FAMILY DAY - DOPO LA FINI, UN COMUNICATO DI SEGO': "L'HO MANDATO VIA DI CASA" - CONCLUSE LE ELEZIONI, LA ROYAL RENDE PUBBLICO CIÒ CHE TUTTI GIÀ SAPEVANO: "GLI HO DETTO CHE PUÒ VIVERE LA SUA STORIA SENTIMENTALE, ORMAI RACCONTATA DA LIBRI E GIORNALI".

Giampiero Martinotti per "la Repubblica"


Ieri sera erano entrambi sorridenti, ma le loro strade sono ormai separate: Ségolène Royal e François Hollande si sono lasciati. Al termine di questa lunga stagione elettorale, la coppia più anomala del mondo politico francese ha fatto sapere quel che si sussurrava da mesi e mesi: la loro vita comune è finita. Avrebbero forse dovuto farlo prima delle presidenziali, visto che ai dissensi politici tra il partito e la candidata si sono spesso sovrapposti i dissapori nella coppia.

E´ stata lei a rendere pubblica la notizia con un´intervista che uscirà oggi in un libro: «Non lo presento più come il mio compagno. Gli ho chiesto di abbandonare il domicilio, di vivere la sua storia sentimentale, ormai raccontata in libri e giornali. Gli auguro di essere felice. Siamo in buoni termini, ci parliamo, abbiamo un reciproco rispetto». La Royal ha annunciato al contempo la sua volontà di succedere al padre dei suoi quattro figli alla guida del Ps.

Le loro strade si separano, dunque. Eppure, ieri sera i due avevano buone ragioni per mostrarsi entrambi sorridenti: il successo nei ballottaggi è soprattutto merito loro. Sono stati infatti il segretario del Partito socialista e la sua ex compagna ed ex candidata a guidare la riscossa fra i due turni, a occupare la scena mediatica, a percorrere in lungo e in largo il paese per rimobilitare le truppe, sostenere i candidati in difficoltà, contestare lo strapotere del centro-destra.

Una settimana fa, al primo turno erano stati eletti 110 deputati e fra di loro c´era un solo socialista. Ieri, nei 467 collegi in cui si è votato, destra e sinistra hanno pareggiato. C´è di che essere soddisfatti: l´ondata blu promessa dai sondaggi si è trasformata in una normale maggioranza.



Il risultato avrà molte conseguenze sul dibattito interno al Ps. Tutti parlano di rinnovamento, di rifondazione, di aggiornamento. Le ricette, tuttavia, sono diverse. Ma adesso sarà difficile scalzare subito Hollande: «Resterò al mio posto fino al 2008, le scadenze vanno rispettate».

Secondo il segretario, «i nostri concittadini hanno voluto contrapporre una forza ai nuovi poteri per consentire l´equilibrio e il contrappeso indispensabili in democrazia». Ciò, tuttavia, non deve impedire il rinnovamento: «Resto lucido: i socialisti hanno rialzato la testa, ma l´astensione resta alta e la destra ha la quasi totalità del potere. Dobbiamo adesso rispondere a due esigenze: essere un´opposizione utile al paese e trarre tutte le lezioni dagli scrutini che si sono appena conclusi, rinnovare la sinistra e rifondarla».

«Dobbiamo essere un´opposizione costruttiva», gli ha fatto eco la Royal che forse ha rimpianto di non essersi candidata, di non poter prendere la leadership di un gruppo parlamentare molto più forte del previsto.

Non le sarà comunque facile conquistare il partito: Dominique Strauss-Kahn, Laurent Fabius, Bertrand Delanoe e i quarantenni come Manuel Valls cercheranno di impedirglielo.
La battaglia, insomma, ci sarà, anche se il successo di ieri renderà tutti più prudenti, soprattutto perché nel marzo prossimo ci saranno le elezioni comunali, un appuntamento importantissimo.

Il resto della sinistra ha accolto con sollievo il risultato di ieri. I comunisti hanno perso rispetto al 2002, si dovranno accontentare di 16-17 deputati, ma hanno evitato il peggio.
Non potranno più costituire un gruppo parlamentare da soli e probabilmente uniranno le loro forze con i Verdi (4 seggi) per poterlo formare. In ogni caso, tutte le formazioni minori dovranno fare i conti con la grande novità di questa lunga tornata elettorale: l´emergere di un bipolarismo quasi perfetto, con il Partito socialista a sinistra e l´Ump a destra.


Dagospia 18 Giugno 2007