A PRODI: "FINO AL 2009 TIRI AVANTI". MOTIVO? BERLUSCONI PUNTA AL QUIRINALE
D'ALEMA PAX & LOVE - CANTO PER RUTELLI: "MA DOVE VAI SE VOTI NON CE L'HAI?"
"ANDREOTTI? IL PIÙ GRANDE SEGRETARIO DI STATO PERMANENTE DEL VATICANO"

1 - Cossiga show a "Cortina InConTra". Con un consulente d'eccezione: Tito Stagno. Sì, proprio il "tipo da sbarco sulla Luna", quello che nel 1969 entrò nella storia per aver raccontato (sbagliando sui tempi) l'allunaggio dell'Apollo 11. Che c'entra Stagno con Cossiga, a parte avere entrambi la bellezza di 79 anni? Sta di fatto che Franceschiello, per la seconda volta consecutiva, ha dato un bidone ai Cisnetto's: dopo aver prenotato dal 13 al 18 agosto al Miramonti, a Cortina non c'è andato. Anche stavolta, come l'anno scorso, lo stesso problema di salute: mal di pancia.

Ma gli indomiti delle Dolomiti non si sono dati per vinti. Anzi, l'anno scorso avevano rimediato con un collegamento telefonico, quest'anno hanno fatto le cose in grande e si sono collegati anche in video con un albergo di Aritzo dove sta trascorrendo l'agosto, tra alti e bassi d'umore e di salute. Camicia azzurra sotto un pullover a zip dello stesso colore, aperto, occhiali inforcati a intermittenza, non solo Cossigone ha parlato per due ore, ma ha pure recitato con la gestualità di un consumatore attore. Vicino a lui il solito Paolo Naccarato, sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento e alle Riforme (il ministero guidato dal diessino Vannino Chiti) in quota Gatto Sardo.

E l'insolito Tito Stagno, reclutato perchè in vacanza in Sardegna e che nei giorni scorsi era andato a riverire il suo coetaneo. "Vieni la sera di Ferragosto", gli ha imposto Franceschiello. "Facciamo una cena?", gli risposto lo "stralunato". "Ma che cena, lo sai che mi tengono a stecchetto, vieni perchè devo fare un collegamento con Cortina e ho bisogno della tua consulenza televisiva, anche perchè andiamo in diretta sul canale 872 di Sky", gli ha risposto l'Emerito (nel senso di Presidente).

Detto fatto, ecco Stagno che dispensa continui consigli, tanto che il migliaio e più di persone accorse a sentire l'intervista a Cossiga (fatta da Chicco Cisnetto con l'inseparabile cossighista Pasquale Chessa e il professor Gian Enrico Rusconi) nel vedere sul maxischermo il faccione di Cossiga, si sono accorte che il Presidente si girava continuamente alla sua destra. Tutti a chiedersi: chi guarda? Ma Tito Stagno, of course.

2 - L'occasione dell'ormai tradizionale appuntamento ampezzano di Cossiga era la presentazione in anteprima assoluta del suo nuovo libro, scritto a quattro mani con Pasquale Chessa, che uscirà a settembre per Mondadori. Titolo: "Italiani sono sempre gli altri. Per una breve storia del carattere politico nazionale, da Cavour a Berlusconi". Libro che Cisnetto ha ostentatamente fatto vedere, ma che in realtà era solo la vera copertina piazzata sopra un libro falso. A disposizione c'erano solo i titoli del sommario.

3 - Cossiga ha parlato di tutto. Ma due sono le rivelazioni più ghiotte, anche perchè fresche di giornata (di Ferragosto): la telefonata che ha fatto a Massimo D'Alema e quella ricevuta da Romano Prodi. La chiamata del presidente del Consiglio, Franeschiello l'ha liquidata in un attimo: mi ha telefonato per ringraziarmi del libro di Piero Craveri (la biografia di De Gasperi) che gli avevo mandato in regalo. "Ma cosa vi siete detti?". "Ma niente, cosucce tra democristiani", ha glissato.

Un uccellino ha però fatto sapere a Dagospia che i due hanno parlato della longevità del governo, e che Cossiga avrebbe rassicurato Prodi sul fatto che "fino al 2009 tiri avanti". Motivo? Il Cavaliere avrebbe confidato a Cossigone che con le prossime elezioni - che conta di vincere, naturalmente - deve iniziare una legislatura cui tocchi il compito di eleggere il nuovo Presidente della Repubblica. Luogo, il Quirinale, cui Berlusca ambisce andare. Molto più che tornare a Palazzo Chigi. Pare che Prodi abbia apprezzato, molto più del libro ricevuto in regalo.



Ma la telefonata più importante è quella con D'Alema. Intanto perchè è stato Cossiga a farla, dopo un lungo periodo di contrasti, con dichiarazioni al vetriolo. E poi perchè pare che D'Alemoni, uomo altrimenti roccioso e alieno dalle smancerie, si sia commosso di questo "torniamo a volerci bene". E che sia vero lo dimostrano le risposte date a Cisnetto sulla squadra di governo ideale di Cossiga. Presidente del Consiglio: D'Alema. Vicepresidente: D'Alema. Ministro degli Esteri: D'Alema. Ministro degli Interni: D'Alema.

4 - Ecco le battute più interessanti dell'intervista.
I più grandi statisti italiani? " Cavour, Giolitti, Mussolini e De Gasperi, ma se avesse vinto le elezioni nel '48 lo sarebbe stato anche Togliatti".

Perchè gli italiani sono sempre gli altri? "Sono stati gli altri per Cavour, che parlava francese e pensava come un liberale inglese; per Benito Mussolini che li voleva rifare da capo a fondo; per il sardo comunista Enrico Berlinguer che li vedeva perennemente afflitti dalla questione morale; per Eugenio Scalfari o Romano Prodi, quando votano Berlusconi; per Giuliano Ferrara e per Silvio Berlusconi, dopo che hanno fatto vincere Prodi per 24mila voti".

Andreotti? Per Francesco Cossiga, è "il più grande Segretario di Stato permanente della Santa Sede".
Il partito democratico? "O sarà l'ultima evoluzione del già più grande partito comunista italiano di Gramsci e Berlinguer - di cui io sono realmente cugino, nonostante nemmeno Gorbaciov ci credesse - o non sarà nulla. Il PD non può che essere la definitiva socialdemocratizzazione dello stesso partito comunista, naturalmente con in più la componente cattolica".

Un messaggio per Rosy Bindi, ospite oggi di "Cortina InConTra": "alla Bindi devo riconoscere che aveva ragione quando ha detto che il Partito Democratico non può essere un partito di moderati".
Ma Cossiga alle primarie andrà, e voterà Enrico Letta ("perché la mamma e la nonna sono di Porto Torres").
Con chi gareggerà l'Udc nel 2009? "Casini si posizionerà dove c'é possibilità di vincere".
Montezemolo? "Gli sconsiglio vivamente di scendere in politica"
Rutelli? "Ma dove vai se voti non ce l'hai", ha detto Cossiga canticchiando il celebre motivetto.
Gioco della torre tra Ricucci e Consorte: "butto giù Ricucci, poveraccio. Sono amico di Consorte e considero una serie di fregnacce le accuse ai Ds per la scalata Unipol".

Divertente siparietto a margine di un appuntamento di Cortina InConTra tra il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga e Melita Toniolo, la "diavolita" di Lucignolo. La showgirl ha fatto qualche domanda a Cossiga, che ha risposto con la solita verve: "Essere bugiardi è necessario in politica?", ha chiesto Melita "No, ma aiuta", ha risposto l'ex presidente. "Vista l'importanza dei democristiani e la loro capacità di rimanere al potere, chi guiderà il prossimo governo?", ha allora chiesto Melita "Forse don Sturzo", ha replicato Cossiga.

Il siparietto è andato avanti parlando di telefonate piccanti: "Come si difenderà dalle intercettazioni del pm Woodcock?" "Non parlando al telefono". E poi sulla politica: "Quale è il primo privilegio della casta che eliminerebbe?" "Quello di non dover dipendere dai giornalisti". La chiusura con una domanda ironica sui recenti scandali che hanno coinvolto il parlamentere Udc Cosimo Mele: "Quante notti con le squillo bisogna passare per diventare un politico difensore della famiglia?", ha domandato Melita. "No, bisogna essere così sciocchi da farsi beccare", ha risposto Cossiga scatenando l'ilarità della platea.


Dagospia 16 Agosto 2007