LA CARICA DEL GENERALE SPECIALE: "IL PROVVEDIMENTO È IMMOTIVATO. HO GIÀ PARLATO CON INSIGNI GIURISTI, SE FACCIO RICORSO NON C'È PARTITA. VINCO ALLA GRANDE"- "QUANDO PRODI MI HA VISTO HA CAMBIATO STRADA" - SALUTO A BERLUSCONI: "SEMPRE AGLI ORDINI".

Marco Nese per il Corriere della Sera

«Voglio vederlo questo decreto. Poi deciderò». Il generale Roberto Speciale attende che gli venga comunicato ufficialmente il provvedimento del Consiglio dei ministri con cui viene estromesso dal comando della Guardia di finanza. In attesa, affila le armi. Deciso a reagire. A non farsi stritolare.

Deve lasciare l'incarico subito?
«Da quello che ho capito, mi cacciano con effetto immediato. Ma io ho chiesto di rimanere almeno fino al 21 giugno, giorno in cui si celebra la festa della Finanza».

E gliel'hanno concesso?
«Non ho idea. Aspetto di capire. Vedrò cosa dice esattamente il decreto. Se non me lo concedono, so io cosa fare».

Può spiegarsi meglio?
«Ho già parlato con insigni giuristi, i quali mi hanno detto che se faccio ricorso non c'è partita. Vinco alla grande. Qui siamo proprio fuori da ogni regola giuridica».

In altre parole, lei sta dicendo che il governo ha commesso un abuso?
«Io avrei una parola per definire quello che hanno fatto, ma non la posso dire. Allora mi limito a dire che il provvedimento è immotivato. Non c'è una ragione. È un atto irrazionale, forse preso sull'onda dell'emozione. Io ho fatto il mio dovere e mi sbattono fuori. Eh, no. Io mi devo tutelare. E lo farò».

Chi le ha comunicato che doveva andarsene?
«Mi ha chiamato il ministro Padoa- Schioppa. Mi ha detto: siamo arrivati a un punto in cui bisogna prendere una decisione, allora la cosa migliore sarebbe che lei presentasse una lettera di dimissioni e noi in cambio avremo un occhio di riguardo, le troveremo una buona sistemazione».

E lei cosa ha risposto?
«Ho detto: non se ne parla proprio. Lettera di dimissioni? E perché, che ho fatto, io ho la coscienza a posto e non me ne voglio andare. Allora lui mi fa: in questo caso dobbiamo procedere in altro modo. Benissimo, gli ho detto, procedete pure, io non ho problemi».



E così ci ha pensato il Consiglio dei ministri a toglierle l'incarico d'imperio.
«Sì. Che poi vorrei anche vedere se questo Consiglio dei ministri è regolare. Nel senso che non c'era quasi nessuno. Rutelli non c'era, Di Pietro mancava, Amato non c'era, D'Alema era a Valencia alle regate di Luna Rossa. È valido 'sto Consiglio dei ministri? Mah».

Le hanno comunque garantito un incarico alla Corte dei Conti.
«Un baratto. Di questo si tratta. E allora prima che io accetti un baratto ci penserò mille volte. Ripeto: valuterò le iniziative da prendere dopo aver letto il decreto. Ora posso solo dire che nulla è scontato».

Gira voce che la Guardia di finanza stava per mettere le mani su qualcosa di compromettente. Perciò avrebbero deciso di liberarsi di lei.
«Sono sciocchezze. Io ho sempre agito alla luce del sole. Non sono abituato a fare trabocchetti. No, la vicenda è molto semplice: per salvare un viceministro, devo pagarla io. Ma non è corretto».

Lei si è presentato ai Fori Imperiali alla parata del 2 giugno davanti a tutte le autorità di governo. Come l'hanno accolta?
«Prodi malissimo. Quando mi ha visto ha cambiato strada. Gli altri sono stati gentili. Ma soprattutto mi ha riempito di gioia la reazione della gente. Mi hanno fatto la ola quando passavo. Questo è un chiaro segno di simpatia verso una persona che ha subito un sopruso».

Casini, Cesa e Berlusconi sono venuti a salutarla. Chi altro l'ha accolta bene?
«Il presidente del Senato Marini mi ha commosso. È stato molto affettuoso. Gentilissimo anche il presidente della Camera Bertinotti».

SALUTO A BERLUSCONI: "SEMPRE AGLI ORDINI"
Dal Corriere della Sera
- La presenza del generale Roberto Speciale ha suscitato reazioni contrapposte nei politici presenti alla parata del 2 giugno: malumori e imbarazzi a sinistra, volti più distesi, se non contenti, a destra. Come racconta lo stesso generale destituito dal governo, il presidente del Consiglio Romano Prodi, volto scurissimo, ha preferito evitare il contatto e ha cambiato strada pur di non salutarlo.

Nelle foto si nota l'imbarazzo degli altri rappresentanti del centrosinistra, a cominciare dal sindaco di Roma Walter Veltroni. Chi invece era piuttosto felice di incontrare l'ormai ex comandante della Guardia di Finanza era Silvio Berlusconi, che ha dapprima salutato il suo successore, Cosimo D'Arrigo.

Poi si è avvicinato a Speciale. Che ha salutato con una stretta di mano il leader di Forza Italia e che, guardandolo negli occhi, ad alta voce, ha dichiarato: «Sempre agli ordini».


Dagospia 03 Giugno 2007