"E' QUASI PRONTA LA PROPOSTA DI PRODI SULLE PENSIONI, DEVE SOLO AGGIUNGERCI LA DATA DELLA SUA".- MANZIONE INSISTE - BONFRISCO (FI) DÀ DELL'ASSASSINO A D'AMBROSIO - FOLLA A NAPOLI CANTA "PRODI VAFFA". BERLUSCONI: ROZZI MA EFFICACI - PACE FINI-MUSSOLINI.
1 - DATE.
Jena per "La Stampa" - E' quasi pronta la proposta di Prodi sulle pensioni, deve solo aggiungerci la data della sua.
2 - MANZIONE: NON RITIRO IL MIO EMENDAMENTO.
(Agi) - "Io e Mastella restiamo sulle stesse posizioni di ieri. Io non ritiro il mio emendamento". Cosi' il senatore Roberto Manzione, autore dell'emendamento sugli avvocati nei consigli giudiziari che valutano i magistrati, alla ripresa dei lavori nell'Aula di palazzo Madama. A nulla sono valse le trattative. Ieri dopo la seduta Mastella e Manzione si sono incontrati per una ventina di minuti, i colloqui sono continuati anceh nella notte appena passata e stamane si sono sentiti telefonicamente. "Non ho dormito stanotte", ammette Manzione. A chi gli chiede se restera' sulle sue posizioni anche se il suo emendamento potrebbe portare a una crisi del governo, risponde: "Se nel merito, durante la discussione, capisco di avere torto, potrei anche ragionarci sopra. Sono uno che fa parte di un contesto". Ma ribadisce che nel merito l'emendamento e' stato discusso e approvato dalla commissione.
3 - AL SENATO BONFRISCO (FI) DA' DELL'ASSASSINO A D'AMBROSIO.
(Ansa) - Momenti di acuta tensione nell'aula del Senato durante un intervento di Gerardo d'Ambrosio, gia' procuratore della Repubblica di Milano. Mentre contestava un emendamento presentato da Nitto Palma (FI), la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (FI) dal centro dell'emiciclo si e' rivolta al collega urlando: ''Sei un assassino, sei un criminale. Oggi e' il tuo giorno''. Immediata la reazione di tutto il centrosinistra. Ci sono stati urla, strepiti e anche gesti all'indirizzo della senatrice. Il presidente di turno, Milziade Caprili, ha ripreso la senatrice e ha detto che certe parole non sono mai state pronunciate nell'aula del Senato. La polemica fra i due schieramenti e' continuata mentre D'Ambrosio cercava di riprendere il filo del suo discorso tecnico.
''Ieri ho parlato, credo giustamente - ha detto - di risentimento nei confronti dei magistrati. Sono i magistrati indipendenti a permettere a molti di voi di sedere in questa aula''. D'Ambrosio ha ricordato la battaglia condotta a suo tempo, nel 1969, contro un serio tentativo di colpo di Stato che voleva portare l'Italia nella stessa condizione della Grecia dei colonnelli e poi il dilagare del terrorismo rosso e la battaglia che abbiamo combattuto che non ha impedito che si arrivasse all'assassinio di Aldo Moro. ''Non tollero che mi si accusi di non essere indipendente'', ha aggiunto D'Ambrosio che ha chiuso il suo intervento con un polemico: ''Scusate se vi ho disturbato''.
4 - COSSIGA COLTO DA LIEVE MALORE, NON SARA' AL SENATO.
(Adnkronos) - ''Mentre si apprestava a salire in auto per recarsi al Senato il Presidente Emerito della Repubblica Senatore a vita Francesco Cossiga e' stato colto da un malore che lo ha visto accasciarsi, senza danni". Lo si apprende dal portavoce del senatore a vita. "Soccorso dal personale della sicurezza e' stato immediatamente portato a un ospedale dove, dopo gli esami anche cardiaci di rito, il malore e' stato considerato di lieve entita' e dovuto ad un brusco e forte calo di pressione. La causa del fastidioso fenomeno e' stata identificata in suo normale disturbo aggravato dal lavoro, dai viaggi e dalla elevata temperatura stagionale. Il senatore e' rientrato con mezzi normali nella sua abitazione e gli e' stato prescritto un periodo di assoluto riposo, con leggere idonee cure''.
5 - FOLLA NAPOLI CANTA PRODI VAFFANCULO, BERLUSCONI: ROZZI MA EFFICACI.
(Apcom) - Durante il comizio a Napoli, in piazza Plebiscito, Silvio Berlusconi cita il premier Romano Prodi. Ma il Cavaliere è subito zittito dal coro che si alza dal pubblico che, insultando il presidente del Consiglio, grida: "Prodi, Prodi, vaff...". L'ex premier ride, poi chiosa con un sorriso: "Siete lievemente rozzi, ma molto efficaci...".
6 - DE MITA, LA VERGOGNA E UNA FRASE SU SILVIO: ATTENTO ALLA DEMENZA.
Dal "Corriere della Sera" - «Se il dibattito politico si risolvesse in vergogna, lui ne dovrebbe avere parecchia». Il coordinatore regionale della Margherita, Ciriaco De Mita, ha risposto così, ieri, a chi gli ha chiesto di commentare le dichiarazioni di Silvio Berlusconi in cui, tra l'altro, l'ex presidente del Consiglio ha detto che il centrosinistra campano, «compreso De Mita dovrebbe vergognarsi per le condizioni di Napoli». «Non è che il paese con il suo governo sia migliorato - ha aggiunto De Mita -.
I problemi ci sono e discutere così serve solo ad aggravare la situazione». «È vero che Berlusconi crede di essere in campagna elettorale - ha concluso sempre De Mita -, ma se dura ancora un po', con il caldo credo che la gente cominci ad avvertire non tanto la preoccupazione quanto la demenza». Il coordinatore campano della Margherita, poi, ha chiarito che non si candiderà alle primarie per il Pd. Ai giornalisti che lo hanno aspettato a margine di un convegno organizzato a Napoli, ad una precisa domanda ha risposto: «No, non mi candido».
De Mita ha poi spiegato che dopo aver tracciato il percorso delle regole che il Pd dovrà seguire si riposerà. «Dopo le regole, si va in vacanza», ha detto.
7 - DINI: NON TRAMO CON BERLUSCONI, MA SERVE PIU' CORAGGIO.
(Adnkronos) - "Da settimane in retroscena e ricostruzioni che raccontano di nuovi scenari politici, si insinua che io abbai continui contatti con Silvio Berlusconi", sono notizie "prive di fondamento". Si legge in una lettera inviata dal senatore Lamberto Dini al 'Messaggero' in cui l'esponente Dl smentisce "di far parte di trame e complotti" con Berlusconi. Tuttavia, Dini non nasconde che serve piu' coraggio da parte del governo Prodi. "Ho deciso di collocarmi nel centrosinistra e desidero che il governo Prodi prosegua la sua azione, ma con maggiore coraggio''. Quindi Dini invita il centrosinistra ad ''andare avanti rimettendosi a lavorare nell'interesse del Paese'' dicendo '' no ai condizionamenti della sinistra massimalista che frenano la modernizzazione e il rilancio della competitivita' del sistema Italia".
8 - FASSINO: INFORMAZIONE NEVROTICA CONDIZIONA OPINIONE PUBBLICA.
(Ansa) - Il rapporto tra politica e cittadino, secondo il segretario dei Ds Piero Fassino, non e' facilitato dal ruolo esercitato da un ''informazione nevrotica in cui c'e' la tendenza ad evidenziare la contrapposizione e mai l'elemento positivo''. ''Viviamo tempi di nevrosi - ha detto Fassino rispondendo alla domanda di un allievo della scuola di formazione politica promossa a Napoli dalla fondazione Mezzogiorno-Europa - in cui l'informazione trasmette e veicola informazioni e luoghi comuni che non sempre favoriscono l'identificazione di un cittadino con la politica''.
''Un'informazione nevrotica - ha detto Fassino - si riflette sul cittadino determinando una percezione sbagliata dell'opinione pubblica. Se convoco una conferenza per spiegare le proposte dei Ds per il Mezzogiorno i giornalisti vengono per farmi un favore e all'indomani esce un colonnino, ma se dico che Pinco Pallino dovrebbe dimettersi ottengo titoli a cinque colonne sui giornali''. ''Ognuno deve fare la propria parte - ha concluso Fassino - la politica, ma anche l'informazione, altrimenti gli effetti distorsivi sono notevolissimi. L'informazione e' il sale della democrazia ma proprio perche' e' il sale chi lo usa deve farlo in modo responsabile''.
9 - VELTRONI: NO ALLA MIA FACCIA TUTTI I GIORNI IN TV.
Dal "Corriere della Sera" - Ai cronisti che lo attendono a Modena - dove in serata ha presentato una delle sue lezioni, «Che cos'è la politica?» - il sindaco di Roma e candidato alla segreteria del Partito democratico, Walter Veltroni, spiega perché non abbia voglia di rilasciare dichiarazioni: «Non penso - afferma sorridendo - di avere una cosa importante da dire ogni giorno». E quindi «vorrei se possibile sottrarmi all'idea che i cittadini debbano vedere tutti i giorni la mia faccia nei telegiornali, così come capita con quella di tanti altri...».
10 - BERSANI: DOCUMENTO RUTELLI SU PD? OTTICA DI BREVE PERIODO.
(Apcom) - "Non riesco a ragionare in un'ottica così di breve periodo. Stiamo facendo il partito del secolo, dunque le proposte devono essere precise e gli orizzonti più lunghi. Il Pd può anche accettare una traversata del deserto, altro che alleanze". Pierluigi Bersani, in un'intervista a 'L'Unità', commenta così il documento di Francesco Rutelli nel quale peraltro si prospettavano nuove alleanze per il Pd. Questi documenti, come quello dei sindaci del Nord, "arricchiscono la discussione, ma l'importante è che nascano sulla base di opzioni che abbiano dentro qualche pensiero, che non siano pure cordate". Anche per questo il ministro Ds spiega che non ci sarà "nessuna 'lista Bersani': non farò il feudatario".
E nessun ripensamento anche sulla sua decisione di non candidarsi alla segreteria: "Cosa fatta capo ha". Dunque "il mio ruolo sarà quello di aiutare, portando in giro delle idee. Cercherò in questi mesi delle occasioni per poter dire con quali convinzioni appoggio la candidatura di Veltroni. Se ci sarà gente che è d'accordo ben venga". Quanto alle regole approvate dal Comitato dei 45, Bersani ha un'opinione sostanzialmente positiva: "Mi pare che le regole siano soddisfacenti. E' stato trovato un punto di equilibrio, che ha lasciato in alcuni qualche perplessità. Non ne farei un dramma, ma mi concentrerei su due elementi di novità: le donne e un impianto federalista".
11 - CHIAMPARINO: MA SE RUTELLI FA SUA LISTA, NON L'APPOGGIO.
(Apcom) - Condivisione per "moltissime delle cose" scritte da Francesco Rutelli nel suo documento. Ma Sergio Chiamparino, che quel documento ha firmato, chiarisce in un'intervista al Corriere della Sera: "Se questa iniziativa politica di Rutelli poi, più in là, dovesse diventare una lista autonoma, è chiaro che non potrei e non vorrei sostenerla". IL sindaco di Torino ricorda infatti che "mi sono impegnato, con Penati, Bresso e altri amministratori locali, a creare una lista, ovviamente di sostegno a Walter Veltroni, caratterizzata dal tema dell'autonomia e del federalismo". Quanto al possibile proliferare di correnti nel Pd, Chiamparino poi avverte: "Il rischio di trasformismo c'è, è evidente. Anche se gli apparentamenti che si faranno presuppongono l'accettazione reciproca dei principi base. Walter dovrà stare molto attento: dovrà riuscire a distinguere tra operazioni di puro trasformismo, che pure ci saranno, e operazioni tese a rafforzare effettivametne il progetto riformista nel quale tutti noi crediamo".
12 - BERTINOTTI SU PENSIONI: NON VOGLIO SOLO ABOLIZIONE SCALONE.
(Apcom) - Fausto Bertinotti scrive a 'Repubblica' e chiarisce la sua posizione in materia di riforma previdenziale: "Eugenio Scalfari sostiene che non voglio 'scalini e scalette al posto dello scalone', e che dello scalone vorrei l'abolizione pura e semplice indifferente al conseguente disastro finanziario e alla messa sottto accusa dell'Italia da parte della Commissione Europea. Semplicemente non è vero". Il Presidente della Camera spiega: "Ho sempre sostenuto la necessità di differenziare l'andata in pensione tra chi ha diversi percorsi di lavoro (e dunque ha età reali molto diverse tra loro) e di non obbligare chi è segnato da un lungo periodo di lavoro faticoso e usurante, come i turnisti, coloro che sono sottoposti a lavori vincolati, gli operai, ad un prolungamento della vita lavorativa che sarebbe, secondo me, socialmente intollerabile e per nulla vantaggioso per le imprese". Una posizione, quella di Bertinotti, che era stata "molto attentamente e fedelmente illustrata" dal vice direttore di 'Repubblica' Massimo Giannini nel colloquio pubblico il 6 luglio.
13 - SARTORI SULLA RAI, LEZIONI DI POLITICA IN TRE MINUTI.
Dal "Corriere della Sera" - Le «Lezioni di democrazia» di Giovanni Sartori, a suo tempo realizzate da Lorenza Foschini e Marco Giudici per Rai Sat Extra, approdano ora su Rai Uno. Sono filmati di tre minuti durante i quali il politologo affronta i temi del suo saggio Cos'è la democrazia (edito da Rizzoli): andranno in onda due volte alla settimana fino a settembre durante la rassegna stampa di Tg1 Mattina, tra le 7.10 e le 7.30, commentati da Duilio Giammaria. Oggi, alle 8.40, durante Tg1 Mattina, la presentazione dell'iniziativa.
14 - MUSSOLINI: PACE CON FINI, MA RESTO CON ALTERNATIVA SOCIALE.
(Apcom) - "Tra e me e Gianfranco Fini è scoppiata la pace". La leader di Azione Sociale, Alessandra Mussolini, in una intervista al 'Corriere della Sera', annuncia di "aver ritrovato, politicamente, un'intesa assai profonda" con il leader di An dopo la sua uscita dal partito nel novembre del 2003. Merito, inizialmente, della lettera che Fini scrisse a Mussolini un anno e mezzo fa quando morì il padre Romano. Ma poi Mussolini ha anche apprezzato "le posizioni di Fini sulla droga, sull'immigrazione, sulla sicurezza, l'idea di una federazione del centrodestra, la lealtà che dimostra a Silvio Berlusconi, la battaglia referendaria". Nessuna ipotesi di rientro in An, però: "Sia chiaro che io resto con il mio piccolo, potente partito di Alternativa Sociale". Un possibile terreno di intesa potrebbero essere le comunali di Roma e Napoli, con la riproposizione di un tandem già sperimentato: "Per me Fini sarebbe il candidato ideale a Roma". Per lei Mussolini pensa ancora ala città partenopea: "Prima o poi bisognerà rieleggere il sindaco di Napoli...".
15 - STORACE: PACE TRA MUSSOLINI E FINI? GIUDICHERANNO ELETTORI.
(Adnkronos) - "Sono fatti loro". E' il commento all'Adnkronos del senatore Francesco Storace alla pace ritrovata tra Alessandra Mussolini e Gianfranco Fini. La leader di As in un'intervista al 'Corriere della Sera' ha spiegato, infatti, di aver recuperato un'intesa politica profonda con il presidente di Alleanza Nazionale. Gelido il commento di Storace: "Sono fatti loro. Se c'e' incoerenza? Io non dico nulla, giudichera' chi legge..."
16 - CALIFANO: DICO SÌ ANCH'IO AL REFERENDUM. NON CI SONO FALCE E MARTELLO.
Dal "Corriere della Sera" - Proprio mentre il presidente dei Giovani industriali Matteo Colaninno e i suoi collaboratori stavano firmando per il referendum, si è trovato a passare il cantante Franco Califano. Hanno chiesto anche a lui di aderire. E lui ha subito acconsentito, spiegando che lo faceva per due ragioni: «Primo, perché vedo qua tanta bella gente che sta firmando, poi perché non vedo nessun simbolo con la falce e il martello». E ha ironizzato sul Pdci che ha in corso la festa nazionale di Rinascita e ha scelto come slogan il titolo della sua canzone «Tutto il resto è noia».
17 - AVVENIRE SU CUS: I DICO RIENTRANO DALLA FINESTRA.
(Asca) - I Cus come i Dico. Almeno nella sostanza e nella voglia di copiare malamente la famiglia. E' quanto ritiene il quotidiano cattolico ''Avvenire'' che oggi affida a un editoriale la sua prima valutazione negativa dei Cus annunciati ieri da Cesare Salvi. Nella nuova formulazione Avvenire vede una sorta di ''ansia di copiare il matrimonio'' e percio' come per i Dico non ci puo' esssere alcuna apertura ad accogliere un matrimonio di serie B. ''Per qualcuno - conclude l'editoriale - e' un passo in avanti, ma verso una direzione che resta del tutto inadeguaa e inopportuna''.
Dagospia 13 Luglio 2007
Jena per "La Stampa" - E' quasi pronta la proposta di Prodi sulle pensioni, deve solo aggiungerci la data della sua.
2 - MANZIONE: NON RITIRO IL MIO EMENDAMENTO.
(Agi) - "Io e Mastella restiamo sulle stesse posizioni di ieri. Io non ritiro il mio emendamento". Cosi' il senatore Roberto Manzione, autore dell'emendamento sugli avvocati nei consigli giudiziari che valutano i magistrati, alla ripresa dei lavori nell'Aula di palazzo Madama. A nulla sono valse le trattative. Ieri dopo la seduta Mastella e Manzione si sono incontrati per una ventina di minuti, i colloqui sono continuati anceh nella notte appena passata e stamane si sono sentiti telefonicamente. "Non ho dormito stanotte", ammette Manzione. A chi gli chiede se restera' sulle sue posizioni anche se il suo emendamento potrebbe portare a una crisi del governo, risponde: "Se nel merito, durante la discussione, capisco di avere torto, potrei anche ragionarci sopra. Sono uno che fa parte di un contesto". Ma ribadisce che nel merito l'emendamento e' stato discusso e approvato dalla commissione.
3 - AL SENATO BONFRISCO (FI) DA' DELL'ASSASSINO A D'AMBROSIO.
(Ansa) - Momenti di acuta tensione nell'aula del Senato durante un intervento di Gerardo d'Ambrosio, gia' procuratore della Repubblica di Milano. Mentre contestava un emendamento presentato da Nitto Palma (FI), la senatrice Anna Cinzia Bonfrisco (FI) dal centro dell'emiciclo si e' rivolta al collega urlando: ''Sei un assassino, sei un criminale. Oggi e' il tuo giorno''. Immediata la reazione di tutto il centrosinistra. Ci sono stati urla, strepiti e anche gesti all'indirizzo della senatrice. Il presidente di turno, Milziade Caprili, ha ripreso la senatrice e ha detto che certe parole non sono mai state pronunciate nell'aula del Senato. La polemica fra i due schieramenti e' continuata mentre D'Ambrosio cercava di riprendere il filo del suo discorso tecnico.
''Ieri ho parlato, credo giustamente - ha detto - di risentimento nei confronti dei magistrati. Sono i magistrati indipendenti a permettere a molti di voi di sedere in questa aula''. D'Ambrosio ha ricordato la battaglia condotta a suo tempo, nel 1969, contro un serio tentativo di colpo di Stato che voleva portare l'Italia nella stessa condizione della Grecia dei colonnelli e poi il dilagare del terrorismo rosso e la battaglia che abbiamo combattuto che non ha impedito che si arrivasse all'assassinio di Aldo Moro. ''Non tollero che mi si accusi di non essere indipendente'', ha aggiunto D'Ambrosio che ha chiuso il suo intervento con un polemico: ''Scusate se vi ho disturbato''.
4 - COSSIGA COLTO DA LIEVE MALORE, NON SARA' AL SENATO.
(Adnkronos) - ''Mentre si apprestava a salire in auto per recarsi al Senato il Presidente Emerito della Repubblica Senatore a vita Francesco Cossiga e' stato colto da un malore che lo ha visto accasciarsi, senza danni". Lo si apprende dal portavoce del senatore a vita. "Soccorso dal personale della sicurezza e' stato immediatamente portato a un ospedale dove, dopo gli esami anche cardiaci di rito, il malore e' stato considerato di lieve entita' e dovuto ad un brusco e forte calo di pressione. La causa del fastidioso fenomeno e' stata identificata in suo normale disturbo aggravato dal lavoro, dai viaggi e dalla elevata temperatura stagionale. Il senatore e' rientrato con mezzi normali nella sua abitazione e gli e' stato prescritto un periodo di assoluto riposo, con leggere idonee cure''.
5 - FOLLA NAPOLI CANTA PRODI VAFFANCULO, BERLUSCONI: ROZZI MA EFFICACI.
(Apcom) - Durante il comizio a Napoli, in piazza Plebiscito, Silvio Berlusconi cita il premier Romano Prodi. Ma il Cavaliere è subito zittito dal coro che si alza dal pubblico che, insultando il presidente del Consiglio, grida: "Prodi, Prodi, vaff...". L'ex premier ride, poi chiosa con un sorriso: "Siete lievemente rozzi, ma molto efficaci...".
6 - DE MITA, LA VERGOGNA E UNA FRASE SU SILVIO: ATTENTO ALLA DEMENZA.
Dal "Corriere della Sera" - «Se il dibattito politico si risolvesse in vergogna, lui ne dovrebbe avere parecchia». Il coordinatore regionale della Margherita, Ciriaco De Mita, ha risposto così, ieri, a chi gli ha chiesto di commentare le dichiarazioni di Silvio Berlusconi in cui, tra l'altro, l'ex presidente del Consiglio ha detto che il centrosinistra campano, «compreso De Mita dovrebbe vergognarsi per le condizioni di Napoli». «Non è che il paese con il suo governo sia migliorato - ha aggiunto De Mita -.
I problemi ci sono e discutere così serve solo ad aggravare la situazione». «È vero che Berlusconi crede di essere in campagna elettorale - ha concluso sempre De Mita -, ma se dura ancora un po', con il caldo credo che la gente cominci ad avvertire non tanto la preoccupazione quanto la demenza». Il coordinatore campano della Margherita, poi, ha chiarito che non si candiderà alle primarie per il Pd. Ai giornalisti che lo hanno aspettato a margine di un convegno organizzato a Napoli, ad una precisa domanda ha risposto: «No, non mi candido».
De Mita ha poi spiegato che dopo aver tracciato il percorso delle regole che il Pd dovrà seguire si riposerà. «Dopo le regole, si va in vacanza», ha detto.
7 - DINI: NON TRAMO CON BERLUSCONI, MA SERVE PIU' CORAGGIO.
(Adnkronos) - "Da settimane in retroscena e ricostruzioni che raccontano di nuovi scenari politici, si insinua che io abbai continui contatti con Silvio Berlusconi", sono notizie "prive di fondamento". Si legge in una lettera inviata dal senatore Lamberto Dini al 'Messaggero' in cui l'esponente Dl smentisce "di far parte di trame e complotti" con Berlusconi. Tuttavia, Dini non nasconde che serve piu' coraggio da parte del governo Prodi. "Ho deciso di collocarmi nel centrosinistra e desidero che il governo Prodi prosegua la sua azione, ma con maggiore coraggio''. Quindi Dini invita il centrosinistra ad ''andare avanti rimettendosi a lavorare nell'interesse del Paese'' dicendo '' no ai condizionamenti della sinistra massimalista che frenano la modernizzazione e il rilancio della competitivita' del sistema Italia".
8 - FASSINO: INFORMAZIONE NEVROTICA CONDIZIONA OPINIONE PUBBLICA.
(Ansa) - Il rapporto tra politica e cittadino, secondo il segretario dei Ds Piero Fassino, non e' facilitato dal ruolo esercitato da un ''informazione nevrotica in cui c'e' la tendenza ad evidenziare la contrapposizione e mai l'elemento positivo''. ''Viviamo tempi di nevrosi - ha detto Fassino rispondendo alla domanda di un allievo della scuola di formazione politica promossa a Napoli dalla fondazione Mezzogiorno-Europa - in cui l'informazione trasmette e veicola informazioni e luoghi comuni che non sempre favoriscono l'identificazione di un cittadino con la politica''.
''Un'informazione nevrotica - ha detto Fassino - si riflette sul cittadino determinando una percezione sbagliata dell'opinione pubblica. Se convoco una conferenza per spiegare le proposte dei Ds per il Mezzogiorno i giornalisti vengono per farmi un favore e all'indomani esce un colonnino, ma se dico che Pinco Pallino dovrebbe dimettersi ottengo titoli a cinque colonne sui giornali''. ''Ognuno deve fare la propria parte - ha concluso Fassino - la politica, ma anche l'informazione, altrimenti gli effetti distorsivi sono notevolissimi. L'informazione e' il sale della democrazia ma proprio perche' e' il sale chi lo usa deve farlo in modo responsabile''.
9 - VELTRONI: NO ALLA MIA FACCIA TUTTI I GIORNI IN TV.
Dal "Corriere della Sera" - Ai cronisti che lo attendono a Modena - dove in serata ha presentato una delle sue lezioni, «Che cos'è la politica?» - il sindaco di Roma e candidato alla segreteria del Partito democratico, Walter Veltroni, spiega perché non abbia voglia di rilasciare dichiarazioni: «Non penso - afferma sorridendo - di avere una cosa importante da dire ogni giorno». E quindi «vorrei se possibile sottrarmi all'idea che i cittadini debbano vedere tutti i giorni la mia faccia nei telegiornali, così come capita con quella di tanti altri...».
10 - BERSANI: DOCUMENTO RUTELLI SU PD? OTTICA DI BREVE PERIODO.
(Apcom) - "Non riesco a ragionare in un'ottica così di breve periodo. Stiamo facendo il partito del secolo, dunque le proposte devono essere precise e gli orizzonti più lunghi. Il Pd può anche accettare una traversata del deserto, altro che alleanze". Pierluigi Bersani, in un'intervista a 'L'Unità', commenta così il documento di Francesco Rutelli nel quale peraltro si prospettavano nuove alleanze per il Pd. Questi documenti, come quello dei sindaci del Nord, "arricchiscono la discussione, ma l'importante è che nascano sulla base di opzioni che abbiano dentro qualche pensiero, che non siano pure cordate". Anche per questo il ministro Ds spiega che non ci sarà "nessuna 'lista Bersani': non farò il feudatario".
E nessun ripensamento anche sulla sua decisione di non candidarsi alla segreteria: "Cosa fatta capo ha". Dunque "il mio ruolo sarà quello di aiutare, portando in giro delle idee. Cercherò in questi mesi delle occasioni per poter dire con quali convinzioni appoggio la candidatura di Veltroni. Se ci sarà gente che è d'accordo ben venga". Quanto alle regole approvate dal Comitato dei 45, Bersani ha un'opinione sostanzialmente positiva: "Mi pare che le regole siano soddisfacenti. E' stato trovato un punto di equilibrio, che ha lasciato in alcuni qualche perplessità. Non ne farei un dramma, ma mi concentrerei su due elementi di novità: le donne e un impianto federalista".
11 - CHIAMPARINO: MA SE RUTELLI FA SUA LISTA, NON L'APPOGGIO.
(Apcom) - Condivisione per "moltissime delle cose" scritte da Francesco Rutelli nel suo documento. Ma Sergio Chiamparino, che quel documento ha firmato, chiarisce in un'intervista al Corriere della Sera: "Se questa iniziativa politica di Rutelli poi, più in là, dovesse diventare una lista autonoma, è chiaro che non potrei e non vorrei sostenerla". IL sindaco di Torino ricorda infatti che "mi sono impegnato, con Penati, Bresso e altri amministratori locali, a creare una lista, ovviamente di sostegno a Walter Veltroni, caratterizzata dal tema dell'autonomia e del federalismo". Quanto al possibile proliferare di correnti nel Pd, Chiamparino poi avverte: "Il rischio di trasformismo c'è, è evidente. Anche se gli apparentamenti che si faranno presuppongono l'accettazione reciproca dei principi base. Walter dovrà stare molto attento: dovrà riuscire a distinguere tra operazioni di puro trasformismo, che pure ci saranno, e operazioni tese a rafforzare effettivametne il progetto riformista nel quale tutti noi crediamo".
12 - BERTINOTTI SU PENSIONI: NON VOGLIO SOLO ABOLIZIONE SCALONE.
(Apcom) - Fausto Bertinotti scrive a 'Repubblica' e chiarisce la sua posizione in materia di riforma previdenziale: "Eugenio Scalfari sostiene che non voglio 'scalini e scalette al posto dello scalone', e che dello scalone vorrei l'abolizione pura e semplice indifferente al conseguente disastro finanziario e alla messa sottto accusa dell'Italia da parte della Commissione Europea. Semplicemente non è vero". Il Presidente della Camera spiega: "Ho sempre sostenuto la necessità di differenziare l'andata in pensione tra chi ha diversi percorsi di lavoro (e dunque ha età reali molto diverse tra loro) e di non obbligare chi è segnato da un lungo periodo di lavoro faticoso e usurante, come i turnisti, coloro che sono sottoposti a lavori vincolati, gli operai, ad un prolungamento della vita lavorativa che sarebbe, secondo me, socialmente intollerabile e per nulla vantaggioso per le imprese". Una posizione, quella di Bertinotti, che era stata "molto attentamente e fedelmente illustrata" dal vice direttore di 'Repubblica' Massimo Giannini nel colloquio pubblico il 6 luglio.
13 - SARTORI SULLA RAI, LEZIONI DI POLITICA IN TRE MINUTI.
Dal "Corriere della Sera" - Le «Lezioni di democrazia» di Giovanni Sartori, a suo tempo realizzate da Lorenza Foschini e Marco Giudici per Rai Sat Extra, approdano ora su Rai Uno. Sono filmati di tre minuti durante i quali il politologo affronta i temi del suo saggio Cos'è la democrazia (edito da Rizzoli): andranno in onda due volte alla settimana fino a settembre durante la rassegna stampa di Tg1 Mattina, tra le 7.10 e le 7.30, commentati da Duilio Giammaria. Oggi, alle 8.40, durante Tg1 Mattina, la presentazione dell'iniziativa.
14 - MUSSOLINI: PACE CON FINI, MA RESTO CON ALTERNATIVA SOCIALE.
(Apcom) - "Tra e me e Gianfranco Fini è scoppiata la pace". La leader di Azione Sociale, Alessandra Mussolini, in una intervista al 'Corriere della Sera', annuncia di "aver ritrovato, politicamente, un'intesa assai profonda" con il leader di An dopo la sua uscita dal partito nel novembre del 2003. Merito, inizialmente, della lettera che Fini scrisse a Mussolini un anno e mezzo fa quando morì il padre Romano. Ma poi Mussolini ha anche apprezzato "le posizioni di Fini sulla droga, sull'immigrazione, sulla sicurezza, l'idea di una federazione del centrodestra, la lealtà che dimostra a Silvio Berlusconi, la battaglia referendaria". Nessuna ipotesi di rientro in An, però: "Sia chiaro che io resto con il mio piccolo, potente partito di Alternativa Sociale". Un possibile terreno di intesa potrebbero essere le comunali di Roma e Napoli, con la riproposizione di un tandem già sperimentato: "Per me Fini sarebbe il candidato ideale a Roma". Per lei Mussolini pensa ancora ala città partenopea: "Prima o poi bisognerà rieleggere il sindaco di Napoli...".
15 - STORACE: PACE TRA MUSSOLINI E FINI? GIUDICHERANNO ELETTORI.
(Adnkronos) - "Sono fatti loro". E' il commento all'Adnkronos del senatore Francesco Storace alla pace ritrovata tra Alessandra Mussolini e Gianfranco Fini. La leader di As in un'intervista al 'Corriere della Sera' ha spiegato, infatti, di aver recuperato un'intesa politica profonda con il presidente di Alleanza Nazionale. Gelido il commento di Storace: "Sono fatti loro. Se c'e' incoerenza? Io non dico nulla, giudichera' chi legge..."
16 - CALIFANO: DICO SÌ ANCH'IO AL REFERENDUM. NON CI SONO FALCE E MARTELLO.
Dal "Corriere della Sera" - Proprio mentre il presidente dei Giovani industriali Matteo Colaninno e i suoi collaboratori stavano firmando per il referendum, si è trovato a passare il cantante Franco Califano. Hanno chiesto anche a lui di aderire. E lui ha subito acconsentito, spiegando che lo faceva per due ragioni: «Primo, perché vedo qua tanta bella gente che sta firmando, poi perché non vedo nessun simbolo con la falce e il martello». E ha ironizzato sul Pdci che ha in corso la festa nazionale di Rinascita e ha scelto come slogan il titolo della sua canzone «Tutto il resto è noia».
17 - AVVENIRE SU CUS: I DICO RIENTRANO DALLA FINESTRA.
(Asca) - I Cus come i Dico. Almeno nella sostanza e nella voglia di copiare malamente la famiglia. E' quanto ritiene il quotidiano cattolico ''Avvenire'' che oggi affida a un editoriale la sua prima valutazione negativa dei Cus annunciati ieri da Cesare Salvi. Nella nuova formulazione Avvenire vede una sorta di ''ansia di copiare il matrimonio'' e percio' come per i Dico non ci puo' esssere alcuna apertura ad accogliere un matrimonio di serie B. ''Per qualcuno - conclude l'editoriale - e' un passo in avanti, ma verso una direzione che resta del tutto inadeguaa e inopportuna''.
Dagospia 13 Luglio 2007