L' OLANDESINO ARPE RISPONDE PER LE RIME AL FRANCO-SPAGNOLO GERONZI - CDA RCS: SÌ A RECOLETOS - SAWIRIS GUARDA A TISCALI (GUBITOSI, UN MANDATO A MERRYL LINCH?) - BERSANI RASSICURA BERNHEIM - CAIO, BELLA TELECOM, MA STO IN LEHMAN.
1 - ARPE: RISCHIOSO 'CHIAMARE' FRANCESI E SPAGNOLI.
(Agi) - L'amministratore delegato di Capitalia, Matteo Arpe, giudica rischioso l'ingresso di francesi e spagnoli nell' azionariato dell'istituto di via Minghetti. "Quanto sta accadendo in questi giorni", ha detto rispondendo alla platea degli studenti della facolta' di Economia dell'Universita' Roma Tre, "somiglia a quanto accaduto in Italia tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento con le signorie che litigavano tra loro e, per risolvere la situazione, chiamarono i francesi. Non vorrei che si ripetesse la storia di Ludovico il Moro e della chiamata dei francesi". A quanti poi ricordano il motto romano "Franza e Spagna basta che se magna", Arpe ha replicato: "Mi pare un detto molto attuale a Roma in questi giorni".
2 - ARPE: SAREBBE GRAVE SE PATTI BLOCCASSERO AGGREGAZIONI.
(Ansa) - La presenza del patto di sindacato nelle banche ''e' un sistema del tutto italiano'' che non ha eguali nel resto d'Europa. Lo ha detto l'amministratore delegato di Capitalia, Matteo Arpe, nel corso di una lezione all'universita' Roma Tre. Arpe riconosce che questa formula ''ha svolto una funzione importante, ma e' difficile'' in un momento in cui il sistema europeo si va integrando sempre di piu' ''risolvere l'equazione tra la presenza del patto e la crescita dimensionale''. Il banchiere rileva comunque che ''sarebbe grave se i patti agissero per bloccare i progetti di crescita dimensionale''.
3 - RCS: PRELIMINARI 2006, EBITDA A 278,4 MLN EURO (+11,5%) RICAVI CONSOLIDATI A +8,6% APPROVATA L'OFFERTA A RECOLETOS...
(Adnkronos) - I risultati preliminari relativi all'esercizio 2006, esaminati oggi dal cda di RCS MediaGroup, vedono ricavi consolidati a +8,6%, pari a 2.380 milioni contro i 2.191 milioni al 31 dicembre 2005 (+4,3% al netto dei ricavi Dada, pari a 17,1 milioni nel 2005 e 111,4 nel 2006) e un Ebitda in crescita da 262,9 a 278,4 milioni (+11,5% al netto di Dada e di componenti non ricorrenti e +5,9% al lordo degli stessi dati). Il cda ha approvato l'offerta per l'acquisizione del 100% del gruppo spagnolo Recoletos che, sottolinea la societa' "darebbe vita ad un gruppo editoriale leader in Spagna nella stampa nazionale quotidiana sia per diffusione sia per readership". La posizione finanziaria netta del gruppo, positiva per circa 4 milioni, evidenzia un miglioramento rispetto all'indebitamento di 47,7 milioni al 31 dicembre 2005.
4 - UNIPOL: CHIESTA CONDANNA A 8 MESI PER TONINI.
(Adnkronos) - Il pm di Milano Eugenio Fusco ha chiesto la condanna a 8 mesi nei confronti di Emilio Tonini, accusato di aggiotaggio manipolativo su azioni Unipol e giudicato con rito abbreviato davanti al gup Alessandra Cerreti. Il giudice si e' riservato la decisione per il prossimo 26 febbraio. In quella data il gup decidera' non solo su Tonini, all'epoca dei fatti direttore generale della Fondazione Mps, ma si esprimera' anche sul patteggiamento chiesto da un trader accusato dello stesso reato.
5 - SAWIRIS: INTERESSATI AD ASSET TISCALI.
(Ansa) - Il magnate egiziano Naguib Sawiris e' ''ancora interessato'' agli asset di Tiscali. Lo ha detto lo stesso Sawiris in un'intervista riportata dall'agenzia Bloomberg. ''Siamo ancora interessati - ha sottolineato - ma molto dipende da quello che faranno da parte italiana''.
6 - TISCALI-WIND, GUBITOSI AVREBBE CONFERITO UN MANDATO A MERRYL LINCH, CONGIUNTAMENTE A BRITISH TELECOM
Durante lo scorso fine settimana, nelle baite di Cortina d'Ampezzo tra una grolla ed una grappa, si è molto discusso di nuovi assetti del settore delle Telecomunicazioni italiane. Si è parlato in particolare di un acquisto di Tiscali da parte di un consorzio formato da Wind
(interessato al business italiano) e da British Telecom (che vorrebbe acquisire quello UK).
Al tavolo della baita non cerano però Soru, Sawiris e Mister BT e neanche Dal Pino e Pompei; erano seduti davanti ad una birra schiumosa Luigi Gubitosi (CFO di Wind) e Maurizio Tamagnini (Managing Partner di Merryl Linch in Italia). I due, fraterni amici, hanno gestito tutte le operazioni finanziarie di Fiat della disastrosa era pre-Marchionne. A quanto pare Gubitosi avrebbe conferito un mandato a Merryl Linch, congiuntamente a British Telecom. Gli incontri congiunti sarebbero gia avvenuti a partire dai primi giorni di gennaio sia a Roma che a Milano. Non e' ancora chiaro come Wind e BT si divideranno il costo dell'operazione. Dettaglio non trascurabile in tutta l'operazione e' che Mr. Soru non ha intenzione di vendere Tiscali e sopratutto la parte italiana. L'attivismo di Wind appare pertanto un po' strano.
7 - BERSANI A BERNHEIM (GENERALI): LIBERALIZZARE NON DISTURBERA'.
(Agi) - Le liberalizzazioni che prevedono un plurimandato per la vendita delle polizze assicurative "alla fine non si riveleranno per una compagnia come le Generali un gran disturbo. Bisogna capire che oggi si deve cambiare". Cosi' il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha risposto al numero uno della Compagnia triestina Antoine Bernheim convinto che le liberalizzazioni penalizzino le Generali. "Abbiamo messo una norma sul plurimandato che e' approvata a livello europeo - ha spiegato Bersani a margine di una audizione alla Camera - e che puo' aumentare la tutela dei consumatori e favorire la concorrenza". Cio' comporta il "superamento di vecchie abitudini e qualche problema in piu' per chi era insediato su queste abitudini - ha aggiunto - ma tutti i campioni nei settori che sono stati liberalizzati sono stati capaci di rinverdire la loro presenza".
8 - CAIO: TELECOM BELLA AZIENDA, MA PER ORA SONO IN LEHMAN.
(Ansa) - ''Vediamo, per il momento sono in Lehman poi vedremo''. Cosi' Francesco Caio, vice presidente di Lehman Brothers per l'Europa ha risposto una domanda di Bloomberg sulle indiscrezioni che pronosticavano per l'ex amministratore delegato di Cable & Wireless un rientro nel 'grande giro' delle tlc. Per Caio si era parlato, in particolare, di un possibile ruolo alla guida di Telecom Italia. Parlando, nel corso di un'intervista sul comparto delle tlc in Europa, anche del gruppo presieduto da Guido Rossi, Caio ha detto che si tratta ''di una bella azienda, che interessa a molti a livello internazionale come dimostrano le manifestazioni di interesse per entrare nell'azionariato''. Per quanto riguarda l'arrivo di un possibile partner internazionale (per Telecom si sono fatti avanti la russa Systema e l'indiana Hinduja) il vicepresidente di Lehman ha detto che al di la' degli accordi azionari ''servono piani chiari e trasparenti di crescita'' in quanto la societa' ''come gli altri ex monopolisti deve fare fronte a un momento di erosione dei margini dalla telefonia fissa e mobile''. Sullo scorporo della rete fissa Caio ha detto che ''e' ipotizzabile un consolidamento del gestore della rete che si accolli gli investimenti necessari per l'infrastruttura'' ma ha definito ''impensabile'' l'ipotesi di ''un ex monopolista che scelga di rinnovare la rete senza vedere all'orizzonte la possibilita' di ritorni sull'investimento''. ''Investire in qualcosa che poi viene utilizzato da altri - ha infatti spiegato Caio - non e' plausibile per il mercato. Bisogna che sia chiaro qual e' l'investimento della rete, chi lo fa e con quali ritorni''.
9 - PALENZONA: NORME AUTOSTRADE UTILI SOLO ALLA VITA DEL GOVERNO.
(Agi) - La nuova normativa sulle concessionarie autostradali non e' utile a nessuno se non al governo che grazie al blocco delle nuove opere non avra' piu' problemi di scontro con i Verdi. Questo il parere del presente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona, secondo il quale l'attuale normativa blocca tutti i nuovi investimenti, rende estremamente difficoltosa la realizzazione delle opere gia' previste, penalizza le imprese come anche gli utenti e i cittadini. Ma lo stesso presidente dell'Aiscat, nel lanciare questa sorta di ultimo allarme, chiede al governo di riaprire un confronto intorno a un "tavolo serio e professionale". Incontrando i giornalisti nel corso di una conferenza stampa che si e' tenuta al termine del consiglio dell'Associazione, Palenzona ha ribadito il giudizio negativo sulla nuova legge e sulla delibera del Cipe. "La nuova normativa, non concordata in nessun modo con le concessionarie autostradali vedra' l'Aiscat in prima linea per un'opposizione a tutti i livelli: nazionale, amministrativo ed europeo".
Le nuove norme, che creeranno un contenzioso molto importante, secondo Palenzona "di fatto si tradurranno in un blocco totale delle iniziative". Un blocco che certo non giova ai cittadini italiani: "non vorrei che le difficolta' del governo nel trovare nuove intese sulle opere da realizzarsi - sono parole di Palenzona - si risolvesse con un blocco totale degli unici investimenti che potevano partire e che sono quelli delle concessionarie autostradali". Insomma, nel sottolineare che la nuova normativa non fa comodo a nessuno, Palenzona ipotizza che il governo per evitare discussioni sugli investimenti da realizzare, abbia varato una normativa che bloccando, di fatto, i nuovi investimenti, risolva i problemi di consenso all'interno della maggioranza. Nel far poi presente che il blocco degli investimenti avra' effetti negativi sull'occupazione e sulla competitivita' del sistema paese, il presidente dell'Aiscat ha fatto presente come "questa normativa malfatta blocca anche l'attivita' ordinaria delle concessionarie". E a titolo d'esempio ha citato l'obbligo di appalto per operazioni di normale amministrazione, e gli appalti dovranno essere supervisionati da apposite commissioni nominate dall'Anas che attualmente non esistono.
"Come si vede sono norme improvvisate e punitive che rendono impraticabile la normale attivita' delle concessionarie". "E in questo grande sfascio - sono parole di Palenzona - non si riesce a capire chi possa averne giovamento". "Ho l'amara impressione che il governo non riuscendo a mettersi d'accordo, soprattutto con i Verdi che bloccano tutto - ha ribadito Palenzona - abbia cercato una strada surrettizia per risolvere il problema bloccando le nuove opere e dandone la responsabilita' alle concessionarie autostradali".
Nel confermare poi che le concessionarie autostradali faranno una serie di ricorsi impugnando tutta la normativa nelle forme e nei modi previsti, Palenzona ha auspicato che il governo torni sull sue decisioni anche su sollecitazione degli enti locali che gia' hanno espresso disagio per la mancata realizzazione di alcune importanti opere infrastrutturali. "Quel che occorre - ha proposto Palenzona - e' un tavolo serio con gente competente per affrontare i problemi sul tappeto nell'interesse collettivo ma anche nel rispetto di chi e' chiamato ad investire". "Sediamoci con persone serie e competenti senza pregiudiziali ideologiche di chi fa campagne demagogiche".
Dagospia 07 Febbraio 2007
(Agi) - L'amministratore delegato di Capitalia, Matteo Arpe, giudica rischioso l'ingresso di francesi e spagnoli nell' azionariato dell'istituto di via Minghetti. "Quanto sta accadendo in questi giorni", ha detto rispondendo alla platea degli studenti della facolta' di Economia dell'Universita' Roma Tre, "somiglia a quanto accaduto in Italia tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Cinquecento con le signorie che litigavano tra loro e, per risolvere la situazione, chiamarono i francesi. Non vorrei che si ripetesse la storia di Ludovico il Moro e della chiamata dei francesi". A quanti poi ricordano il motto romano "Franza e Spagna basta che se magna", Arpe ha replicato: "Mi pare un detto molto attuale a Roma in questi giorni".
2 - ARPE: SAREBBE GRAVE SE PATTI BLOCCASSERO AGGREGAZIONI.
(Ansa) - La presenza del patto di sindacato nelle banche ''e' un sistema del tutto italiano'' che non ha eguali nel resto d'Europa. Lo ha detto l'amministratore delegato di Capitalia, Matteo Arpe, nel corso di una lezione all'universita' Roma Tre. Arpe riconosce che questa formula ''ha svolto una funzione importante, ma e' difficile'' in un momento in cui il sistema europeo si va integrando sempre di piu' ''risolvere l'equazione tra la presenza del patto e la crescita dimensionale''. Il banchiere rileva comunque che ''sarebbe grave se i patti agissero per bloccare i progetti di crescita dimensionale''.
3 - RCS: PRELIMINARI 2006, EBITDA A 278,4 MLN EURO (+11,5%) RICAVI CONSOLIDATI A +8,6% APPROVATA L'OFFERTA A RECOLETOS...
(Adnkronos) - I risultati preliminari relativi all'esercizio 2006, esaminati oggi dal cda di RCS MediaGroup, vedono ricavi consolidati a +8,6%, pari a 2.380 milioni contro i 2.191 milioni al 31 dicembre 2005 (+4,3% al netto dei ricavi Dada, pari a 17,1 milioni nel 2005 e 111,4 nel 2006) e un Ebitda in crescita da 262,9 a 278,4 milioni (+11,5% al netto di Dada e di componenti non ricorrenti e +5,9% al lordo degli stessi dati). Il cda ha approvato l'offerta per l'acquisizione del 100% del gruppo spagnolo Recoletos che, sottolinea la societa' "darebbe vita ad un gruppo editoriale leader in Spagna nella stampa nazionale quotidiana sia per diffusione sia per readership". La posizione finanziaria netta del gruppo, positiva per circa 4 milioni, evidenzia un miglioramento rispetto all'indebitamento di 47,7 milioni al 31 dicembre 2005.
4 - UNIPOL: CHIESTA CONDANNA A 8 MESI PER TONINI.
(Adnkronos) - Il pm di Milano Eugenio Fusco ha chiesto la condanna a 8 mesi nei confronti di Emilio Tonini, accusato di aggiotaggio manipolativo su azioni Unipol e giudicato con rito abbreviato davanti al gup Alessandra Cerreti. Il giudice si e' riservato la decisione per il prossimo 26 febbraio. In quella data il gup decidera' non solo su Tonini, all'epoca dei fatti direttore generale della Fondazione Mps, ma si esprimera' anche sul patteggiamento chiesto da un trader accusato dello stesso reato.
5 - SAWIRIS: INTERESSATI AD ASSET TISCALI.
(Ansa) - Il magnate egiziano Naguib Sawiris e' ''ancora interessato'' agli asset di Tiscali. Lo ha detto lo stesso Sawiris in un'intervista riportata dall'agenzia Bloomberg. ''Siamo ancora interessati - ha sottolineato - ma molto dipende da quello che faranno da parte italiana''.
6 - TISCALI-WIND, GUBITOSI AVREBBE CONFERITO UN MANDATO A MERRYL LINCH, CONGIUNTAMENTE A BRITISH TELECOM
Durante lo scorso fine settimana, nelle baite di Cortina d'Ampezzo tra una grolla ed una grappa, si è molto discusso di nuovi assetti del settore delle Telecomunicazioni italiane. Si è parlato in particolare di un acquisto di Tiscali da parte di un consorzio formato da Wind
(interessato al business italiano) e da British Telecom (che vorrebbe acquisire quello UK).
Al tavolo della baita non cerano però Soru, Sawiris e Mister BT e neanche Dal Pino e Pompei; erano seduti davanti ad una birra schiumosa Luigi Gubitosi (CFO di Wind) e Maurizio Tamagnini (Managing Partner di Merryl Linch in Italia). I due, fraterni amici, hanno gestito tutte le operazioni finanziarie di Fiat della disastrosa era pre-Marchionne. A quanto pare Gubitosi avrebbe conferito un mandato a Merryl Linch, congiuntamente a British Telecom. Gli incontri congiunti sarebbero gia avvenuti a partire dai primi giorni di gennaio sia a Roma che a Milano. Non e' ancora chiaro come Wind e BT si divideranno il costo dell'operazione. Dettaglio non trascurabile in tutta l'operazione e' che Mr. Soru non ha intenzione di vendere Tiscali e sopratutto la parte italiana. L'attivismo di Wind appare pertanto un po' strano.
7 - BERSANI A BERNHEIM (GENERALI): LIBERALIZZARE NON DISTURBERA'.
(Agi) - Le liberalizzazioni che prevedono un plurimandato per la vendita delle polizze assicurative "alla fine non si riveleranno per una compagnia come le Generali un gran disturbo. Bisogna capire che oggi si deve cambiare". Cosi' il ministro dello Sviluppo economico, Pierluigi Bersani, ha risposto al numero uno della Compagnia triestina Antoine Bernheim convinto che le liberalizzazioni penalizzino le Generali. "Abbiamo messo una norma sul plurimandato che e' approvata a livello europeo - ha spiegato Bersani a margine di una audizione alla Camera - e che puo' aumentare la tutela dei consumatori e favorire la concorrenza". Cio' comporta il "superamento di vecchie abitudini e qualche problema in piu' per chi era insediato su queste abitudini - ha aggiunto - ma tutti i campioni nei settori che sono stati liberalizzati sono stati capaci di rinverdire la loro presenza".
8 - CAIO: TELECOM BELLA AZIENDA, MA PER ORA SONO IN LEHMAN.
(Ansa) - ''Vediamo, per il momento sono in Lehman poi vedremo''. Cosi' Francesco Caio, vice presidente di Lehman Brothers per l'Europa ha risposto una domanda di Bloomberg sulle indiscrezioni che pronosticavano per l'ex amministratore delegato di Cable & Wireless un rientro nel 'grande giro' delle tlc. Per Caio si era parlato, in particolare, di un possibile ruolo alla guida di Telecom Italia. Parlando, nel corso di un'intervista sul comparto delle tlc in Europa, anche del gruppo presieduto da Guido Rossi, Caio ha detto che si tratta ''di una bella azienda, che interessa a molti a livello internazionale come dimostrano le manifestazioni di interesse per entrare nell'azionariato''. Per quanto riguarda l'arrivo di un possibile partner internazionale (per Telecom si sono fatti avanti la russa Systema e l'indiana Hinduja) il vicepresidente di Lehman ha detto che al di la' degli accordi azionari ''servono piani chiari e trasparenti di crescita'' in quanto la societa' ''come gli altri ex monopolisti deve fare fronte a un momento di erosione dei margini dalla telefonia fissa e mobile''. Sullo scorporo della rete fissa Caio ha detto che ''e' ipotizzabile un consolidamento del gestore della rete che si accolli gli investimenti necessari per l'infrastruttura'' ma ha definito ''impensabile'' l'ipotesi di ''un ex monopolista che scelga di rinnovare la rete senza vedere all'orizzonte la possibilita' di ritorni sull'investimento''. ''Investire in qualcosa che poi viene utilizzato da altri - ha infatti spiegato Caio - non e' plausibile per il mercato. Bisogna che sia chiaro qual e' l'investimento della rete, chi lo fa e con quali ritorni''.
9 - PALENZONA: NORME AUTOSTRADE UTILI SOLO ALLA VITA DEL GOVERNO.
(Agi) - La nuova normativa sulle concessionarie autostradali non e' utile a nessuno se non al governo che grazie al blocco delle nuove opere non avra' piu' problemi di scontro con i Verdi. Questo il parere del presente dell'Aiscat, Fabrizio Palenzona, secondo il quale l'attuale normativa blocca tutti i nuovi investimenti, rende estremamente difficoltosa la realizzazione delle opere gia' previste, penalizza le imprese come anche gli utenti e i cittadini. Ma lo stesso presidente dell'Aiscat, nel lanciare questa sorta di ultimo allarme, chiede al governo di riaprire un confronto intorno a un "tavolo serio e professionale". Incontrando i giornalisti nel corso di una conferenza stampa che si e' tenuta al termine del consiglio dell'Associazione, Palenzona ha ribadito il giudizio negativo sulla nuova legge e sulla delibera del Cipe. "La nuova normativa, non concordata in nessun modo con le concessionarie autostradali vedra' l'Aiscat in prima linea per un'opposizione a tutti i livelli: nazionale, amministrativo ed europeo".
Le nuove norme, che creeranno un contenzioso molto importante, secondo Palenzona "di fatto si tradurranno in un blocco totale delle iniziative". Un blocco che certo non giova ai cittadini italiani: "non vorrei che le difficolta' del governo nel trovare nuove intese sulle opere da realizzarsi - sono parole di Palenzona - si risolvesse con un blocco totale degli unici investimenti che potevano partire e che sono quelli delle concessionarie autostradali". Insomma, nel sottolineare che la nuova normativa non fa comodo a nessuno, Palenzona ipotizza che il governo per evitare discussioni sugli investimenti da realizzare, abbia varato una normativa che bloccando, di fatto, i nuovi investimenti, risolva i problemi di consenso all'interno della maggioranza. Nel far poi presente che il blocco degli investimenti avra' effetti negativi sull'occupazione e sulla competitivita' del sistema paese, il presidente dell'Aiscat ha fatto presente come "questa normativa malfatta blocca anche l'attivita' ordinaria delle concessionarie". E a titolo d'esempio ha citato l'obbligo di appalto per operazioni di normale amministrazione, e gli appalti dovranno essere supervisionati da apposite commissioni nominate dall'Anas che attualmente non esistono.
"Come si vede sono norme improvvisate e punitive che rendono impraticabile la normale attivita' delle concessionarie". "E in questo grande sfascio - sono parole di Palenzona - non si riesce a capire chi possa averne giovamento". "Ho l'amara impressione che il governo non riuscendo a mettersi d'accordo, soprattutto con i Verdi che bloccano tutto - ha ribadito Palenzona - abbia cercato una strada surrettizia per risolvere il problema bloccando le nuove opere e dandone la responsabilita' alle concessionarie autostradali".
Nel confermare poi che le concessionarie autostradali faranno una serie di ricorsi impugnando tutta la normativa nelle forme e nei modi previsti, Palenzona ha auspicato che il governo torni sull sue decisioni anche su sollecitazione degli enti locali che gia' hanno espresso disagio per la mancata realizzazione di alcune importanti opere infrastrutturali. "Quel che occorre - ha proposto Palenzona - e' un tavolo serio con gente competente per affrontare i problemi sul tappeto nell'interesse collettivo ma anche nel rispetto di chi e' chiamato ad investire". "Sediamoci con persone serie e competenti senza pregiudiziali ideologiche di chi fa campagne demagogiche".
Dagospia 07 Febbraio 2007