L'IRRESISTIBILE CALVARIO DEL GESÙ DI AR¬CORE ALLA RICERCA DI UN KILLER PER PRODI - D'ALEMA? "NO, HA CONTRO FAS¬SINO E VELTRONI" - RUTELLI? "I DS FAREBBERO FUORI ANCHE LUI" - "NON FARO' PIU' IL PREMIER" - LA BARZELLETTA: SILVIO E IL PARADISO "CESSO".

Alessandro Sallusti per "Libero"


«Allora, presidente, ci siamo. Prodi e i suoi hanno le ore contate. A quando la spallata finale?». La risposta di Silvio Berlusconi alla ristretta cerchia di amici che lo stanno interrogando non è quella che gli ospiti sperano: «ll governo non cadrà, non ora, e neppure domani». Perché l'uomo che ha trascinato mezza Italia verso traguardi lontani e apparentemente irraggiungibili boccia oggi senza appello le speranze di chi vede una meta vicina? Pessimismo, rassegnazione? Niente di tutto questo, assicura l'ex premier. «Ragazzi, la questione a semplice: manca il killer. Proprio non c'e».



II GESÙ DI ARCORE
È sera, Berlusconi è rilassato e ha voglia di raccontare. Prima la buona notizia: «Oggi e un grande giorno. Mamma mi ha fatto prendere un grosso spavento. Sapete, a 95 anni ogni tanto la salute fa brutti scherzi ma ora e tutto a posto, da qualche ora e di nuovo a casa e va molto meglio». Poi l'aggiornamento sullo stato del suo menisco: « Fastidioso ma come dire, non è il caso di metterla giù dura». Quindi l'annuncio: «Ho finito di scrivere il libro con le mie memorie. Una faticaccia durata tutta l'estate, altro che le balle sulle mie notti in discoteca. Ho consegnato le bozze in Mondadori. Titolo provvisorio: "Il calvario della libertà". E occhio al singolare, perchè la libertà è una sola: o c'e sempre e su tutto o non è».
 
Già, il calvario del Gesù di Arcore («Avete visto che un sondaggio del "Corriere" dice che sono al primo posto tra gli eroi in vita e al secondo in assoluto dietro solo a papa Wojtyla?») ma aspettando la resurrezione e la storia del killer che diventa il tema della serata. «Ho studiato e ristudiato la pratica e sono giunto alla conclusione che per ora dobbiamo metterci il cuore in pace. E vero che tutta la sinistra vorrebbe disfarsi di questo signore che si sta occupando solo della sua rete di potere personale, ma per farlo occorre trovare qualcuno disposto a sferrare il colpo mortale. E su questo non c'e il minimo accordo».
 
Un nome a caso: D'Alema? «No, non si fida, ha contro Fassino e Veltroni». Rutelli? «Impossibile, i ds si alleerebbero e farebbero fuori anche lui». I comunisti? «E quando mai, non tornerebbero mai più al governo. E poi.. ». E poi? «Son troppo sotto nei sondaggi per rischiare nuove elezioni». Gia, sotto, ma di quanto? «Il dato più attendibile e questo: Casa delle libertà 56 per cento, centrosinistra 44. Il resto son tutte storie, non confondiamo il 70 per cento degli scontenti di Prodi con un possibile risultato elettorale. Un conto è dire: quello mi ha deluso, altro è che un comunista deluso voti noi. Certo, forse qualche moderato, e gia successo».
 
E racconta di quando a Trieste, al comizio per il ballottaggio del sindaco, si fece riempire la sala di gente di sinistra: «Dal gelo al trionfo: citai Saba e uno della seconda fila mi urlo: ma stia zitto, che ne sa lei di Saba? Recitai sui due piedi una sua poesia a memoria senza sbagliare neppure una virgola. Ci fu una ovazione e vincemmo le elezioni». Potenza della memoria: «Un dono, ce l'ho di ferro, in tutti i sensi».
 
DINI O AMATO?
Ma torniamo al tormentone killer. «Un esterno, uno preso da fuori proprio come nei gialli, diciamo tipo Dini? Lo escludo. A sinistra nessuno si fida di lui». Buttiamo un nome: Amato. «Non ce lo vedo proprio, e non sono l'unico». E allora non resta che l'agguato dell'opposizione. Dicono che al Senato si possa fare, basta aspettare il momento giusto. «Chi dice questo non conosce i senatori. Mi gioco la testa che se la sinistra avesse problemi seri qualche senatore della Casa delle libertà si sentirebbe improvvisamente male al punto di dover lasciare l'Aula e andare in infermeria. E come è noto dal lettino del dottore non si può votare, Anche la barberia potrebbe tornare utile. Sa com'e, dal parrucchiere c'e sempre fila...».
 
Vuol dire che qualcuno e gia pronto a tradire? «Voglio dire questo: i senatori, anche i miei, non hanno nessuna voglia di tornare a casa. Non adesso e lo hanno gia dimostrato nelle ultime votazioni».
Niente, il killer, secondo Berlusconi, proprio non si trova. Né dentro né fuori. E allora? «Intanto lavoriamo. Bisogna sempre lavorare. Credetemi, questa e la prima sera di relax che mi prendo da non so quanto. Certo che torneremo al governo ma una cosa ve la anticipo. In qualunque caso non sarò io a tornare a Palazzo Chigi». Secondo sconcerto degli ospiti. Ma come, Prodi non cade e Silvio non sarà più premier? «Ho gia dato, mi basta». Ma se non lui chi? «L'uomo giusto c'e gia ma per favore niente nomi». Qualcuno incalza: «Allora aspetti il Quirinale. ..» . Macche «Niente Quirinale, per carità. Con la politica operativa ho chiuso. Per il capo dello Stato il nome ce l'ho e lo faccio: Gianni Letta. E il migliore di tutti».
 
QUEI VENTIDUE BRINDISI NELLA DADA DI PUTIN
II Colle, una ferita aperta per il Cavaliere prima Scalfaro, poi Ciampi, ora Napolitano: «Quando uno diventa presidente della Repubblica dichiara al mondo la sua imparzialità ma credetemi, non è così fino in fondo. Alla fine prevale sempre l'appartenenza a una fede politica e culturale. Non vi dico che cosa mi ha fatto penare Ciampi e con Napolitano è la stessa cosa: erano sono e saranno di sinistra».
 
La politica interna sembra quasi annoiarlo. Divaga, gioca: «Sapete perché Prodi mi odia tanto? Voleva diventare ricco e il miliardario sono io, voleva un suo grande partito e l'ho fatto io, voleva essere amato e sono io in testa a tutti i sondaggi di gradimento». Gli manca lo scenario internazionale, Bush, Putin, Blair. Ricorda la memorabile notte con Eltsin: «Nella sua dacia, ventidue portate e ventidue brindisi a vodka con una pausa a metà per gustare una bottiglia di gran vino francese. Al mattino commentai: lui regge meglio l' alcol. E i soliti giornali mi accusarono di aver dato dell'ubriacone a un capo di Stato estero». Giornali, altro tormentone: «Ma sapete che prima delle elezioni gli azionisti del Corriere prima e Paolo Mieli poi vennero da me per garantirmi l'appoggio al voto?».
 
E i tre dispiaceri. Il primo: La riforma mancata della giustizia. Un Paese dove pm e giudici mangiano allo stesso tavolo, si danno del tu, entrano nei rispettivi uffici senza neppure bussare non sarà mai un Paese davvero giusto libero e democratico». II secondo: «In tre, dicasi tre minuti durante un Consiglio dei ministri di Prodi, Di Pietro ha azzerato cinque anni di lavoro sulle grandi opere: niente più ponte sullo Stretto, niente più Tav, niente o quasi Mose di Venezia. Una follia». La terza: «La riforma Moratti della scuola. Buttarla via come stanno facendo è un insulto a tutti gli italiani». La Moratti, Milano. Che ne pensa Berlusconi del progetto di introdurre i ticket d'ingresso? «Letizia e una grande donna, quando ha un obiettivo non molla fino a che lo raggiunge. In questo caso il problema è l' obiettivo...».
 
LA BARZELLETTA, SILVIO E IL PARADISO
Si e fatto tardi, ma Berlusconi non molla e siccome c'è chi da segni di stanchezza lui suona la sveglia: «La sapete l'ultima barzelletta sul figlio del Cavaliere? Anzi, prima vi racconto l'ultima sul Cavaliere. Dunque: Silvio muore e va in paradiso, l'angelo lo accoglie nel centro smistamento inferno-purgatorio-paradiso. Funziona così. Uno arriva e mette la sua carta d'identità nel computer celeste che sa tutto di te. Pochi secondi e c'è il responso. L'angelo però blocca Silvio: abbiamo un problema di caricamento dati. Sa, secondo il computer lei ha tredici case. Silvio conferma. Vabbè, fa l'angelo, ma qui risultano quattordici piscine.
 
In effetti, spiega Berlusconi, in una casa ne ho due, una coperta e l'altra scoperta. E dei quattro jet cosa mi dice? Si, e così ma guardi che uno è rotto. E i sei panfili? Vero ma sa, con tutti gli ospiti che vanno e vengono... e poi guardi che ho sempre lavorato e pagato tutto. Sì, sì, ma mi parli dei suoi collaboratori. Davvero sono 56 mila? Tra lavoro, case , aerei e barche credo di sì ma avvisi il capo che sono tutti in regola. E la squadra di calcio? Vero, si chiama Milan, sono il presidente che ha vinto più trofei al mondo. E quella di pallavolo? Certo, campioni d'Italia e d'Europa. E quella di hockey? Sì, anche in questo caso campioni d'Italia e d'Europa.
 
Parliamo dei film, possibile che ne abbia prodotti più di cento? Centodieci, per l'esattezza. Scusi Berlusconi, qui risulta che lei si è fidanzato con il sessanta per cento delle attrici dei suoi film... Guardi, so che è peccato ma se non lo dice a mia moglie glielo confermo, sa come è quel mondo. . . Ok, ma non mi dica che lei ha più di duemila conti in banca. Credo proprio di sì ma sa, viaggiavo molto e le necessità erano tante ogni giorno. A questo punto l'angelo si rassegna: la scheda sul computer era esatta. Prego, passi pure, dice a Silvio. II quale inserisce la sua carta e attende il verdetto. Luce verde: paradiso! Lo sapevo che Dio mi avrebbe capito, esclama il Cavaliere che si avvia a salire le scale del cielo. Ma l'Angelo lo richiama. Mi scusi, Berlusconi, volevo darle una brutta notizia, gli sussurra all'orecchio: guardi che noi qui lo chiamiamo paradiso ma temo che lei lo troverà un cesso».

BONAIUTI: BERLUSCONI NON HA RILASCIATO ALCUNA INTERVISTA.
(Agi) - "Il Presidente Berlusconi non ha rilasciato alcuna intervista ad alcun giornalista". Lo afferma, in una nota, Paolo Bonaiuti, portavoce del presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, quanto al servizio pubblicato oggi sul quotidiano Libero.


Dagospia 21 Novembre 2006