BERLUSCONI: "VIA PRODI", MA NON PARLA DI ELEZIONI - FINI: MAGGIORANZA SENZA SENATORI A VITA - GIORDANO: SUI MIEI GARANTISCO IO - DELL'UTRI: VEDO SILVIO A BRACCETTO CON D'ALEMA - ANDREOTTI: NO A CAMBIALI IN BIANCO - LOMBARDO: RESTO CON CDL, A MENO CHE.

1 - DISPONIBILITÀ.
Jena per "La Stampa" - Pur di salvare il governo, Rifondazione comunista si è dichiarata disponibile ad allargare la maggioranza anche ai compagni del centrodestra.

2 - BERLUSCONI: NO AL PRODI BIS, IL CAVALIERE NON PRONUNCIA MAI LA PAROLA ELEZIONI.
(Dire) - No al Prodi bis. L'indicazione di Forza Italia e' chiara, ma Silvio Berlusconi, uscendo dal colloquio con Giorgio Napolitano, non pronuncia mai la parola "elezioni". Il cavaliere, prima di leggere la sua dichiarazione, ci tiene a precisare che l'ultima dichiarazione che lui ha rilasciato sulla crisi di governo "risale a due giorni fa". Tutto il resto, sottolinea, e' invenzione. Secondo Berlusconi, a questo punto e' necessario "prendere atto che questo governo non e' stato, non e' e non puo' essere in grado di governare, perche' non ha mai avuto una maggioranza politica autosufficiente". Secondo il leader di Fi, Prodi- che ha "navigato per nove mesi con arroganza"- adesso deve prendere atto- "che non ha la maggioranza sulla politica estera e di difesa". Per cui, "per il bene del Paese non serve una riedizione di questo esecutivo".

3 - FINI: MAGGIORANZA SENZA CONTARE SENATORI A VITA.
(Ansa)
- ''Il capo dello Stato deve accertare se ci sono le condizioni per dare vita al Senato ad una maggioranza politicamente e numericamente autosufficiente senza il concorso dei senatori a vita'', lo ha detto il leader di Alleanza nazionale Gianfranco Fini dopo il colloquio con il presidente della Repubblica.

4 - CHITI: SOLO UNA COALIZIONE UNITA PUO' ALLARGARSI.
(Adnkronos)
- "Solo una maggioranza che c'e', che e' chiara, coesa e di qualita', puo' consolidarsi". Lo afferma a "L'Unita'" il ministro per le riforme, Vannino Chiti, che affronta cosi' il tema di un possibile allargamento della coalizione che sostiene Romano Prodi. Per Chiti, inoltre, il voto del Senato "e' un fatto che non puo' essere sottovalutato perche' era stato chiesto non un consenso su uno o l'altro aspetto, ma sull'intera linea di politica estera, espressa con forza ed efficacia da D'Alema".
"Che due senatori del centrosinistra, Turigliatto e Rossi, non abbiano partecipato e che uno De Gregorio, sia passato dall'altra parte, -sottolinea- e' grave. Ma da qui bisogna ripartire". "La legge con cui si e' votato e' pessima. Provoca frammentazioni e instabilita'. Ma il voto al Senato ci dice che o la magioranza ritrova una sua chiara coesione e tenuta, o si fa harakiri".

5 - UDC: GOVERNO DI RESPONSABILITA' NAZIONALE.
(Ansa)
- La delegazione dell'Udc ha chiesto al presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, di conferire l'incarico ad un'alta personalita' per dare vita ad un ''governo di responsabilita' nazionale'', ha detto il segretario Lorenzo Cesa dopo il colloquio con Napolitano.

6 - BACCINI: BASTA PRODI, CAPO DEL FALLIMENTO.
(Adnkronos) - "La riproposizione di Prodi che e' il capo del fallimento di questa maggioranza non ci sembra la strada migliore".Lo afferma al 'Giornale' il vicepresidente del Senato Mario Baccini, sottolineando che "la crisi di governo rende merito alla linea politica dell'Udc. Non servivano le spallate -dice- Sapevamo che avrebbero fatto tutto da soli, troppo diversi ed estremisti.
Se non fosse stato sulla politica estera -considera- sarebbe accaduto sulle pensioni, sui Dico, sulle liberalizzazioni, sul Tfr o su altro". "Cosi' com'e' questa maggioranza -dice poi Baccini- non garantisce quel governo stabile di cui il Paese ha bisogno. Questo governo sta bruciando la ripresa economica con l'aumento della pressione fiscale -continua- E sta facendo danni". Quindi l'Udc, continua Baccini, punta a "una fase nuova. Si apra un tavolo istituzionale tra la maggioranza piu' ragionevole e le opposizioni che vorranno starci -dice- Si scriva un programma di fine legislatura su tre punti: ripresa economica; riforma della legge elettorale e vere liberalizzazioni. E poi si vada al voto, assicurandosi di creare un bipolarismo che garantisca a chiunque vada al potere di governare serenamente e con forza".

7 - MUSSI: BUONO DOCUMENTO DI PRODI.
(Agi) - Il ministro per l'Universita' e la Ricerca Fabio Mussi, ospite oggi del dibattito di 'Omnibus' su La7, ha commentato il documento in dodici punti presentato da Romano Prodi definendolo "buono" poiche' tenta di "stringere su alcuni punti essenziali". Il ministro, sulla risoluzione dell'attuale crisi di governo, si e' detto poi convinto che e' necessario "provare a garantire la continuita' della legislatura".

8 - LOMBARDO: RESTIAMO CON LA CDL, A MENO CHE.
(Adnkronos)
- In un giorno mi hanno offerto di tutto. Dal ministero in giu'. Ma prima della poltrona c'e' la faccia. Ed io non intendo perderla. Siamo stati eletti con il centro destra e li' restiamo". Lo afferma a "La Repubblica" il leader degli autonomisti Raffaele Lombardo che aggiunge: "A meno che non ci sia un cambio di maggioranza e non accettino i nostri punti programmatici". A Prodi dunque Lombardo sottolinea che la mano "non possiamo darla. Lo abbiamo anche detto al presidente Napolitano. Non entreremo in questo governo e nella maggiorazna. I nostri elettori non capirebbero, a meno che non vengano accettate le nostre proposte, i nostri suggerimenti".

9 - GIORDANO: GARANTISCO SUI MIEI SENATORI, TURIGLIATTO NON LO PERDONEREMO.
(Adnkronos) - "Non perdoneremo mai Franco Turigliatto". Lo afferma a "L'Unita'" il leader di Rifondazione, Michele Giordano, sottolineando: "Se c'e' una rabbia che io ho in corpo e' determinata dal fatto che su questo governo erano apposte le nostre speranze, e adesso il rischio e' tornare indietro". "Il '98 non c'entra nulla. Oggi -aggiunge- condividiamo un programma , e abbiamo sempre sostenuto il Governo in tutti i suoi passaggi parlamentari. Lo abbiamo fatto liberamente per non tradire la fiducia riposta dai nostri elettori, gli elettori dell'Unione".
"A ben vedere -prosegue- un solo senatore della maggioranza ha votato con l'opposizione, e non l'abbiamo candidato noi: Sergio De Gregorio". Giordano, quindi, entra nel merito del voto alla missione in Afghanistan e, sulla dichiarazione del senatore Giannini che ha gia' detto che non votera', e sottolinea ancora: "Io garantisco che dei 27 senatori che rappresento, voteranno tutti. Su quella proposta indicata anche dal ministro D'Alema, c'e' stato il nostro lavoro di mediazione. Condivido profondamente l'idea di una conferenza internazionale sull'Afghanistan, e su quella di una politica estera autonoma. Per questo voteremo per il Governo".



10 - DILIBERTO: SUBITO INTESA CON PRC, VOGLIONO FARCI FUORI.
(Adnkronos)
- La sinistra per difendersi e difendere il governo "deve dare un segnale di unita' forte". Lo dice al 'Messaggero' il segretario dei Comunisti italiani, Oliviero Diliberto, aggiungendo che il partito vuole "Prodi, fortissimamente Prodi" e anche "D'Alema confermato agli Esteri". "Dobbiamo ristabilire - dice Diliberto- un canale di dialogo continuo e cordiale tra Rifondazione e il Pdci. La speranza poi e' una sinistra tutta unita. Del resto ritengo -aggiunge- che una delel cause di fibrillazione della maggioranza sia stata proprio la competizione a sinistra".Quanto alla crisi, "il governo non e' caduto per quei due scellerati -dice Diliberto con riferimento a Rossi e Turigliatto- ma per il lucido disegno di quei poteri che, alla fine, hanno ottenuto la crisi". Secondo il segretario del Pdci, quella del senatore a vita Giulio Andreotti "e' stata una lucida e spietata operazione politica. Lo stesso ha fatto Cossiga -conclude Diliberto- che pero' forse ha sofferto ad affossare D'Alema, mentre Andreotti certo no".

11 - NICOLA ROSSI: E' IL FALLIMENTO DI UNA POLITICA SCRITERIATA.
(Adnkronos) - "L'instabilita' istituzionale e' un grave danno per il paese, anche per l'economia del Paese, perche' senza prospettive si fanno meno investimenti, non si cattura la ripresa. Ma ormai ci siamo dentro. Quello che e' accaduto ci consegna alla fine di una fase". Lo afferma a "La Stampa" il professore Nicola Rossi, esponente dell'Ulivo senza piu' tessera della Quercia, fondatore dei riformisti 'volenterosi', che, come voce critica dell'attuale classe dirigente del centrosinistra per lui 'non adeguata', aggiunge: "Avendolo scritto quasi tre anni fa, provo un sentimento quasi di irritazione".

"Quello che e' accaduto sarebbe potuto accadere -continua Rossi- in qualsiasi momento, in ognuno dei 281 giorni di vita del governo. Piu' interessante e' capire come ci si e' arrivati: attraverso quattro anni di opposizione scriteriata, una campagna elettorale altrettanto scriteriata, senza prendere atto della reale natura del risultato elettorale...". "Quanto alle leadership -aggiunge ancora- quelle del centro destra non sono da meno, hanno perfino piu' problemi di noi. Berlusconi soprattutto: e' stato un propulsore dell'innovazione politica, oggi e' un fattore potente di imbalsamazione del Paese

12 - DELL'UTRI: VOGLIO SILVIO A BRACCETTO CON D'ALEMA.
(Adnkronos) - Non ora a "cadavere caldo", ma in un "futuro in cui puo' esserci spazio anche per un 'governo di decantazione'", il senatore di Fi Marcello Dell'Utri vede Silvio Berlusconi e Massimo D'Alema "a braccetto in un governo per la riforma elettorale". Lo afferma il senatore azzurro al 'Corriere della Sera' spiegando che "purtroppo quello che vorremmo fare adesso non si puo' fare" e che la pensa come il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini: "Solo che Casini -dice Dell'Utri- non ha strumenti per decantare. L'unico a poterlo fare e' Silvio -considera- Pier Ferdinando ha azzeccato la trama, ma ha sbagliato attore".

"Intanto si va verso il Prodi bis -continua Dell'Utri- Con fiducia risicata al Senato. Il problema non sara' nascere, ma camminare. Cadra'- aggiunge- ai primi passi. Come mercoledi'". Riproponendo l'accoppiata della Bicamerale per "ricominciare da dove il cammino della storia e' stato sospeso", Dell'Utri afferma poi che "tante altre soluzioni non ci sono". E ricordando di aver sempre detto che "D'Alema e' l'unico con cui si puo' parlare", da' atto al ministro degli Esteri di aver "fatto un discorso di alto livello e di buon senso" e che "il personaggio e' cresciuto di statura. Serio e coerente con quello che ha detto", dice Dell'Utri, convinto che D'Alema "mercoledi' non e' caduto, e' cresciuto".

13 - ANDREOTTI: NON FIRMO CAMBIALI IN BIANCO.
(Adnkronos) - "Non si firma una cambiale in bianco. Bisogna vedere le persone e il programma. Certamente non c'e' un'opposizione prefabbricata o pregiudiziale". Lo afferma il senatore a vita Giulio Andreotti, intervistato da 'Avvenire' sulla crisi di governo e sulla sua disponibilita' a dare di nuovo la fiducia. "La cosa importante -dice- e' avere un qualche programma concreto, non solo di ordinaria amministrazione che pure e' sempre importante. Ci vogliono programmi di riforme", avverte, e poi spiega: "certo, non si devono fare cose destinate a durare nei secoli. Quanlcosa di ampio respiro va sicuramente fatta, ma e' necessaria una chiarezza programmatica".
Per Andreotti, "quello che ha danneggiato il governo e' stata la sua grande contraddizione interna. Vicenza -continua il senatore a vita- e' stata forse il giorno della massima contraddizione, perche' a Vicenza volevano sfilare pure i ministri. Cosi' -dice- non si fa capire niente a nessuno". Quanto alla politica estera e al suo voto, Andreotti dice che al Senato "tutto e' finito per concentrarsi su una specie di censimento di chi ha apprezzato il governo Berlusconi e chi e' contro pregiudizialmente. Questo -dice- mi sembra un modo assolutamente sbagliato di fare".

14 - COSSIGA: NON HO ANCORA DECISO MIO VOTO.
(Adnkronos) - ''Non ho ancora deciso se votero' a favore o meno del nuovo o risuscitato governo di centrosinistra. Attendero' le dichiarazioni del presidente del Consiglio dei ministri. Ho infatti letto i 'Dodici comandamenti' dati a Prodi sul colle di Montecitorio, essi sono i capitoli di un nuovo programma: e' per questo che attendo di conoscerlo meglio prima di decidere. Positivo che il centrosinistra ha definitivamente abbandonato i 'Dico' come problema di governo, quale prima era, dato che il progetto relativo aveva preso la forma del disegno di legge governativo. Il problema quindi e' ora abbandonato alla decisione dei singoli parlamentari senza vincolo di coalizione''.

Lo dichiara in una nota il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga. ''Un ostacolo grave al mio voto favorevole -sottolinea Cossiga- sarebbe forse la permanenza, non nel governo, ma soltanto al ministero degli Esteri dell'amico Massimo D'Alema avendo io votato contro la 'sua' politica estera, non contro Romano Prodi, cui infatti avevo consigliato di non dimettersi, ma soltanto di sostituire il ministro degli Esteri''.

15 - "FORMICHE": DISPONIBILITA' FOLLINI? SPERIAMO IN SUA SMENTITA.
(Ansa) - ''Non potendo in alcun modo considerare i 12 punti approvati ieri dall'Unione una svolta politica, l'ipotesi di una disponibilita' centrista a sostenere un eventuale Prodi bis sconcerta e atterrisce. Il trasformismo non ha mai cambiato le sorti di un governo in crisi. Cosi' e' stato sempre e cosi' sara' ancora''. Con questa nota apparsa sul sito internet, la rivista 'Formiche' curata dall'ex portavoce di Marco Follini, Paolo Messa, commenta le indiscrezioni giornalistiche riguardanti il sostegno del leader dell'Italia di Mezzo al governo Prodi. ''Dopo aver predicato per anni la necessita' di una terza fase, di una parentesi istituzionale di collaborazione fra le forze politiche - si legge ancora - l'appoggio all'ultimo arrocco di questo bipolarismo sarebbe un triste e inspiegabile epilogo. Per questo, continuiamo a sperare in una secca e definitiva smentita''.


Dagospia 23 Febbraio 2007