ABBASSO VERONICA - IVA ZANICCHI: "NIENTE LETTERA. A CASA GLI FACEVO UN CULO COME UN MACACO" - FANNY ARDANT: "NON USO CERTO I GIORNALI PER LITIGARE CON MIO MARITO. E POI NEI CONFLITTI NON SI FA MAI PARTECIPARE I FIGLI".
1 - VIVA IVA: "È STATA BRAVA, UNA SANTA. IO NON AVREI AVUTO CORAGGIO DI SCRIVERGLI UNA LETTERA. MA A CASA GLI FACEVO UN CULO COME UN MACACO"
Giovanna Cavalli per Corriere della Sera
Iva Zanicchi, che dice di queste ragazze intraprendenti e poco vestite spesso intorno a Berlusconi?
«Sono ragazzotte che basta un complimento e già si vedono su un panfilo. Ci sono sempre state. Ai miei tempi però erano più discrete. Ora fanno di tutto per farlo sapere».
Puntavano i politici?
«Piuttosto gli imprenditori, i finanzieri. Le potrei raccontare di certe colleghe... Nel giro si sapeva, ma loro mica lo raccontavano ai giornali».
E lei?
«Io ero cattolica e deficiente, venivo dal paese. Romantica, mi innamoravo solo di disgraziati e morti di fame.Belli però».
Farsi largo era più dura senza metter le grazie in bella vista?
«Va peggio oggi con questo sgallettamento generale.
Senza qualità non si va comunque avanti. Io non ero troppo sveglia ma quando aprivo la canna non ce n'era per nessuno».
Invitare il Cavaliere su un'isola deserta paga?
«A Berlusconi voglio bene sul serio, lui è un puro, un ragazzino che perde la testa una volta a settimana. Sì, fa il galante, però credo davvero che ami e stimi sua moglie. E che per quelle che gli si buttano addosso non ci sia niente da fare, se Veronica vuole. Certo che è stata brava, una santa. Io non avrei avuto coraggio di scrivergli una lettera. Ma a casa gli facevo un culo come un macaco».
2 - LA "SALMA"
- Nel '94, letto che Berlusconi premier mandava rose «alla moglie», Veronica scrisse: «Faccio sapere che non ho mai ricevuto rose»
- Veronica decise di non apparire più in pubblico dopo le foto di Berlusconi con la sua assistente Francesca Impiglia.
- L'estate scorsa Veronica confessa: «Silvio parla di me come se si trattasse di una cara salma, una defunta che veglia da lassù»
3 - FANNY ARDANT: "NON USO CERTO I GIORNALI PER LITIGARE CON MIO MARITO. E POI NON SI FA MAI PARTECIPARE I FIGLI"
Angela Frenda per il Corriere della Sera
«Silvio Berlusconi? Non so se adesso è stato realmente cattivo in questa storia. Perché un uomo che ama le donne, che dice alle donne sei bella, sei affascinante... beh, è soltanto un modo per alleggerire la vita. Se tradisce, invece, è tutta un'altra cosa».
La bella e dolorosa Matilde de 'La signora della porta' accanto, film che segnò l'inizio della sua storia d'amore con François Truffaut, la butta lì, seduta sul divanetto di velluto rosso di «Parla con me». Le lunghe gambe accavallate, sorride divertita dalle sue stesse parole. D'altronde, è lei stessa ad aver dichiarato una volta «non ho paura di niente e di nessuno: sfiorare il disastro mi ha sempre affascinata».
E così, una delle icone femminili più care alla sinistra, sdogana in diretta tv proprio il loro Nemico numero uno: il Cavaliere. A non piacerle, infatti, è stata la moglie, Veronica Lario: «Non credo per niente che abbia fatto bene a scrivere quella lettera. Io, donna, non uso certo i giornali per litigare con mio marito. E poi in un conflitto tra uomo e donna non si fa mai partecipare i figli, no?».
Difficile, davvero difficile, ipotizzare che la donna amata da Truffaut e - secondo recenti pettegolezzi riportati dai tabloid francesi nel 2005 - anche da Gérard Depardieu (che dopo La donna della porta accanto è tornato a lavorare con lei nel film di Anne Fontaine Nathalie), possa in qualche modo trovare affascinante Silvio Berlusconi. Eppure... «Eppure la capisco - esulta Anselma Dell'Olio -, è un'anticonformista vera. Ed essendo una francese, che non vive in Italia, ha dato un'interpretazione molto tipica loro, lontana dagli stereotipi. Non ha paura di dire: mi è piaciuto Silvio. Ma peccato che non l'ho vista in tv: Serena Dandini avrà strabuzzato gli occhi. Nella sua trasmissione una tale rivalutazione del Cavaliere! Fantastico. Assolutamente fantastico».
Meno entusiasta, in generale di tutta la vicenda, è l'attrice Lella Costa: «Mah, l'unico risultato è che dopo un periodo di oblio Berlusconi è tornato alla ribalta delle cronache come impenitente seduttore. Onore agli sceneggiatori della telenovela». E aggiunge ironica: «La Ardant lo ha lodato? Mamma mia, alla faccia dell'icona di sinistra... Ma forse non lo è mai stata. O probabilmente è solamente una che viene da fuori, dalla Francia, e non ne sa molto delle nostre vicende. Comunque tutto questo chiacchiericcio non ha nulla a che vedere con la politica. Nulla. Anche se, da donna, non trovo incomprensibile che possa piacere quell'atteggiamento piacione che io, invece, trovo orribile. Resta, invece, uno spostamento dell'attenzione verso cose meno importanti».
E Ritanna Armeni, che conduce assieme a Giuliano Ferrara la trasmissione
Otto e mezzo, interpreta le parole della Ardant «come un'espressione tipica delle donne francesi: in loro c'è un apprezzamento maggiore del corteggiamento. Lo amano molto più di noi italiane. In Francia c'è un gioco tra uomo e donna molto intenso, un gioco di ruoli che da noi in Italia non si fa». E poi, ricorda Armeni, «c'è anche da dire che molte donne, anche mie amiche femministe, sono state colpite da questo elemento di rottura della solidarietà coniugale in pubblico da parte di Veronica. È sembrato un atto di violenza».
Dagospia 04 Febbraio 2007
Giovanna Cavalli per Corriere della Sera
Iva Zanicchi, che dice di queste ragazze intraprendenti e poco vestite spesso intorno a Berlusconi?
«Sono ragazzotte che basta un complimento e già si vedono su un panfilo. Ci sono sempre state. Ai miei tempi però erano più discrete. Ora fanno di tutto per farlo sapere».
Puntavano i politici?
«Piuttosto gli imprenditori, i finanzieri. Le potrei raccontare di certe colleghe... Nel giro si sapeva, ma loro mica lo raccontavano ai giornali».
E lei?
«Io ero cattolica e deficiente, venivo dal paese. Romantica, mi innamoravo solo di disgraziati e morti di fame.Belli però».
Farsi largo era più dura senza metter le grazie in bella vista?
«Va peggio oggi con questo sgallettamento generale.
Senza qualità non si va comunque avanti. Io non ero troppo sveglia ma quando aprivo la canna non ce n'era per nessuno».
Invitare il Cavaliere su un'isola deserta paga?
«A Berlusconi voglio bene sul serio, lui è un puro, un ragazzino che perde la testa una volta a settimana. Sì, fa il galante, però credo davvero che ami e stimi sua moglie. E che per quelle che gli si buttano addosso non ci sia niente da fare, se Veronica vuole. Certo che è stata brava, una santa. Io non avrei avuto coraggio di scrivergli una lettera. Ma a casa gli facevo un culo come un macaco».
2 - LA "SALMA"
- Nel '94, letto che Berlusconi premier mandava rose «alla moglie», Veronica scrisse: «Faccio sapere che non ho mai ricevuto rose»
- Veronica decise di non apparire più in pubblico dopo le foto di Berlusconi con la sua assistente Francesca Impiglia.
- L'estate scorsa Veronica confessa: «Silvio parla di me come se si trattasse di una cara salma, una defunta che veglia da lassù»
3 - FANNY ARDANT: "NON USO CERTO I GIORNALI PER LITIGARE CON MIO MARITO. E POI NON SI FA MAI PARTECIPARE I FIGLI"
Angela Frenda per il Corriere della Sera
«Silvio Berlusconi? Non so se adesso è stato realmente cattivo in questa storia. Perché un uomo che ama le donne, che dice alle donne sei bella, sei affascinante... beh, è soltanto un modo per alleggerire la vita. Se tradisce, invece, è tutta un'altra cosa».
La bella e dolorosa Matilde de 'La signora della porta' accanto, film che segnò l'inizio della sua storia d'amore con François Truffaut, la butta lì, seduta sul divanetto di velluto rosso di «Parla con me». Le lunghe gambe accavallate, sorride divertita dalle sue stesse parole. D'altronde, è lei stessa ad aver dichiarato una volta «non ho paura di niente e di nessuno: sfiorare il disastro mi ha sempre affascinata».
E così, una delle icone femminili più care alla sinistra, sdogana in diretta tv proprio il loro Nemico numero uno: il Cavaliere. A non piacerle, infatti, è stata la moglie, Veronica Lario: «Non credo per niente che abbia fatto bene a scrivere quella lettera. Io, donna, non uso certo i giornali per litigare con mio marito. E poi in un conflitto tra uomo e donna non si fa mai partecipare i figli, no?».
Difficile, davvero difficile, ipotizzare che la donna amata da Truffaut e - secondo recenti pettegolezzi riportati dai tabloid francesi nel 2005 - anche da Gérard Depardieu (che dopo La donna della porta accanto è tornato a lavorare con lei nel film di Anne Fontaine Nathalie), possa in qualche modo trovare affascinante Silvio Berlusconi. Eppure... «Eppure la capisco - esulta Anselma Dell'Olio -, è un'anticonformista vera. Ed essendo una francese, che non vive in Italia, ha dato un'interpretazione molto tipica loro, lontana dagli stereotipi. Non ha paura di dire: mi è piaciuto Silvio. Ma peccato che non l'ho vista in tv: Serena Dandini avrà strabuzzato gli occhi. Nella sua trasmissione una tale rivalutazione del Cavaliere! Fantastico. Assolutamente fantastico».
Meno entusiasta, in generale di tutta la vicenda, è l'attrice Lella Costa: «Mah, l'unico risultato è che dopo un periodo di oblio Berlusconi è tornato alla ribalta delle cronache come impenitente seduttore. Onore agli sceneggiatori della telenovela». E aggiunge ironica: «La Ardant lo ha lodato? Mamma mia, alla faccia dell'icona di sinistra... Ma forse non lo è mai stata. O probabilmente è solamente una che viene da fuori, dalla Francia, e non ne sa molto delle nostre vicende. Comunque tutto questo chiacchiericcio non ha nulla a che vedere con la politica. Nulla. Anche se, da donna, non trovo incomprensibile che possa piacere quell'atteggiamento piacione che io, invece, trovo orribile. Resta, invece, uno spostamento dell'attenzione verso cose meno importanti».
E Ritanna Armeni, che conduce assieme a Giuliano Ferrara la trasmissione
Otto e mezzo, interpreta le parole della Ardant «come un'espressione tipica delle donne francesi: in loro c'è un apprezzamento maggiore del corteggiamento. Lo amano molto più di noi italiane. In Francia c'è un gioco tra uomo e donna molto intenso, un gioco di ruoli che da noi in Italia non si fa». E poi, ricorda Armeni, «c'è anche da dire che molte donne, anche mie amiche femministe, sono state colpite da questo elemento di rottura della solidarietà coniugale in pubblico da parte di Veronica. È sembrato un atto di violenza».
Dagospia 04 Febbraio 2007