CORTINA, SPARITI 100MILA EURO DALLA CASSA DEL CLUB DEI VIP - PRIMA SOSPETTATA: LA SEGRETARIA, COSTRETTA A DIMETTERSI - LEI NEGA TUTTO: "FACEVO IL MIO LAVORO, NON HO RUBATO NIENTE" - LA VICENDA CITATA ANCHE IN CHIESA, NELL'OMELIA DI S.SILVESTRO.

Massimo Spampani per il "Corriere della Sera"


All'ombra delle Tofane non si parla d'altro. Il caso dello Sci Club 18 (il più esclusivo d'Italia, con una nutrita schiera di vip tra i suoi tesserati), dalla cui cassa mancano circa centomila euro, ha valicato la cerchia dei salotti bene, per approdare in chiesa. Di mezzo c'è l'ex segretaria, denunciata dagli amministratori, costretta alle dimissioni quando c'è stata la verifica del bilancio al cambio di presidenza, passata dal principe romano Piero Colonna ad Alvise Alverà, importante finanziere con uffici a Londra e Lugano.

E' stato proprio Alverà ad accorgersi dell'ammanco nella sua opera di revisione dei conti, per garantire la trasparenza della gestione del Club. «Il nostro è un circolo sportivo sano - sostiene Alverà - facciamo onore a Cortina».
Il nuovo presidente è convinto che non ci siano responsabilità da parte del vecchio consiglio d'amministrazione. I soci, quelli storici e quelli più recenti, guardano a lui come a uno stimato professionista che, per stile e capacità, sarà in grado di risolvere in breve tempo la vicenda.

E, intanto, lo scandalo cortinese è diventato un procedimento giudiziario. La casa dell'ex segretaria è stata perquisita quando è stata aperta l'inchiesta: «Stiamo indagando per il reato di appropriazione indebita», ha confermato il procuratore di Belluno Domenico Labozzetta. L'argomento è stato persino oggetto dell'omelia del priore della Chiesa della Beata Vergine della Difesa, la seconda per dimensioni nel comune di Cortina dopo la parrocchiale in corso Italia, ma la più amata dagli ampezzani e frequentatissima anche dagli ospiti illustri.

Durante la messa delle 17,30 del giorno di San Silvestro, frate Leone ha colto lo spunto dell'ammanco di cassa del Club 18 per rivolgersi ai fedeli, citando il fatto come esempio di immoralità: «Nel mondo ci sono milioni di persone che muoiono di fame, mentre noi invece viviamo in una società dove assistiamo a episodi che non sappiamo come possano accadere: penso alla sparizione dei soldi allo Sci Club 18, a tutte quelle migliaia di euro».



Frate Leone, un veneziano originario di Marghera, da tre anni in servizio a Cortina, a capo (si definisce «guardiano responsabile») di una piccola comunità di quattro confratelli che vive nel convento accanto alla chiesa, aggiunge: «Ho sentito la notizia e mi è servita per l'omelia. Mi è sembrato calzante il caso di questi soldi spariti. Fa parte della nostra quotidianità. Anche se ci sono fatti più gravi, penso all'esecuzione di Saddam, della quale ho pure parlato nell'omelia, è un segno dei tempi. I ricchi? Il Signore invita tutti gli uomini ad essere solidali. Penso però sempre bene - aggiunge - dei signori di Cortina, perché è da essi che può venire e viene molta generosità anche per la nostra chiesa».

«Ho trovato fuori posto l'intervento del frate in chiesa prima del Te Deum - commenta una signora di Cortina che frequenta lo Sci club 18 - cosa c'entra la fame nel mondo?». «Quel frate ha ingigantito la cosa - aggiunge Rolly Marchi - vicino al Club fin dalla sua fondazione -. Sono fatti abbastanza comuni nella società attuale. Ho parlato con il presidente, dice che c'è un grande impegno per eliminare ogni rimembranza di questa vicenda. Nell'ultima assemblea si è discusso quattro ore per cambiare lo statuto.
Prima il presidente veniva eletto dai soli soci fondatori o dai loro sostituti, cosa che va contro le direttive della federazione dello sci. Ora, dopo un'acerrima lotta ha vinto la parte che invece vuole eletto il presidente da parte di tutti i soci. Così si toglie ogni sospetto».

Nella lista dei soci ci sono nomi del gotha degli affari: tra gli altri le famiglie di Umberto e Gaetano Marzotto, Martina Mondadori, Luca di Montezemolo, Paolo e Francesca Scaroni, Luigino Rossi.

L'ex segretaria comunque passa al contrattacco. «Ero semplicemente una dipendente - dice con forza al Corriere del Veneto Ilaria Cavallini, 30 anni, di origini cortinese -. E poi basta su quei conti: sappiamo bene quali siano le mansioni di una segretaria. Non ho rubato una lira, qualsiasi cosa abbia fatto, l'ho fatta con l'autorizzazione del direttivo. Sono del tutto innocente».
Le insinuazioni su prestazioni che andavano al di là del rapporto professionale vengono rigettate: «Non c'è mai stato niente di tutto ciò tra me e chiunque faccia parte del club. Sono felicemente fidanzata».


Dagospia 03 Gennaio 2007