LA LAGNA DI ALAGNA - DE BUSTIS, UN THRILLER ALLA GRISHAM - CASINI BATTE FINI 2 A 0 - UNICREDIT GROUP: METTI L'ARTE IN BANCA - L'AQUILA DI SALÒ - QUANTO LEGGE RUTELLI - LA CINA È DOLCINA PER MASTELLA - PAX CALTAGIRONE - CODACONS OH CARO.
A cura di Enrico Arosio e Paolo Forcellini per "L'espresso"
1 - LA LAGNA DI ALAGNA.
La gran villania di Roberto Alagna, che ha abbandonato la scena della Scala per due fischi alla seconda serata dell''Aida', non ha solo irritato il sovrintendente Stéphane Lissner, udito più volte imprecare in francese. Si sospetta l'operazione pubblicitaria. Se sia così astuta, però, è da vedere. Dopo il botto scaligero ("Inqualificabile" per Franco Zeffirelli), il tenore transalpino figlio di un muratore siciliano registra un boom di vendite in Francia: con il 'Cyrano' uscito in dvd per la Deutsche Grammophon il 27 novembre, con i cd 'Roberto Alagna chante Luis Mariano', con 'L'Elisir d'amore' di Donizetti prodotto dalla Decca.
Ma proprio alla Decca, l'etichetta londinese per cui incide anche sua moglie Angela Gheorghiu, così temperamentale da esser detta Draculette, Alagna ha creato un problema. Alla Scala la Decca stava filmando l''Aida', si doveva registrare per diverse serate per poi montare la versione finale. Riccardo Chailly, il direttore, anch'egli artista Decca, malvolentieri ha dovuto fare pure il mediatore. Al momento Alagna con la Scala ha chiuso. Lui, del resto, mira altrove: al Festival di Sanremo. La strategia pop l'ha studiata col suo manager Levon Sayan (agente di Mario Del Monaco e Aznavour) con cui condivide la società di produzione Seven Stars System. Il bello è che Sayan non è più manager della Gheorghiu, stufo delle sue bizze. Gli resta Alagna, che un alto magistrato milanese definisce "un cafonazzo di prim'ordine". (E. A.)
2 - THRILLER DE BUSTIS.
Ricordate Vincenzo De Bustis? Il banchiere che aveva fatto grande la Banca 121 di Lecce, venduta poi a peso d'oro al Monte dei Paschi di Siena, si ritrova al centro di un thriller legal-sentimentale degno di John Grisham. In novembre il manager è stato condannato per direttissima dal giudice per le indagini preliminari di Teramo a sei mesi di reclusione (convertiti in 8.040 euro di multa) per i prodotti di finanza innovativa venduti a suo tempo da Banca 121. Per difendersi De Bustis, oggi capo di Deutsche Bank in Italia, ha scelto un legale di grido, Paola Severino di Roma, che preannuncia ricorso e rileva come la decisione sull'ingannevolezza dei prodotti noti come MyWay e 4You contrasti con il giudizio espresso in merito da altri tribunali.
Il lato curioso è che l'avvocato Severino è sposata con Paolo di Benedetto, commissario Consob dal giugno del 2003. L'Authority che vigila sui mercati finanziari era intervenuta nel maggio 2005 sull'irregolarità dei prodotti di Banca 121 con le multe più alte mai rifilate a manager e funzionari (145 mila euro per il solo De Bustis). Le sanzioni furono però annullate dalla Corte d'Appello di Lecce: il ministero del Tesoro aveva aspettato più dei 90 giorni previsti tra la proposta della Consob e l'irrogazione del provvedimento. (L. P.)
3 - CASINI BATTE FINI 2 A 0.
Il derby del centrodestra tra Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini si sposta dai banchi del Parlamento e dalle piazze dei comizi alle rilevazioni dell'Auditel. Prima della pausa natalizia i gemelli della Cdl, entrambi cinquantenni, entrambi bolognesi, entrambi vogliosi di ereditare il patrimomio (politico) di Silvio Berlusconi, si sono confrontati a distanza negli studi di 'Porta a Porta' su Raiuno e di 'Otto e mezzo' su La7. Risultato: netta vittoria dell'ex democristiano Casini sul post-fascista Fini. Ospite del salotto di Vespa il 28 novembre, Fini è stato seguito in media da un milione e 741 mila telespettatori, il 20,85 di share.
Nello stesso contenitore, l'11 dicembre, Casini ha raccolto l'attenzione di 2 milioni e 240 mila ascoltatori, il 21,59 di share. Dati confermati dalla trasmissione di Giuliano Ferrara-Ritanna Armeni, in onda in prima serata su La7: lunedì 4 dicembre, ospite Casini, un milione e 278 mila telespettatori, 4,61 di share. Una settimana dopo, ospite Fini, i telespettatori calano a 767 mila e lo share a 2,81. Lo staff di Pier canta vittoria e prepara le prossime uscite: prima di Natale 'Che tempo che fa' con Fabio Fazio, nel 2007 'Invasioni barbariche' con Daria Bignardi. Fini è già stato dalla Bignardi, i suoi comunicatori studiano nuove mosse. Con il timore, però, che a bucare lo schermo resti sempre il Cavaliere. (M. D.)
4 - METTI L'ARTE IN BANCA.
Cinquecento opere di 90 giovani artisti italiani assemblate in due anni. UniCredit Group, nato nel 1998 dalla fusione di sette banche italiane e che ora, aggregando il gruppo tedesco Hvb, conta 148 mila dipendenti in 21 paesi, punta sull'arte. Anzi, precisa Catterina Seia, cultural asset manager di Unicredito, sui talenti affacciatisi negli anni '80. Investimento che significa committenza e produzione di opere, garantendo ai giovani visibilità e circolazione internazionale dei loro lavori. Con il progetto Sharing Passion, 70 opere di fotografia gireranno in 16 sedi italiane. Mentre è recente l'impegno del gruppo nel lancio del C4 di Caldogno (Vicenza), centro di formazione attraverso l'arte contemporanea per il cui avvio ha finanziato i lavori di cinque artisti, tra cui Olivo Barbieri e Loris Cecchini.
Di Cecchini è anche la prima opera prodotta da UniCredit per il Mambo, il museo di arte moderna che inaugurerà il 5 maggio a Bologna, ora in mostra al Palais de Tokyo a Parigi. Si punta anche sui giovanissimi, come Alice Cattaneo, Luisa Rabbia o Eva Frapiccini i cui lavori sono stati acquistati all'ultima Altissima di Torino. Città dov'è al lavoro Nicola De Maria che sta realizzando un wall painting di 47 metri per l'ingresso della nuova Corporate University del gruppo che apre a gennaio. (S. D. O.)
5 - FIDEL TI VOGLIO BENE.
Un'ora di fuochi pirotecnici all'Avana. È il regalo che un imprenditore di Avezzano, Berto Savina, ha fatto a Fidel Castro per i suoi 80 anni. Nel 1994 Savina chiese a Castro di poter vendere articoli da regalo e giocattoli a un dollaro, 'Todo per uno'. L'idea piacque al líder maximo. Da allora, ogni mese partono per Cuba oltre 100 container.
6 - L'AQUILA DI SALÒ.
Coloro che militarono nella Repubblica di Salò entreranno gratis nei musei aquilani. È una iniziativa dell'assessore alla Cultura del Comune dell'Aquila, Maurizio Dionisio, che non esita a definirsi fascista, ed è il vicesegretario del Movimento sociale di Pino Rauti. "Gli ex appartenenti alla Rsi", spiega l'assessore, "hanno un'associazione, l'Uncrsi, e una tessera. Mostreranno quella. È ora che siano messi sullo stesso piano dei partigiani".
7 - QUANTO LEGGE RUTELLI.
Francesco Rutelli ha ottenuto 3 milioni dalla Finanziaria per il suo Centro nazionale per il libro, che dovrebbe trasformare l'attuale sonnacchioso Istituto del libro in qualcosa di nuovo. Ma cosa? Nessuno lo sa, nemmeno la direttrice Vitaliana Vitale: per ora si discute se nell'organismo direttivo del Centro debbano entrare o meno gli editori. Poltrone in vista, comunque.
8 - LA CINA È DOLCINA.
Dopo Prodi, in Cina arrivano Clemente Mastella e il suo Sannio. Gli uomini del leader dell'Udeur sono infatti gli ispiratori di una nuova manovra finanziario-gastronomica 'servita' dalla Regione Campania: 'DolCina', ovvero come lanciare i liquori beneventani a Pechino e dintorni utilizzando ben 500 mila euro di fondi europei. Il dettaglio delle spese sul sito anti-sprechi www.sprofondo rosso.it: 55 mila euro per consulenze, 40 mila per indagini di mercato, 30 mila per interpretariato, 88 mila per partecipazione a fiere, 40 mila per organizzare fiere, 90 mila per la gestione di stand, 30 mila per le spese di viaggio. Inoltre 18 mila vanno per la comunicazione su giornali e tv, 20 mila per promozione attraverso gli stessi media oltre a 44 mila per realizzare non meglio identificati strumenti editoriali. Altri 45 mila sono destinati alla realizzazione di un sito web. Come si dice 'liquori d'oro' in cinese? (M. F.)
9 - PAX CALTAGIRONE.
Il disgelo arriva a Natale tra i due rami più importanti della famiglia Caltagirone. Da anni infatti i rapporti tra i due cugini costruttori, l'editore del 'Messaggero' e il patron di Acqua Marcia, sono freddi. A fare il primo passo è stato Francesco Bellavista Caltagirone, sfruttando l'occasione offerta dalla sua biografia: un volume, 'L'outsider', stampato in poche copie come strenna natalizia per familiari e amici. Lì, tra ricordi di gioventù e memorie sulla dolce vita, nel ricostruire la dynasty siculo-capitolina, tributa omaggio al successo del cugino editore. Poche parole, in cui gli riconosce il primato: "Il ruolo più importante è quello assunto da Francesco Gaetano Caltagirone, detto Franco, figlio di uno dei fratelli di mio padre Ignazio". E ne elenca testate e aziende. Con tanti auguri. (G. D. F.)
10 - CODACONS OH CARO.
Fa di nuovo discutere il numero 892 del Codacons: un call center che costa 1,80 euro al minuto. La polemica approda su Internet: autori di blog popolari dicono che l'associazione consumatori "predica bene ma razzola male" (http://xmau.com). Altri (www.mantellini.it) fanno notare che sul sito web il Codacons si è premurato di scrivere in caratteri più piccoli del normale il costo del servizio. Sorprende perché le battaglie ai carissimi 892 sono da tempo uno dei crucci delle associazioni consumatori. "In realtà quei soldi non vanno in tasca a noi, ma alla società a cui ci siamo affidati per il call center, dove si prende appuntamento per incontrare i nostri consulenti", spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons. (A. L.)
Dagospia 27 Dicembre 2006
1 - LA LAGNA DI ALAGNA.
La gran villania di Roberto Alagna, che ha abbandonato la scena della Scala per due fischi alla seconda serata dell''Aida', non ha solo irritato il sovrintendente Stéphane Lissner, udito più volte imprecare in francese. Si sospetta l'operazione pubblicitaria. Se sia così astuta, però, è da vedere. Dopo il botto scaligero ("Inqualificabile" per Franco Zeffirelli), il tenore transalpino figlio di un muratore siciliano registra un boom di vendite in Francia: con il 'Cyrano' uscito in dvd per la Deutsche Grammophon il 27 novembre, con i cd 'Roberto Alagna chante Luis Mariano', con 'L'Elisir d'amore' di Donizetti prodotto dalla Decca.
Ma proprio alla Decca, l'etichetta londinese per cui incide anche sua moglie Angela Gheorghiu, così temperamentale da esser detta Draculette, Alagna ha creato un problema. Alla Scala la Decca stava filmando l''Aida', si doveva registrare per diverse serate per poi montare la versione finale. Riccardo Chailly, il direttore, anch'egli artista Decca, malvolentieri ha dovuto fare pure il mediatore. Al momento Alagna con la Scala ha chiuso. Lui, del resto, mira altrove: al Festival di Sanremo. La strategia pop l'ha studiata col suo manager Levon Sayan (agente di Mario Del Monaco e Aznavour) con cui condivide la società di produzione Seven Stars System. Il bello è che Sayan non è più manager della Gheorghiu, stufo delle sue bizze. Gli resta Alagna, che un alto magistrato milanese definisce "un cafonazzo di prim'ordine". (E. A.)
2 - THRILLER DE BUSTIS.
Ricordate Vincenzo De Bustis? Il banchiere che aveva fatto grande la Banca 121 di Lecce, venduta poi a peso d'oro al Monte dei Paschi di Siena, si ritrova al centro di un thriller legal-sentimentale degno di John Grisham. In novembre il manager è stato condannato per direttissima dal giudice per le indagini preliminari di Teramo a sei mesi di reclusione (convertiti in 8.040 euro di multa) per i prodotti di finanza innovativa venduti a suo tempo da Banca 121. Per difendersi De Bustis, oggi capo di Deutsche Bank in Italia, ha scelto un legale di grido, Paola Severino di Roma, che preannuncia ricorso e rileva come la decisione sull'ingannevolezza dei prodotti noti come MyWay e 4You contrasti con il giudizio espresso in merito da altri tribunali.
Il lato curioso è che l'avvocato Severino è sposata con Paolo di Benedetto, commissario Consob dal giugno del 2003. L'Authority che vigila sui mercati finanziari era intervenuta nel maggio 2005 sull'irregolarità dei prodotti di Banca 121 con le multe più alte mai rifilate a manager e funzionari (145 mila euro per il solo De Bustis). Le sanzioni furono però annullate dalla Corte d'Appello di Lecce: il ministero del Tesoro aveva aspettato più dei 90 giorni previsti tra la proposta della Consob e l'irrogazione del provvedimento. (L. P.)
3 - CASINI BATTE FINI 2 A 0.
Il derby del centrodestra tra Gianfranco Fini e Pier Ferdinando Casini si sposta dai banchi del Parlamento e dalle piazze dei comizi alle rilevazioni dell'Auditel. Prima della pausa natalizia i gemelli della Cdl, entrambi cinquantenni, entrambi bolognesi, entrambi vogliosi di ereditare il patrimomio (politico) di Silvio Berlusconi, si sono confrontati a distanza negli studi di 'Porta a Porta' su Raiuno e di 'Otto e mezzo' su La7. Risultato: netta vittoria dell'ex democristiano Casini sul post-fascista Fini. Ospite del salotto di Vespa il 28 novembre, Fini è stato seguito in media da un milione e 741 mila telespettatori, il 20,85 di share.
Nello stesso contenitore, l'11 dicembre, Casini ha raccolto l'attenzione di 2 milioni e 240 mila ascoltatori, il 21,59 di share. Dati confermati dalla trasmissione di Giuliano Ferrara-Ritanna Armeni, in onda in prima serata su La7: lunedì 4 dicembre, ospite Casini, un milione e 278 mila telespettatori, 4,61 di share. Una settimana dopo, ospite Fini, i telespettatori calano a 767 mila e lo share a 2,81. Lo staff di Pier canta vittoria e prepara le prossime uscite: prima di Natale 'Che tempo che fa' con Fabio Fazio, nel 2007 'Invasioni barbariche' con Daria Bignardi. Fini è già stato dalla Bignardi, i suoi comunicatori studiano nuove mosse. Con il timore, però, che a bucare lo schermo resti sempre il Cavaliere. (M. D.)
4 - METTI L'ARTE IN BANCA.
Cinquecento opere di 90 giovani artisti italiani assemblate in due anni. UniCredit Group, nato nel 1998 dalla fusione di sette banche italiane e che ora, aggregando il gruppo tedesco Hvb, conta 148 mila dipendenti in 21 paesi, punta sull'arte. Anzi, precisa Catterina Seia, cultural asset manager di Unicredito, sui talenti affacciatisi negli anni '80. Investimento che significa committenza e produzione di opere, garantendo ai giovani visibilità e circolazione internazionale dei loro lavori. Con il progetto Sharing Passion, 70 opere di fotografia gireranno in 16 sedi italiane. Mentre è recente l'impegno del gruppo nel lancio del C4 di Caldogno (Vicenza), centro di formazione attraverso l'arte contemporanea per il cui avvio ha finanziato i lavori di cinque artisti, tra cui Olivo Barbieri e Loris Cecchini.
Di Cecchini è anche la prima opera prodotta da UniCredit per il Mambo, il museo di arte moderna che inaugurerà il 5 maggio a Bologna, ora in mostra al Palais de Tokyo a Parigi. Si punta anche sui giovanissimi, come Alice Cattaneo, Luisa Rabbia o Eva Frapiccini i cui lavori sono stati acquistati all'ultima Altissima di Torino. Città dov'è al lavoro Nicola De Maria che sta realizzando un wall painting di 47 metri per l'ingresso della nuova Corporate University del gruppo che apre a gennaio. (S. D. O.)
5 - FIDEL TI VOGLIO BENE.
Un'ora di fuochi pirotecnici all'Avana. È il regalo che un imprenditore di Avezzano, Berto Savina, ha fatto a Fidel Castro per i suoi 80 anni. Nel 1994 Savina chiese a Castro di poter vendere articoli da regalo e giocattoli a un dollaro, 'Todo per uno'. L'idea piacque al líder maximo. Da allora, ogni mese partono per Cuba oltre 100 container.
6 - L'AQUILA DI SALÒ.
Coloro che militarono nella Repubblica di Salò entreranno gratis nei musei aquilani. È una iniziativa dell'assessore alla Cultura del Comune dell'Aquila, Maurizio Dionisio, che non esita a definirsi fascista, ed è il vicesegretario del Movimento sociale di Pino Rauti. "Gli ex appartenenti alla Rsi", spiega l'assessore, "hanno un'associazione, l'Uncrsi, e una tessera. Mostreranno quella. È ora che siano messi sullo stesso piano dei partigiani".
7 - QUANTO LEGGE RUTELLI.
Francesco Rutelli ha ottenuto 3 milioni dalla Finanziaria per il suo Centro nazionale per il libro, che dovrebbe trasformare l'attuale sonnacchioso Istituto del libro in qualcosa di nuovo. Ma cosa? Nessuno lo sa, nemmeno la direttrice Vitaliana Vitale: per ora si discute se nell'organismo direttivo del Centro debbano entrare o meno gli editori. Poltrone in vista, comunque.
8 - LA CINA È DOLCINA.
Dopo Prodi, in Cina arrivano Clemente Mastella e il suo Sannio. Gli uomini del leader dell'Udeur sono infatti gli ispiratori di una nuova manovra finanziario-gastronomica 'servita' dalla Regione Campania: 'DolCina', ovvero come lanciare i liquori beneventani a Pechino e dintorni utilizzando ben 500 mila euro di fondi europei. Il dettaglio delle spese sul sito anti-sprechi www.sprofondo rosso.it: 55 mila euro per consulenze, 40 mila per indagini di mercato, 30 mila per interpretariato, 88 mila per partecipazione a fiere, 40 mila per organizzare fiere, 90 mila per la gestione di stand, 30 mila per le spese di viaggio. Inoltre 18 mila vanno per la comunicazione su giornali e tv, 20 mila per promozione attraverso gli stessi media oltre a 44 mila per realizzare non meglio identificati strumenti editoriali. Altri 45 mila sono destinati alla realizzazione di un sito web. Come si dice 'liquori d'oro' in cinese? (M. F.)
9 - PAX CALTAGIRONE.
Il disgelo arriva a Natale tra i due rami più importanti della famiglia Caltagirone. Da anni infatti i rapporti tra i due cugini costruttori, l'editore del 'Messaggero' e il patron di Acqua Marcia, sono freddi. A fare il primo passo è stato Francesco Bellavista Caltagirone, sfruttando l'occasione offerta dalla sua biografia: un volume, 'L'outsider', stampato in poche copie come strenna natalizia per familiari e amici. Lì, tra ricordi di gioventù e memorie sulla dolce vita, nel ricostruire la dynasty siculo-capitolina, tributa omaggio al successo del cugino editore. Poche parole, in cui gli riconosce il primato: "Il ruolo più importante è quello assunto da Francesco Gaetano Caltagirone, detto Franco, figlio di uno dei fratelli di mio padre Ignazio". E ne elenca testate e aziende. Con tanti auguri. (G. D. F.)
10 - CODACONS OH CARO.
Fa di nuovo discutere il numero 892 del Codacons: un call center che costa 1,80 euro al minuto. La polemica approda su Internet: autori di blog popolari dicono che l'associazione consumatori "predica bene ma razzola male" (http://xmau.com). Altri (www.mantellini.it) fanno notare che sul sito web il Codacons si è premurato di scrivere in caratteri più piccoli del normale il costo del servizio. Sorprende perché le battaglie ai carissimi 892 sono da tempo uno dei crucci delle associazioni consumatori. "In realtà quei soldi non vanno in tasca a noi, ma alla società a cui ci siamo affidati per il call center, dove si prende appuntamento per incontrare i nostri consulenti", spiega Carlo Rienzi, presidente del Codacons. (A. L.)
Dagospia 27 Dicembre 2006