L'INCIUCIONE TELECOM - CONFALONIERI: "UNA CORDATA BIPARTISAN CHE VEDA MEDIASET A FIANCO DI COLANINNO È L'UNICA OPERAZIONE CHE OGGI COME OGGI HA DAVVERO SENSO" - LO SCETTICISMO DI MEDIOBANCA - IL DOPPIO FLOP PASSERA-BAZOLI.

Francesco Manacorda per "La Stampa"

"Questa è l'unica operazione che oggi come oggi ha davvero senso». La linea ufficiale di casa Mediaset è quella del silenzio e dell'attesa, ma ieri il presidente del Biscione Fedele Confalonieri spiegava così, ad alcuni suoi interlocutori, il progetto di una cordata bipartisan che veda Mediaset a fianco di Roberto Colaninno.

I due potenziali partner nell'azionariato di Telecom - con impegno diretto nella società o più probabilmente attraverso l'acquisto di una parte di Olimpia - sono insomma assai «caldi» sulla partita e nonostante il fuoco di sbarramento contro l'azienda di Silvio Berlusconi che anche ieri si è levato dalle parti della maggioranza di governo. Confalonieri è ben conscio delle difficoltà politiche dell'operazione e anche per questo ha spiegato a molti che l'obiettivo di Mediaset non è certo quello di comandare in Telecom, quanto di mettere un piede nell'azionariato anche per sfruttare le sinergie industriali. Un approccio diverso e più ambizioso, del resto, sarebbe immediatamente frustrato proprio dai vincoli posti dalla legge Gasparri.

Così in ambienti finanziari c'è anche chi si spinge a fare le prime previsioni sulle quote: un 3% circa di Telecom a Mediaset, un 10% al socio «forte» Roberto Colaninno. In tutto farebbe il 13%, che guardacaso è quanto si può controllare attraverso il 66% di Olimpia, ossia la quota per cui - fino all'altro ieri - la Pirelli di Marco Tronchetti Provera era in trattative con At&t e i messicani di America Movil. Se poi a questa quota si aggiungesse anche il 6% di Telecom controllato oggi da Mediobanca e da Generali ecco spuntare già un 19-20% in mani vicine tra di loro e un ipotetico gruppo di azionisti di riferimento per il gruppo telefonico.

E i Benetton? A Ponzano Veneto, proprio nei giorni scorsi quando la «minaccia straniera» pareva essere incombente, sarebbero arrivati inviti da parte del governo a restare nell'azionariato di Telecom. Ma al momento il gruppo veneto - che ha lasciato oneri e onori della trattativa a Tronchetti - non ha ancora deciso se restare o approfittare invece di un passaggio di mano per chiudere il capitolo tlc.

Un dossier ufficiale Mediaset-Colaninno non c'è ancora, non esiste una banca d'affari che abbia ricevuto un mandato per l'accoppiata, ma insomma molto si sta muovendo. E in mezzo a queste mosse si ritrova naturalmente Mediobanca. Da piazzetta Cuccia non arriva nessuna conferma e anzi l'ipotesi della cordata bipartisan viene commentata a mezza voce con un certo scetticismo.



Ma non bisogna nemmeno dimenticare che se l'imprenditore mantovano oggi a capo della Piaggio ha solidissimi rapporti con Mediobanca di cui è pure azionista, anche Berlusconi può vantare legami azionari - tramite la Mediolanum anch'essa a libro soci di Mediobanca - e per via di alcuni consiglieri come Ennio Doris e Tarak Ben Ammar a lui particolarmente vicini. Basterà questo per spingere piazzetta Cuccia nella cabina di regia di un'operazione Berlusconi-Colaninno?

Forse sì, anche se per il momento nella banca d'affari si resta fermi all'ipotesi di scissione della Pirelli in attività tradizionali e in attività tlc, con la successiva uscita di Tronchetti dal secondo ramo d'azienda attraverso al vendita della quota detenuta da Camfin alla stessa Mediobanca. Una divisione della Pirelli che avrebbe il vantaggio di non appesantire di nuovo debito la scatola destinata a rilevare la quota di controllo di Telecom ma che offrirebbe anche a Mediobanca - sostengono alcuni concorrenti della banca d'affari - la grande opportunità di assumere direttamente il controllo della società telefonica pagando solo qualche centinaio di milioni. E un'operazione, comunque, che la Pirelli ha già fatto sapere in tutti i modi di non essere disposta ad accettare.

Anche di questo si sarebbe parlato ieri sera nell'incontro a piazzetta Cuccia, dove Marco Tronchetti Provera si è intrattenuto circa un'ora con i vertici di Mediobanca. E sebbene l'incontro sia stato definito «cordiale» la differenza di posizioni sulla scissione appare incolmabile.

Ma le trattative in corso non si esauriscono qui. In ballo, per sua esplicita dichiarazione, c'è ancora America Movil. E sebbene nessuno scommetta sul successo di un'offerta messicana adesso che gli statunitensi se ne sono andati, è anche vero che proprio America Movil è meno interessata dell'At&t ai problemi di regolazione italiana. Questo perché l'obiettivo principale dei messicani è il controllo - o almeno una leva diretta - sulle attività brasiliane di Telecom nei telefoni cellulari, proprio con l'obiettivo di bloccare il temuto concorrente Telefonica.

E proprio l'offerta di America Movil richiama anche il ruolo di Intesa-Sanpaolo, che potrebbe decidere di affiancare anche i messicani da soli o cercare i nuovo l'intesa - finora mai raggiunta - con Mediobanca. La banca guidata da Corrado Passera ha inanellato finora due fallimenti sul fronte Telecom: il primo quando non è riuscita a far passare la sua proposta di acquistare le azioni Olimpia a 2,7 euro e l'altra quando il cavallo At&t - con il quale aveva intavolato trattative intense - si è ritirato dalla gara.


Dagospia 18 Aprile 2007