MASTELLA: AL VOTO SE LE COALIZIONI SALTANO - BONDI: ACCORDO SUBITO O GOVERNO ISTITUZIONALE - FRANCESCHINI: PRODI E BERLUSCONI SI VEDANO - LA LISTA VELTRONI SEMBRA UN PARTITO - COSSIGATE: TALEBANI, GOVERNO ITALIANO È AMICO - MANCINI RESTA IN CARCERE.
1 - SICCOME.
Jena per "La Stampa" - "Spero che nasca un grande partito della destra". Siccome ieri Berlusconi era dimenticato di dirlo, l'ha detto D'Alema.
2 - FRANCESCHINI: PRODI E BERLUSCONI SI VEDANO PER RILANCIARE LA RIFORMA ELETTORALE.
(Adnkronos) - La legge elettorale "occorre farla presto, per evitare il referendum". Lo dice al 'Corriere della Sera' il capogruppo dell'Ulivo alla Camera Dario Franceschini, rilevando che ha ragione "per almeno due motivi" il premier Romano Prodi quando sostiene che la riforma elettorale o si fa condivisa o non si fa per niente. "Primo perche' non dobbiamo dimenticare -dice Franceschini- che quando eravamo all'opposizione protestammo per una legge che la Cdl volle a colpi di maggioranza. Secondo perche' non possiamo fare una riforma ad ogni cambio di governo, pena l'instabilita' perpetua". Puo' quindi aiutare un incontro diretto tra Prodi e Silvio Berlusconi, considera poi l'esponente della Margherita:
"La legge va fatta in Parlamento, ma senz'altro possono aiutare alcuni incontri propedeutici come quello -dice Franceschini- Sarebbe importante ma occorre chiarire una cosa una volta per tutte -sottolinea- Non sta ne' in cielo ne' in terra che, una volta fatta la legge, si debba per forza votare -spiega- Piu' lontana e' la scadenza elettorale, piu' si puo' fare una buona riforma -dice Franceschini- come ora che ignoriamo chi potra' vincere nel 2011". Su quale sia la sua formula preferita, Franceschini dice poi di non voler entrare nei dettagli, ma precisa che vorrebbe "una legge che garantisca l'assetto bipolare", ritenendo che "15 o 16 partiti siano troppi per permettere di governare
3 - BONDI: ADESSO ACCORDO SUBITO O GOVERNO ISTITUZIONALE.
(Adnkronos) - Per il coordinatore di Fi Sandro Bondi ci sono le condizioni per fare una riforma della legge elettorale in Parlamento e, in un'intervista a "La Repubblica", afferma: "Da parte nostra c'e' veramente la volonta' di raggiungere un accordo nel piu' breve tempo possibile". "Forza Italia -prosegue- intende essere protagonista del cambiamento della legge elettorale, migliorando quei punti che avevamo noi stessi segnalato durante la discussione in Parlamento nella scorsa legislatura".
"Ritengo positivo -continua- che Casini prefiguri l'ipotesi di un nuovo patto fra i partiti del centrodestra, ma credo sia improduttivo continuare ad alimentare una divisione sul tema del centro. Forza Italia non e' e non ha mai rappresentato la destra populista. Lo ha dimostrato in cinque anni di governo, nel corso dei quali il partito di maggioranza relativa ha sempre mantenuto una rotta pragmatica, moderata, riformista". E, tornando sulle affermazioni del leader dell'Udc riguardo l'esigenza di ridiscutere su tutto a partire dalla leadership di Berlusconi, Bondi aggiunge ancora: "Per quanto riguarda la leadership, solo la formazione di un partito unitario saldamente ancorato ai valori e ai programmi del Ppe avrebbe potuto ridiscutere della leadership del futuro in maniera democratica".
4 - MASTELLA: AL VOTO SE COALIZIONI SALTANO.
(Agi) - "Se c'e' una legge elettorale condivisa, non e' detto che si debba andare per forza al voto. Al voto si va quando le coalizioni saltano o una delle coalizioni dovesse registrare insuccesso o diffidenza tra i partner che la tengono in piedi". Cosi' il ministro della Giustizia Clemente Mastella, a margine di un appuntamento a Napoli nel carcere minorile di Nisida risponde a una specifica domanda. Se dunque le coalizioni saltassero, ragiona Mastella, "allora si' si va al voto. Viceversa non e' che un dogma quello di andare al voto a tutti i costi o il prima possibile". Il Guardasigilli aggiunge anche di condividere l'impostazione del premier Romano Prodi, cioe' "quella di lavorare insieme, di fabbricare una legge elettorale che tenga conto dei grandi partiti e di quelli piccoli".
5 - BINDI: CHIESA EVITI GLI ANATEMI, SU LEGGE ELETTORALE REFERENDUM NON RISOLVE NULLA.
(Adnkronos) - "Vedremo il contenuto di quella lettera, ma credo sia difficile allontanarsi dalla linea stabilita dal Concilio che invita noi cattolici a non lavarci le mani anche sulle questioni piu' spinose". Il ministro della Famiglia Rosy Bindi lo afferma al 'Messaggero', commentando l'arrivo di un appello del cardinale Camillo Ruini sui Dico, annunciato dal suo successore alla presidenza della Cei Angelo Bagnasco. Bindi spera che "dai vescovi non arriveranno ne' condanne, ne diktat ai cattolici impegnati in politica", mentre sulla presenza dei rappresentanti dell'esecutivo alla manifestazione di sabato scorso a piazza Farnese afferma che "ci sono cose precluse a chi governa e io credo -aggiunge il ministro- che il nostro compito non sia andare in piazza, ma saper ascoltare la protesta e saper dare delle risposte".
"Mi sto dedicando anima e corpo alla Conferenza nazionale della famiglia -continua Bindi- e mi sto confrontando con le associazioni cattoliche che incontrero' il 2 aprile". Quanto al Guardasigilli, il ministro dice che "quando Mastella critica i Dico in realta' pensa alla legge elettorale". Bindi invita quindi il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini "a non fare polemiche strumentali perche' la politica piu' ostile alla famiglia -afferma- e' stata quella del governo Berlusconi" e aggiunge: "mi auguro che voglia collaborare alla Conferenza della famiglia e che contribuisca a cambiare questa legge elettorale perche' un referendum non risolve nulla. Su questo -precisa Bindi- sono d'accordo con Mastella. E per il futuro chissa'".
6 - POLLASTRINI: BENE SE LA CHIESA ARCHIVIA IL TEMPO DEGLI STECCATI.
(Adnkronos) - "Leggo parole e toni del neo presidente della Cei, monsignor Bagnasco, che aiutano, possono aiutare". Lo afferma a "La Repubblica" il ministro delle Pari opportunita', Barbara Pollastrini, all'indomani della manifestazione di sabato a Roma sui diritti delle coppie di fatto". "Seguo con attenzione, nella continuita' annunciata dal Vaticano, l'invito alla serenita'. Importante" afferma ancora.
"In piazza Farnese -dice- ho detto di non alzare steccati ma di gettare ponti levatoi di dialogo. In Italia c'e' bisogno di ricostruire uno spirito civico condiviso. Le autorita' ecclesiastiche difendono filosofia e principi, sono un arricchimento per tutti. Ma anche la politica ha un'etica che e' la sua autonomia e nasce dalla responsabilita' verso i principi laici e liberali dello Stato. Irrinunciabili". "Al sit di sabato -aggiunge ancora- dovevo esserci: avevo sentito troppe offese verso gli omosessuali. Dovevo non esserci? Lo chiedo. A tutti. Forse sarei stata piu' gradita agli occhi di tanti, ma meno di me stessa. Capisco comunque le preoccupazioni di Prodi e a me piace lavorare in squadra".
7 - CEI: GIORNALI ACCENTUANO CAMBIO TONI MONS. BAGNASCO.
(Asca) - Non e' sfuggito alla stampa quotidiana il cambio di toni che su questioni sensibili viene da mons.Bagnasco, neo presidente della Cei. L'arcivescovo di Genova ha concesso in questi giorni molte interviste, anche perche' molte sono state quelle richieste e da ultimo ne ha data una anche ad Avvenire. Proprio questa intervista, insieme al suo intervento nella rubrica televisiva domenicale ''A sua immagine'' mons.Bagnasco offre parole e segni di una discontinuita', almeno nel metodo, rispetto al suo predecessore. Egli anzi puntualizza che pur riconoscendo la responsabilita' grandissima di dover raccogliere una forte eredita' del cardinale Ruini, afferma chiaramente: ''Desidero essere me stesso, senza impegnarmi a copiare i miei predecessori''. Tra Chiesa e societa' egli auspica rapporti senza pregiudizi, chiarendo che la difesa di valori in cui i cattolici credono non significa voglia di ingerenza, ma solo difesa di valori. ''Mai lo scontro ma fermezza sui principi''.
8 - VIA ALLA LISTA VELTRONI: MA NO A NUOVE FORZE.
Dal "Corriere della Sera" - La lista civica è cresciuta, ma così tanto che, adesso, somiglia a un partito: è nato un coordinamento cittadino con gli eletti, ci sono rappresentanti in ogni municipio, c'è un esecutivo che martedì si riunirà per la prima volta, e anche un portavoce. Sia chiaro: Veltroni e i suoi ripetono che non si tratta di un nuovo partito. Ma, certo, la «lista Veltroni», a Roma, non è più neanche, o almeno non solo, una civica. Presto, per chi lo vorrà, partiranno dei corsi di formazione. Politica, ovviamente.
La portavoce, Anna Maria Malato, spiega: «La lista Civica non è e non vuole essere un partito. Il suo terreno è quello della promozione della cittadinanza attiva. Ovviamente seguiamo con partecipazione l'obiettivo della creazione del Partito Democratico nel nostro paese». Ecco, appunto: secondo i maligni, l'obiettivo è quello.
9 - LA "COSSIGATA": TALEBANI, IL GOVERNO ITALIANO VI È AMICO.
Da "L'unità" - È rivolto ai talebani l'appello provocatorio firmato da Francesco Cossiga, che recita: «Non restituendo la libertà al giornalista Daniele Mastrogiacomo voi non fate il vostro interesse politico perchè agite contro un Governo, quello italiano che è vostro amico! Non è questo Governo di centrosinistra che va dalla sinistra radicale e antagonista ai moderati cattolici progressisti, filo islamici e antisraeliani e antisionisti (...) non esso ha voluto l'intervento militare Nato e ha inviato unità militari italiane in Afghanistan, ma il Governo di destra guidato da Silvio Berlusconi!»
10 - DOSSIER ILLECITI, TRIBUNALE DEL RIESAME: MANCINI RESTA IN CARCERE.
(Adnkronos) - Marco Mancini, il funzionario del Sismi, arrestato nel dicembre dello scorso anno nell'ambito dell'inchiesta condotta a Milano sui dossier illeciti, resta in carcere. Lo ha deciso il Tribunale del riesame che ha respinto la richiesta di revoca della misura di custodia cautelare presentata dai legali dell'agente del Sismi, dopo che gia' il gip dell'indagine, Giuseppe Gennari, aveva bocciato la loro richiesta. I giudici del riesame, pero', non hanno voluto entrare nel merito delle questioni poste dai legali per non 'interferire' con l'udienza che si terra' domani presso la Corte di Cassazione chiamata a discutere, anch'essa, della scarcerazione di Mancini.
11 - D'AMBROSIO: MORATTI PROTESTI CON IL POLO CHE VOTO' INDULTO.
(Adnkronos) - "Prima di scendere in piazza la signora Moratti dovrebbe ricordare che la sua parte politica ha votato compatta per l'indulto". Lo dice al 'Corriere della Sera' il senatore della Quercia Gerardo D'Ambrosio che aggiunge: "bisogna dirlo chiaro che fu il centrodestra a insistere per un condono cosi' ampio: io l'ho detto subito -sottolinea l'ex procuratore- tre anni sono troppi, guardate che solo a Milano escono 255 rapinatori a mano armata. Niente da fare -continua- Contro l'indulto abbiamo votato solo io, Di Pietro, la Lega e altri quattro gatti". Secondo D'Ambrosio, "le risorse delle forze di polizia non sono infinite. Quando abbiamo provato a militarizzare un quartiere, gli spacciatori si sono spostati nell'altro -dice- E comunque non basta aumentare il numero dei poliziotti: bisogna essere capaci di riappropriarsi del controllo del territorio -continua- Alle elezioni tutti i sindaci promettono i vigili di quartiere, ma a Milano -dice l'ex procuratore- io continuo a vederli solo in centro".
12 - SENATORE FI INCATENATO PER PROTESTA CONTRO PRESTITO LEONARDO.
(Apcom) - Paolo Amato, senatore di ForzaItalia, si è incatenato ad una colonna del loggiato degli Uffizia Firenze: l'esponente forzista, membro della commissione Cultura del Senato, ha compiuto questo gesto in segno di protesta controil prestito dell'Annunciazione' di Leonardo Da Vinci, che sarà portata a Tokyo per la rassegna 'Primavera italiana'. Le operazioni di imballaggio dell'opera sono attualmente in corso. "Sono stato costretto a questo gesto - ha affermato Amato - dall'arroganza del ministro Rutelli", che secondo il senatore avrebbe "violato la legge" in materia di beni culturali.
Amato ha ricordato che le sue tre interrogazioni presentate al ministero dei Beni culturali non hanno avuto risposta: "Presenterò quindi un'interrogazione al ministero del Commercio estero - ha aggiunto - su quali siano i vantaggi dell'operazione". Nel mirino di Amato anche l'amministrazione comunale fiorentina, colpevole secondo lui di inerzia di fronte all'accaduto: "Mi colpisce l'indifferenza di una città che ormai subisce tutto - ha spiegato - indifferenza ben rappresentata dalla sua amministrazione, solo per piangersi addosso e lamentarsi della propria decadenza". Il senatore rimarrà così incatenato per alcune ore davanti agli Uffizi, protestando contro un'operazione che considera "portare l'Annunciazione' a fare il gadget di lusso in una mostra merceologica, insieme alla pasta", ed invocando le dimissione di Rutelli nel caso in cui l'opera riportasse anche il minimo danno.
Dagospia 12 Marzo 2007
Jena per "La Stampa" - "Spero che nasca un grande partito della destra". Siccome ieri Berlusconi era dimenticato di dirlo, l'ha detto D'Alema.
2 - FRANCESCHINI: PRODI E BERLUSCONI SI VEDANO PER RILANCIARE LA RIFORMA ELETTORALE.
(Adnkronos) - La legge elettorale "occorre farla presto, per evitare il referendum". Lo dice al 'Corriere della Sera' il capogruppo dell'Ulivo alla Camera Dario Franceschini, rilevando che ha ragione "per almeno due motivi" il premier Romano Prodi quando sostiene che la riforma elettorale o si fa condivisa o non si fa per niente. "Primo perche' non dobbiamo dimenticare -dice Franceschini- che quando eravamo all'opposizione protestammo per una legge che la Cdl volle a colpi di maggioranza. Secondo perche' non possiamo fare una riforma ad ogni cambio di governo, pena l'instabilita' perpetua". Puo' quindi aiutare un incontro diretto tra Prodi e Silvio Berlusconi, considera poi l'esponente della Margherita:
"La legge va fatta in Parlamento, ma senz'altro possono aiutare alcuni incontri propedeutici come quello -dice Franceschini- Sarebbe importante ma occorre chiarire una cosa una volta per tutte -sottolinea- Non sta ne' in cielo ne' in terra che, una volta fatta la legge, si debba per forza votare -spiega- Piu' lontana e' la scadenza elettorale, piu' si puo' fare una buona riforma -dice Franceschini- come ora che ignoriamo chi potra' vincere nel 2011". Su quale sia la sua formula preferita, Franceschini dice poi di non voler entrare nei dettagli, ma precisa che vorrebbe "una legge che garantisca l'assetto bipolare", ritenendo che "15 o 16 partiti siano troppi per permettere di governare
3 - BONDI: ADESSO ACCORDO SUBITO O GOVERNO ISTITUZIONALE.
(Adnkronos) - Per il coordinatore di Fi Sandro Bondi ci sono le condizioni per fare una riforma della legge elettorale in Parlamento e, in un'intervista a "La Repubblica", afferma: "Da parte nostra c'e' veramente la volonta' di raggiungere un accordo nel piu' breve tempo possibile". "Forza Italia -prosegue- intende essere protagonista del cambiamento della legge elettorale, migliorando quei punti che avevamo noi stessi segnalato durante la discussione in Parlamento nella scorsa legislatura".
"Ritengo positivo -continua- che Casini prefiguri l'ipotesi di un nuovo patto fra i partiti del centrodestra, ma credo sia improduttivo continuare ad alimentare una divisione sul tema del centro. Forza Italia non e' e non ha mai rappresentato la destra populista. Lo ha dimostrato in cinque anni di governo, nel corso dei quali il partito di maggioranza relativa ha sempre mantenuto una rotta pragmatica, moderata, riformista". E, tornando sulle affermazioni del leader dell'Udc riguardo l'esigenza di ridiscutere su tutto a partire dalla leadership di Berlusconi, Bondi aggiunge ancora: "Per quanto riguarda la leadership, solo la formazione di un partito unitario saldamente ancorato ai valori e ai programmi del Ppe avrebbe potuto ridiscutere della leadership del futuro in maniera democratica".
4 - MASTELLA: AL VOTO SE COALIZIONI SALTANO.
(Agi) - "Se c'e' una legge elettorale condivisa, non e' detto che si debba andare per forza al voto. Al voto si va quando le coalizioni saltano o una delle coalizioni dovesse registrare insuccesso o diffidenza tra i partner che la tengono in piedi". Cosi' il ministro della Giustizia Clemente Mastella, a margine di un appuntamento a Napoli nel carcere minorile di Nisida risponde a una specifica domanda. Se dunque le coalizioni saltassero, ragiona Mastella, "allora si' si va al voto. Viceversa non e' che un dogma quello di andare al voto a tutti i costi o il prima possibile". Il Guardasigilli aggiunge anche di condividere l'impostazione del premier Romano Prodi, cioe' "quella di lavorare insieme, di fabbricare una legge elettorale che tenga conto dei grandi partiti e di quelli piccoli".
5 - BINDI: CHIESA EVITI GLI ANATEMI, SU LEGGE ELETTORALE REFERENDUM NON RISOLVE NULLA.
(Adnkronos) - "Vedremo il contenuto di quella lettera, ma credo sia difficile allontanarsi dalla linea stabilita dal Concilio che invita noi cattolici a non lavarci le mani anche sulle questioni piu' spinose". Il ministro della Famiglia Rosy Bindi lo afferma al 'Messaggero', commentando l'arrivo di un appello del cardinale Camillo Ruini sui Dico, annunciato dal suo successore alla presidenza della Cei Angelo Bagnasco. Bindi spera che "dai vescovi non arriveranno ne' condanne, ne diktat ai cattolici impegnati in politica", mentre sulla presenza dei rappresentanti dell'esecutivo alla manifestazione di sabato scorso a piazza Farnese afferma che "ci sono cose precluse a chi governa e io credo -aggiunge il ministro- che il nostro compito non sia andare in piazza, ma saper ascoltare la protesta e saper dare delle risposte".
"Mi sto dedicando anima e corpo alla Conferenza nazionale della famiglia -continua Bindi- e mi sto confrontando con le associazioni cattoliche che incontrero' il 2 aprile". Quanto al Guardasigilli, il ministro dice che "quando Mastella critica i Dico in realta' pensa alla legge elettorale". Bindi invita quindi il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini "a non fare polemiche strumentali perche' la politica piu' ostile alla famiglia -afferma- e' stata quella del governo Berlusconi" e aggiunge: "mi auguro che voglia collaborare alla Conferenza della famiglia e che contribuisca a cambiare questa legge elettorale perche' un referendum non risolve nulla. Su questo -precisa Bindi- sono d'accordo con Mastella. E per il futuro chissa'".
6 - POLLASTRINI: BENE SE LA CHIESA ARCHIVIA IL TEMPO DEGLI STECCATI.
(Adnkronos) - "Leggo parole e toni del neo presidente della Cei, monsignor Bagnasco, che aiutano, possono aiutare". Lo afferma a "La Repubblica" il ministro delle Pari opportunita', Barbara Pollastrini, all'indomani della manifestazione di sabato a Roma sui diritti delle coppie di fatto". "Seguo con attenzione, nella continuita' annunciata dal Vaticano, l'invito alla serenita'. Importante" afferma ancora.
"In piazza Farnese -dice- ho detto di non alzare steccati ma di gettare ponti levatoi di dialogo. In Italia c'e' bisogno di ricostruire uno spirito civico condiviso. Le autorita' ecclesiastiche difendono filosofia e principi, sono un arricchimento per tutti. Ma anche la politica ha un'etica che e' la sua autonomia e nasce dalla responsabilita' verso i principi laici e liberali dello Stato. Irrinunciabili". "Al sit di sabato -aggiunge ancora- dovevo esserci: avevo sentito troppe offese verso gli omosessuali. Dovevo non esserci? Lo chiedo. A tutti. Forse sarei stata piu' gradita agli occhi di tanti, ma meno di me stessa. Capisco comunque le preoccupazioni di Prodi e a me piace lavorare in squadra".
7 - CEI: GIORNALI ACCENTUANO CAMBIO TONI MONS. BAGNASCO.
(Asca) - Non e' sfuggito alla stampa quotidiana il cambio di toni che su questioni sensibili viene da mons.Bagnasco, neo presidente della Cei. L'arcivescovo di Genova ha concesso in questi giorni molte interviste, anche perche' molte sono state quelle richieste e da ultimo ne ha data una anche ad Avvenire. Proprio questa intervista, insieme al suo intervento nella rubrica televisiva domenicale ''A sua immagine'' mons.Bagnasco offre parole e segni di una discontinuita', almeno nel metodo, rispetto al suo predecessore. Egli anzi puntualizza che pur riconoscendo la responsabilita' grandissima di dover raccogliere una forte eredita' del cardinale Ruini, afferma chiaramente: ''Desidero essere me stesso, senza impegnarmi a copiare i miei predecessori''. Tra Chiesa e societa' egli auspica rapporti senza pregiudizi, chiarendo che la difesa di valori in cui i cattolici credono non significa voglia di ingerenza, ma solo difesa di valori. ''Mai lo scontro ma fermezza sui principi''.
8 - VIA ALLA LISTA VELTRONI: MA NO A NUOVE FORZE.
Dal "Corriere della Sera" - La lista civica è cresciuta, ma così tanto che, adesso, somiglia a un partito: è nato un coordinamento cittadino con gli eletti, ci sono rappresentanti in ogni municipio, c'è un esecutivo che martedì si riunirà per la prima volta, e anche un portavoce. Sia chiaro: Veltroni e i suoi ripetono che non si tratta di un nuovo partito. Ma, certo, la «lista Veltroni», a Roma, non è più neanche, o almeno non solo, una civica. Presto, per chi lo vorrà, partiranno dei corsi di formazione. Politica, ovviamente.
La portavoce, Anna Maria Malato, spiega: «La lista Civica non è e non vuole essere un partito. Il suo terreno è quello della promozione della cittadinanza attiva. Ovviamente seguiamo con partecipazione l'obiettivo della creazione del Partito Democratico nel nostro paese». Ecco, appunto: secondo i maligni, l'obiettivo è quello.
9 - LA "COSSIGATA": TALEBANI, IL GOVERNO ITALIANO VI È AMICO.
Da "L'unità" - È rivolto ai talebani l'appello provocatorio firmato da Francesco Cossiga, che recita: «Non restituendo la libertà al giornalista Daniele Mastrogiacomo voi non fate il vostro interesse politico perchè agite contro un Governo, quello italiano che è vostro amico! Non è questo Governo di centrosinistra che va dalla sinistra radicale e antagonista ai moderati cattolici progressisti, filo islamici e antisraeliani e antisionisti (...) non esso ha voluto l'intervento militare Nato e ha inviato unità militari italiane in Afghanistan, ma il Governo di destra guidato da Silvio Berlusconi!»
10 - DOSSIER ILLECITI, TRIBUNALE DEL RIESAME: MANCINI RESTA IN CARCERE.
(Adnkronos) - Marco Mancini, il funzionario del Sismi, arrestato nel dicembre dello scorso anno nell'ambito dell'inchiesta condotta a Milano sui dossier illeciti, resta in carcere. Lo ha deciso il Tribunale del riesame che ha respinto la richiesta di revoca della misura di custodia cautelare presentata dai legali dell'agente del Sismi, dopo che gia' il gip dell'indagine, Giuseppe Gennari, aveva bocciato la loro richiesta. I giudici del riesame, pero', non hanno voluto entrare nel merito delle questioni poste dai legali per non 'interferire' con l'udienza che si terra' domani presso la Corte di Cassazione chiamata a discutere, anch'essa, della scarcerazione di Mancini.
11 - D'AMBROSIO: MORATTI PROTESTI CON IL POLO CHE VOTO' INDULTO.
(Adnkronos) - "Prima di scendere in piazza la signora Moratti dovrebbe ricordare che la sua parte politica ha votato compatta per l'indulto". Lo dice al 'Corriere della Sera' il senatore della Quercia Gerardo D'Ambrosio che aggiunge: "bisogna dirlo chiaro che fu il centrodestra a insistere per un condono cosi' ampio: io l'ho detto subito -sottolinea l'ex procuratore- tre anni sono troppi, guardate che solo a Milano escono 255 rapinatori a mano armata. Niente da fare -continua- Contro l'indulto abbiamo votato solo io, Di Pietro, la Lega e altri quattro gatti". Secondo D'Ambrosio, "le risorse delle forze di polizia non sono infinite. Quando abbiamo provato a militarizzare un quartiere, gli spacciatori si sono spostati nell'altro -dice- E comunque non basta aumentare il numero dei poliziotti: bisogna essere capaci di riappropriarsi del controllo del territorio -continua- Alle elezioni tutti i sindaci promettono i vigili di quartiere, ma a Milano -dice l'ex procuratore- io continuo a vederli solo in centro".
12 - SENATORE FI INCATENATO PER PROTESTA CONTRO PRESTITO LEONARDO.
(Apcom) - Paolo Amato, senatore di ForzaItalia, si è incatenato ad una colonna del loggiato degli Uffizia Firenze: l'esponente forzista, membro della commissione Cultura del Senato, ha compiuto questo gesto in segno di protesta controil prestito dell'Annunciazione' di Leonardo Da Vinci, che sarà portata a Tokyo per la rassegna 'Primavera italiana'. Le operazioni di imballaggio dell'opera sono attualmente in corso. "Sono stato costretto a questo gesto - ha affermato Amato - dall'arroganza del ministro Rutelli", che secondo il senatore avrebbe "violato la legge" in materia di beni culturali.
Amato ha ricordato che le sue tre interrogazioni presentate al ministero dei Beni culturali non hanno avuto risposta: "Presenterò quindi un'interrogazione al ministero del Commercio estero - ha aggiunto - su quali siano i vantaggi dell'operazione". Nel mirino di Amato anche l'amministrazione comunale fiorentina, colpevole secondo lui di inerzia di fronte all'accaduto: "Mi colpisce l'indifferenza di una città che ormai subisce tutto - ha spiegato - indifferenza ben rappresentata dalla sua amministrazione, solo per piangersi addosso e lamentarsi della propria decadenza". Il senatore rimarrà così incatenato per alcune ore davanti agli Uffizi, protestando contro un'operazione che considera "portare l'Annunciazione' a fare il gadget di lusso in una mostra merceologica, insieme alla pasta", ed invocando le dimissione di Rutelli nel caso in cui l'opera riportasse anche il minimo danno.
Dagospia 12 Marzo 2007