LIBERI DI AMARE, LIBERI DI PRESENTARE LE GRANDI PASSIONI OMOSEX DEL '900
GRILLINI RACCONTA DI ESSERE APPENA STATO SCARICATO DAL SUO COMPAGNO
SIGNORINI OFFRE UN RESOCONTO-CHOC DEL PROPRIO COMING OUT IN FAMIGLIA
GRILLINI RACCONTA DI ESSERE APPENA STATO SCARICATO DAL SUO COMPAGNO
SIGNORINI OFFRE UN RESOCONTO-CHOC DEL PROPRIO COMING OUT IN FAMIGLIA
Reportage di Umberto Pizzi da Zagarolo
Toh! Che ci fa nella sala dell'Hotel Excelsior Roberto Capucci, il più altero e appartato degli stilisti italiani, l'unico nostro couturier che non firma piastrelle e occhiali da sole? Seduto dietro un tavolo, Capucci ha accettato per la prima volta di presentare un libro e di parlarne in pubblico - non lo aveva mai fatto prima. In compagnia di Franco Grillini e Alfonso Signorini, ha lasciato la sua torre d'avorio e la sua proverbiale riservatezza per tessere le lodi di "Liberi di amare, grandi passioni omosessuali del Novecento" di Laura Laurenzi. Un libro - ha ripetuto - che lo ha appassionato fino all'insonnia: "Non dormivo la notte per leggerlo, ho divorato un capitolo dopo l'altro di ognuno apprezzando la profondità e l'intensità, l'originalità dell'impianto e dell'impostazione".
Giunto ormai alla quarta edizione, il libro scodella una tale carrellata di amori furibondi e tumultuosi fra persone dello stesso sesso, da Rimbaud alla Yourcenar, da Garcia Lorca a Greta Garbo, e poi ancora la Roosevelt, Pasolini, Nureyev, Versace, Elton John, Almodovar, che non poteva non far venire un coccolone a Franco Grillino. Il leader gay ha sottolineato l'importanza del libro "in quanto pone sullo stesso piano amori eterosessuali e amori omosessuali, con pari dignità". Ha lodato il lavoro di documentazione e ha parlato in particolare del capitolo dedicato a Eleanor Roosevelt, la moglie del leggendario presidente degli Stati Uniti, la quale, nonostante fosse madre di cinque figli, ebbe al suo fianco per tutta la vita una compagna-amante, la giornalista Lorena Hickok, fondamentale nel forgiare il suo ruolo politico.
Alfonso Signorini, neo-direttore di "Chi", ha raccontato che in un primo momento era prevenuto nei confronti di un libro che parlasse solo di amori omosessuali in quanto tali, ma si è rapidamente ricreduto, sin dal primo capitolo, quello dedicato alla tempestosa love story fra Rimbaud e Verlaine: "Un libro che si legge tutto d'un fiato, scritto con rara eleganza".
Incalzati con piglio sicuro dalla moderatrice, la giornalista del TG1 Paola Cacianti, sia Grillini che Signorini si sono sentiti abbastanza a proprio agio per regalare alla platea squarci di biografia personale. Grillini ha raccontato di essere appena stato scaricato dal suo compagno e di soffrirne moltissimo. Signorini ha offerto un resoconto del proprio coming out in famiglia, avvenuto durante il pranzo della domenica nella casa milanese dei genitori, "presenti zie zitelle e puritane e altri parenti conformisti, davanti a una gallina in brodo. Con enorme fatica ho preso fiato, ho contato fino a cinque e ho detto: sono andato a convivere con una persona di cui sono profondamente innamorato. E questa persona è un uomo. Mi aspettavo una reazione terribile e invece è seguito un lungo silenzio interrotto alla fine da una frase di mio padre, il quale, in milanese, per niente stupito ha detto: mi l'ho semper dì, io l'ho sempre detto".
Si è discusso a lungo della presunta lobby omosessuale, soprattutto nei campi della creatività, dello spettacolo, della moda. Una lobby la cui esistenza è stata vigorosamente negata dall'onorevole Grillini: "Tutte panzane - ha sostenuto - non è vero niente". L'Opus Gay dunque non esiste. Accesissimo il dibattito sui Pacs e soprattutto sull'opportunità che le coppie omosessuali possano accedere all'adozione. Enrica Bonaccorti, arrivata da Saxa Rubra, ha esortato: "Dobbiamo adeguarci alla legislazione di altri paesi europei come la Spagna, l'Inghilterra e l'Olanda altrimenti non ha nessun senso stare in Europa. L'Italia rischia di occupare i posti di retroguardia nei costumi e nei diritti umani rispetto ai paesi più evoluti dell'Unione Europea".
Di Eleonora Giorgi, seduta in prima fila accanto all'attore Paolo Conticini, gli interventi più veementi e reiterati. L'ex moglie di Angelo Rizzoli ha ripetuto che "un figlio ha bisogno di due genitori, e che i genitori non possono essere che un padre e una madre". Marta Marzotto è tornata sul tema "il matrimonio è la tomba dell'amore" e ha sottolineato come questo meccanismo funzioni anche con i Pacs, adducendo ad esempio la crisi che, secondo lei, contraddistingue ormai il legame fra Elton John e il suo marito pacsato David Furnish: "Probabilmente se non si fossero sposati oggi sarebbero più felici". Sorrideva sotto i baffi il senatore Lino Jannuzzi: dopo aver seguito con interesse il dibattito, interpellato da un amico sulla sua posizione rispetto al pianeta omosessualità ha risposto serenamente: "Agnostico".
Dagospia 30 Novembre 2006
Toh! Che ci fa nella sala dell'Hotel Excelsior Roberto Capucci, il più altero e appartato degli stilisti italiani, l'unico nostro couturier che non firma piastrelle e occhiali da sole? Seduto dietro un tavolo, Capucci ha accettato per la prima volta di presentare un libro e di parlarne in pubblico - non lo aveva mai fatto prima. In compagnia di Franco Grillini e Alfonso Signorini, ha lasciato la sua torre d'avorio e la sua proverbiale riservatezza per tessere le lodi di "Liberi di amare, grandi passioni omosessuali del Novecento" di Laura Laurenzi. Un libro - ha ripetuto - che lo ha appassionato fino all'insonnia: "Non dormivo la notte per leggerlo, ho divorato un capitolo dopo l'altro di ognuno apprezzando la profondità e l'intensità, l'originalità dell'impianto e dell'impostazione".
Giunto ormai alla quarta edizione, il libro scodella una tale carrellata di amori furibondi e tumultuosi fra persone dello stesso sesso, da Rimbaud alla Yourcenar, da Garcia Lorca a Greta Garbo, e poi ancora la Roosevelt, Pasolini, Nureyev, Versace, Elton John, Almodovar, che non poteva non far venire un coccolone a Franco Grillino. Il leader gay ha sottolineato l'importanza del libro "in quanto pone sullo stesso piano amori eterosessuali e amori omosessuali, con pari dignità". Ha lodato il lavoro di documentazione e ha parlato in particolare del capitolo dedicato a Eleanor Roosevelt, la moglie del leggendario presidente degli Stati Uniti, la quale, nonostante fosse madre di cinque figli, ebbe al suo fianco per tutta la vita una compagna-amante, la giornalista Lorena Hickok, fondamentale nel forgiare il suo ruolo politico.
Alfonso Signorini, neo-direttore di "Chi", ha raccontato che in un primo momento era prevenuto nei confronti di un libro che parlasse solo di amori omosessuali in quanto tali, ma si è rapidamente ricreduto, sin dal primo capitolo, quello dedicato alla tempestosa love story fra Rimbaud e Verlaine: "Un libro che si legge tutto d'un fiato, scritto con rara eleganza".
Incalzati con piglio sicuro dalla moderatrice, la giornalista del TG1 Paola Cacianti, sia Grillini che Signorini si sono sentiti abbastanza a proprio agio per regalare alla platea squarci di biografia personale. Grillini ha raccontato di essere appena stato scaricato dal suo compagno e di soffrirne moltissimo. Signorini ha offerto un resoconto del proprio coming out in famiglia, avvenuto durante il pranzo della domenica nella casa milanese dei genitori, "presenti zie zitelle e puritane e altri parenti conformisti, davanti a una gallina in brodo. Con enorme fatica ho preso fiato, ho contato fino a cinque e ho detto: sono andato a convivere con una persona di cui sono profondamente innamorato. E questa persona è un uomo. Mi aspettavo una reazione terribile e invece è seguito un lungo silenzio interrotto alla fine da una frase di mio padre, il quale, in milanese, per niente stupito ha detto: mi l'ho semper dì, io l'ho sempre detto".
Si è discusso a lungo della presunta lobby omosessuale, soprattutto nei campi della creatività, dello spettacolo, della moda. Una lobby la cui esistenza è stata vigorosamente negata dall'onorevole Grillini: "Tutte panzane - ha sostenuto - non è vero niente". L'Opus Gay dunque non esiste. Accesissimo il dibattito sui Pacs e soprattutto sull'opportunità che le coppie omosessuali possano accedere all'adozione. Enrica Bonaccorti, arrivata da Saxa Rubra, ha esortato: "Dobbiamo adeguarci alla legislazione di altri paesi europei come la Spagna, l'Inghilterra e l'Olanda altrimenti non ha nessun senso stare in Europa. L'Italia rischia di occupare i posti di retroguardia nei costumi e nei diritti umani rispetto ai paesi più evoluti dell'Unione Europea".
Di Eleonora Giorgi, seduta in prima fila accanto all'attore Paolo Conticini, gli interventi più veementi e reiterati. L'ex moglie di Angelo Rizzoli ha ripetuto che "un figlio ha bisogno di due genitori, e che i genitori non possono essere che un padre e una madre". Marta Marzotto è tornata sul tema "il matrimonio è la tomba dell'amore" e ha sottolineato come questo meccanismo funzioni anche con i Pacs, adducendo ad esempio la crisi che, secondo lei, contraddistingue ormai il legame fra Elton John e il suo marito pacsato David Furnish: "Probabilmente se non si fossero sposati oggi sarebbero più felici". Sorrideva sotto i baffi il senatore Lino Jannuzzi: dopo aver seguito con interesse il dibattito, interpellato da un amico sulla sua posizione rispetto al pianeta omosessualità ha risposto serenamente: "Agnostico".
Dagospia 30 Novembre 2006