DEL NOCE BACCHETTA FIORELLO: NIENTE SATIRA SU PADRE GEORG E QUELLO SPOT VA CENSURATO - FABIO FAZIO E' CONVINTO CHE LA MOSSA DI RIPORTARE FIORELLO LA DOMENICA SERA IN TV SIA INDIRIZZATA SOPRATTUTTO A COLPIRE IL SALOTTO METEO-ULIVISTA.

1 - DEL NOCE A FIORELLO: "NIENTE SATIRA SU PADRE GEORG"
Paolo Martini per "La Stampa"


Attenzione, questa non è una fantacronaca. E non è nemmeno l'ultima parodia frutto delle fantasie morbose di Fiorello, Fazio e compagnia pensante. E' tutto vero, rigorosamente: il Vaticano, la Presidenza del Consiglio, la Rai e il Quarto Potere intero, Grandi Manager e mostri sacri dello spettacolo italiano, sono tutti mobilitati, da giorni. Suona incredibile, ma è la nuova guerricciola televisiva della domenica sera a scatenare un tale putiferio. Per raccontarla, rispetto vorrebbe che si cominciasse dal caso Ratzinger-padre Georg, ma, come ha detto Fiorello proprio ieri in un'incursione provvidenziale all'Università cattolica, «non si va all'inferno per così poco». Cominciamo, quindi, dal lato politico della questione.

Defilatosi a data da destinarsi Adriano Celentano, che poteva essere l'asso nella manica per domenica prossima, Fabio Fazio ha deciso di puntare di nuovo sull'opzione prestigio. E potrebbe scendere in campo addirittura Romano Prodi, stavolta non per presentarsi con la moglie Flavia, ma per spiegare la finanziaria. In fondo Che tempo che fa è la telecasa ulivista di rito bolognese più amata dal grande pubblico, basti pensare che il dirigente responsabile per la Rai è Loris Mazzetti, coautore dei programmi e degli ultimi libri di Enzo Biagi. Altrimenti, se Prodi alla fine decidesse di non sfidare Fiorello, dovrebbe essere Massimo D'Alema a dar prova di saper correggere «i difetti di comunicazione» che ha fatto notare per primo al suo governo.

In extrema ratio, e non si sa da qual mente l'abbia suggerito, sarà il ministro della Finanziaria stessa, Tommaso Padoa Schioppa, a farsi bersaglio persino della guerra degli ascolti tra la rossa Raitre e la berlusconiana Raiuno. Perché, aldilà dell'abile regia che ha prodotto la pace dichiarata tra i due personaggi di punta della tv di Stato, un convincimento forte si è radicato dalle parti di Fazio e dei suoi sostenitori: che la mossa di riportare Fiorello la domenica sera in tv sia indirizzata soprattutto a colpire il salotto meteo-ulivista. Ai piani alti della Rai, il vicedirettore generale per la tv Giancarlo Leone comunque ripete: «Ma no, è Fiorello che ha scelto la domenica, forse perché è l'unico giorno in cui non ha da fare la puntata per la radio. E ora come ora, l'importante è che si alleni di nuovo alla televisione, poi si vedrà».

Certo, un sorprendente Che Prodi che fa condito dalle solite irriverenze di Luciana Littizzetto, sarebbe un bella sfida per un campione assoluto come Fiorello. Anche perché è da due giorni che il nostro sgrana Rosario a tutto spine. Mercoledì sera, addirittura, aveva deciso di rinunciare all'uscita televisiva. Ufficialmente perché la Rai, invece di garantire come l'altra volta l'effetto-sorpresa, era partita addirittura con la promozione televisiva dell'evento. Ma che cosa è successo in realtà? Si sa che il direttore di Raiuno è per definizione storica una figura «molto sensibile agli umori di Oltretevere», e questo nel caso di Fabrizio Del Noce è ancora più vero: il padre Augusto è stato il filosofo tradizionalista cattolico più importante e i cardinali amici, fossero pure ai vertici della Segreteria di Stato o della Conferenza episcopale, sono tanti. Del Noce, per dirne una, è il direttore che alla fine ha avuto il coraggio di mettere al posto di Mara Venier l'unica soubrettina cattolica su piazza, Lorena Bianchetti. Insomma, non è tipo da restare indifferente alle reazioni di padre Georg stesso, nonché alle bordate dell'Avvenire, nei confronti della satira anticattolica, e nella fattispecie pure di Fiorello.



Ma Del Noce non ha avuto forse nemmeno bisogno di aprir bocca, perché a tuonare per primo, con i giornali in mano, è stato il SuperManager della tv italiana, Bibi Ballandi, che è pur sempre uno santo, cattolico, apostolico e democristiano. C'è chi giura di averlo sentito addirittura urlare, ma è improbabile dato il personaggio tutto felpata bonomia, durante una tesa riunione con lo stuolo di autori e collaboratori di Viva Radio Due: «Ma ve l'avevo detto io, di lasciar stare certi argomenti. Con tutti i personaggi bellissimi che Fiorello ha già nel carniere, dovevate andarvi a ficcare nei guai proprio col Vaticano! Non si può sempre andare a parare sull'indicibile: padre Georg non è una parodia, ma un autogol». E per sposare l'idea di abbandonare il filone, invero poco comico, delle parodie anti-ratzingeriane, bastava aver letto nei giorni scorsi un commento da prima pagina di quelli insospettabili di bacchettoneria.

Alla fine domenica Fiorello c'è, ma senza padre Georg. E tutti vinceranno, felici e contenti: il rinato campione dell'Italia pop, con la sua solare allegria, toglierà pure un po' di platea a Raitre, ma non profanerà affatto il terreno cult della satira, della politica, dell'attualità. E un disinvolto Gramsci postmoderno potrebbe andar ben fiero del «tempismo» Fazio-ulivista, che rinnova il rito dell'egemonia culturale.

2 - QUELLO SPOT CENSURATO
Maria Novella De Luca per "la Repubblica"


.Ma la Fiorello-story di questi giorni non si ferma qui. E di nuovo torna in ballo la censura. Domenica su Raiuno andrà in onda una speciale puntata televisiva di "Viva Radio 2", il cui spot promozionale sarebbe stato però censurato. In uno dei trailer passati in tv ci sono infatti Fiorello e Marco Baldini che provano alcuni vestiti per la serata. Fiorello si presenta con una gonna, ma Baldini storce il naso. Così con aria mogia Fiorello batte in ritirata, e questo è ciò che si vede nello spot trasmesso sulle reti Rai. In realtà nella prima versione non "depurata", alla faccia perplessa di Baldini, Fiorello rispondeva: «Ma questa gonna mi sta bene, me l´ha detto Del Noce...». Frase quest´ultima che avrebbe suscitato imbarazzi e critiche tanto che è stato deciso di sopprimerla, non senza le rimostranze di Fiorello e degli autori del programma.


Dagospia 17 Novembre 2006