SAN TORNELLO, IL FRATELLO EVOLUTO DEL CANCELLO, PROTETTORE DELL'ULTIMO STADIO - PER UMBERTO ECO IL RILANCIO DEL LIBRO PARTE DAL CESSO ("SCOPRIRETE CHE ANCHE VOI AVETE UN'ANIMA") - VOLANDO SCOPANDO, LASSÙ C'È ANCORA QUALCUNO CHE SI AMA.

1 - NON POTEVANO FARLO PRIMA?...
Gianni Mura per "la Repubblica"


Ritornello e stornello del tornello, il fratello evoluto del cancello. È lui che ci protegge dal macello, che tutela partite di cartello. Basterebbe un pochino di cervello (ma l´appello al momento non è bello). Giù il cappello, e avanti col tornello che ci regalerà stadi-modello.
Questa poesiola di anonimo milanese è dedicata in particolare alla città di Milano, che ha fatto straordinari e notturni per dotarsi a tempo di record di quel minimo di tornelli indispensabile a ottenere il permesso di fare entrare a San Siro gli abbonati. Dirò per i più giovani che un tempo Milano era chiamata la capitale morale d´Italia. Poi è diventata la capitale murale, nel senso che non ha una casa senza scritte e i suoi sporcamuri, che è improprio definire writers, sono i più pirla dell´Europa occidentale.

Adesso al massimo è la capitale della mutanda griffata, ma questo è un altro discorso. Torniamo ai tornelli. Milano 4, perché ha dato clamorosamente ragione al ministro Amato (che di ragioni ne aveva tante, ma non proprio tutte): vedrete che si daranno una mossa, aveva predetto. E ci ha preso. Molti uomini della strada si chiedono: ma non potevano farlo prima? Certo che potevano, ma a rischio di passare per svizzeri, svedesi, insomma non per italiani. Parlo di dirigenti calcistici, assessori, di maestri riconosciuti nell´arte della dilazione. Artisti, nel loro genere. Viviamo in un paese che si muove secondo quella che l´università dell´Illinois ha garbatamente definito «la legge del pepe al culo»: iperattivi nell´emergenza o anche un po´ dopo, grandi pennichelle sul quotidiano.

2 - ECO: IL RILANCIO DEL LIBRO PARTE DAL BAGNO.
Riccardo Chiaberge per il "Domenicale" de "Il Sole 24 Ore"


La lettura come igiene del mondo. Anzi, come servizio igienico tout court. Sentite cosa scrive Umberto Eco nel suo "La memoria vegetale" (edizioni RovelloRizzoli): «Se l'esperienza del libro ancora v'intimidisce, incominciate, senza timori, a leggere libri al gabinetto. Scoprirete che anche voi avete un'anima». E poiché la necessità, anzi in questo caso il bisogno crea l'organo, l'esortazione è stata prontamente accolta da un gruppo di volonterosi. Come ci informa "Panorama", è nato un bimestrale dal nome che è tutto un programma: "Toilet", «una maneggevole pubblicazione pensata per essere letta nella comodità del bagno». Per ciascun racconto è indicato il tempo di lettura, «così da armonizzare esigenze fisiologiche e curiosità intellettuali».



Siamo avvertiti: se la moda del toilet-book dovesse prendere piede, è meglio prepararsi. D'ora in avanti, quando ci troveremo in coda davanti ai bagni (maschili, femminili o Luxuriosi), accertiamoci cosa sta leggendo chi ci precede. Se si tratta di "Cent'anni di solitudine", o anche solo di "Un anno sull'altipiano", tanto vale rinunciare. Sono libri che, proprio come i rotoloni Regina, non finiscono mai. Idem dicasi per "Water Wars" di Diane Ward (Carocci), un titolo che pare istigare comportamenti bellicosi, fino alla difesa a oltranza della tazza, o "Non ti muovere" di Margaret Mazzantini, che certo non invoglia alla celerità e alla cortesia verso l'utente successivo.
Sconsigliabile, inoltre, accedere alle ritirate dopo un fan (o una fan) di Giancarlo Marinelli ("Ti lascio il meglio di me"). Mentre maggiori garanzie offre il lettore dell'ultimo saggio di Pierluigi Battista: "Cancellare le tracce". Dopotutto, si può scoprire di avere un'anima senza fare troppi danni all'ambiente.

3 - LASSÙ C'È ANCORA QUALCUNO CHE SI AMA
Toni Jop per "l'Unità"


Una storia da niente ci costringe a fare un salto indietro. Cominciamo dalle conseguenze: una hostess australiana rischia di perdere il posto. Il motivo sta nel fatto che la signora si sarebbe intrattenuta con il celebre attore Ralph Fiennes durante una lunga trasvolata oceanica. Dove? Nella toilette del Boeing. Un classico ormai inarrivabile. Racconta l'hostess che Ralph ha iniziato a fare il cascamorto con lei ma senza pesantezze e che, in fondo, il viaggio era così lungo e, sempre in fondo, lei e i suoi colleghi sono tenuti ad essere cordiali e comprensivi con i passeggeri di ogni sesso.

A quel che si capisce, quindi, la verità è che l'attore e la bella hostess hanno ingannato il tempo in modo gradevolmente appassionato negli incantevoli centimetri cubi del w.c. di un aereo indifferente e insieme petulante. Solo che ora la signora in questione vorrebbe non perdere il posto per questo motivo. Siamo con lei, e anche dell'idea che se la licenziano è una stupida crudeltà ai danni di una simpatica «resistente» alla sterilizzazione sessuofoba di questo mondo globalizzato prima di tutto dal controllo. Un tempo che ora pare lontanissimo le carrozze dei treni a lunga percorrenza, con i loro sei posti a scompartimento, aiutavano la relazione tra viaggiatori. La cultura atomizzata e computerizzata degli Eurostar ha cancellato una civiltà. Per fortuna, lassù c'è ancora qualcuno che si ama.


Dagospia 12 Febbraio 2007