FINALMENTE QUALCUNO ENTUSIASTA DEL PRIMO ANNO DI GOVERNO PRODI: PRODI - BERTINOTTI A PRODI: IMPARI LE REGOLE PARLAMENTARI - MASTELLA: SE TORNO A CEPPALONI, ROMANO VA A BOLOGNA - BONANNI: MINISTRI SUBDOLI CI OSTACOLANO.

1 - ENTUSIASTI.
Jena per "La Stampa" - Finalmente qualcuno entusiasta del primo anno di governo Prodi: Prodi.

2 - BERTINOTTI: PRODI HA SCARSA DIMESTICHEZZA CON AULE PARLAMENTARI.
(Asca) - ''Forse il Presidente del Consiglio e' fuorviato dalla scarsa dimestichezza con le aule parlamentari''. Cosi' il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, replica a Romano Prodi che ieri si era lamentato per il fatto che dopo un anno di governo fossero state approvate poche leggi per una interpretazione ''eccessivamente estensiva dei regolamenti parlamentari''. Bertinotti parla con i giornalisti dopo aver incontrato una delegazione dell'Unione delle Comunita' Ebraiche Italiane. ''Sarebbe bene - spiega - che il presidente del Consiglio riflettesse su due punti: che il dibattito parlamentare e' il sale della democrazia e che non puo' essere strangolato da interpretazioni restrittive dei regolamenti parlamentari''. Prosegue Bertinotti: "Bisogna abbandonare la scorciatoia dei decreti legge e intraprendere l'autostrada dei disegni di legge, sui quali il governo determini una sua programmazione ed individui priorita' che reggano il confronto parlamentare".

3 - BERTINOTTI: PRESTO NUOVA LEGGE ELETTORALE. ATTUALE E' INAPPLICABILE.
(Asca) - ''Con il presidente del Senato condividiamo l'idea che sia necessaria una riforma della legge elettorale da fare rapidamente''. Lo afferma il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, conversando con i giornalisti dopo un incontro avuto a Montecitorio con una delegazione dell'Ucei. Secondo Bertinotti la riforma va fatta rapidamente anche ''sulla base della considerazione che la legge elettorale esistente e' sostanzialmente inapplicabile, a meno che non si voglia correre il rischio di una grande instabilita'''.

4 - CASINI: BLOCCO DETERMINA PARALISI, SI INTERVENGA.
(Ansa)
- ''Il Presidente del Consiglio, nella conferenza stampa di ieri, ha sollevato una grande questione istituzionale che non puo' essere minimizzata: la scarsa operativita' del Parlamento''. Lo sottolinea il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, che aggiunge: ''naturalmente il Presidente Prodi ha indicato solo i responsabili di comodo di questa situazione mentre appare evidente a tutti gli Italiani che la Camera dei Deputati e' di fatto paralizzata dal blocco dei lavori al Senato. Questo e' il risultato della sindrome di autosufficienza del governo Prodi e della sua maggioranza''. Secondo l'ex presidente della Camera ''l'allarme di Prodi dunque non deve cadere nel vuoto. Ai piu' alti livelli istituzionali e' necessario valutare con urgenza le conseguenze derivanti dalla paralisi di una delle due camere, ipotizzando terapie adeguate alla gravita' della situazione''.

5 - GASPARRI: DA GOVERNO ARROGANTE OFFENSIVA SULLA RAI.
(Apcom)
- Da parte del Governo c'è "arrogante offensiva" sulla Rai. Lo dichiara Maurizio Gasparri, An, già ministro delle Comunicazioni con il Governo Berlusconi.
"Il Governo tenta un colpo di mano sulla Rai minacciando il Consigliere di Amministrazione Petroni e annunciando un disegno di Legge che crea soltanto confusione introducendo ipotesi barocche ed inaccettabili. Chi sarà il proprietario della Fondazione a cui si vuole trasferire la proprietà della Rai? - chiede Gasparri -. Non è meglio attuare la mia Legge dando luogo ad un azionariato diffuso che garantisca le funzioni del sevizio pubblico con la partecipazione anche reale dei dipendenti alla gestione dell'Azienda? La proposta di Legge del Governo non andrà da nessuna parte e inoltre è inaccettabile discutere in diversi rami del Parlamento materie strettamente collegate quali la riforma complessiva del sistema radiotelevisivo e l'assetto proprietario e di gestione della Rai".

6 - MASTELLA AVVERTE PRODI: SENZA VERIFICA SI VA A SBATTERE.
(Asca) - ''Siamo ad un bivio: o il governo si rialza oppure va a sbattere. Ecco perche' chiedo una verifica politica: per discuterne tutti insieme''. Lo afferma il ministro della Giustizia e segretario dell'Udeur, Clemente Mastella in un'intervista a Repubblica. Mastella avverte che ormai ''non c'e' piu' una sede di confronto. Ma come si fa a non vedere - si domanda che le cose nella maggioranza sono completamente cambiate? Sono 'entrati' due nuovi partiti, il Partito democratico e la Sinistra democratica. E l'asse si e' spostato troppo a sinistra''. Il Guardasigilli sottolinea come nessuna si accorga di questi cambiamenti. ''Ormai i partiti di governo o sono trasognati o sono assenti'', dice spiegando che ''tentano di adeguare la realta' a se' stessi. Come fa il Partito democratico''.

Alcuni leader di partito poi dell'esecutivo non ne fanno nemmeno parte, rileva Mastella affermando che ''io invece vorrei discutere politicamente e sapere che intenzioni ha la mia maggioranza. Per esempio, il 'tesoretto' esiste o no? E se esiste - continua - mi pare davvero singolare impiegarlo dopo le amministrative, e non prima. Perche' dobbiamo recuperare consensi''. Sulla legge elettorale Mastella 'ricatta' Prodi... ''L'ho gia' detto chiaro e lo ripeto: se passa una legge contro i cespugli e' crisi di governo. Non e' che minaccio a vuoto, faccio il guascone - sostiene il leader dell'Udeur - semplicemente sarei costretto ad andarmene, per difendere la mia stessa esistenza politica. Su questo - assicura - sara' guerriglia. Moderata, ma sara' guerriglia''. Tra i ministri, se ''Mastella stacca la spina, qualcuno e' pronto a rimettere la corrente'', ne e' certo il Guardasigilli. ''Come? - si domanda - ma con un governo di larghe intese''. Insomma, avverte Mastella, ''Prodi stia attento, sara' lui la prima vittima della legge elettorale. Non e' da me che deve temere''.



7 - MASTELLA: SE IO TORNO A CEPPALONI PRODI VA A BOLOGNA.
(Ansa)
- 'D'Alema ha detto che io ritorno a Ceppaloni. Io credo che Prodi torni a Bologna': Clemente Maastella replica cosi' alle dichiarazioni del ministro degli Esteri Massimo D'Alema. 'L'atteggiamento di D'Alema mi e' parso un po' arrogante quando ha detto che io ritorno a Ceppaloni - ha detto il leader dell'Udeur a Verona insistendo sulla richiesta della verifica - io credo che Prodi torni a Bologna e quindi magari faranno un governo D'Alema-Berlusconi, come faranno un governo di larghe intese eventualmente, un governo che possa presiedere alle vicende della meccanica elettorale, con un'intesa che qualcuno cavalca facendo finta di non trovare maggioranze o ampie maggioranze e quindi andando di fatto al referendum elettorale'.

8 - CAPEZZONE: DA GOVERNO NORMA ASSURDA SUL NUMERO DEI DIPENDENTI.
(Ansa) - ''Mi unisco alla sacrosanta denuncia del presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini. Sarebbe assurdo se qualcuno, nel Governo, pensasse davvero di poter 'statalizzare' la decisione sul numero di dipendenti 'giusti' per ogni impresa, estendendo alle ore lavoro o al numero dei dipendenti il gia' molto discutibile criterio di 'congruita''', di valutazione 'presunta', che viene utilizzato sul piano fiscale attraverso gli studi di settore''. Lo afferma Daniele Capezzone, deputato della Rosa Nel Pugno commentando l'intervista del presidente di Confartigianato Giorgio Guerrini che ha definito ''una norma sovietica'' l'ipotesi avanzata dal governo di introdurre un rapporto obbligatorio tra produzione e salariati. ''Sarebbe - prosegue - non solo una cosa inconcepibile in teoria in qualunque sistema di economia liberale, ma anche, in pratica, un atto di aggressione nei confronti delle piccole e piccolissime imprese. Quando in Italia la quasi totalita' delle imprese (95%) ha meno di 10 dipendenti, intervenire sulla delicatissima scelta del numero di dipendenti significa addossare ulteriori vincoli e pesi proprio alla parte piu' vitale della nostra economia''. ''Sarebbe - conclude Capezzone - una mossa del tutto irresponsabile. Mi auguro che ciascuno si renda conto della gravita' di una simile ipotesi''.

9 - BONANNI: SUGLI STATALI PRODI SI FACCIA SENTIRE...
(Agi)
- "Guardando in faccia i ministri, la mia impressione e' che il contratto degli statali vogliano farlo. Ma hanno un ostacolo... Se lo risolvano loro. Ci sono 24 ore di tempo, spero che il Presidente del Consiglio si faccia sentire al piu' presto". Lo afferma il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni. Alla domanda se la maggioranza abbia interesse a chiudere il contratto prima delle elezioni del 27 maggio, Bonanni replica: "Penso che sia anche loro interesse". Alla domanda se l'ostacolo sia Tommaso Padoa Schioppa, Bonanni replica: "Leggo che in Consiglio dei Ministri ieri c'e' stata una discussione...".

10 - BONANNI: MINISTRI SUBDOLI OSTACOLANO I SINDACATI.
(Adnkronos)
- "Ci sara' lo sciopero. Ma quello che mi preoccupa e' che il governo sembra incapace, oltre che di mettere a disposizione le risorse necessarie, di corrispondere ad un preciso dovere contrattuale e anche di presentare un piano industriale". Sulla vertenza per il pubblico impiego lo afferma al 'Giornale' il segretario della Cisl Raffaele Bonanni, che aggiunge: "io che sono un ottimista impenitente, non posso non riscontrare come ci sia qualcuno che in modo subdolo vuole fare saltare tutto il banco delle relazioni con i sindacati. Se e' cosi', auguri al governo", dice Bonanni, convinto che un atteggiamento piu' rigido con il pubblico impiego fara' perdere consensi all'esecutivo: "il gioco al massacro -avverte- non paga". Secondo il leader della Cisl, "un governo serio e degno di questo nome proporrebbe uno scambio. Metterebbe sul tavolo i soldi -dice- e chiederebbe maggiore impegno sulla produttivita' e sul merito. E questa era proprio la novita' sul memorandum -sottolinea Bonanni- che abbiamo firmato e che e' stato disatteso".

11 - EPIFANI: SEGNALATO A GOVERNO LA NOSTRA IRRITAZIONE.
(Apcom)
- L'incontro a Palazzo Chigi sulla produttività "è stato utilizzato per segnalare al Governo la nostra irritazione" sulla vertenza degli statali. Lo ha affermato il segretario generale della Cgil al termine dell'incontro, ribadendo che "lo sciopero è un atto dovuto" e che i vari tavoli di concertazione "sono correlati". Pertanto, "se non si arriva a trovare una soluzione" sul contratto del pubblico impiego" questo avrà delle "ripercussioni sugli altri tavoli".

12 - BERETTA (CONFINDUSTRIA): ACCORDI ONEROSI, SERVE PRODUTTIVITA'.
(Agi) - L'accordo sugli statali e' "oneroso per le finanze pubbliche. E' un impegno non trascurabile. Si spiega solo ridando alla pubblica amministrazione piu' efficienza e premiando i meriti. Non possiamo accettare un contratto con oneri non trascurabili, senza un impegno forte per modernizzare la pubblica amministrazione. Le minacce di sciopero non sono la strada migliore per ottenere i risultati di cui parlo". Lo afferma il direttore generale della Confindustria, Maurizio Beretta, sulla vertenza degli statali.

13 - VISCO: IN ITALIA PRESSIONE A LIVELLO ALTRI PAESI EUROPEI.
(Apcom) - La pressione fiscale in Italia "non è più alta" rispetto ad altri Paesi europei, ma esistono, secondo il viceministro all'Economia e alle finanze Vincenzo Visco, degli "handicap" tutti italiani che riguardano il debito e le pensioni e che vincolano la spesa pubbblica. "Dobbiamo renderci conto - dice Visco a margine dell'assemblea nazionale dell'Associazione delle Cooperative di produzione e lavoro in corso oggi a Imola - che per crescere bisogna avere i conti in ordine. E l'Italia ha più problemi degli altri Paesi perché negli anni '80 si è indebitata in maniera irresponsabile". Il viceministro, interpellato dai cronisti sulla pressione fiscale che non sembra destinata a scendere in tempi brevi, precisa: "La pressione fiscale in Italia è come negli altri Paesi europei, non è più alta. E la spesa pubblica pure non è più alta". Però, aggiunge Visco, "la spesa pubblica è fatta in gran parte di interessi e pensioni. Questa è una differenza e un handicap" rispetto ad altri Paesi europei. "Bisogna farsene una ragione - insiste il viceministro - e operare entro questi vincoli. Chiunque dice che questi vincoli non ci sono è un bugiardo e un irresponsabile, l'abbiamo visto nei cinque anni del governo Berlusconi, che ci hanno lasciato in un disastro dal punto di vista dei conti pubblici. Adesso stiamo recuperando".


Dagospia 18 Maggio 2007