'PARIS-MATCH' SCOOP - A SPARARE CONTRO KAROL WOJTYLA FURONO IN DUE: ALI AGCA ED L'AMICO DEL CUORE ORAL CELIK. MA QUEST'ULTIMO "E' SFUGGITO ALLA GIUSTIZIA". GRAZIE A CHI? - L'EX LUPO GRIGIO VIVREBBE NEL CAUCASO DOVE SI OCCUPA DI PETROLIO.
(Adnkronos) - Oral Celik, il secondo uomo dell'attentato a Giovanni Paolo II, e' oggi un importante uomo d'affari. L'ex lupo grigio vivrebbe tra l'Azerbaidjan ed altri paesi del Caucaso dove si occupa ufficialmente di petrolio. Lo scrive il settimanale francese Paris-Match, che in un'inchiesta firmata dal giornalista e scrittore Jean Marie Stoerkel, a lungo impegnato sulle trame dietro l'attentato del 13 maggio '81, sostiene senza dubbio che a sparare contro Karol Wojtyla furono in due: Ali Agca ed l'amico del cuore Oral Celik. Ma quest'ultimo "e' sfuggito alla giustizia". Grazie a chi?
Secondo l'autore dell'inchiesta di 'Paris Match', "una nebulosa di servizi segreti ha protetto negli anni il fratello assassino di Agca ed il capo dei Lupi Grigi, Abdullah Chatli. Jean-Marie Stoerkel scrive che un poliziotto turco, Abdulvahap Dogu, gli ha confermato che dopo l'attentato al Papa "Celik lascio' Roma a bordo di una Mercedes immatricolata in Francia".
Non solo: quando la polizia arresta Celik a Zurigo nel 1982, dopo una riunione con agenti segreti dei servizi elvetici e italiani, egli viene rilasciato. Raccontera' lui stesso che in quell'occasione gli fu restituito il passaporto nonostante il suo paese, la Turchia, lo ricercasse per omicidio". Ma le coperture delle quali negli anni ha goduto Oral Celik sono molte e l'ex Lupo grigio nato a Malatya come Ali Agca, e' uno dei pochi ad essere sopravvissuto ai suoi compagni, soppressi negli anni uno ad uno, ivi compreso Bekir Celenk, che nel 1985, scrive Paris-Match, "soccombe ufficialmente ad una crisi cardiaca in una prigione militare vicino Ankara portandosi dietro gran parte dei segreti legati all'attentato".
Lo segue qualche anno dopo Abdullah Chatli, che il 3 novembre 1996 rimane vittima di un incidente d'auto in Turchia. Per lungo tempo, le tracce di Oral Celik, sembrano perdute. Il 16 dicembre 1993, la Francia lo estrada in Italia, non per l'attentato al Papa ma per traffico di eroina. Il giudice incaricato dell'inchiesta, Rosario Priore, lo interroga piu' volte. Celik dira' che la polizia francese gli aveva consegnato dei documenti quando era ricercato per l'attentato a Giovanni Paolo II.
Nel 1996, dopo essere stato rilasciato dalle carceri svizzere, Celik parte per la Turchia, nonostante li' sia ricercato per l'omicidio Ipecki e rischi la pena di morte. "Al suo arrivo ad Istanbul viene arrestato, e montagne di fiori -scrive il giornalista di Paris-Match- vengono deposte davanti alla prigione. Il 22 gennaio 1997 e' liberato: i testimoni non si presentano in Tribunale. E a Malatya, il dossier aperto contro di lui per l'omicidio di un professore di sinistra, sparisce dal Tribunale".
"Nel 1997, Celik mi chiama due volte dalla Turchia -scrive ancora Stoerkel- e mi dice di essere pronto a fare i nomi dei mandanti dell'attentato al Papa. Aggiungendo che gli devono milioni di dollari".
Da allora, l'ex Lupo Grigio, secondo l'inchiesta del settimanale francese, sarebbe diventato un uomo d'affari operativo nelle ex repubbliche sovietiche del Caucaso.
Dagospia 30 Gennaio 2007
Secondo l'autore dell'inchiesta di 'Paris Match', "una nebulosa di servizi segreti ha protetto negli anni il fratello assassino di Agca ed il capo dei Lupi Grigi, Abdullah Chatli. Jean-Marie Stoerkel scrive che un poliziotto turco, Abdulvahap Dogu, gli ha confermato che dopo l'attentato al Papa "Celik lascio' Roma a bordo di una Mercedes immatricolata in Francia".
Non solo: quando la polizia arresta Celik a Zurigo nel 1982, dopo una riunione con agenti segreti dei servizi elvetici e italiani, egli viene rilasciato. Raccontera' lui stesso che in quell'occasione gli fu restituito il passaporto nonostante il suo paese, la Turchia, lo ricercasse per omicidio". Ma le coperture delle quali negli anni ha goduto Oral Celik sono molte e l'ex Lupo grigio nato a Malatya come Ali Agca, e' uno dei pochi ad essere sopravvissuto ai suoi compagni, soppressi negli anni uno ad uno, ivi compreso Bekir Celenk, che nel 1985, scrive Paris-Match, "soccombe ufficialmente ad una crisi cardiaca in una prigione militare vicino Ankara portandosi dietro gran parte dei segreti legati all'attentato".
Lo segue qualche anno dopo Abdullah Chatli, che il 3 novembre 1996 rimane vittima di un incidente d'auto in Turchia. Per lungo tempo, le tracce di Oral Celik, sembrano perdute. Il 16 dicembre 1993, la Francia lo estrada in Italia, non per l'attentato al Papa ma per traffico di eroina. Il giudice incaricato dell'inchiesta, Rosario Priore, lo interroga piu' volte. Celik dira' che la polizia francese gli aveva consegnato dei documenti quando era ricercato per l'attentato a Giovanni Paolo II.
Nel 1996, dopo essere stato rilasciato dalle carceri svizzere, Celik parte per la Turchia, nonostante li' sia ricercato per l'omicidio Ipecki e rischi la pena di morte. "Al suo arrivo ad Istanbul viene arrestato, e montagne di fiori -scrive il giornalista di Paris-Match- vengono deposte davanti alla prigione. Il 22 gennaio 1997 e' liberato: i testimoni non si presentano in Tribunale. E a Malatya, il dossier aperto contro di lui per l'omicidio di un professore di sinistra, sparisce dal Tribunale".
"Nel 1997, Celik mi chiama due volte dalla Turchia -scrive ancora Stoerkel- e mi dice di essere pronto a fare i nomi dei mandanti dell'attentato al Papa. Aggiungendo che gli devono milioni di dollari".
Da allora, l'ex Lupo Grigio, secondo l'inchiesta del settimanale francese, sarebbe diventato un uomo d'affari operativo nelle ex repubbliche sovietiche del Caucaso.
Dagospia 30 Gennaio 2007