IL BENVENUTO DI GALLI DELLA LOGGIA AL PROSSIMO LEADER DEL PD, WALTER-EGO: " VELTRONI SE NE FREGA DELLA CITTA', IL CENTRO DI ROMA E' UN INFERNO AVVOLTO IN UNA NUVOLA NAUSEABONDA DI ODORI DI CUCINA, DI FRITTO, DI SCAPPAMENTI E DI MIASMI DI RIFIUTI".
Da Il Velino.it - Per il Partito democratico e per una coalizione di governo in seria difficolta', Walter Veltroni e' "una soluzione forte", assicura sulla prima pagina del Corriere della Sera il vicedirettore del quotidiano, Dario Di Vico. Il quale tuttavia ha piu' di un dubbio sul modo nel quale la soluzione Veltroni sta emergendo. Ma che a via Solferino il passaggio del primo cittadino della Capitale a un ruolo nazionale - prima come candidato alla guida nel Pd, poi come candidato premier - sia guardato con interesse non e' certo una novita'. A Veltroni - secondo l'interpretazione dominante - alludeva il direttore del quotidiano, Paolo Mieli, quando - alla vigilia degli ultimi congressi di ds e margherita - tracciava l'identikit del leader ideale del nuovo soggetto politico dall'impronta "americana", aggiungendo, a proposito del nome: "Un'idea ce l'avremmo".
Eppure, nelle pagine della cronaca di Roma il Corriere della Sera non fa troppo sconti a Veltroni nel denunciare eccessi e carenze della gestione capitolina. Mentre dalla prima pagina della cultura arriva oggi - scelta temporale che non puo' apparire casuale - un durissimo attacco firmato Ernesto Galli della Loggia. Il titolo del "Calendario" di oggi e' piu' che esplicativo: "I don't care". Variazione polemica sul tema della citazione di don Lorenzo Milani cara a Veltroni. Nella sua rubrica quotidiana, Galli della Loggia esordisce invitando a non dar retta agli "articoli accattivanti" della stampa internazionale volti a esaltare il modello Roma: "Gli stranieri, come si sa, dell'Italia non hanno mai capito molto, e poi sono vittime predestinate del colore locale".
Per lo storico la realta' e' che "il centro di Roma, per chi ci mette piede desideroso quest'estate di godersi la citta', e' un inferno". Gli strali di Galli della Loggia si abbattono sulla "gigantesca mensa all'aperto" allestita in ogni angolo della citta' vecchia, ormai avvolta in una "nuvola nauseabonda di odori di cucina, di fritto, di scappamenti e di miasmi di rifiuti. Basta un attimo di distrazione per calpestare una coppietta di coreani intenti ad addentare quella che crede essere una pizza". I vigili, "assenti o compiacenti", lasciano fare tutto. Intanto il sindaco "e' probabilmente da qualche altra parte: chi dice di averlo visto l'ultima volta a Sunset Boulevard, chi in un villaggio dello Zimbabwe". Molti lo vedono gia' trasferito a Palazzo Chigi. Il saluto di Galli della Loggia non e' dei piu' calorosi.
Dagospia 21 Giugno 2007
Eppure, nelle pagine della cronaca di Roma il Corriere della Sera non fa troppo sconti a Veltroni nel denunciare eccessi e carenze della gestione capitolina. Mentre dalla prima pagina della cultura arriva oggi - scelta temporale che non puo' apparire casuale - un durissimo attacco firmato Ernesto Galli della Loggia. Il titolo del "Calendario" di oggi e' piu' che esplicativo: "I don't care". Variazione polemica sul tema della citazione di don Lorenzo Milani cara a Veltroni. Nella sua rubrica quotidiana, Galli della Loggia esordisce invitando a non dar retta agli "articoli accattivanti" della stampa internazionale volti a esaltare il modello Roma: "Gli stranieri, come si sa, dell'Italia non hanno mai capito molto, e poi sono vittime predestinate del colore locale".
Per lo storico la realta' e' che "il centro di Roma, per chi ci mette piede desideroso quest'estate di godersi la citta', e' un inferno". Gli strali di Galli della Loggia si abbattono sulla "gigantesca mensa all'aperto" allestita in ogni angolo della citta' vecchia, ormai avvolta in una "nuvola nauseabonda di odori di cucina, di fritto, di scappamenti e di miasmi di rifiuti. Basta un attimo di distrazione per calpestare una coppietta di coreani intenti ad addentare quella che crede essere una pizza". I vigili, "assenti o compiacenti", lasciano fare tutto. Intanto il sindaco "e' probabilmente da qualche altra parte: chi dice di averlo visto l'ultima volta a Sunset Boulevard, chi in un villaggio dello Zimbabwe". Molti lo vedono gia' trasferito a Palazzo Chigi. Il saluto di Galli della Loggia non e' dei piu' calorosi.
Dagospia 21 Giugno 2007