RASSEGNATI STAMPA - SOFRI SOFFRE PER ROSSELLA (O CARO), CHISSA' COSA PENSA BALDASSARRE DELLA MASSONERIA.
BERLUSCONI? UN DIPENDENTE DI CARLO ROSSELLA
Adriano Sofri per Il Foglio
Dunque, non è che lo conosca tanto, Carlo Rossella. Non mi ricordo neanche esattamente da quando: tanto tempo fa, comunque. Tutto è di tanto tempo fa, ormai. In qualche viaggio estero ebbi modo di invidiarne la vasta e vivace informazione, e la padronanza di alberghi e ristoranti: alle cui tavole venivo accolto da portoghese. Essendo Rossella così competente e bello, tutti dicevano che sembrava un personaggio di Scott Fitzgerald, o almeno un agente segreto. In questa elegante mondanità gli capitò qualche anno fa di sfiorare una catastrofe aerea: ebbe qualche minuto a disposizione per ripensare alla vita propria e di tutti, e capire che cosa è veramente importante. Quando me lo raccontò, era così sincero e colpito che me ne compiacqui, ma mi allarmai anche un poco, che non diventasse una specie di lugubre piagnone pieno di ammonimenti da scampato e di ex-voto. Non è successo, anzi.
E' sempre bello, elegante, e forse ancora più mondano. Dunque non li ha fatti pesare quei due o tre minuti. Però non li ha dimenticati, ne sono certo. Si ricorda qual è la cosa più importante. Anch'io. Ora, benché a me non importasse niente delle nomine alla Rai (ho dei miei vuoti d'aria cui pensare) non mi piaceva di sentir chiamare Rossella "un dipendente di Berlusconi".
Anche perché scrivo sulla penultima pagina di Panorama, e non mi considero per questo un dipendente di un dipendente di Berlusconi. Questo avevo scritto e depositato in una busta chiusa prima delle nomine Rai, come si fa per le gare d'appalto.
(P.S. Il filosofo Lukács, si dice, sentendosi in punto di morte, chiamò al suo capezzale Agnes Heller, scolara prediletta, e le sussurrò: "Aver studiato e riflettuto tanto, e non aver capito la sola cosa veramente importante!"
"E qual era maestro?", chiese lei emozionata stringendogli la mano.
"Boh!", disse lui, e morì).
CHISSA' COSA PENSA BALDASSARRE DELLA MASSONERIA
Claudio Sabelli Fioretti per www.sabellifioretti.blogspot.com
Vi dicevo che mi sembrava di notare un certo fiato grosso della destra. Mi è bastato leggere la prima pagina del Giornale per rendermi conto che avevo ragione. Non parlano che della sinistra. Non hanno niente da dire. Il titolone è roba da Bagaglino "Il partito dei palloni gonfiati". Stefano Zecchi se la prende con gli intellettuali. Paolo Guzzanti chiama "imbarazzante messa isterica", la manifestazione dei 40 mila. Mario Giordano attacca il centrosinistra come se esistesse. L'egemonia culturale della sinistra ha ragione la destra è sempre esistita. Ma dipendeva dalla pochezza culturale della destra.
Bene, forse la smetteremo per un po' di parlare di Rai. Sinceramente non riesco a capire lo scandalo con cui viene accolto questo Cda. E' peggio del precedente? Obbedisce a logiche diverse? Aspettiamolo ai fatti. Riserviamo la nostra capacità di incazzarci per quando cercherà di far fuori Biagi o Santoro o Chiambretti. Per il resto voglio vedere il consigliere leghista che vuole programmi in dialetto. Alle mille chiacchiere preferirei un giornalista coraggioso che chiedesse al futuro presidente che cosa pensa della massoneria.
Dagospia.com 27 Febbraio 2002
Adriano Sofri per Il Foglio
Dunque, non è che lo conosca tanto, Carlo Rossella. Non mi ricordo neanche esattamente da quando: tanto tempo fa, comunque. Tutto è di tanto tempo fa, ormai. In qualche viaggio estero ebbi modo di invidiarne la vasta e vivace informazione, e la padronanza di alberghi e ristoranti: alle cui tavole venivo accolto da portoghese. Essendo Rossella così competente e bello, tutti dicevano che sembrava un personaggio di Scott Fitzgerald, o almeno un agente segreto. In questa elegante mondanità gli capitò qualche anno fa di sfiorare una catastrofe aerea: ebbe qualche minuto a disposizione per ripensare alla vita propria e di tutti, e capire che cosa è veramente importante. Quando me lo raccontò, era così sincero e colpito che me ne compiacqui, ma mi allarmai anche un poco, che non diventasse una specie di lugubre piagnone pieno di ammonimenti da scampato e di ex-voto. Non è successo, anzi.
E' sempre bello, elegante, e forse ancora più mondano. Dunque non li ha fatti pesare quei due o tre minuti. Però non li ha dimenticati, ne sono certo. Si ricorda qual è la cosa più importante. Anch'io. Ora, benché a me non importasse niente delle nomine alla Rai (ho dei miei vuoti d'aria cui pensare) non mi piaceva di sentir chiamare Rossella "un dipendente di Berlusconi".
Anche perché scrivo sulla penultima pagina di Panorama, e non mi considero per questo un dipendente di un dipendente di Berlusconi. Questo avevo scritto e depositato in una busta chiusa prima delle nomine Rai, come si fa per le gare d'appalto.
(P.S. Il filosofo Lukács, si dice, sentendosi in punto di morte, chiamò al suo capezzale Agnes Heller, scolara prediletta, e le sussurrò: "Aver studiato e riflettuto tanto, e non aver capito la sola cosa veramente importante!"
"E qual era maestro?", chiese lei emozionata stringendogli la mano.
"Boh!", disse lui, e morì).
CHISSA' COSA PENSA BALDASSARRE DELLA MASSONERIA
Claudio Sabelli Fioretti per www.sabellifioretti.blogspot.com
Vi dicevo che mi sembrava di notare un certo fiato grosso della destra. Mi è bastato leggere la prima pagina del Giornale per rendermi conto che avevo ragione. Non parlano che della sinistra. Non hanno niente da dire. Il titolone è roba da Bagaglino "Il partito dei palloni gonfiati". Stefano Zecchi se la prende con gli intellettuali. Paolo Guzzanti chiama "imbarazzante messa isterica", la manifestazione dei 40 mila. Mario Giordano attacca il centrosinistra come se esistesse. L'egemonia culturale della sinistra ha ragione la destra è sempre esistita. Ma dipendeva dalla pochezza culturale della destra.
Bene, forse la smetteremo per un po' di parlare di Rai. Sinceramente non riesco a capire lo scandalo con cui viene accolto questo Cda. E' peggio del precedente? Obbedisce a logiche diverse? Aspettiamolo ai fatti. Riserviamo la nostra capacità di incazzarci per quando cercherà di far fuori Biagi o Santoro o Chiambretti. Per il resto voglio vedere il consigliere leghista che vuole programmi in dialetto. Alle mille chiacchiere preferirei un giornalista coraggioso che chiedesse al futuro presidente che cosa pensa della massoneria.
Dagospia.com 27 Febbraio 2002