DITE A PRODI CHE SPIRA DI NUOVO ARIA DI GRANDI INTESE - ICI: CONTINUA LA SFIDA PRODI-RUTELLI - ROMANO: NESSUN PROBLEMA CON I DS - VELTRONI: LEGALITÀ È UN DIRITTO - ANCHE IL RABBINO VS I DICO - LEGA-GOVERNO: FEDERALISMO FISCALE POSSIBILE.

1 - DILEMMI.
Jena per "La Stampa" - Dopo il che fare di Lenin, un nuovo dilemma scuote la sinistra italiana: l'assemblea costituente del Partito democratico è meglio farla domenica 14 o martedì 16 ottobre?

2 - RUTELLI: SULL'ICI SONO D'ACCORDO CON IL PRODI DI UN MESE FA.
(Asca) - 'Io sono in accordo con il Prodi di un mese fa, e in disaccordo con l'idea che ha presentato due giorni fa: che la priorita' sia la riforma del catasto. Non mi pare convincente'. Lo afferma, a proposito dell'Ici, il leader della Margherita e vice premier, Francesco Rutelli, in un'intervista a 'La Repubblica'. Cosi' Rutelli spiega la sua posizione, 'o meglio, quella che tutti avevamo capito fosse la posizione del governo espressa dal premier in Parlamento. Si devono fare provvedimenti sociali - oltre a quelli da concordare nei tavoli con sindacati e imprese - che non aumentino la spesa pubblica e riducano la pressione fiscale.

Cosa - chiede Rutelli - meglio della casa, del trasferimento ai Comuni di gettito erariale sulla casa, mentre si abbatte l'Ici sulle prime abitazioni? Qualcuno pensa che l'82% di famiglie italiane che posseggono la casa siano ricche. Santo cielo, ci puo' essere una visione piu' arcaica della societa' italiana? Soprattutto, io penso - conclude Rutelli - che noi non dobbiamo disperdere le risorse disponibili in un confuso rumore di fondo, in 100 provvedimenti. Ma scegliere precise priorita'. O la possibilita' di recuperare consensi su politiche coerenti ci infastidisce?'.

3 - PRODI: GOVERNO NON HA MAI MOSSO VERBO SULLA VICENDA TELECOM.
(Adnkronos)
- Il governo non e' mai intervenuto sulla vicenda Telecom, "non ha mai mosso verbo. In tanti anche l''Economist' ci hanno attribuite intenzioni mai esistite. L'Italia e' apertissima" agli investimenti stranieri. Lo ha assicurato il premier Romano Prodi parlando ad un convegno sul futuro del business italiano. Il Professore e' stato categorico: "Bisogna cominciare a distinguere tra la politica dei fatti e gli interessi di propaganda".

4 - PRODI: NESSUN ACCORDO CON ZAPATERO SU TELEFONICA.
(Asca)
- Intervenendo alla tavola rotonda economica organizzata dall'Economist, il presidente del Consiglio e' piu' volte intervenuto in materia di investimenti stranieri in Italia. Sul caso Telecom, ha sottolineato che 'non c'e' stato nessun accordo con Zapatero su Telefonica', puntualizzando che la compagnia spagnola 'ha giocato con le regole del mercato'.

5 - PRODI: OPERE PUBBLICHE SI FANNO SOLO CON LA CONCERTAZIONE.
(Adnkronos) - "L'unico modo per fare le opere pubbliche in Italia e' attraverso la concertazione. Lunghe e infinite riunioni, anche poco sexy". Il presidente del Consiglio risponde cosi' alle domande degli imprenditori in occasione di un convegno di Business International, che gli chiedono cosa sta facendo il governo per il rilancio delle opere pubbliche. "Stiamo affrontando il tema delle opere pubbliche-spiega- attraverso anche estenuanti, ma fruttuose, riunioni con le Regioni e gli Enti locali. Sono fiducioso che riusciremo a portare a termine accordi che in passato sembravano impossibili come quello per il Mose a Venezia o le reti transeuropee.

Si tratta di accordi faticosi anche per l'installazione dei rigassificatori, cosi' come ci sono soluzioni piu' complesse come nel caso dei rifiuti in Campania, dove c'e' una lunga storia di illegalita' e soprusi. Questo costa molto al governo, ma non cederemo". Prodi ha ricordato che per le infrastrutture autostradali ci sono gia' accordi con gli Enti locali e preso sara' presentata una lista delle opere da completare. Insomma, ha ribadito il premier "l'unico modo per fare le opere pubbliche in Italia e' attraverso la concertazione, che a volte e' anche oggetto di ironia".

6 - PRODI: PRIVATIZZAZIONE ALITALIA OTTIMO ESEMPIO DI TRASPARENZA E CORRETTEZZA.
(Asca)
- Il processo di privatizzazione dell'Alitalia rappresenta 'un ottimo esempio di trasparenza e correttezza'. Lo ha detto il premier Romano Prodi specificando che secondo vari organi di stampa 'nessuno avrebbe mai osato scommettere' sul buon esito dell'operazione. 'Ora - ha aggiunto Prodi - abbiamo invece tre aziende che hanno presentato un'offerta, di cui due straniere'.



7 - PRODI: CUNEO FISCALE VALE 7 MILIARDI EURO.
(Adnkronos) - "Abbiamo ridotto il cuneo fiscale a partire dal 1 luglio. Abbiamo diminuito i costi del lavoro in modo significativo cosi' che ci troviamo di fronte a delle risorse in eccesso che mi auguro vengano investite in innovazione, ricerca e sviluppo. L'intera misura vale 7 miliardi di euro". Lo ha assicurato il premier Romano Prodi nel suo intervento a una tavola rotonda organizzata dall'Economist' nell'ambito del Business International.

8 - PRODI: CONTI PUBBLICI COMPLETAMENTE RISANATI IN UN ANNO.
(Adnkronos) - "Ho deciso una strategia severa per risanare la finanza pubblica. Ci si rendeva conto che il prezzo politico che bisognava pagare era alto, ma ora tutti, dal Fondo monetario alla Ue, hanno approvato e sostenuto la nostra azione. Posso dire, che in un anno, i conti pubblici sono stati completamente risanati". Il presidente del Consiglio, Romano Prodi, lo dice intervenendo ad un convegno di Business International.

9 - PRODI: NESSUN PROBLEMA CON I DS ANDIAMO AVANTI.
(Adnkronos)
- Non c'e' nessuna freddezza e nessuna polemica con i Ds sui prossimi passi del Partito democratico. Ad assicurarlo e' il premier Romano Prodi, che arrivando all'hotel Excelsior per un convegno sull'economia smentisce alcune ricostruzioni apparse oggi sulla stampa. "E' facilissimo smentire queste cose -sottolinea il premier- Con Fassino e i Ds c'e' una collaborazione assolutamente quotidiana, senza problemi. Il Pd fa passi in avanti davvero. Riusciremo a fare una grandissima assemblea popolare. Conto proprio che noi faremo qualcosa di nuovo per la politica italia", garantisce il Professore.

10 - DI SEGNI: IL DOVERE DI OPPORCI AI DICO.
(Adnkronos) - "C'e' uno strano silenzio dei diversi esponenti dell'ebraismo italiano su un tema che e' stato tanto dibattuto in Italia negli ultimi mesi, quello dei Dico, la legge sulle convivenze che e' stata presentata e poi rallentata nel suo iter parlamentare". Inizia cosi' il lungo intervento del rabbino capo di Roma, Riccardo di Segni, che verra' pubblicato nel prossimo numero della rivista 'Shalom' e che 'Il Giornale' riporta integralmente, con un richiamo in prima pagina. Nel suo scritto Di Segni ricorda la tradizione ebraica e "anche se questo atteggiamento potra' essere considerato poco politically correct secondo la sensibilita' attuale -scrive il rabbino capo- non dobbiamo ignorare che secondo la nostra tradizione la societa' che sta per compiere queste scelte supera abbondantemente limiti illeciti e nostro dovere -afferma- e' opporsi a queste scelte, non rimanere indifferenti".

11 - VELTRONI: LEGALITA' NE' DI DESTRA, NE' DI SINISTRA. E' UN DIRITTO.
(Asca)
- 'La legalita' non e' di destra o di sinistra. La legalita' non ha, e non deve avere, colore politico. E' un diritto fondamentale dei cittadini, e chiunque e' al governo di una comunita' sa che assicurarne il rispetto e' un suo compito, un suo dovere'. Lo spiega il sindaco di Roma, Walter Veltroni, in una lettera a 'Repubblica', rispondendo ad un lettore 'di sinistra' del giornale che in un intervento ieri sul quotidiano aveva spiegato di insegnare 'alle sue figlie i valori della tolleranza e della nonviolenza', e al tempo stesso che 'non ne puo' piu' dei reati compiuti dagli immigrati'. Veltroni scrive che 'soprattutto oggi, perche' ogni persona che abbia occhi per vedere e orecchie per sentire percepisce che effettivamente, nella nostra societa', le braci dell'insicurezza e della diffidenza verso gli stranieri rischiano di trasformarsi in un incendio di intolleranza e poi di odio, di chiusura e poi di esclusione. Quanto di piu' assurdo e pericoloso per la convivenza di tutti. E' il paradosso di un tempo globalizzato: riemergono barriere e conflitti di identita', religiosa o etnica. E' il rischio che dobbiamo evitare'. Secondo Veltroni bisogna puntare su un 'duplice atteggiamento: condizioni di vita migliori, scolarizzazione e inserimento lavorativo, in una parola solidarieta', per chi rispetta la legge e le regole di convivenza civile. Fermezza e assoluta severita' per chi di queste leggi non si cura e queste regole le infrange. Fare cosi' e' indispensabile. Pensiamo a cosa sono e a cosa stanno diventando sempre piu' velocemente le nostre societa'. Pensiamo all'Italia, dove gli stranieri sono passati dal milione e seicentomila del 2000 ai tre milioni e seicentomila di oggi. Sono due milioni di persone in piu', in pochi anni. Sono storie e culture diverse, sono modi diversi di credere e di rapportarsi agli altri. O tutto questo sapra' convivere, o si rafforzera' nel rispetto delle differenze un patrimonio comune di regole condivise, oppure i problemi sono destinati a moltiplicarsi'.

12 - MARONI: SUL FEDERALISMO FISCALE POSSIBILE INTESA CON GOVERNO.
(Adnkronos) - L'ipotesi di un accordo Governo - Lega sul federalismo fiscale si rafforza. ''Ci sono i presupposti per proseguire il confronto e arrivare a una convergenza delle ipotesi che sono sul tavolo'' afferma, in un'intervista a 'Il Sole-24 Ore', il capogruppo della Lega alla Camera, Roberto Maroni. Comunque, sottolinea, ''e' decisamente troppo presto'' per dire se siamo alla vigilia di un'intesa. ''Anche perhce' -spiega- il Governo per ora non ha ancora presentato una proposta ufficiale nonostante fosse stata annunciata per febbraio''.
Se cosi non e' stato, osserva l'ex ministro del Welfare, ''e' perche' nella maggioranza cosi' come in alcune forze sociali ci sono ancora molte resistenze all'attuazione del federalismo. Prodi con Bossi si e' assunto l'impegno di realizzarlo. Quello di ieri -aggiunge Maroni- e' stato un primo incontro. Se avessimo ravvisato distanze incolmabili, sarebbe stato anche l'ultimo. Cosi' non e' stato e, dunque, ne seguiranno certamente altri''.

Per noi, spiega Maroni, ''era essenziale che il Governo riconoscesse il principio del mantenimento alle Regioni di una quota del prelievo fiscale, che potra' essere realizzato o attribuendo alle Regioni una percentuale dell'intero gettito prodotto sul territorio o attraverso le aliquote. Questo e' ancora da vedere''. La proposta della Lega e' che questa percentuale sia pari al 90%: ''e' la nostra ipotesi di partenza. Siamo consapevoli che e' una richiesta forte'' sottolinea Maroni precisando che si tratta di un'ipotesi ''che ci piacerebbe si realizzasse. Ma siamo gente pragmatica. Il nostro obiettivo e' che si attui finalmente il federalismo fiscale, che si superi l'attuale sistema di finanza derivata''.

13 - SIGNORI, SI CAMBIA?
La vittoria di Sarkozy ha fatto precipitare tutto, il malumore sul PD si è trasformato in voglia di far saltare il banco Prodi in aria mentre Berlusconi si agita sempre più per trovare un accordo per formare un governo di larghe intese.


Dagospia 08 Maggio 2007