SANTA RITA S'ACCASCIA A DUBAI - SOLO GIOVEDI', IL VOTO DI FIDUCIA: PRODI E' COSTRETTO AD ASPETTARE IL RITORNO DELLA LEVI MONTALCINI - LA VISPA 98ENNE SENATRICE A VITA NON POTEVA NON ESSERE PRESENTE ALLA SERATA ARABA DI PLACIDO DOMINGO.
Andrea Morigi per Libero
Placido Domingo ha spodestato Romano Prodi, per qualche giorno, dal cuore di Rita Levi Montalcini. Complice la magia delle mille e una notte arabe, la premio Nobel 1986 per la Medicina non poteva rinunciare a una serenata orientale.
Poco importa se il bastone della vecchiaia del governo Prodi è un'arzilla signorina che va per i 98 anni e intanto gira il mondo. A Roma avranno la cortesia di aspettare, almeno fino al 1° marzo, quando potrà occupare il suo scranno di senatrice a vita e votare la sospirata fiducia all'esecutivo. Tanto, senza di lei, non c'è governo che tenga, nell'Italia del centrosinistra.
Non si va da nessuna parte, a meno che non vogliano partire loro. E sarebbe stato complicato trasferire in blocco ministri e sottosegretari negli Emirati Arabi Uniti, a Dubai, dove la vecchietta ha tenuto ieri il suo intervento sul tema "Scienza ed etica per la sopravvivenza dell'umanità", alla giornata inaugurale del convegno "Educazione senza frontiere 2007".
Ma ancora più difficoltoso sarebbe stato farla tornare in patria subito dopo, anche se non aveva impegni ufficiali, a giudicare dal programma. Ma un po' l'età, un po' gli sbalzi di temperatura tra Roma e Dubai e, dulcis in fundo, l'imperdibile intermezzo del convegno hanno convinto le massime istituzioni italiane a rinviare quel voto fatidico che darebbe un governo al Paese.
Oggi, alle 19 ora locale (quando a Roma saranno le tre del pomeriggio), un tenore del calibro di Placido Domingo si esibirà insieme alla soprano Kallen Esperian, con l'accompagnamento della Syrian National Symphony Orchestra. Se Rita Levi Montalcini non partecipasse, chissà cosa potrebbe succedere. Inoltre, il convegno si chiuderà martedì 27, verso sera. Un giorno ancora di riposo non glielo si poteva proprio negare, prima di intraprendere il viaggio intercontinentale di ritorno. Sei ore di volo, calcolando il fuso, se si va a bordo di un aereo di linea. Non è mica uno scherzo, il jet-lag. E se poi si confonde e preme il pulsante sbagliato?
Tutto congelato fino a giovedì, dunque. E non è certo per colpa del Nobel che anzi da quando indossa il laticlavio, pur senza essere stata eletta, si è lanciata in cause nobili, come un'interpellanza di ferma protesta per la chiusura delle linee di dentifricio, presso lo stabilimento di Anzio, e di body care, presso lo stabilimento di Padiglione, da parte della Colgate Palmolive Italia.
Inoltre ha presentato, sia pure come cofirmataria, una proposta di legge per il riconoscimento delle scuole di formazione musicale, la loro valorizzazione e l'integrazione con il sistema scolastico. Disertare un concerto sarebbe equivalso a contraddire l'impegno politico e la lotta per una società più progressista e di sinistra. Una stonatura inaccettabile.
Dagospia 26 Febbraio 2007
Placido Domingo ha spodestato Romano Prodi, per qualche giorno, dal cuore di Rita Levi Montalcini. Complice la magia delle mille e una notte arabe, la premio Nobel 1986 per la Medicina non poteva rinunciare a una serenata orientale.
Poco importa se il bastone della vecchiaia del governo Prodi è un'arzilla signorina che va per i 98 anni e intanto gira il mondo. A Roma avranno la cortesia di aspettare, almeno fino al 1° marzo, quando potrà occupare il suo scranno di senatrice a vita e votare la sospirata fiducia all'esecutivo. Tanto, senza di lei, non c'è governo che tenga, nell'Italia del centrosinistra.
Non si va da nessuna parte, a meno che non vogliano partire loro. E sarebbe stato complicato trasferire in blocco ministri e sottosegretari negli Emirati Arabi Uniti, a Dubai, dove la vecchietta ha tenuto ieri il suo intervento sul tema "Scienza ed etica per la sopravvivenza dell'umanità", alla giornata inaugurale del convegno "Educazione senza frontiere 2007".
Ma ancora più difficoltoso sarebbe stato farla tornare in patria subito dopo, anche se non aveva impegni ufficiali, a giudicare dal programma. Ma un po' l'età, un po' gli sbalzi di temperatura tra Roma e Dubai e, dulcis in fundo, l'imperdibile intermezzo del convegno hanno convinto le massime istituzioni italiane a rinviare quel voto fatidico che darebbe un governo al Paese.
Oggi, alle 19 ora locale (quando a Roma saranno le tre del pomeriggio), un tenore del calibro di Placido Domingo si esibirà insieme alla soprano Kallen Esperian, con l'accompagnamento della Syrian National Symphony Orchestra. Se Rita Levi Montalcini non partecipasse, chissà cosa potrebbe succedere. Inoltre, il convegno si chiuderà martedì 27, verso sera. Un giorno ancora di riposo non glielo si poteva proprio negare, prima di intraprendere il viaggio intercontinentale di ritorno. Sei ore di volo, calcolando il fuso, se si va a bordo di un aereo di linea. Non è mica uno scherzo, il jet-lag. E se poi si confonde e preme il pulsante sbagliato?
Tutto congelato fino a giovedì, dunque. E non è certo per colpa del Nobel che anzi da quando indossa il laticlavio, pur senza essere stata eletta, si è lanciata in cause nobili, come un'interpellanza di ferma protesta per la chiusura delle linee di dentifricio, presso lo stabilimento di Anzio, e di body care, presso lo stabilimento di Padiglione, da parte della Colgate Palmolive Italia.
Inoltre ha presentato, sia pure come cofirmataria, una proposta di legge per il riconoscimento delle scuole di formazione musicale, la loro valorizzazione e l'integrazione con il sistema scolastico. Disertare un concerto sarebbe equivalso a contraddire l'impegno politico e la lotta per una società più progressista e di sinistra. Una stonatura inaccettabile.
Dagospia 26 Febbraio 2007