CHE TG5 SARA'? CLEMENTE - IL PIANO EDITORIALE DI MIMUN: "VOGLIO FARE UN OTTIMO LAVORO, MA DOBBIAMO RAFFORZARCI - PIÙ WEB, CONFERMA CAPUOZZO A "TERRA", QUALCHE CAMBIAMENTO CI SARÀ, USERÒ QUESTA TORRIDA ESTATE PER FARMI UN'OPINIONE."
Cari colleghi, voglio ringraziarvi di cuore per l'accoglienza davvero amichevole che mi avete riservato. Mi ha permesso di cominciare a lavorare subito insieme a voi senza alcun impaccio.
Torno qui in questa grande azienda, dopo 13 anni con entusiasmo, per fare bene, con spirito sereno, avendo cumulato negli anni passati esperienze importanti, complesse, coronate da successo.
Che Tg5 faremo?
Essendo uno dei soci fondatori del tg5 ho partecipato attivamente alle riunioni che hanno preceduto l'esordio di questo grande Telegiornale con Mentana, Sposini e Carelli.
Naturalmente su impulso di Enrico, e in piena sintonia con l'azienda, scegliemmo di seguire la nostra vocazione, quella di essere il telegiornale che sta sempre dalla parte del telespettatore, che cerca di intercettarne le domande, che sa anticipare le tendenze, in grado di dare risposte serie, rigorose, convincenti al desiderio di informazione che viene dal paese.
A distanza di tre lustri penso che la linea che scegliemmo allora sia ancora giusta ed attuale, che l'idea di un tg5 vicino alla gente, non al Palazzo, resti vincente. Ho ricordato che quando ando' in onda la prima edizione del tg5 si avverti' immediatamente quanto gli altri telegiornali fossero vecchi, imballati e burocratici. Nelle altre redazioni si registro' il panico, cui subentro' progressivamente un grande sforzo di cambiamento, almeno parzialmente realizzato.
Ecco tra i meriti del tg5 c'e' sicuramente anche quello di aver contribuito in modo decisivo a rinnovare l'informazione televisiva in Italia.
Da allora, pero', molta acqua e' passata sotto i ponti, gli altri si sono via via attrezzati, non sono rimasti a guardare. Questo mi fa dire che sarebbe imperdonabile avere la presunzione di affermare che tutto quel che si e' fatto e si fa e' perfetto, immutabile, non perfezionabile. Il tg5, pero', non e' all'anno zero. E' una importantissima realta' nel panorama dell'informazione italiana. Ha una grande tradizione di credibilita' che sapremo mantenere. Semmai il mio compito sara' proprio quello di fare tutto il necessario per accrescerne ulteriormente autorevolezza, credibilita', prestigio e qualita'.
Ho qualche idea sul da farsi, ma ho deciso che utilizzero' questa torrida estate per formarmi una opinione sul campo, lavorando intensamente insieme, conoscendoci meglio, per comprendere quel che va fatto per migliorare i nostri standard qualitativi, verificare se ciascuno di voi e' collocato, si sente, nella posizione migliore per contribuire al risultato che ci prefiggiamo. Ho, come tutti sapete, amicizia e grande considerazione per il lavoro che ha realizzato Enrico Mentana. Sono stato concorrente attento e rispettoso del mio amico Carlo Rossella che, anche in condizioni obbiettivamente difficili, ha ottenuto risultati di assoluto rilievo.
Non vi ricordo i miei predecessori per un peana di cui non hanno bisogno, ma solo per dirvi che, a differenza di quel che ho visto fare altrove, io non butto all'aria il lavoro degli altri per principio. Tendo a conservare quel che c'e' di buono, il meglio, e a modificare gradualmente, col concorso della redazione ed un confronto intenso col cdr, quel che e' giusto cambiare. Voglio da questo punto di vista rassicurare tutti:io punto a scelte condivise, faro' il necessario perche' vi sia armonia e voglia di lavorare insieme.
Molte, troppe, chiacchiere hanno preceduto il mio arrivo. Bene sgomberiamo il campo dai gossip. Io sono qui per fare ancora una volta un buon lavoro, cosi' come e' accaduto al tg2, al tg1 e a Rai Parlamento, dove sono arrivato forte dell'esperienza del tg5.
A dirla tutta voglio fare un lavoro eccellente per ripagare coi fatti la fiducia che l'azienda mi ha dimostrato, e di cui sono riconoscente. Non ho conti in sospeso con nessuno, men che mai rivincite da prendere, perche' quelle le cerca chi ha perso, e non e' il mio caso. Ho amicizia e gratitudine per chi ha collaborato con me in questi anni, poco importa se tra tante polemiche, piu' o meno pretestuose, e grande rispetto nei confronti dell'azienda che ho lasciato.
Voglio garantirvi che non vi sara' alcuna colonizzazione del tg5 da parte di truppe d'occupazione provenienti dalla Rai, o da altrove. Ovviamente guardiamo al mercato interno ed esterno per rafforzarci, per incrementare, eventualmente, il nostro tasso di qualita', ma ribadisco: non vi saranno sbarchi di massa.
Come avviene ad ogni cambio c'e' qualche timore rispetto al nuovo. Ho sentito di preoccupazioni diffuse tra i conduttori e nelle redazioni. Anche qui siamo alle leggende metropolitane. Non ho deciso proprio nulla, anche se e' evidente che via via qualcosa cambiera', di fronte alle nuove esigenze. Ovunque ho lavorato ho spiegato due o tre cosette utili per comprendere il mio modo di agire: io sono una persona estremamente rispettosa delle regole, attribuisco alla lealta' un valore assoluto, detesto l'ipocrisia. Sono assolutamente convinto che il telegiornale sia un prodotto collettivo.
Dunque ho la massima considerazione di tutti, credo che i conduttori siano importanti, ma non piu' degli altri giornalisti. Combatto apertamente chi tira a campare, magari difendendo rendite di posizione intollerabili. Traduco: il giornalismo e' dinamismo allo stato puro, capacita' di aggiornarsi, ma anche di rimettersi in discussione per poter dare sempre il massimo, evitando di fossilizzarsi.
Come sapete abbiamo qualche gap rispetto al competitor: loro hanno una decina di sedi di corrispondenza e la totale copertura del paese con 21 sedi regionali.
E non e' poco. Ci salviamo in corner grazie ai colleghi, alla forza della redazione di Milano, ai corrispondenti regionali che meritano il premio Stakanov, agli sforzi straordinari della nostra produzione.
A proposito di gap, dimenticavo, il competitor non ha pubblicita' ne' prima, ne' durante il telegiornale, per scelta. Per noi, invece, l'interesse degli inserzionisti verso il tg5 e' la piu' evidente conferma della qualita' del nostro lavoro.
Come vi ho gia' anticipato insieme a Mauro Crippa, cui devo un grande ringraziamento per il sostegno costante, ed in rapporto stretto con l'azienda, stiamo lavorando per migliorare i mezzi produttivi. 15 anni fa eravamo avanguardia tecnologica, oggi siamo un po' in affanno. Dobbiamo ritornare primi. Mi piacerebbe avere il massimo contributo di idee e suggerimenti da tutti i colleghi che, ne sono sicuro, i capiredattori ascolteranno per poi portare in riunione un ampio ventaglio di proposte. Sono anche io un amante dello spariglio, ma credo a giornali forti, autorevoli, credibili.
Da questo punto di vista conto sul costante contributo di idee della redazione politica e di quella economica, che viste anche da lontano sanno come farsi rispettare. Confesso di non avere un interesse smodato per il gossip , mi piace, semmai la bianca intelligente, come la nostra attenta cronaca sa fare bene. Sono stanco della routine legata all'ultimo video, al film qualsiasi. Ogni volta che inseriremo un servizio, una intervista o una opinione nel Tg, dovremo essere sicuri che prepariamo una scaletta interessante per i telespettatori, non un prodotto autoreferenziale. Vi confesso assoluta indifferenza nei confronti dei critici televisivi, assoluto interesse per il nostro pubblico.
Per quel che riguarda le rubriche apprezzo molto "Gusto" e chi si e' sbattuto per farlo tutti i santi giorni, ma escludo che un grande tg possa avere spazi d'approfondimento solo su alimentazione e gastronomia. Penso ad una redazione rubriche che spazi dalla salute agli stili di vita, alla cultura, scienza, motori, economia, ai nostri piccoli amici, cani e gatti per cominciare.
Siamo ancora troppo poco online, ci manca un rapporto piu' immediato e continuo con i nostri telespettatori. Valuteremo insieme i campi d'azione e come rinnovarci, avendo ben presente che l'azienda si aspetta da noi proposte precise.
Quanto a Terra sono un vecchio amico ed un grande fan di Tony, al quale assieme a Rondoni e Pamparana, manifesto apprezzamento e fiducia. La direzione sara' integrata da Piero Vigorelli, professionista di grandi qualita' e dalla grande capacita' di lavoro.
Ciascun vice avra' un ruolo preciso. Ci vedremo nelle prossime ore tra noi per fissare competenze e modalita' operative. Io ho molta fiducia in noi tutti. Lavoriamo da sempre in liberta' in una grande azienda ormai di dimensioni internazionali,che ha sempre sostenuto e creduto nel tg5. Sono qui per fare un grande telegiornale che per autorevolezza, qualita', credibilita', non sia secondo a nessuno. Per riuscirci sono necessarie condivisione e grande coesione, la capacita' di fare gruppo, senso di appartenenza e orgoglio.
Altrove c'e' rissosita', continua bagarre, polemiche a ripetizione. Sono elementi che si traducono in fragilita' e debolezza. Quel che accade altrove, dove ve lo assicuro ci temono, e' assieme alla nostra liberta' editoriale, elemento di forza se sapremo dimostrare quotidianamente di marciare insieme nella stessa direzione.
Se potessi sintetizzare con frasi lapidarie la mia linea editoriale farei riferimento a quanto detto da due eminenti giornalisti e da un grande statista: informare senza annoiare, fatti separati dalle opinioni, conoscere per deliberare.
Non sara' facile, ma ce la faremo.
In bocca al lupo a tutti noi.
Dagospia 10 Luglio 2007
Torno qui in questa grande azienda, dopo 13 anni con entusiasmo, per fare bene, con spirito sereno, avendo cumulato negli anni passati esperienze importanti, complesse, coronate da successo.
Che Tg5 faremo?
Essendo uno dei soci fondatori del tg5 ho partecipato attivamente alle riunioni che hanno preceduto l'esordio di questo grande Telegiornale con Mentana, Sposini e Carelli.
Naturalmente su impulso di Enrico, e in piena sintonia con l'azienda, scegliemmo di seguire la nostra vocazione, quella di essere il telegiornale che sta sempre dalla parte del telespettatore, che cerca di intercettarne le domande, che sa anticipare le tendenze, in grado di dare risposte serie, rigorose, convincenti al desiderio di informazione che viene dal paese.
A distanza di tre lustri penso che la linea che scegliemmo allora sia ancora giusta ed attuale, che l'idea di un tg5 vicino alla gente, non al Palazzo, resti vincente. Ho ricordato che quando ando' in onda la prima edizione del tg5 si avverti' immediatamente quanto gli altri telegiornali fossero vecchi, imballati e burocratici. Nelle altre redazioni si registro' il panico, cui subentro' progressivamente un grande sforzo di cambiamento, almeno parzialmente realizzato.
Ecco tra i meriti del tg5 c'e' sicuramente anche quello di aver contribuito in modo decisivo a rinnovare l'informazione televisiva in Italia.
Da allora, pero', molta acqua e' passata sotto i ponti, gli altri si sono via via attrezzati, non sono rimasti a guardare. Questo mi fa dire che sarebbe imperdonabile avere la presunzione di affermare che tutto quel che si e' fatto e si fa e' perfetto, immutabile, non perfezionabile. Il tg5, pero', non e' all'anno zero. E' una importantissima realta' nel panorama dell'informazione italiana. Ha una grande tradizione di credibilita' che sapremo mantenere. Semmai il mio compito sara' proprio quello di fare tutto il necessario per accrescerne ulteriormente autorevolezza, credibilita', prestigio e qualita'.
Ho qualche idea sul da farsi, ma ho deciso che utilizzero' questa torrida estate per formarmi una opinione sul campo, lavorando intensamente insieme, conoscendoci meglio, per comprendere quel che va fatto per migliorare i nostri standard qualitativi, verificare se ciascuno di voi e' collocato, si sente, nella posizione migliore per contribuire al risultato che ci prefiggiamo. Ho, come tutti sapete, amicizia e grande considerazione per il lavoro che ha realizzato Enrico Mentana. Sono stato concorrente attento e rispettoso del mio amico Carlo Rossella che, anche in condizioni obbiettivamente difficili, ha ottenuto risultati di assoluto rilievo.
Non vi ricordo i miei predecessori per un peana di cui non hanno bisogno, ma solo per dirvi che, a differenza di quel che ho visto fare altrove, io non butto all'aria il lavoro degli altri per principio. Tendo a conservare quel che c'e' di buono, il meglio, e a modificare gradualmente, col concorso della redazione ed un confronto intenso col cdr, quel che e' giusto cambiare. Voglio da questo punto di vista rassicurare tutti:io punto a scelte condivise, faro' il necessario perche' vi sia armonia e voglia di lavorare insieme.
Molte, troppe, chiacchiere hanno preceduto il mio arrivo. Bene sgomberiamo il campo dai gossip. Io sono qui per fare ancora una volta un buon lavoro, cosi' come e' accaduto al tg2, al tg1 e a Rai Parlamento, dove sono arrivato forte dell'esperienza del tg5.
A dirla tutta voglio fare un lavoro eccellente per ripagare coi fatti la fiducia che l'azienda mi ha dimostrato, e di cui sono riconoscente. Non ho conti in sospeso con nessuno, men che mai rivincite da prendere, perche' quelle le cerca chi ha perso, e non e' il mio caso. Ho amicizia e gratitudine per chi ha collaborato con me in questi anni, poco importa se tra tante polemiche, piu' o meno pretestuose, e grande rispetto nei confronti dell'azienda che ho lasciato.
Voglio garantirvi che non vi sara' alcuna colonizzazione del tg5 da parte di truppe d'occupazione provenienti dalla Rai, o da altrove. Ovviamente guardiamo al mercato interno ed esterno per rafforzarci, per incrementare, eventualmente, il nostro tasso di qualita', ma ribadisco: non vi saranno sbarchi di massa.
Come avviene ad ogni cambio c'e' qualche timore rispetto al nuovo. Ho sentito di preoccupazioni diffuse tra i conduttori e nelle redazioni. Anche qui siamo alle leggende metropolitane. Non ho deciso proprio nulla, anche se e' evidente che via via qualcosa cambiera', di fronte alle nuove esigenze. Ovunque ho lavorato ho spiegato due o tre cosette utili per comprendere il mio modo di agire: io sono una persona estremamente rispettosa delle regole, attribuisco alla lealta' un valore assoluto, detesto l'ipocrisia. Sono assolutamente convinto che il telegiornale sia un prodotto collettivo.
Dunque ho la massima considerazione di tutti, credo che i conduttori siano importanti, ma non piu' degli altri giornalisti. Combatto apertamente chi tira a campare, magari difendendo rendite di posizione intollerabili. Traduco: il giornalismo e' dinamismo allo stato puro, capacita' di aggiornarsi, ma anche di rimettersi in discussione per poter dare sempre il massimo, evitando di fossilizzarsi.
Come sapete abbiamo qualche gap rispetto al competitor: loro hanno una decina di sedi di corrispondenza e la totale copertura del paese con 21 sedi regionali.
E non e' poco. Ci salviamo in corner grazie ai colleghi, alla forza della redazione di Milano, ai corrispondenti regionali che meritano il premio Stakanov, agli sforzi straordinari della nostra produzione.
A proposito di gap, dimenticavo, il competitor non ha pubblicita' ne' prima, ne' durante il telegiornale, per scelta. Per noi, invece, l'interesse degli inserzionisti verso il tg5 e' la piu' evidente conferma della qualita' del nostro lavoro.
Come vi ho gia' anticipato insieme a Mauro Crippa, cui devo un grande ringraziamento per il sostegno costante, ed in rapporto stretto con l'azienda, stiamo lavorando per migliorare i mezzi produttivi. 15 anni fa eravamo avanguardia tecnologica, oggi siamo un po' in affanno. Dobbiamo ritornare primi. Mi piacerebbe avere il massimo contributo di idee e suggerimenti da tutti i colleghi che, ne sono sicuro, i capiredattori ascolteranno per poi portare in riunione un ampio ventaglio di proposte. Sono anche io un amante dello spariglio, ma credo a giornali forti, autorevoli, credibili.
Da questo punto di vista conto sul costante contributo di idee della redazione politica e di quella economica, che viste anche da lontano sanno come farsi rispettare. Confesso di non avere un interesse smodato per il gossip , mi piace, semmai la bianca intelligente, come la nostra attenta cronaca sa fare bene. Sono stanco della routine legata all'ultimo video, al film qualsiasi. Ogni volta che inseriremo un servizio, una intervista o una opinione nel Tg, dovremo essere sicuri che prepariamo una scaletta interessante per i telespettatori, non un prodotto autoreferenziale. Vi confesso assoluta indifferenza nei confronti dei critici televisivi, assoluto interesse per il nostro pubblico.
Per quel che riguarda le rubriche apprezzo molto "Gusto" e chi si e' sbattuto per farlo tutti i santi giorni, ma escludo che un grande tg possa avere spazi d'approfondimento solo su alimentazione e gastronomia. Penso ad una redazione rubriche che spazi dalla salute agli stili di vita, alla cultura, scienza, motori, economia, ai nostri piccoli amici, cani e gatti per cominciare.
Siamo ancora troppo poco online, ci manca un rapporto piu' immediato e continuo con i nostri telespettatori. Valuteremo insieme i campi d'azione e come rinnovarci, avendo ben presente che l'azienda si aspetta da noi proposte precise.
Quanto a Terra sono un vecchio amico ed un grande fan di Tony, al quale assieme a Rondoni e Pamparana, manifesto apprezzamento e fiducia. La direzione sara' integrata da Piero Vigorelli, professionista di grandi qualita' e dalla grande capacita' di lavoro.
Ciascun vice avra' un ruolo preciso. Ci vedremo nelle prossime ore tra noi per fissare competenze e modalita' operative. Io ho molta fiducia in noi tutti. Lavoriamo da sempre in liberta' in una grande azienda ormai di dimensioni internazionali,che ha sempre sostenuto e creduto nel tg5. Sono qui per fare un grande telegiornale che per autorevolezza, qualita', credibilita', non sia secondo a nessuno. Per riuscirci sono necessarie condivisione e grande coesione, la capacita' di fare gruppo, senso di appartenenza e orgoglio.
Altrove c'e' rissosita', continua bagarre, polemiche a ripetizione. Sono elementi che si traducono in fragilita' e debolezza. Quel che accade altrove, dove ve lo assicuro ci temono, e' assieme alla nostra liberta' editoriale, elemento di forza se sapremo dimostrare quotidianamente di marciare insieme nella stessa direzione.
Se potessi sintetizzare con frasi lapidarie la mia linea editoriale farei riferimento a quanto detto da due eminenti giornalisti e da un grande statista: informare senza annoiare, fatti separati dalle opinioni, conoscere per deliberare.
Non sara' facile, ma ce la faremo.
In bocca al lupo a tutti noi.
Dagospia 10 Luglio 2007