PRODI: DE BENEDETTI? BRAVO!, TPS? NON L'HO LETTO - MORATTI: HUB A MALPENSA E FIUMICINO - DI PIETRO: SINISTRA RADICALE, PRETE O SAGRESTANO? - ZANICCHI-BERTOLINI, PACE FATTA - MASTELLA: NO AI PACS, CASINI SCELGA, SE PRODI CADE CAMBIA TUTTO.
1 - PRODI: DE BENEDETTI CHIEDE DISCONTINUITA' PER ALITALIA? BRAVO.
(Ansa) - Carlo De Benedetti afferma che per Alitalia serve discontinuita': ''Bravo...''. Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha risposto cosi' a una domanda sulle dichiarazioni rilasciate ieri dall'industriale uscendo dalla giunta di Confindustria sul bando deciso dal governo per la compagnia di bandiera. Al termine del Consiglio europeo a Bruxelles, mentre si apprestava a varcare l'uscita del palazzo Justus Lipsius, per dirigersi verso la sua auto con il motore acceso, Prodi non sembrava in vena di parlare di Alitalia. Tuttavia, difficilmente le dichiarazioni di De Benedetti potevano essere ignorate. L'industriale, infatti, aveva affermato ieri che per Alitalia ''c'e' un problema di discontinuita'. O esiste discontinuita' o io personalmente non credo che ci sara' nessun imprenditore disponibile''. E la discontinuita', secondo molti osservatori, significa non avere paletti per la gestione della compagnia, come i vincoli sull'occupazione e la liberta' di poter operare solo sulle rotte piu' redditizie. Prima di varcare la soglia del palazzo, alla successiva domanda se fosse d'accordo con l'imprenditore, Prodi non ha risposto.
2 - MORATTI: HUB SONO E SARANNO MALPENSA E FIUMICINO.
(Ansa) - ''Le linee guida che il Governo ha presentato al Tavolo per Milano scrivono in maniera molto chiara che gli hub italiani sono e saranno due: Malpensa e Fiumicino''. Lo ha spiegato, a margine di un convegno, il sindaco di Milano, Letizia Moratti che ha sottolineato ''questa e' la posizione ufficiale''. ''Mi attengo alle linee guida che il Governo ha presentato'', ha ribadito il primo cittadino.
3 - PRODI: PADOA-SCHIOPPA E FASE DUE? NON HO LETTO INTERVISTA.
(Ansa) - ''Il colloquio con Padoa-Schioppa pubblicato oggi da un quotidiano indica una fase due? Non posso dare una risposta perche' non l'ho letto''. Cosi' Romano Prodi risponde alla richiesta di un commento sul lungo colloquio con il ministro dell'Economia pubblicato dal quotidiano 'La Repubblica' nel quale il responsabile del dicastero di Via XX Settembre parla di sei riforme per la crescita dell'Italia.
4 - DI PIETRO: SINISTRA RADICALE DECIDA, PRETE O SAGRESTANO.
(Asca) - ''Con la Finanziaria fino ad ora abbiamo lanciato al Paese un messaggio di scoramento, poiche' vi e' stata una visone ragionieristica dell'azione della maggioranza di Governo''. Cosi' e' intervenuto questa mattina il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro nel corso del dibattito di 'Omnibus' condotto da Gaia Tortora su LA7. Il ministro ha poi lanciato un ultimatum ai suoi alleati di governo: ''Io credo che ci giochiamo tutto nei prossimi mesi - ha affermato - sulle liberalizzazioni, sulle privatizzazioni, sulla previdenza, sulle pensioni, sulle infrastrutture; su questi temi il centrosinistra e' ancora ambiguo per il ruolo della sinistra antagonista, che pensa di stare al governo facendo opposizione al governo stesso. Quindi - ha concluso Di Pietro - per il bene del Paese devono decidere: o lavorano per il programma per cui ci hanno votato o facciano l'opposizione. Non possono essere prete e sagrestano insieme. Il mio e' un ultimatum''.
5 - TRANSAZIONE CHIUDE QUERELLE ZANICCHI-BERTOLINI.
(Ansa) - Si e' chiusa con una transazione la querelle giudiziaria tra due donne di Forza Italia, Iva Zanicchi e la parlamentare Isabella Bertolini, che aveva querelato la Zanicchi per alcune dichiarazioni che la cantante-conduttrice avea rilasciato durante la campagna elettorale per le elezioni suppletive nel collegio di Fidenza. Nel settembre del 2004, Iva Zanicchi, in tre interviste al Corriere della Sera, la Stampa e al settimanale Gente aveva dichiarato di essere stata vittima di una sorta di macchinazione da parte di Bertolini per impedire che fossero raccolte le firme necessarie alla sua candidatura per il collegio, lasciato libero da Luigi Bersani, poi eletto in Europa. Isabella Bertolini, coordinatrice di Forza Italia per l'Emilia Romagna aveva quindi presentato tre denunce contro la cantante che avevano dato vita ad altrettanti procedimenti giudiziari. Oggi, davanti al gip di Milano, si e' concluso l'ultimo. Come spiegato dal legale di Iva Zanicchi, Liborio Cataliotti, difensore anche di Vanna Marchi, la cantante e conduttrice ha scritto una lettera con cui si e' dichiarata dispiaciuta per l'accaduto e ha accettato il pagamento delle spese processuali (una cifra simbolica di 500 euro). Una scelta motivata anche, sempre secondo Cataliotti, dall'affetto di Iva Zanicchi nei confronti di Silvio Berlusconi e Sandro Bondi e per evitare attriti all'interno del partito. In uno dei tre procedimenti Iva Zanicchi era invece stata assolta - ha spiegato Cataliotti - perche' il giudice aveva ritenuto le espressioni usate rientranti nell'ambito della critica politica.
6 - MASTELLA: SU ALITALIA SINDACATO DIFENDE L'INDIFENDIBILE.
(Ansa) - Il ministro della Giustizia Clemente Mastella sostiene di non aver dubbi sulla cessione di alcune quote di Alitalia e, al riguardo, lancia una stoccata al sindacato: ''Alcune volte il sindacato difende cose indifendibili. Perdere un milione al giorno - afferma il Guardasigilli nel corso della trasmissione 'Otto e mezzo' - significa infilarci in un tunnel senza uscita, che sarebbe insostenibile''.
7 - MASTELLA: DOPO IL CASINO CON L'INDULTO NON PROPORRO' AMNISTIA.
(Ansa) - ''Dopo tutto il casino che hanno fatto sull' indulto, ora mi metto a chiedere l'amnistia?''. Cosi' il ministro della Giustizia Clemente Mastella risponde a Giuliano Ferrara, che nel corso della registrazione della puntata di 'Otto e mezzo' in onda questa sera, gli ricorda come anche i magistrati chiedano un provvedimento di amnistia che sia conseguente a quello dell' indulto, votato la scorsa estate dai due terzi del Parlamento. Mastella, dopo aver ricordato che quel provvedimento di clemenza e' stato frutto di un voto parlamentare e non di un'iniziativa di governo, non risparmia critiche nei confronti delle 'toghe': ''Anche i magistrati avrebbero dovuto avere il senso del limite. Penso al presidente del tribunale di sorveglianza di Napoli, secondo il quale con l'indulto sarebbero dovuti uscire 11 mila detenuti solo a Napoli. Non era cosi' e io ho avviato un'ispezione''. Il Guardasigilli confessa di essere rimasto ''perplesso dall' intellighenzia di sinistra'': ''Ad eccezione di Adriano Sofri, che ha scritto cose intelligenti, sull' indulto c'e' stato il silenzio da parte dell' intellighenzia di sinistra''. ''Anche la Chiesa cattolica - aggiunge - e' stata un po' refrattaria. La voce dei vescovi si e' sentita poco''.
8 - MASTELLA: VOTO NO ALLE COPPIE DI FATTO, GOVERNO NON SI IMPICCHI.
(Ansa) - Il leader dell' Udeur e ministro della Giustizia, Clemente Mastella, preannuncia il suo voto contrario ''a prescindere'' a qualsiasi provvedimento del governo sulle coppie di fatto. ''Il governo non si impicchi - afferma Mastella nel corso della trasmissione 'Otto e mezzo' che andra' in onda questa sera - io votero' contro sia in Consiglio dei ministri, e a maggior ragione anche in Senato. Ritengo sia un'anomalia che il governo si impegni su questo fronte''. Mastella ritiene, infatti, che su questo tema etico la parola debba essere lasciata al Parlamento, che potrebbe trovare anche maggioranze trasversali. A tale proposito, Mastella ricorda che sui Pacs il presidente di An lo ha ''scavalcato a sinistra'', mentre Anna Serafini sulla droga ''mi ha scavalcato a destra''. ''Se non si impegna il governo sui Pacs - aggiunge - anche Fini potra' votare'' un eventuale provvedimento sulle coppie di fatto, mentre ''se si impegna l'esecutivo, allora diventera' una contrapposizione tra governo e centrodestra''.
9 - MASTELLA: PD E' UNA IPOTECA SUL GOVERNO.
(Ansa) - Il Partito democratico e' ''un assillo'' che grava come una ipoteca sul governo''. Ad esserne convinto e' Clemente Mastella, ospite della puntata di 'Otto e mezzo' in onda questa sera. Secondo il leader dell' Udeur, ''nessuno sa cos'e' '' il Partito democratico. ''Ds e Margherita erano forti se non dicevano a Prodi di fare anche il leader del Partito democratico. La loro difficolta' si e' infatti accentuata: sono entrati in un labirinto. Come fanno a dire a Prodi di togliersi di mezzo e poi chiedergli di fare lui il leader del Pd?''.
10 - MASTELLA: SE PRODI CADE NIENTE RIMPASTO, CAMBIA TUTTO.
(Ansa) - Se Prodi dovesse cadere, non ci sara' il rimpasto ma ''cambiera' tutto''. Ne e' convinto il ministro della Giustizia e leader dell' Udeur Clemente Mastella. Intervenendo alla puntata di 'Otto e mezzo' che andra' in onda questa sera, Mastella si dice convinto che ''il governo non cade per una spallata, ma se cade e' per implosione. Se cade Prodi - sottolinea - e' perche' i feudatari non sono riusciti a mettersi d'accordo''. Quindi, nell' ipotesi in cui questo governo venisse meno, da ''una piccola slavina si avra' un effetto valanga''. Mastella non manca di ammettere la difficolta' attuale della coalizione di centrosinistra: ''Non sfondiamo. Il problema e' che le coalizioni hanno senso politico se c'e' voglia di stare assieme''. E ancora: ''Il governo puo' cadere non per una spallata ma per implosione''. Vale a dire se si ''complica la progettualita' '' soprattutto su temi quali le liberalizzazioni, il precariato e le pensioni. Va, quindi, superato il problema della coesione. ''La prima cosa in politica - sottolinea il leader dell' Udeur - e' la gestualita'. Se i gesti sono unitari, la partita si puo' vincere. Se si forza il lessico, parlando di prima e seconda fase, allora non si capisce piu' nulla''.
11 - MASTELLA: CASINI DEVE DIMOSTRARE DI ROMPERE CON CDL.
(Ansa) - ''Casini deve dimostrare di rompere con la CdL'' e quindi ''deve fare la sua scelta'', perche' ''non ci puo' essere un rischio calcolato''. Lo ha detto il leader dell' Udeur e ministro della Giustizia Clemente Mastella, partecipando a una puntata di 'Otto e mezzo' che andra' in onda stasera. Secondo Mastella, ''se noi fossimo assieme saremmo sopra il 10%''. A Giuliano Ferrara che gli chiede come andra' a finire, risponde: ''Gli altri centristi accetteranno e Casini se ne andra' per conto suo''.
12 - GASPARRI: E' IL GOVERNO DEI 'QUACQUARAQUA'.
(Ansa) - ''Il governo dei 'quacquaraqua', cioe' delle persone che non tengono fede alle parole dette''. Con queste parole Maurizio Gasparri, dell'esecutivo di Alleanza Nazionale, critica i tagli della Finanziaria alla ricerca e all'universita' e alla sicurezza. ''Mussi aveva detto che si sarebbe dimesso qualora fosse stati confermati i pesanti tagli. L'universita' e' stata massacrata da questa Finanziaria'', aggiunge l'esponente di An commentando la notizia secondo cui i rettori degli atenei hanno fatto sapere che ministri e membri del governo non devono essere piu' invitati nelle universita' italiane.
Da Gasparri l'invito a dimettersi anche per il ministro degli Interni, Giuliano Amato. ''Il bilancio del Viminale e' massacrato. Il maxiemendamento prevede la chiusura di questure e caserme dei carabinieri''. Gasparri considera ''un massacro della sicurezza'' i tagli agli stipendi e agli stanziamenti di Carabinieri, agenti di Polizia di stato e Finanzieri. ''Il coraggio di aumentare il canone, mettendo le mani nelle tasche dei pensionati per pagare le ballerine, invece, il governo lo ha avuto. Poi - conclude - dicono che l'Italia li fischia...''.
Dagospia 15 Dicembre 2006
(Ansa) - Carlo De Benedetti afferma che per Alitalia serve discontinuita': ''Bravo...''. Il presidente del Consiglio Romano Prodi ha risposto cosi' a una domanda sulle dichiarazioni rilasciate ieri dall'industriale uscendo dalla giunta di Confindustria sul bando deciso dal governo per la compagnia di bandiera. Al termine del Consiglio europeo a Bruxelles, mentre si apprestava a varcare l'uscita del palazzo Justus Lipsius, per dirigersi verso la sua auto con il motore acceso, Prodi non sembrava in vena di parlare di Alitalia. Tuttavia, difficilmente le dichiarazioni di De Benedetti potevano essere ignorate. L'industriale, infatti, aveva affermato ieri che per Alitalia ''c'e' un problema di discontinuita'. O esiste discontinuita' o io personalmente non credo che ci sara' nessun imprenditore disponibile''. E la discontinuita', secondo molti osservatori, significa non avere paletti per la gestione della compagnia, come i vincoli sull'occupazione e la liberta' di poter operare solo sulle rotte piu' redditizie. Prima di varcare la soglia del palazzo, alla successiva domanda se fosse d'accordo con l'imprenditore, Prodi non ha risposto.
2 - MORATTI: HUB SONO E SARANNO MALPENSA E FIUMICINO.
(Ansa) - ''Le linee guida che il Governo ha presentato al Tavolo per Milano scrivono in maniera molto chiara che gli hub italiani sono e saranno due: Malpensa e Fiumicino''. Lo ha spiegato, a margine di un convegno, il sindaco di Milano, Letizia Moratti che ha sottolineato ''questa e' la posizione ufficiale''. ''Mi attengo alle linee guida che il Governo ha presentato'', ha ribadito il primo cittadino.
3 - PRODI: PADOA-SCHIOPPA E FASE DUE? NON HO LETTO INTERVISTA.
(Ansa) - ''Il colloquio con Padoa-Schioppa pubblicato oggi da un quotidiano indica una fase due? Non posso dare una risposta perche' non l'ho letto''. Cosi' Romano Prodi risponde alla richiesta di un commento sul lungo colloquio con il ministro dell'Economia pubblicato dal quotidiano 'La Repubblica' nel quale il responsabile del dicastero di Via XX Settembre parla di sei riforme per la crescita dell'Italia.
4 - DI PIETRO: SINISTRA RADICALE DECIDA, PRETE O SAGRESTANO.
(Asca) - ''Con la Finanziaria fino ad ora abbiamo lanciato al Paese un messaggio di scoramento, poiche' vi e' stata una visone ragionieristica dell'azione della maggioranza di Governo''. Cosi' e' intervenuto questa mattina il ministro per le Infrastrutture, Antonio Di Pietro nel corso del dibattito di 'Omnibus' condotto da Gaia Tortora su LA7. Il ministro ha poi lanciato un ultimatum ai suoi alleati di governo: ''Io credo che ci giochiamo tutto nei prossimi mesi - ha affermato - sulle liberalizzazioni, sulle privatizzazioni, sulla previdenza, sulle pensioni, sulle infrastrutture; su questi temi il centrosinistra e' ancora ambiguo per il ruolo della sinistra antagonista, che pensa di stare al governo facendo opposizione al governo stesso. Quindi - ha concluso Di Pietro - per il bene del Paese devono decidere: o lavorano per il programma per cui ci hanno votato o facciano l'opposizione. Non possono essere prete e sagrestano insieme. Il mio e' un ultimatum''.
5 - TRANSAZIONE CHIUDE QUERELLE ZANICCHI-BERTOLINI.
(Ansa) - Si e' chiusa con una transazione la querelle giudiziaria tra due donne di Forza Italia, Iva Zanicchi e la parlamentare Isabella Bertolini, che aveva querelato la Zanicchi per alcune dichiarazioni che la cantante-conduttrice avea rilasciato durante la campagna elettorale per le elezioni suppletive nel collegio di Fidenza. Nel settembre del 2004, Iva Zanicchi, in tre interviste al Corriere della Sera, la Stampa e al settimanale Gente aveva dichiarato di essere stata vittima di una sorta di macchinazione da parte di Bertolini per impedire che fossero raccolte le firme necessarie alla sua candidatura per il collegio, lasciato libero da Luigi Bersani, poi eletto in Europa. Isabella Bertolini, coordinatrice di Forza Italia per l'Emilia Romagna aveva quindi presentato tre denunce contro la cantante che avevano dato vita ad altrettanti procedimenti giudiziari. Oggi, davanti al gip di Milano, si e' concluso l'ultimo. Come spiegato dal legale di Iva Zanicchi, Liborio Cataliotti, difensore anche di Vanna Marchi, la cantante e conduttrice ha scritto una lettera con cui si e' dichiarata dispiaciuta per l'accaduto e ha accettato il pagamento delle spese processuali (una cifra simbolica di 500 euro). Una scelta motivata anche, sempre secondo Cataliotti, dall'affetto di Iva Zanicchi nei confronti di Silvio Berlusconi e Sandro Bondi e per evitare attriti all'interno del partito. In uno dei tre procedimenti Iva Zanicchi era invece stata assolta - ha spiegato Cataliotti - perche' il giudice aveva ritenuto le espressioni usate rientranti nell'ambito della critica politica.
6 - MASTELLA: SU ALITALIA SINDACATO DIFENDE L'INDIFENDIBILE.
(Ansa) - Il ministro della Giustizia Clemente Mastella sostiene di non aver dubbi sulla cessione di alcune quote di Alitalia e, al riguardo, lancia una stoccata al sindacato: ''Alcune volte il sindacato difende cose indifendibili. Perdere un milione al giorno - afferma il Guardasigilli nel corso della trasmissione 'Otto e mezzo' - significa infilarci in un tunnel senza uscita, che sarebbe insostenibile''.
7 - MASTELLA: DOPO IL CASINO CON L'INDULTO NON PROPORRO' AMNISTIA.
(Ansa) - ''Dopo tutto il casino che hanno fatto sull' indulto, ora mi metto a chiedere l'amnistia?''. Cosi' il ministro della Giustizia Clemente Mastella risponde a Giuliano Ferrara, che nel corso della registrazione della puntata di 'Otto e mezzo' in onda questa sera, gli ricorda come anche i magistrati chiedano un provvedimento di amnistia che sia conseguente a quello dell' indulto, votato la scorsa estate dai due terzi del Parlamento. Mastella, dopo aver ricordato che quel provvedimento di clemenza e' stato frutto di un voto parlamentare e non di un'iniziativa di governo, non risparmia critiche nei confronti delle 'toghe': ''Anche i magistrati avrebbero dovuto avere il senso del limite. Penso al presidente del tribunale di sorveglianza di Napoli, secondo il quale con l'indulto sarebbero dovuti uscire 11 mila detenuti solo a Napoli. Non era cosi' e io ho avviato un'ispezione''. Il Guardasigilli confessa di essere rimasto ''perplesso dall' intellighenzia di sinistra'': ''Ad eccezione di Adriano Sofri, che ha scritto cose intelligenti, sull' indulto c'e' stato il silenzio da parte dell' intellighenzia di sinistra''. ''Anche la Chiesa cattolica - aggiunge - e' stata un po' refrattaria. La voce dei vescovi si e' sentita poco''.
8 - MASTELLA: VOTO NO ALLE COPPIE DI FATTO, GOVERNO NON SI IMPICCHI.
(Ansa) - Il leader dell' Udeur e ministro della Giustizia, Clemente Mastella, preannuncia il suo voto contrario ''a prescindere'' a qualsiasi provvedimento del governo sulle coppie di fatto. ''Il governo non si impicchi - afferma Mastella nel corso della trasmissione 'Otto e mezzo' che andra' in onda questa sera - io votero' contro sia in Consiglio dei ministri, e a maggior ragione anche in Senato. Ritengo sia un'anomalia che il governo si impegni su questo fronte''. Mastella ritiene, infatti, che su questo tema etico la parola debba essere lasciata al Parlamento, che potrebbe trovare anche maggioranze trasversali. A tale proposito, Mastella ricorda che sui Pacs il presidente di An lo ha ''scavalcato a sinistra'', mentre Anna Serafini sulla droga ''mi ha scavalcato a destra''. ''Se non si impegna il governo sui Pacs - aggiunge - anche Fini potra' votare'' un eventuale provvedimento sulle coppie di fatto, mentre ''se si impegna l'esecutivo, allora diventera' una contrapposizione tra governo e centrodestra''.
9 - MASTELLA: PD E' UNA IPOTECA SUL GOVERNO.
(Ansa) - Il Partito democratico e' ''un assillo'' che grava come una ipoteca sul governo''. Ad esserne convinto e' Clemente Mastella, ospite della puntata di 'Otto e mezzo' in onda questa sera. Secondo il leader dell' Udeur, ''nessuno sa cos'e' '' il Partito democratico. ''Ds e Margherita erano forti se non dicevano a Prodi di fare anche il leader del Partito democratico. La loro difficolta' si e' infatti accentuata: sono entrati in un labirinto. Come fanno a dire a Prodi di togliersi di mezzo e poi chiedergli di fare lui il leader del Pd?''.
10 - MASTELLA: SE PRODI CADE NIENTE RIMPASTO, CAMBIA TUTTO.
(Ansa) - Se Prodi dovesse cadere, non ci sara' il rimpasto ma ''cambiera' tutto''. Ne e' convinto il ministro della Giustizia e leader dell' Udeur Clemente Mastella. Intervenendo alla puntata di 'Otto e mezzo' che andra' in onda questa sera, Mastella si dice convinto che ''il governo non cade per una spallata, ma se cade e' per implosione. Se cade Prodi - sottolinea - e' perche' i feudatari non sono riusciti a mettersi d'accordo''. Quindi, nell' ipotesi in cui questo governo venisse meno, da ''una piccola slavina si avra' un effetto valanga''. Mastella non manca di ammettere la difficolta' attuale della coalizione di centrosinistra: ''Non sfondiamo. Il problema e' che le coalizioni hanno senso politico se c'e' voglia di stare assieme''. E ancora: ''Il governo puo' cadere non per una spallata ma per implosione''. Vale a dire se si ''complica la progettualita' '' soprattutto su temi quali le liberalizzazioni, il precariato e le pensioni. Va, quindi, superato il problema della coesione. ''La prima cosa in politica - sottolinea il leader dell' Udeur - e' la gestualita'. Se i gesti sono unitari, la partita si puo' vincere. Se si forza il lessico, parlando di prima e seconda fase, allora non si capisce piu' nulla''.
11 - MASTELLA: CASINI DEVE DIMOSTRARE DI ROMPERE CON CDL.
(Ansa) - ''Casini deve dimostrare di rompere con la CdL'' e quindi ''deve fare la sua scelta'', perche' ''non ci puo' essere un rischio calcolato''. Lo ha detto il leader dell' Udeur e ministro della Giustizia Clemente Mastella, partecipando a una puntata di 'Otto e mezzo' che andra' in onda stasera. Secondo Mastella, ''se noi fossimo assieme saremmo sopra il 10%''. A Giuliano Ferrara che gli chiede come andra' a finire, risponde: ''Gli altri centristi accetteranno e Casini se ne andra' per conto suo''.
12 - GASPARRI: E' IL GOVERNO DEI 'QUACQUARAQUA'.
(Ansa) - ''Il governo dei 'quacquaraqua', cioe' delle persone che non tengono fede alle parole dette''. Con queste parole Maurizio Gasparri, dell'esecutivo di Alleanza Nazionale, critica i tagli della Finanziaria alla ricerca e all'universita' e alla sicurezza. ''Mussi aveva detto che si sarebbe dimesso qualora fosse stati confermati i pesanti tagli. L'universita' e' stata massacrata da questa Finanziaria'', aggiunge l'esponente di An commentando la notizia secondo cui i rettori degli atenei hanno fatto sapere che ministri e membri del governo non devono essere piu' invitati nelle universita' italiane.
Da Gasparri l'invito a dimettersi anche per il ministro degli Interni, Giuliano Amato. ''Il bilancio del Viminale e' massacrato. Il maxiemendamento prevede la chiusura di questure e caserme dei carabinieri''. Gasparri considera ''un massacro della sicurezza'' i tagli agli stipendi e agli stanziamenti di Carabinieri, agenti di Polizia di stato e Finanzieri. ''Il coraggio di aumentare il canone, mettendo le mani nelle tasche dei pensionati per pagare le ballerine, invece, il governo lo ha avuto. Poi - conclude - dicono che l'Italia li fischia...''.
Dagospia 15 Dicembre 2006