PIANGE IL TELEFONINO - L'AUTHORITY BRASILIANA RALLENTA SUL VIA LIBERA A TELEFONICA-TELCO-TELECOM - DIETRO LE QUINTE, IL MESSICANO CARLOS SLIM ATTIVO IN BRASILE CON LA SUA CLARO, FA "SABOTAGGIO" - CAMBIO AL VERTICE, SCONTRO PAGLIARO-PASSERA.
R. F. per il "Corriere della Sera"
Non più il 30 agosto ma il 5 settembre. In quella data l'Anatel, l'Authority per le telecomunicazioni brasiliana, potrebbe dare l'atteso via libera all'operazione Telecom- Telco. Un via libera condizionato al fatto che Telefonica, la compagnia spagnola che diventerà socia di Telecom Italia, si impegni in maniera palese e quindi con accordo scritto a non entrare nel merito delle decisioni che il gruppo italiano dovesse prendere sul Brasile.
Come è noto infatti Tim a San Paolo in questi ultimi anni è diventato il concorrente più acceso di Vivo, la joint venture di telefonia mobile partecipata dagli spagnoli. Conquistandosi inoltre una leadership tecnologica di non poco conto. E' per questo che l'autorità brasiliana vuole evitare a tutti i costi commistioni tra i due gruppi. E per la stessa ragione un altro attore dietro le quinte, il messicano Carlos Slim attivo in Brasile con la sua Claro, vede come il fumo negli occhi l'intesa Telefonica-Telco-Telecom. Soprattutto dopo aver tentato lui stesso l'assalto al goiellino Tim Brasile.
Fatto sta che i tempi per il passaggio del controllo di Telecom da Olimpia a Telco, rischiano di allungarsi.
L'Authority brasiliana, che avrebbe dovuto riunirsi il prossimo 29 agosto e valutare l'eventuale via libera, ha spostato la sua riunione al 30 di agosto ma, soprattutto, non ha inserito all'ordine del giorno la questione Tim. A meno di un inserimento dell'ultima ora nel lotto dei temi da affrontare dunque, il temporeggiamento di Anatel potrebbe ripercuotersi negativamente sulle fasi di quello che ormai si prospettava come un vero e proprio conto alla rovescia per il passaggio di Telecom a Telco, compagine che raggruppa, oltre a Telefonica, gli azionisti Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo e Benetton.
Un programma che, ottenuto il sì di Brasilia, prevede il closing dell'operazione per il 3 settembre ed il consiglio, con l'esame della semestrale ma anche con la possibilità di rivedere i vertici societari, il 7 settembre. Nonostante il possibile ricorso da parte del messicano Slim, che in Brasile è attivo con l'operatore mobile Claro, il vero ostacolo ancora da superare è dunque solo quello del via libera di Anatel.
Per ciò che riguarda il cambio al vertice, si rincorrono voci e nomi. In bilico c'è sia la presidenza, da poco più di 4 mesi affidata a Pasquale Pistorio, sia la carica di amministratore delegato, ricoperta da Riccardo Ruggiero. L'orientamento di Piazzetta Cuccia - secondo i rumors circolati in questi giorni - potrebbe in teoria portare anche a un cambiamento più esteso del consiglio di amministrazione, che finora ha visto un primo rimpiazzo, un mese fa, con l'uscita di Luciano Gobbi, consigliere espresso da Pirelli e l'ingresso di Gaetano Miccichè, responsabile corporate di Intesa Sanpaolo.
Per il ruolo di capo-azienda circolano, da tempo, i nomi dell'ex amministratore delegato Franco Bernabè e quello del numero due di Vodafone, Vittorio Colao. La posizione di Intesa Sanpaolo, che comunque finora non ha scoperto le carte e che continua i colloqui con Mediobanca e con gli altri soci di Telco, sembrerebbe invece favorevole a un cambio al vertice limitato con la conferma alla presidenza di Pistorio, sul quale l'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera, ha del resto di recente espresso parole di apprezzamento.
Dagospia 27 Agosto 2007
Non più il 30 agosto ma il 5 settembre. In quella data l'Anatel, l'Authority per le telecomunicazioni brasiliana, potrebbe dare l'atteso via libera all'operazione Telecom- Telco. Un via libera condizionato al fatto che Telefonica, la compagnia spagnola che diventerà socia di Telecom Italia, si impegni in maniera palese e quindi con accordo scritto a non entrare nel merito delle decisioni che il gruppo italiano dovesse prendere sul Brasile.
Come è noto infatti Tim a San Paolo in questi ultimi anni è diventato il concorrente più acceso di Vivo, la joint venture di telefonia mobile partecipata dagli spagnoli. Conquistandosi inoltre una leadership tecnologica di non poco conto. E' per questo che l'autorità brasiliana vuole evitare a tutti i costi commistioni tra i due gruppi. E per la stessa ragione un altro attore dietro le quinte, il messicano Carlos Slim attivo in Brasile con la sua Claro, vede come il fumo negli occhi l'intesa Telefonica-Telco-Telecom. Soprattutto dopo aver tentato lui stesso l'assalto al goiellino Tim Brasile.
Fatto sta che i tempi per il passaggio del controllo di Telecom da Olimpia a Telco, rischiano di allungarsi.
L'Authority brasiliana, che avrebbe dovuto riunirsi il prossimo 29 agosto e valutare l'eventuale via libera, ha spostato la sua riunione al 30 di agosto ma, soprattutto, non ha inserito all'ordine del giorno la questione Tim. A meno di un inserimento dell'ultima ora nel lotto dei temi da affrontare dunque, il temporeggiamento di Anatel potrebbe ripercuotersi negativamente sulle fasi di quello che ormai si prospettava come un vero e proprio conto alla rovescia per il passaggio di Telecom a Telco, compagine che raggruppa, oltre a Telefonica, gli azionisti Mediobanca, Generali, Intesa Sanpaolo e Benetton.
Un programma che, ottenuto il sì di Brasilia, prevede il closing dell'operazione per il 3 settembre ed il consiglio, con l'esame della semestrale ma anche con la possibilità di rivedere i vertici societari, il 7 settembre. Nonostante il possibile ricorso da parte del messicano Slim, che in Brasile è attivo con l'operatore mobile Claro, il vero ostacolo ancora da superare è dunque solo quello del via libera di Anatel.
Per ciò che riguarda il cambio al vertice, si rincorrono voci e nomi. In bilico c'è sia la presidenza, da poco più di 4 mesi affidata a Pasquale Pistorio, sia la carica di amministratore delegato, ricoperta da Riccardo Ruggiero. L'orientamento di Piazzetta Cuccia - secondo i rumors circolati in questi giorni - potrebbe in teoria portare anche a un cambiamento più esteso del consiglio di amministrazione, che finora ha visto un primo rimpiazzo, un mese fa, con l'uscita di Luciano Gobbi, consigliere espresso da Pirelli e l'ingresso di Gaetano Miccichè, responsabile corporate di Intesa Sanpaolo.
Per il ruolo di capo-azienda circolano, da tempo, i nomi dell'ex amministratore delegato Franco Bernabè e quello del numero due di Vodafone, Vittorio Colao. La posizione di Intesa Sanpaolo, che comunque finora non ha scoperto le carte e che continua i colloqui con Mediobanca e con gli altri soci di Telco, sembrerebbe invece favorevole a un cambio al vertice limitato con la conferma alla presidenza di Pistorio, sul quale l'amministratore delegato di Intesa, Corrado Passera, ha del resto di recente espresso parole di apprezzamento.
Dagospia 27 Agosto 2007