RIOTTA LOVES MUCCINO JR - LANZA VS ROSSELLA - IL CORRIERE RIPUBBLICA UN GAGGI DEL 2004 - L'ESCAMOTAGE DELLA PANDA 'D'EPOCA' - LA FIGLIA DI LE PEN: "NON MI PARLATE DI FINI" - "AFFARI TUOI" SFORA INVANO - 'GAZZA' NUOVO VICE - MEOCCI PERCHE'.
1 - Da Il Giornale - Se va avanti così, ce lo ritroviamo al Tg1 con la rubrica fissa "Il prezzemolino". Silvio Muccino, fratello minore di Gabriele, non ha più i "capelli a fungo" e la zeppola; in compenso è diventato il cocco di Gianni Riotta. Due interviste in una settimana, nell'edizione delle 20.30. Per scoprire cosa? Che gli adolescenti sono inquieti perché si sentono (o sono) soli, che presto debutterà nella regia in un film tratto dal suo romanzo "Parlami d'amore". La seconda è una notizia arcinota, la prima una sciocchezza generica. Ma Muccino jr, con quell'aria un po' bohémienne, da debosciato tenero, non si discute: di mestiere fa il giovane intelligente, quindi.
2 - Da http://davidemaggio.iobloggo.com/archive.php?eid=442 - Qualora Vi foste trovati in quel di Cinecittà questo pomeriggio, Vi sareste certamente accorti che nei pressi dello studio di Cattiva Domenica c'era un gran... baccano! Si mormora, infatti, che l'autore del programma Cesare Lanza ne abbia cantate quattro al direttore del TG5 Carlo Rossella, contattato telefonicamente. Cosa avrà fatto mai di così fastidioso il buon Carlo Rossella? Ebbene, il direttore ha ceduto la linea al programma della Perego con 15 minuti di ritardo. L'accaduto ha tutti i connotati di una punizione! Che Carlo Rossella abbia voluto far "pagare" ai mattacchioni di Buona Domenica il simpatico scherzetto fatto durante il collegamento col suo telegiornale domenica scorsa?
3 - Tre righe, senza troppi dettagli, in coda alla rubrica delle lettere: "Per un inconveniente tecnico, sul Corriere di ieri è uscito un articolo su John Kerry e il protezionismo con un testo già pubblicato. Ce ne scusiamo con i lettori". Di che si tratta? Per saperlo occorre andare a vedere cosa (ri)pubblicava due giorni fa il giornale di Paolino Mieli a pagina 25. Cronaca di Massimo Gaggi da Davos, titoli: "Ma Kerry mostra il volto protezionista dei democratici. L'ex candidato alla Casa Bianca alle aziende Usa: basta spostare lavoro all'estero. Importazioni meno facili". Chissà perché tutto questo spazio allo sconfitto delle ultime elezioni, peraltro pochi giorni dopo che ha annunciato di non correre di nuovo l'anno prossimo. Leggendo dentro al pezzo, però, qualcosa non quadra. ".e il suo vice John Edwards, che non riesce a scaldare più di tanto la platea dei delegati democratici.solo parole di una campagna elettorale zeppa di promesse palesemente irrealizzabili.perché Kerry porterà alla Casa Bianca la sua stessa filosofia.". Ma è un pezzo del 2004! Evidentemente al Corriere sono troppo impegnati a combattere la guerra degli azionisti in prima pagina per rileggere i pezzi che pubblicano.
4 - A Viale Mazzini c'è sconcerto dopo la puntata di ieri sera di "Affari Tuoi". Due i motivi: 1) il concorrente baffuto alla Peppone che si è prodigato in capriole ed equilibrismi imbarazzanti per il pacco da 250.000 euro tra quelli finali (per la gioia del Codacons che ha denunciato la ricorrenza "ai confini della realtà" statistica). 2) il fatto che l'annunciato ritorno a orari di prima serata non oltre le 21.10 sia già naufragato dopo poco più di un mese, con lo sforamento d'orario di "Affari Tuoi", di ieri, fino alle 21.29. Tutto questo non è servito, visto che "Paperissima Sprint" su Canale 5 ha prevalso nella sovrapposizione con il 23% di share, mentre i pacchi si sono aperti solo poco sopra il 21%.
5 - Gianluca Lo Vetro per www.crisalidepress.it - Botta di vita e di rock per Gianfranco Ferré. Che ha scelto come testimonial della sua campagna primavera-estate 2007 realizzata da Mario Testino, la cantante Skin. L'artista sarà ospite dell'architetto in un live concert la sera del 23 febbraio, giorno della sfilata, nella sede di via Pontaccio.Ferré, come Versace, conferma la tendenza alla pubblicità con protagonisti dello star system. Anche se, a questo giro, lo stilista cambia "skin" e dopo la patinata Julia Roberts del grande schermo, sceglie un interprete decisamente più aggressiva dal volto musicale.
6 - Entrerà in carica il 1° febbraio il nuovo vice direttore della 'Gazzetta dello Sport', Gianni Valenti, 43 anni, di cui gli ultimi 17 passati al 'Corriere della Sera'. Ex caporedattore centrale, responsabile delle edizioni locali, Valenti ha avuto un ruolo di primo piano nella trasformazione full color del 'Corriere della Sera' e nel lancio della free press pomeridiana 'Anteprima del Corriere della Sera', esperienze che gli serviranno nell'operazione che manderà in edicola nel 2008 La 'Gazzetta dello Sport' tutta a colori e in formato tabloid. (Primaonline.it)
7 - (DIRE) - Nel giro di pochi anni i club sono aumentati notevolmente. Sono le cifre a parlare chiaro. Nel '97, dopo quarant'anni, i club erano 123 in Italia e i collezionisti 15 mila. Oggi i club sono 250 (solo nel Lazio sono passati da 5 a 21) e i soci si aggirano intorno agli 80 mila. E calcolando che un'iscrizione ammonta a circa 200 euro l'anno, e che ai Club spetta il 60%, all'Asi vanno circa 5-6 milioni di euro l'anno. Insomma, previa iscrizione, e' facile aggirare le norme vigenti. Basta avere un'utilitaria un po' vecchiotta.
8 - Biscardone comunica - Il Processo di Biscardi continua l'ottima serie di ascolti di questa stagione su 7Gold. Grande successo per la rubrica sulla campagna acquisti e cessioni delle grandi società calcistiche curata da Giulio Mola con le ultime novità sul "caso Ronaldo" e le rivelazioni sul mercato svelate in diretta dal procuratore Fifa, Vincenzo Morabito e da Andrea Pretti, agente del calciatore della Roma Cristian Chivu.
9 - (ANSA) - Un caso ''paradigmatico'' di violazione della legge 481 del 1985, che impedisce ai componenti delle Autorita', entro 4 anni dalla fine dell'incarico, di assumere ruoli in aziende controllate dall'organismo di garanzia: questo il motivo essenziale per cui la VI sezione del Consiglio di Stato, lo scorso 19 dicembre, ha rigettato i ricorsi della Rai e di Alfredo Meocci sulla sua incompatibilita' come direttore generale e confermato le multe di oltre 14 milioni di euro all'azienda e di 373mila euro allo stesso Meocci, condannandoli a pagare anche 21mila euro di spese processuali. La nomina di Meocci a direttore generale di Viale Mazzini, infatti, secondo il supremo organo di giustizia amministrativa - e' spiegato nella sentenza - da' corpo proprio a entrambi i rischi che la legge vuole evitare. In primo luogo, si tratta di una nomina ''spiccatamente premiale'' per l'interessato e ''fortemente strategica'' per l'azienda, e percio' configura il rischio che l' attivita' di commissario Agcom ''sia stata espletata in modo da essere piegata a vantaggio dell'azienda vigilata'' (per di piu' ''uno dei due operatori dominanti'' sottoposti al controllo del Garante), in modo da ''porre le basi per una gratificazione successiva''. Secondo, c'e' la possibilita' che, nella veste di dg, ''l'ex componente dell' Autorita' sfrutti, a vantaggio dell'azienda, il patrimonio di esperienze e conoscenze accumulato'' negli anni all'Autorita'. Tra i punti presi in considerazione dai giudici di Palazzo Spada, anche il consenso del ministero dell'Economia, in qualita' di azionista Rai, alla nomina di Meocci: un elemento che non ha ''rilievo scusante''. Non si tratta, infatti - dice il Consiglio di Stato - di un soggetto destinato a giudicare sui fatti, caso in cui si sarebbe potuto parlare di ''affidamento incolpevole'' alle decisioni dell'azionista.
10 - Una delle tre figlie di Le Pen, Marine, 38 anni, nata il 5 agosto 1968, in piena rivolta studentesca è la prediletta di papà Jean-Marie: nominata direttrice strategica della campagna presidenziale, ha lavorato molto in questi anni, anche su se stessa. L'ex brutto anatroccolo dev'essere passato attraverso le abili mani di un chirurgo estetico. Lei nega e dalle pagine di Vanity Fair in edicola dal 31 gennaio, attribuisce ai sondaggi la sua ritrovata beauté. Ci spiega come si fa a trasformare un sondaggio in una cura di bellezza? "In Francia si parla solo di Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal. Tutti fanno finta di non vedere questo 17 per cento di cittadini che crede in noi. È stata la speranza di ottenere questo risultato che mi ha dato la forza di cambiare. E poi, penso che le donne in politica abbiano ormai il diritto di mostrare la propria femminilità. Magari senza esagerare come la vostra Alessandra Mussolini che, a volte, sembra una cantante". La conosce bene? "È seduta dietro di me al Parlamento europeo, ma non abbiamo contatti. Non parla una parola di francese".
Mi sembra che non le piaccia. "Interviene solo sui diritti delle donne. Un approccio che non amo". Lei è vista come l'ala progressista del Fronte, un po' come Gianfranco Fini in An. La sua leadership potrebbe essere una svolta interessante per la politica francese. "Non mi parli di svolte e, soprattutto, non mi parli di Gianfranco Fini. Lui si è scelto un patron, Berlusconi, e la sua non è stata una svolta. Alleanza Nazionale è diventata un'altra cosa. Io non ho intenzione di imitare la sua operazione. Jamais".
Un politico italiano che invece le piace? "Ho stretto la mano una volta a Pier Ferdinando Casini. Un gran bel ragazzo, altissimo, virile. Quando ha saputo che ero la figlia di Jean-Marie Le Pen, però, ha fatto un passo indietro, inorridito. Che peccato...".
Dagospia 30 Gennaio 2007
2 - Da http://davidemaggio.iobloggo.com/archive.php?eid=442 - Qualora Vi foste trovati in quel di Cinecittà questo pomeriggio, Vi sareste certamente accorti che nei pressi dello studio di Cattiva Domenica c'era un gran... baccano! Si mormora, infatti, che l'autore del programma Cesare Lanza ne abbia cantate quattro al direttore del TG5 Carlo Rossella, contattato telefonicamente. Cosa avrà fatto mai di così fastidioso il buon Carlo Rossella? Ebbene, il direttore ha ceduto la linea al programma della Perego con 15 minuti di ritardo. L'accaduto ha tutti i connotati di una punizione! Che Carlo Rossella abbia voluto far "pagare" ai mattacchioni di Buona Domenica il simpatico scherzetto fatto durante il collegamento col suo telegiornale domenica scorsa?
3 - Tre righe, senza troppi dettagli, in coda alla rubrica delle lettere: "Per un inconveniente tecnico, sul Corriere di ieri è uscito un articolo su John Kerry e il protezionismo con un testo già pubblicato. Ce ne scusiamo con i lettori". Di che si tratta? Per saperlo occorre andare a vedere cosa (ri)pubblicava due giorni fa il giornale di Paolino Mieli a pagina 25. Cronaca di Massimo Gaggi da Davos, titoli: "Ma Kerry mostra il volto protezionista dei democratici. L'ex candidato alla Casa Bianca alle aziende Usa: basta spostare lavoro all'estero. Importazioni meno facili". Chissà perché tutto questo spazio allo sconfitto delle ultime elezioni, peraltro pochi giorni dopo che ha annunciato di non correre di nuovo l'anno prossimo. Leggendo dentro al pezzo, però, qualcosa non quadra. ".e il suo vice John Edwards, che non riesce a scaldare più di tanto la platea dei delegati democratici.solo parole di una campagna elettorale zeppa di promesse palesemente irrealizzabili.perché Kerry porterà alla Casa Bianca la sua stessa filosofia.". Ma è un pezzo del 2004! Evidentemente al Corriere sono troppo impegnati a combattere la guerra degli azionisti in prima pagina per rileggere i pezzi che pubblicano.
4 - A Viale Mazzini c'è sconcerto dopo la puntata di ieri sera di "Affari Tuoi". Due i motivi: 1) il concorrente baffuto alla Peppone che si è prodigato in capriole ed equilibrismi imbarazzanti per il pacco da 250.000 euro tra quelli finali (per la gioia del Codacons che ha denunciato la ricorrenza "ai confini della realtà" statistica). 2) il fatto che l'annunciato ritorno a orari di prima serata non oltre le 21.10 sia già naufragato dopo poco più di un mese, con lo sforamento d'orario di "Affari Tuoi", di ieri, fino alle 21.29. Tutto questo non è servito, visto che "Paperissima Sprint" su Canale 5 ha prevalso nella sovrapposizione con il 23% di share, mentre i pacchi si sono aperti solo poco sopra il 21%.
5 - Gianluca Lo Vetro per www.crisalidepress.it - Botta di vita e di rock per Gianfranco Ferré. Che ha scelto come testimonial della sua campagna primavera-estate 2007 realizzata da Mario Testino, la cantante Skin. L'artista sarà ospite dell'architetto in un live concert la sera del 23 febbraio, giorno della sfilata, nella sede di via Pontaccio.Ferré, come Versace, conferma la tendenza alla pubblicità con protagonisti dello star system. Anche se, a questo giro, lo stilista cambia "skin" e dopo la patinata Julia Roberts del grande schermo, sceglie un interprete decisamente più aggressiva dal volto musicale.
6 - Entrerà in carica il 1° febbraio il nuovo vice direttore della 'Gazzetta dello Sport', Gianni Valenti, 43 anni, di cui gli ultimi 17 passati al 'Corriere della Sera'. Ex caporedattore centrale, responsabile delle edizioni locali, Valenti ha avuto un ruolo di primo piano nella trasformazione full color del 'Corriere della Sera' e nel lancio della free press pomeridiana 'Anteprima del Corriere della Sera', esperienze che gli serviranno nell'operazione che manderà in edicola nel 2008 La 'Gazzetta dello Sport' tutta a colori e in formato tabloid. (Primaonline.it)
7 - (DIRE) - Nel giro di pochi anni i club sono aumentati notevolmente. Sono le cifre a parlare chiaro. Nel '97, dopo quarant'anni, i club erano 123 in Italia e i collezionisti 15 mila. Oggi i club sono 250 (solo nel Lazio sono passati da 5 a 21) e i soci si aggirano intorno agli 80 mila. E calcolando che un'iscrizione ammonta a circa 200 euro l'anno, e che ai Club spetta il 60%, all'Asi vanno circa 5-6 milioni di euro l'anno. Insomma, previa iscrizione, e' facile aggirare le norme vigenti. Basta avere un'utilitaria un po' vecchiotta.
8 - Biscardone comunica - Il Processo di Biscardi continua l'ottima serie di ascolti di questa stagione su 7Gold. Grande successo per la rubrica sulla campagna acquisti e cessioni delle grandi società calcistiche curata da Giulio Mola con le ultime novità sul "caso Ronaldo" e le rivelazioni sul mercato svelate in diretta dal procuratore Fifa, Vincenzo Morabito e da Andrea Pretti, agente del calciatore della Roma Cristian Chivu.
9 - (ANSA) - Un caso ''paradigmatico'' di violazione della legge 481 del 1985, che impedisce ai componenti delle Autorita', entro 4 anni dalla fine dell'incarico, di assumere ruoli in aziende controllate dall'organismo di garanzia: questo il motivo essenziale per cui la VI sezione del Consiglio di Stato, lo scorso 19 dicembre, ha rigettato i ricorsi della Rai e di Alfredo Meocci sulla sua incompatibilita' come direttore generale e confermato le multe di oltre 14 milioni di euro all'azienda e di 373mila euro allo stesso Meocci, condannandoli a pagare anche 21mila euro di spese processuali. La nomina di Meocci a direttore generale di Viale Mazzini, infatti, secondo il supremo organo di giustizia amministrativa - e' spiegato nella sentenza - da' corpo proprio a entrambi i rischi che la legge vuole evitare. In primo luogo, si tratta di una nomina ''spiccatamente premiale'' per l'interessato e ''fortemente strategica'' per l'azienda, e percio' configura il rischio che l' attivita' di commissario Agcom ''sia stata espletata in modo da essere piegata a vantaggio dell'azienda vigilata'' (per di piu' ''uno dei due operatori dominanti'' sottoposti al controllo del Garante), in modo da ''porre le basi per una gratificazione successiva''. Secondo, c'e' la possibilita' che, nella veste di dg, ''l'ex componente dell' Autorita' sfrutti, a vantaggio dell'azienda, il patrimonio di esperienze e conoscenze accumulato'' negli anni all'Autorita'. Tra i punti presi in considerazione dai giudici di Palazzo Spada, anche il consenso del ministero dell'Economia, in qualita' di azionista Rai, alla nomina di Meocci: un elemento che non ha ''rilievo scusante''. Non si tratta, infatti - dice il Consiglio di Stato - di un soggetto destinato a giudicare sui fatti, caso in cui si sarebbe potuto parlare di ''affidamento incolpevole'' alle decisioni dell'azionista.
10 - Una delle tre figlie di Le Pen, Marine, 38 anni, nata il 5 agosto 1968, in piena rivolta studentesca è la prediletta di papà Jean-Marie: nominata direttrice strategica della campagna presidenziale, ha lavorato molto in questi anni, anche su se stessa. L'ex brutto anatroccolo dev'essere passato attraverso le abili mani di un chirurgo estetico. Lei nega e dalle pagine di Vanity Fair in edicola dal 31 gennaio, attribuisce ai sondaggi la sua ritrovata beauté. Ci spiega come si fa a trasformare un sondaggio in una cura di bellezza? "In Francia si parla solo di Nicolas Sarkozy e Ségolène Royal. Tutti fanno finta di non vedere questo 17 per cento di cittadini che crede in noi. È stata la speranza di ottenere questo risultato che mi ha dato la forza di cambiare. E poi, penso che le donne in politica abbiano ormai il diritto di mostrare la propria femminilità. Magari senza esagerare come la vostra Alessandra Mussolini che, a volte, sembra una cantante". La conosce bene? "È seduta dietro di me al Parlamento europeo, ma non abbiamo contatti. Non parla una parola di francese".
Mi sembra che non le piaccia. "Interviene solo sui diritti delle donne. Un approccio che non amo". Lei è vista come l'ala progressista del Fronte, un po' come Gianfranco Fini in An. La sua leadership potrebbe essere una svolta interessante per la politica francese. "Non mi parli di svolte e, soprattutto, non mi parli di Gianfranco Fini. Lui si è scelto un patron, Berlusconi, e la sua non è stata una svolta. Alleanza Nazionale è diventata un'altra cosa. Io non ho intenzione di imitare la sua operazione. Jamais".
Un politico italiano che invece le piace? "Ho stretto la mano una volta a Pier Ferdinando Casini. Un gran bel ragazzo, altissimo, virile. Quando ha saputo che ero la figlia di Jean-Marie Le Pen, però, ha fatto un passo indietro, inorridito. Che peccato...".
Dagospia 30 Gennaio 2007