L'ANTICA RUGGINE TRA VISCO E IL "SECOLO XIX", LE INCHIESTE DEL QUOTIDIANO CHE DISTURBANO IL VICEMINISTRO - GLI EDITORI (SOCI) BOCCIANO IL NUOVO PIANO DELL'ANSA - STAMPA, PUBBLICITĂ€ A + 4,1% (MA IL BOOM E' DELLA FREE PRESS)...
1 - E VISCO CACCIA I GIORNALISTI: CON VOI NON PARLO.
(Da "Il Velino - www.ilvelino.it) - "L'arroganza di Vincenzo Visco. Dopo il caso di Roberto Speciale e dei funzionari della Guardia di Finanza rimossi a Milano, ieri - scrive "Libero" - il viceministro dell'Economia ha dato un'altra bella prova di sé. Prima insultando i contribuenti, poi i lavoratori autonomi e, infine, anche i giornalisti. Ieri Visco era a Genova per il decennale dell'Agenzia delle entrate. L'accoglienza non è stata delle migliori, con la contestazione e i fischi da parte dei sindacalisti autonomi di Rdb. 'Ora siamo pronti a ridurre le tasse', ha annunciato il viceministro, smentendo quello che fino a oggi ha detto e fatto il governo, 'il recupero dell'evasione è finalizzato alla riduzione delle imposte. Recuperare 100 miliardi evasi è solo una questione di tempo, volontà politica e capacità organizzativa'.
Sull'Ici ha rimbalzato il problema ai comuni: 'E' un'imposta comunale, ci devono pensare loro'. Ma il vero insulto è nei confronti dei lavoratori autonomi e arriva in forma di battuta: 'Uno dei motivi per andare in pensione prima dei 60 anni è sperimentare l'ebbrezza del lavoro autonomo e non pagare le tasse'. (.) Il clou della giornata arriva però quando due giornalisti del Secolo XIX, Ferruccio Sansa e Marco Menduni, tentano di avvicinarlo per porgli alcune domande. 'Con voi sapete che non parlo. Non mi state simpatici, va bene?', è la risposta stizzita di Visco.
La ruggine tra il vice ministro e il Secolo XIX è dovuta alle inchieste che i due cronisti stanno conducendo nei suoi confronti da un paio di mesi a questa parte. La prima, la più grossa, riguarda i 98 miliardi di euro di mancato introito dei Monopoli di Stato (la società che gestisce le accise e i giochi la cui delega è affidata al viceministro) per tasse non riscosse e multe non pagate da parte delle società concessionarie dei videopoker e slot machine che si trovano negli esercizi pubblici. Alcune di queste società, infatti, hanno trovato il modo di scollegare i terminali, in modo da evadere le tasse sulle giocate.
La cifra, pari quasi a tre manovre finanziarie, è enorme, forse la più grande evasione fiscale della storia della repubblicana, messa nero su bianco dal rapporto di una commissione d'indagine presieduta dal diessino Alfiero Grandi. La responsabilità per il mancato introito è dei Monopoli, ma Visco un anno fa ha confermato il presidente Giorgio Tino al suo posto, nonostante quest'ultimo sia anche stato indagato a Potenza da John Woodcock per lo scandalo sul gioco d'azzardo per cui è finito dietro le sbarre Vittorio Emanuele di Savoia. (.)
La seconda inchiesta del Secolo XIX riguarda invece la Nens, il centro di studi economici ideato e diretto da Visco e Pierluigi Bersani. La società ha sede a Roma in un immobile di proprietà della famiglia dell'attuale direttore del Demanio, Elisabetta Spitz (tra l'altro moglie di Marco Follini). Manca però il regolare contratto di affitto. Alla richiesta di visionare il contratto da parte dei giornalisti del Secolo, Visco non ha risposto. Il sospetto è che la Nens goda di un affitto in nero o che addirittura abbia ottenuto lo stabile gratis (.)".
2 - ANSA, GLI EDITORI BOCCIANO IL NUOVO PIANO.
(Da "Il Velino - www.ilvelino.it)
"Per la prima volta nella recente storia dell'agenzia, i soci dell'Ansa che fanno parte del comitato esecutivo e che sono gli editori dei quotidiani che si servono dell'agenzia (dalla Repubblica al Messaggero, dal Corriere della sera al Giornale di Brescia e così via) hanno rigettato il piano di sviluppo dell'Ansa che era stato predisposto dal presidente Boris Biancheri e dall'amministratore delegato Mario Rosso, criticandolo severamente e giudicandolo sbagliato per far fronte alle esigenze dell'Ansa nei prossimi anni.
Il piano quindi - si legge su "Libero" - è stato rinviato al mittente che adesso dovrà elaborarne un altro del tutto diverso che dovrà essere presentato nella nuova riunione del comitato esecutivo. Se si tiene presente che Boris Biancheri, 77 anni, oltre che essere presidente dell'Ansa è anche presidente della Fieg, cioè della federazione degli editori dei giornali, la decisione del comitato esecutivo dell'Ansa si configura, in pratica, come una sorta di paradosso. E cioè gli stessi editori che Boris Biancheri rappresenta nella Fieg, quando si sono trasferiti in via della Dataria, cioè nella sede dell'Ansa, hanno bocciato il piano predisposto da colui che, nell'altra sede (quella della Fieg, appunto) è il loro presidente.
Questo episodio conferma la giustezza di una preoccupazione che, ben quattro anni fa, nel momento della nomina di Biancheri alla presidenza della Fieg, fu avanzata da alcuni editori che, pur sostenendo e plaudendo la nomina di Boris Biancheri alla presidenza della Fieg, avevano sollevato il problema della incompatibilità fra la presidenza di un ente che rappresenta tutti gli editori (la Fieg) e quella di una società (l'Ansa) che è espressione solo di una parte di questi. Quella tesi raccolse ampi consensi, tanto che lo stesso Biancheri fece capire di voler accogliere il suggerimento di lasciare, di lì a poco l'Ansa per potersi dedicare integralmente alla presidenza della Fieg. Cosa che poi però non fece. Anzi, Biancheri, nonostante l'età avanzata, ha tenuto per sé anche la presidenza dell'Ispi, l'istituto di politica internazionale che si trova addirittura a Milano
3 - STAMPA, PUBBLICITÀ A + 4,1%...
Da "Italia Oggi" - Raccolta pubblicitaria sul mezzo stampa in crescita del 4,1% nel periodo da gennaio a maggio 2007 rispetto agli stessi mesi del 2006. Secondo i dati dell'Osservatorio stampa Fcp-Fieg, il mercato tocca il valore di 1,17 miliardi di euro contro un fatturato da 1,13 miliardi nello stesso periodo del 2006.
In generale gli investimenti su stampa quotidiana, rispetto allo stesso periodo del 2006 infatti registrano un incremento a doppia cifra negli spazi (+13,4%) ma anche una crescita di fatturato del 4,9%, che migliora anche rispetto al dato del periodo gennaio-aprile (+3,8%).
Il dato positivo nasconde però una leggera sofferenza dei quotidiani a pagamento, compensato dal boom della free press. Considerando solo il segmento dei quotidiani tradizionali, infatti, notiamo che la crescita del fatturato, il cui valore è di circa 697 milioni di euro, è del 4,2%, in calo rispetto al +5,5% del dato da gennaio ad aprile, a causa di un mese di maggio cresciuto solo del +1,9%.
Continua invece a crescere la raccolta sulle testate free press, seppure su valori assoluti ancora ridotti: il fatturato viaggia a +19,7% e gli spazi a +14,5%).
Per l'intero comparto dei quotidiani la pubblicità commerciale nazionale mostra un +5,9% a fatturato e un +11,9% a spazio. La tipologia di servizio e la rubricata aumentano il fatturato rispettivamente dell'1,4% e del 6,8 e gli spazi del +7,5 e dell'1%. La pubblicità commerciale locale, infine, segna un +4,3% a fatturato e un +15,2% a spazio.
Migliora la raccolta sui periodici, che nei primi cinque mesi del 2005 totalizzano un fatturato di 444 milioni di euro, in crescita del 2,7%, ma una lieve flessione a spazio (-1%).
Rispetto ai dati cumulati diffusi in aprile si risollevano i settimanali, passando da un giro d'affari in calo del -4,1% a un meno grave -1,8%. Stesso discorso per gli spazi, che passano da -5,4% al -2.8%.
Bene i mensili, il cui fatturato viaggia a +8,3% (contro il +7,3% della raccolta fino ad aprile) mentre rimane quasi invariato lo spazio (+0.5%).
Le altre periodicità, infine, mostrano un incremento sia di fatturato (+10,4%) che di spazio (+2,5%).
Dagospia 06 Luglio 2007
(Da "Il Velino - www.ilvelino.it) - "L'arroganza di Vincenzo Visco. Dopo il caso di Roberto Speciale e dei funzionari della Guardia di Finanza rimossi a Milano, ieri - scrive "Libero" - il viceministro dell'Economia ha dato un'altra bella prova di sé. Prima insultando i contribuenti, poi i lavoratori autonomi e, infine, anche i giornalisti. Ieri Visco era a Genova per il decennale dell'Agenzia delle entrate. L'accoglienza non è stata delle migliori, con la contestazione e i fischi da parte dei sindacalisti autonomi di Rdb. 'Ora siamo pronti a ridurre le tasse', ha annunciato il viceministro, smentendo quello che fino a oggi ha detto e fatto il governo, 'il recupero dell'evasione è finalizzato alla riduzione delle imposte. Recuperare 100 miliardi evasi è solo una questione di tempo, volontà politica e capacità organizzativa'.
Sull'Ici ha rimbalzato il problema ai comuni: 'E' un'imposta comunale, ci devono pensare loro'. Ma il vero insulto è nei confronti dei lavoratori autonomi e arriva in forma di battuta: 'Uno dei motivi per andare in pensione prima dei 60 anni è sperimentare l'ebbrezza del lavoro autonomo e non pagare le tasse'. (.) Il clou della giornata arriva però quando due giornalisti del Secolo XIX, Ferruccio Sansa e Marco Menduni, tentano di avvicinarlo per porgli alcune domande. 'Con voi sapete che non parlo. Non mi state simpatici, va bene?', è la risposta stizzita di Visco.
La ruggine tra il vice ministro e il Secolo XIX è dovuta alle inchieste che i due cronisti stanno conducendo nei suoi confronti da un paio di mesi a questa parte. La prima, la più grossa, riguarda i 98 miliardi di euro di mancato introito dei Monopoli di Stato (la società che gestisce le accise e i giochi la cui delega è affidata al viceministro) per tasse non riscosse e multe non pagate da parte delle società concessionarie dei videopoker e slot machine che si trovano negli esercizi pubblici. Alcune di queste società, infatti, hanno trovato il modo di scollegare i terminali, in modo da evadere le tasse sulle giocate.
La cifra, pari quasi a tre manovre finanziarie, è enorme, forse la più grande evasione fiscale della storia della repubblicana, messa nero su bianco dal rapporto di una commissione d'indagine presieduta dal diessino Alfiero Grandi. La responsabilità per il mancato introito è dei Monopoli, ma Visco un anno fa ha confermato il presidente Giorgio Tino al suo posto, nonostante quest'ultimo sia anche stato indagato a Potenza da John Woodcock per lo scandalo sul gioco d'azzardo per cui è finito dietro le sbarre Vittorio Emanuele di Savoia. (.)
La seconda inchiesta del Secolo XIX riguarda invece la Nens, il centro di studi economici ideato e diretto da Visco e Pierluigi Bersani. La società ha sede a Roma in un immobile di proprietà della famiglia dell'attuale direttore del Demanio, Elisabetta Spitz (tra l'altro moglie di Marco Follini). Manca però il regolare contratto di affitto. Alla richiesta di visionare il contratto da parte dei giornalisti del Secolo, Visco non ha risposto. Il sospetto è che la Nens goda di un affitto in nero o che addirittura abbia ottenuto lo stabile gratis (.)".
2 - ANSA, GLI EDITORI BOCCIANO IL NUOVO PIANO.
(Da "Il Velino - www.ilvelino.it)
"Per la prima volta nella recente storia dell'agenzia, i soci dell'Ansa che fanno parte del comitato esecutivo e che sono gli editori dei quotidiani che si servono dell'agenzia (dalla Repubblica al Messaggero, dal Corriere della sera al Giornale di Brescia e così via) hanno rigettato il piano di sviluppo dell'Ansa che era stato predisposto dal presidente Boris Biancheri e dall'amministratore delegato Mario Rosso, criticandolo severamente e giudicandolo sbagliato per far fronte alle esigenze dell'Ansa nei prossimi anni.
Il piano quindi - si legge su "Libero" - è stato rinviato al mittente che adesso dovrà elaborarne un altro del tutto diverso che dovrà essere presentato nella nuova riunione del comitato esecutivo. Se si tiene presente che Boris Biancheri, 77 anni, oltre che essere presidente dell'Ansa è anche presidente della Fieg, cioè della federazione degli editori dei giornali, la decisione del comitato esecutivo dell'Ansa si configura, in pratica, come una sorta di paradosso. E cioè gli stessi editori che Boris Biancheri rappresenta nella Fieg, quando si sono trasferiti in via della Dataria, cioè nella sede dell'Ansa, hanno bocciato il piano predisposto da colui che, nell'altra sede (quella della Fieg, appunto) è il loro presidente.
Questo episodio conferma la giustezza di una preoccupazione che, ben quattro anni fa, nel momento della nomina di Biancheri alla presidenza della Fieg, fu avanzata da alcuni editori che, pur sostenendo e plaudendo la nomina di Boris Biancheri alla presidenza della Fieg, avevano sollevato il problema della incompatibilità fra la presidenza di un ente che rappresenta tutti gli editori (la Fieg) e quella di una società (l'Ansa) che è espressione solo di una parte di questi. Quella tesi raccolse ampi consensi, tanto che lo stesso Biancheri fece capire di voler accogliere il suggerimento di lasciare, di lì a poco l'Ansa per potersi dedicare integralmente alla presidenza della Fieg. Cosa che poi però non fece. Anzi, Biancheri, nonostante l'età avanzata, ha tenuto per sé anche la presidenza dell'Ispi, l'istituto di politica internazionale che si trova addirittura a Milano
3 - STAMPA, PUBBLICITÀ A + 4,1%...
Da "Italia Oggi" - Raccolta pubblicitaria sul mezzo stampa in crescita del 4,1% nel periodo da gennaio a maggio 2007 rispetto agli stessi mesi del 2006. Secondo i dati dell'Osservatorio stampa Fcp-Fieg, il mercato tocca il valore di 1,17 miliardi di euro contro un fatturato da 1,13 miliardi nello stesso periodo del 2006.
In generale gli investimenti su stampa quotidiana, rispetto allo stesso periodo del 2006 infatti registrano un incremento a doppia cifra negli spazi (+13,4%) ma anche una crescita di fatturato del 4,9%, che migliora anche rispetto al dato del periodo gennaio-aprile (+3,8%).
Il dato positivo nasconde però una leggera sofferenza dei quotidiani a pagamento, compensato dal boom della free press. Considerando solo il segmento dei quotidiani tradizionali, infatti, notiamo che la crescita del fatturato, il cui valore è di circa 697 milioni di euro, è del 4,2%, in calo rispetto al +5,5% del dato da gennaio ad aprile, a causa di un mese di maggio cresciuto solo del +1,9%.
Continua invece a crescere la raccolta sulle testate free press, seppure su valori assoluti ancora ridotti: il fatturato viaggia a +19,7% e gli spazi a +14,5%).
Per l'intero comparto dei quotidiani la pubblicità commerciale nazionale mostra un +5,9% a fatturato e un +11,9% a spazio. La tipologia di servizio e la rubricata aumentano il fatturato rispettivamente dell'1,4% e del 6,8 e gli spazi del +7,5 e dell'1%. La pubblicità commerciale locale, infine, segna un +4,3% a fatturato e un +15,2% a spazio.
Migliora la raccolta sui periodici, che nei primi cinque mesi del 2005 totalizzano un fatturato di 444 milioni di euro, in crescita del 2,7%, ma una lieve flessione a spazio (-1%).
Rispetto ai dati cumulati diffusi in aprile si risollevano i settimanali, passando da un giro d'affari in calo del -4,1% a un meno grave -1,8%. Stesso discorso per gli spazi, che passano da -5,4% al -2.8%.
Bene i mensili, il cui fatturato viaggia a +8,3% (contro il +7,3% della raccolta fino ad aprile) mentre rimane quasi invariato lo spazio (+0.5%).
Le altre periodicità, infine, mostrano un incremento sia di fatturato (+10,4%) che di spazio (+2,5%).
Dagospia 06 Luglio 2007