Sdi, e del resto era prevedibile, visto quant'e' complicato far stare insieme componenti politiche tanto diverse''.
17 - BUTTIGLIONE: LA NOSTRA NON E' UNA LOTTA A SILVIO - NON FARA' FARE IL LEADER A CASINI.
(Adnkronos) - ''Non e' una battaglia contro Berlusconi. Pero' una fase politica si e' esaurita e noi oggi proviamo a seguirne una nuova. Quello che sta facendo Casini non lo porta piu' facilmente a fare il leader della coalizione. Anzi in questo modo Berlusconi non glielo fara' mai fare. L'obiettivo non e' quello, l'obiettivo e' lo svecchiamento del centrodestra''. E' quanto afferma, in un'intervista a 'Il Tempo', il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, in merito alla scelta del leader del partito Pier Ferdinando Casini di battere una strada diversa da quella di Silvio Berlusconi.
''Abbiamo fatto un'analisi - spiega Buttiglione - e abbiamo capito che esiste una fascia consistente di elettorato che non condivide il mito berlusconiano, tutta quella liturgia che si riassume nel saltellare al ritmo di 'chi non balla comunista e''''. E, in merito alla decisione di organizzare a Palermo una manifestazione simile a quella di Roma, Buttiglione sottolinea: ''Noi vogliamo portare in piazza gli elettori su temi nostri, che sono quelli in cui crediamo, parleremo di integrazione, di cittadinanza, di identita'''. La presunta battaglia per 'far fuori' Berlusconi per il presidente dell'Udc ''e' una semplificazione''. ''Noi -dice- ci battiamo perche' serve una nuova cultura, un nuovo tema che ci unisca. La Cdl e' nata dall'idea della lotta alle tasse. Ora si gioca su altri temi e l'Udc si propone di fare politica non da gregario ma proponendo proprie sfide e analisi''. ''E poi comunque -conclude- tutti i grandi hanno i loro cicli, anche Berlusconi lo sa, il nostro obiettivo ora e' vincere e governare bene''.
18 - SELVA: IL GOVERNO DIMENTICA RICORRENZA CADUTA MURO BERLINO.
(Adnkronos) - Omaggio in Senato, in occasione della Giornata della Liberta', alla caduta del Muro di Berlino del 1989 che ha segnato l'inizio del processo di democratizzazione dei Paesi dell'est europeo. E' stato il senatore di Alleanza nazionale Gustavo Selva, prendendo la parola in aula, a ricordare che la legge n.61 del 2005 '''dichiara il 9 novembre giorno della Liberta' quale ricorrenza della Caduta di Berlino, evento simbolico per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarsmo'''. Selva ha ricordato che la normativa prevede cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole che ''illustrano il valore della democrazia e della liberta', evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarsimi passati e presenti''. Ebbene, per il senatore di An ''non puo' esserci sede piu' alta per ricordare questa data e mi rammarico che il governo non abbia preso l'iniziativa di farlo''. ''L'abbattimento fisico del Muro significava l'abbattimento del comunismo, di quel sistema che aveva impedito non solo la riunificazione della Germania'' ma che aveva anche schiacciato la sollevazione dell'Ungheria del '56 e la Primavera di Praga: ''Vorrei -ha concluso Selva- che facessimo atto unitario di ricordo dell'abbattimento di quel sistema che ha oppresso l'Est europeo'' a concluso il senatore di An, tra gli applausi dell'aula. Il presidente del Senato Franco Marini ha ricordato che ''si tratta di una legge dello Stato che in quanto tale tutti rispettiamo''.
Dagospia 09 Novembre 2006
2 - Jena per "La Stampa" - Ora che se ne va in pensione, Rumsfeld passerà le sue giornate ai giardinetti. Attenti ai bambini.
3 - «NON ESISTE UN MINISTERO VIAKAL»
Dal "Corriere della Sera" - Secondo il ministro per l'Attuazione al programma Giulio Santagata «non esiste un ministero alle liberalizzazioni. Dobbiamo scrostare le incrostazioni ma non abbiamo il ministero del Viakal, quindi non è appannaggio di nessuno ma un obiettivo che tutto il governo condivide».
4 - DE GREGORIO ORA CHIEDE POTERI DA MINISTRO.
Roberto Nido per "Milano Finanza" - Ha litigato con Antonio Di Pietro, ed è uscito dall'Italia dei Valori sbattendo la porta. Adesso Sergio De Gregorio, presidente della commissione difesa del Senato, rischia di arrivare ai ferri corti con un altro membro del governo: il ministro della Difesa Arturo Parisi. Dovendo dare un parere non vincolante su un programma pluriennale delle forze armate, che prevede per il rinnovo di mezzi blindati un investimento di 1,5 mld di euro, De Gregorio, si è detto un po' deluso per il ruolo marginale della sua commissione in queste faccende. Dunque, ha detto ai colleghi, chiediamo una modifica delle leggi e gli acquisti della difesa programmiamoli direttamente noi. A smorzare i suoi entusiasmi è arrivato però Luigi Ramponi, che ha sottolineato, come queste decisioni siano di stretta competenza del ministro della Difesa. Parisi, per l'appunto.
5 - LO SCONTRO DEL "SECOLO".
Da "il Giornale" - La topica arriva a pagina 8. Un incidente che lascia il segno dentro An, quello capitato al quotidiano del partito, il Secolo d'Italia. Il titolone recitava secco: «Storace rinviato a giudizio» ma i disattenti colleghi hanno corso troppo riguardo al destino giudiziario dell'ex ministro della Salute, per il quale la Procura ha solo chiesto un processo non ancora accordato. E parte il fuoco amico: il deputato Carmelo Briguglio invoca il licenziamento del direttore, Flavia Perina, già criticato poco tempo fa dal leader Fini. Insomma, quello dentro An è ormai lo scontro del Secolo.
6 - "EUROPA": BELLI MANIFESTI DL MA UN PO' DI ATTACCHINI NON BASTANO.
(Adnkronos) - ''Non penseranno di cavarsela con un po' di attacchini''. 'Europa', nell'editoriale di prima pagina, si occupa della campagna di affissione della Margherita sulla Finanziaria. ''Sono belli, colorati, efficaci i manifesti che la Margherita vuole affiggere sui muri per rendere la Finanziaria un po' piu' simpatica'', si legge sul quotidiano. ''E' ovvio che il messaggio deve almeno avvicinarsi alla realta' percepita dagli italiani. Altrimenti si fa presto a finire come Berlusconi, che inchiodammo ai suoi finti tagli fiscali di cui le buste paga non recavano alcuna traccia. Su questo punto specifico ci fidiamo di Prodi, Padoa-Schioppa, D'Alema e gli altri che hanno detto che 'a gennaio si vedranno negli stipendi i benefici della manovra'. Sara' senz'altro cosi''', aggiunge 'Europa'.
7 - COSSIGA: UNIONE NON DEVE CORTEGGIARMI, LA VOTO.
(Ansa) - 'Il centrosinistra non ha bisogno di corteggiarmi perche' sa che votero' al Senato per il decreto fiscale e per la Finanziaria per non far cadere il Paese nel caos. Il centrodestra, d'altra parte, mi porta sufficiente rispetto da astenersi dal corteggiamento'. Lo afferma il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga riferendosi a presunti 'corteggiamenti' nei suoi confronti da entrambi i poli per ottenerne il voto in Senato.
8 - ALLA FINE LA SPITZ FARÀ LO SCONTO A TREMONTI.
Roberto Nido per "Milano Finanza" - Quando era a via XX settembre, Giulio Tremonti gli aveva riservato più di una frecciatina. Anche perché Elisabetta Spitz, direttore dell'Agenzia del Demanio, è la moglie di Marco Follini, l'unico in grado di far saltare regolarmente i nervi a Silvio Berlusconi. E ora, grazie alla Corte dei conti, si scopre che i due hanno avuto anche una piccola querelle su una questione di parcelle. Quella, per l'esattezza, pagata dal Tesoro all'Agenzia per l'inventario del Fip. Per Tremonti, 5,1mln erano troppi. Alla fine, il tutto si è risolto con una pronuncia della Commissione controversie e il Tesoro ora dovrà pagare 4,3 mln, con uno sconto di 839 mila euro.
9 - PDCI: SOLE MODIFICHE ALLE PENSIONI QUELLE SCRITTE IN PROGRAMMA UNIONE.
(Apcom) - "Basta con i continui richiami, che, anche da settori del centro-sinistra, si levano in relazione alla necessità di riformare le pensioni. Anche oggi, in tanti, in interviste e dichiarazioni, sottolineano il bisgno di ricorrere ad una riforma del sistema pensionistico italiano. Il sistema non necessita di nessuna revisione e di nessuna riforma". Lo afferma il capogruppo Pdci alla Camera Pino Sgobio. "Le uniche correzioni da fare - sottolinea - sono quelle sancite nero su bianco a pagina 168 e 169 del programma sottoscritto da tutti i partiti della coalizione e con cui l'Unione ha vinto le elezioni, a cominciare dall'eliminazione dello 'scalone' introdotto dalla riforma Maroni e dall'indicizzazione delle pensioni più basse. Seguire altre strade sarebbe tradire il mandato ricevuto dagli italiani".
10 - GENTILONI: BERLUSCONI JR DIFENDE I SUOI PRIVILEGI.
(Adnkronos) - Pier Silvio Berlusconi ''difende il proprio dominio e i suoi privilegi'', ma quando si parla dei progetti internazionali delle Tv del Biscione ''il governo tifa per Mediaset che si espande fuori dai confini''. Lo dice il ministro delle Comunicazione Paolo Gentiloni in una intervista a 'la Stampa'. ''Quella del vice presidente Mediaset e' solo propaganda. Comprensibile, per carita''', dice Gentiloni replicando a una intervista di Berlusconi jr che aveva criticato gli obiettivi del Ddl di riassetto del mercato televisivo firmato dal ministro. Gentiloni, tra l'altro, anticipa che con il contratto di servizio verra' innovato il sistema di misurazione degli ascolti Rai. ''Il nuovo sistema si chiamera' Indice di valore pubblico e derivera' dall'incrocio di ascolti, qualita' percepita dei singoli programmi e quelita' generale''. A valutare saranno ''i telespettatori'', ''e sara' un organo indipendente a verificare l'indice di valore pubblico''.
11 - POLITO (DL): RIFORMISTI APRANO COMPETIZIONE CON VECCHIA SINISTRA.
(Adnkronos) - ''L'errore che commettono riformisti italiani e di non aprire una vera, sincera, coraggiosa competizione politica con la vecchia sinistra. L'errore dei riformisti italiani e' non chiarire che la loro alleanza con la sinistra radicale e' hic et nunc, per questa legislatura e per questo governo, ma che il loro futuro sta in un nuovo partito a vocazione maggioritaria, libero di allearsi con chi ne condivide il programma''. Lo ha affermato Antonio Polito, ex direttore de 'Il Riformista' e senatore della Margherita, in una lettera pubblicata sul 'Corriere della Sera'. ''Se i riformisti italiani vogliono davvero trasformarsi in Democratici - aggiunge Polito - dovrebbero cominciare a pensare e ad agire da democratici. Dovrebbero cominciare anche a chiamarsi Democratici. L'aggettivo 'riformista' sta infatti diventando cosi' ambiguo da perdere la sua forza di espansione nell'elettorato moderato, che e' quello dove si vincono le elezioni''. ''Se i riformisti sono deboli - conclude il senatore della Margherita - e le riforme e le liberalizzazioni non si fanno, anche Prodi sara' debole, perche' sara' piu' debole l'Italia, e la promessa elettorale di crescita e di sviluppo sara' inevitabilmente tradita. Celebreremo a quel punto l'ennesima tragedia del riformismo italiano''.
12 - UN TARTUFO PER D'ALEMA.
Alessandra Longo per "la Repubblica" - Almeno una notizia lieve per il ministro degli Esteri quotidianamente alle prese con un preoccupante scenario internazionale. Un suo personale fan, il sindaco diessino di Acqualagna, Bruno Capanna, ha reso noto di aver fatto recapitare alla Farnesina «un dono speciale per l´onorevole Massimo D´Alema». Si tratta di un tartufo, di quelli bianchi pregiati, e del suo contenitore, «il primo porta-tartufi mai inventato», realizzato da maestri vetrai marchigiani in oro e cristallo. Almeno nelle intenzioni, la consegna dovrebbe essere avvenuta ieri intorno alle 15.30, come informa una dettagliata nota del Comune. Da questa informativa apprendiamo che D´Alema aveva ricevuto un anno fa un altro riconoscimento dal sindaco, la "Ruscella d´oro", cioè il vanghino con il quale si scava il tartufo, «simbolo del lavoro e della fatica che restituisce questo gioiello alla terra». A chi si chiedesse come mai il ministro e vicepremier sia così nelle grazie di Acqualagna, risponde sempre il comunicato stampa: «Massimo D´Alema è stato un pioniere dell´enogastronomia e nutre grandi apprezzamenti per il nostro tartufo».
13 - FINOCCHIARO: IN PAROLE VELTRONI NON C'E' AUTOLESIONISMO.
(Adnkronos) - ''Non vedo nell'intervista di Walter virus di autolesionismo. Anzi, vedo una disponibilita' ad aprire il campo del confronto che io condivido''. Lo dice Anna Finocchiaro, parlando del Partito democratico in una conversazione con 'il Riformista'. ''Trovo che Veltroni abbia colto un punto fondamentale: nel percorso di costruzione del Pd c'e' un rischio di inaridimento, una sorta di rinuncia preventiva a fare di questo progetto l'occasione di raccogliere per strada pezzi di cultura del riformismo che non rientrano nei Ds o nella Margherita''. Per il capogruppo dell'Ulivo al Senato, ''Il Pd deve essere qualcosa di piu' ambizioso dell'unione di Ds e Margherita'', ''per questo mi auguro che gia' dalla stesura della carta dei valori saremo in grando di cogliere i suggerimenti che vengono da mondi che non sono per forza nostri''. Sulla collocazione internazionale, Finocchiaro dice: ''Se il Pd diventera' quello che io ho in testa, penso che ci ritroveremo tutti insieme nell'alveo dei partiti socialisti europei, dell'esperienza socialdemocratica''. Sui Ds, la Finocchiaro rileva ''una contraddizione di fondo'' nella posizione di Mussi: ''Danno tutto per scontato, quando in realta' non e' cosi'''. Per quel che riguarda la corrente socialista, invece: ''Troverei molto sbagliato che venissero considerati alla stregua di avversari del Pd. Vanno ascoltati perche' non possiamo pensare di fare questa operazione autolimitandoci''.
14 - CALDAROLA: I SAGGI DEL PD? MANCANO I NOMI VERI COME ECO, COLOMBO E VACCA.
(Adnkronos) - ''La squadra di saggi scelti da Romano Prodi per il Partito Democratico? La negazione totale del pluralismo. Non vedo un intellettuale del calibro di Furio Colombo. Oppure qualcuno legato al Correntone. Oppure Beppe Vacca''. Lo ha affermato Giuseppe Caldarola, deoutato dei Ds, in un'intervista al quotidiano 'Il Corriere della Sera' criticando i nomi scelti per il manifesto programmatico del nuovo soggetto politico. ''La verita' e' che i Ds figli di un Dio minore sono - ha continuato Caldarola - e figli di un Dio minore restano. Ma penso anche ai nomi scelti tra gli intellettuali. Tutti autorevoli, ma credevo si volesse volare davvero in alto: Umberto Eco, Remo Bodei... Perche', nonostante le ovvie distanze, non coinvolgerli in un progetto cosi' ambizioso? Credo che la verita' e' che le voci di dissenso, al di la' delle dichiarazioni di intenti, non le vuole proprio nessuno''. Riguardo alla squadra per la rivista Caldarola ha detto che ''quella roba la leggero' solo se me la manderanno gratis. Noi Ds abbiamo ceduto. Vedo i nomi della rivista: Annunziata, Polito, Lerner, Monaco. Tutte posizioni tranne quella di Annunziata, che non conosco, dedicate alla ricerca ossessiva della distruzione di qualunque memoria storica della sinistra socialista ed ex comunista. Noi siamo rappresentati solo da Andrea Ranieri, un ex sindacalista''.
15 - SANGALLI (CONFCOMMERCIO): DELUSI DA QUESTA MANOVRA ANTI SVILUPPO.
(Adnkronos) - ''Piu' che scontenti siamo delusi. Sia perche' la finanziaria non ha mantenuto i principi contenuti del dpef, quelli cioe' dell'equita', del rigore e dello sviluppo, sia soprattutto perche' e' una manovra fatta contro le imprese''. E' quanto dichiara il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in un'intervista a 'Il Giornale', commentando i contenuti della prima Finanziaria del Governo Prodi. ''E' singolare - sostiene - che si invitino le parti sociali ad un nuovo avviso comune, dettando pero' le linee guida per il confronto e dando un ultimatum di tre mesi, termine oltre il quale sarebbe poi il governo a disciplinare ex novo la materia''. ''Questo - continua - su un campo di calcio, si chiama intervento a gamba tesa, in un ambito che sarebbe giusto lasciare, invece, al confronto autonomo tra le parti''.
16 - DEL TURCO: VISCO DEVE SMETTERLA DI FARE DRACULA.
(Adnkronos) - ''Il viceministro Visco deve smetterla di fare il verso alle stesse caricature, deve smetterla di fare il Dracula. E' giusto mantenere il rigore, ma il governo deve cambiare il tiro''. Lo ha dichairato Ottaviano Del Turco, presidente della Regione Abruzzo ed ex ministro delle finanze in un'intervista al quotidiano 'Libero'. ''A me sembra pesante la situazione economica del Paese. Talmente pesante che tutti sapevano che le agenzie internazionali di rating avrebbero abbassato il livello di rating e avrebbero abbassato il livello italiano - ha continuato Del Turco - Questa situazione richiede dunque una cura energetica.Tutte le Finanziarie si possono fare anche diversamente da come si e' fatta questa, ma sulla cura drastica che deve prevedere non ci sonoi dubbi. Penso che i suoi effetti positivi si potranno vedere nel giro di sette-otto mesi''. ''Il malessere e' giustificato, perche' la percezione delle difficolta' del Paese non rende popolare nessun governo, che sia o meno responsabile di quella situazione - ha proseguito il presidente dell'Abruzzo - Prodi deve sapere che questa e' la regola, in democrazia. La gente non pensa mai al governo che c'era ma a quello che c'e'. E se abbiamo chiesto i voti per governare dobbiamo avere anche la forza ddi sopportare le critiche e le accuse''. Riguardo alla Rosa nel Pugno, Del Turco ha sostenuto che e' finita: ''E' un'esperienza finita quella della Rosa nel Pugno con i radicali e lo Sdi, e del resto era prevedibile, visto quant'e' complicato far stare insieme componenti politiche tanto diverse''.
17 - BUTTIGLIONE: LA NOSTRA NON E' UNA LOTTA A SILVIO - NON FARA' FARE IL LEADER A CASINI.
(Adnkronos) - ''Non e' una battaglia contro Berlusconi. Pero' una fase politica si e' esaurita e noi oggi proviamo a seguirne una nuova. Quello che sta facendo Casini non lo porta piu' facilmente a fare il leader della coalizione. Anzi in questo modo Berlusconi non glielo fara' mai fare. L'obiettivo non e' quello, l'obiettivo e' lo svecchiamento del centrodestra''. E' quanto afferma, in un'intervista a 'Il Tempo', il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, in merito alla scelta del leader del partito Pier Ferdinando Casini di battere una strada diversa da quella di Silvio Berlusconi.
''Abbiamo fatto un'analisi - spiega Buttiglione - e abbiamo capito che esiste una fascia consistente di elettorato che non condivide il mito berlusconiano, tutta quella liturgia che si riassume nel saltellare al ritmo di 'chi non balla comunista e''''. E, in merito alla decisione di organizzare a Palermo una manifestazione simile a quella di Roma, Buttiglione sottolinea: ''Noi vogliamo portare in piazza gli elettori su temi nostri, che sono quelli in cui crediamo, parleremo di integrazione, di cittadinanza, di identita'''. La presunta battaglia per 'far fuori' Berlusconi per il presidente dell'Udc ''e' una semplificazione''. ''Noi -dice- ci battiamo perche' serve una nuova cultura, un nuovo tema che ci unisca. La Cdl e' nata dall'idea della lotta alle tasse. Ora si gioca su altri temi e l'Udc si propone di fare politica non da gregario ma proponendo proprie sfide e analisi''. ''E poi comunque -conclude- tutti i grandi hanno i loro cicli, anche Berlusconi lo sa, il nostro obiettivo ora e' vincere e governare bene''.
18 - SELVA: IL GOVERNO DIMENTICA RICORRENZA CADUTA MURO BERLINO.
(Adnkronos) - Omaggio in Senato, in occasione della Giornata della Liberta', alla caduta del Muro di Berlino del 1989 che ha segnato l'inizio del processo di democratizzazione dei Paesi dell'est europeo. E' stato il senatore di Alleanza nazionale Gustavo Selva, prendendo la parola in aula, a ricordare che la legge n.61 del 2005 '''dichiara il 9 novembre giorno della Liberta' quale ricorrenza della Caduta di Berlino, evento simbolico per la liberazione di Paesi oppressi e auspicio di democrazia per le popolazioni tuttora soggette al totalitarsmo'''. Selva ha ricordato che la normativa prevede cerimonie commemorative ufficiali e momenti di approfondimento nelle scuole che ''illustrano il valore della democrazia e della liberta', evidenziando obiettivamente gli effetti nefasti dei totalitarsimi passati e presenti''. Ebbene, per il senatore di An ''non puo' esserci sede piu' alta per ricordare questa data e mi rammarico che il governo non abbia preso l'iniziativa di farlo''. ''L'abbattimento fisico del Muro significava l'abbattimento del comunismo, di quel sistema che aveva impedito non solo la riunificazione della Germania'' ma che aveva anche schiacciato la sollevazione dell'Ungheria del '56 e la Primavera di Praga: ''Vorrei -ha concluso Selva- che facessimo atto unitario di ricordo dell'abbattimento di quel sistema che ha oppresso l'Est europeo'' a concluso il senatore di An, tra gli applausi dell'aula. Il presidente del Senato Franco Marini ha ricordato che ''si tratta di una legge dello Stato che in quanto tale tutti rispettiamo''.
Dagospia 09 Novembre 2006